Recensione: APPUNTAMENTO CON DEMONE di Romina Casagrande

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…fu in quell’istante,
nel momento in cui le sue dita fatte di spirito e di aria
sfiorarono la pelle mortale di Calu,
che lei decise di tenerlo con sé. 

Titolo: Appuntamento con demone
Autore: Romina Casagrande
Editore: autopubblicato - 10 aprile 2017
Pagine: 47
Prezzo: ebook - gratuito

Trama
Doveva muoversi in fretta, silenziosa come le ombre della notte che iniziavano a scendere sul mondo. Uno scambio. Ecco cosa avrebbe fatto.
Syri sciolse i lunghi capelli neri, nascondendo Calu alla foresta e ai suoi occhi.
Ma Lyssa, la terribile dea della vendetta, aveva già visto. Celata nel suo nascondiglio di muschi rideva, assaporando la fine dell’odiata sorella.” 

Ogni anno, all’inizio dell’estate, le creste delle montagne si accendono di fiamme che prendono le forme di croci e cuori. Gli dei si fermano e stanno a guardare, ricordando un’epoca in cui i mortali accendevano quei roghi per adorarli. Per una notte, in loro assenza, il mondo degli umani si mescola a quello di creature sovrannaturali e vendicative, e tutto può accadere.
​​​​​​​Due sorelle molto speciali. Un amore che si è nascosto fra le pieghe del tempo per tornare a bruciare alla festa dei fuochi. Cosa conta di più: la passione di un demone o la sua sete di vendetta?

***

Christine non si aspetta di rincontrare il bel ragazzo del museo proprio nello strano negozietto di famiglia, ma Stefan si tratterrà ancora poco a Bolzano e così, quando la invita alla sua festa d’addio, non le resta che accettare. Quello che non sa è che non sarà il tipo di festa che immagina.

Appuntamento con demone è un racconto breve, ma intenso, che ho trovato perfetto per le mie letture serali e per avere un assaggio della penna di Casagrande.
Il racconto trae ispirazione da alcune leggende dell’Alto Adige e dalla mitologia etrusca, che l’autrice immerge in un contesto urbano e moderno. È l’elemento fantastico a dare al racconto un risvolto adrenalinico, fatto di corse lunghe una notte alla ricerca delle prime luci dell’alba.
La brevità del testo impedisce di arricchire la narrazione, ma ciononostante sono molte le informazioni sulla quotidianità della protagonista. D’altra parte la voce narrante appartiene a Christine e questo permette al lettore di farne un punto di riferimento.
La lettura è scorrevole e non è difficile notare una certa ricercatezza nella scelta delle parole e nelle descrizioni. Non posso negare che ho trovato un po’ banale ma senz’altro piacevole il risvolto finale, probabilmente penalizzato dalla forma del racconto.
Di contro, sono rimasta affascinata dai riferimenti mitologici e dal loro inserimento consapevole. Insomma, penso proprio che in futuro leggerò uno dei romanzi di Casagrande con la speranza di trovare soddisfazione alla mia curiosità e ai miei gusti personali nello sviluppo narrativo.





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