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Recensione: Codine, di Leventon

Titolo: Codine


Autore: Leventon


Editore: auto-pubblicazione (Streetlib)


Data di uscita: 22 ottobre 2018


Genere: nonsense, satira, commedia


Formato: ebook (epub, mobi)


Lunghezza: 120 pagine (circa)

Sinossi: Sono dei, ma “onnimpotenti”. Ridicoli e umanissimi. Un Olimpo sghembo, ebbro, volgare. Nulla fanno e nulla sono. Si annoiano e aspettano che la loro vita diventi qualcosa. Ma come si può diventare qualcosa se non si è nulla? Se la vita è brevissima e senza senso, la rincorsa a darle valore porta un panico divino. Dimenticando che fa già ridere così.
CODINE è un viaggio nel nonsense più sfrenato, che adotta la forma fulminea della flash fiction e che trova le sue radici tanto nel letterario di Malerba, Twain e Lear, quanto nel vignettistico delle strisce quotidiane e dei Garbage Pail Kids (i mitici Sgorbions). Chi lo dice che per essere scrittori seri bisogna scrivere in modo serio?
Tutti, appunto.


Recensione

Codine non è certo un libro convenzionale, l'autore lo dichiara fin da subito nella presentazione e lo conferma dell'introduzione del libro. Credo di poterlo definire il più particolare che abbia mai letto, e voi sapete che io adoro il nonsense e le parodie, ma il livello qui è davvero portato all'estremo, cosa che io, devo dire, ho apprezzato parecchio. 

Ogni raccontino ci narra di un dio: abbiamo tra gli altri Policarpo, il dio dei malintesi, o Riticalco, il dio delle improvvisazioni riuscite solo a metà, o ancora Barbaranna, dea dei CD masterizzati; in questa raccolta gli dei ci vengono raccontati nella loro onnimpotenza, spesso ridicoli, impegnati nel dare un senso alla loro esistenza con traguardi a volte irraggiungibili, come diventare il peggior giocatore di battaglia navale o semplicemente togliere una macchia dalla propria tazza preferita

La raccolta è composta da più di settanta storie, ma il libro può essere letto tranquillamente in poco più di un'ora. In ogni caso io sconsiglio di consumarlo tutto in una singola lettura, perché secondo me questi racconti vanno gustati col giusto ritmo, per concederci il tempo di dare agli dei protagonisti il tempo per lasciarci la possibilità di ridere e di conoscerli un po' alla volta. Io personalmente l'ho letto nel corso di più giornate, iniziando dalla prima pagina e poi proseguendo a volte in ordine sparso, attirata da un nome o dall'estrema brevità di alcune storie. 
I racconti di Codine sono brevi, brevissimi e in ogni caso raramente superiori a una pagina, basati molto spesso su giochi di parole e su giochi stilistici. Visto il loro formato ricordano più delle scenette, li vedrei bene pubblicati in una rivista, magari affiancati a illustrazioni che mostrino il dio di turno nel suo intento.

Lo stile dell'autore è molto adatto a racconti così brevi, che risultano quasi sempre piacevoli e che alla loro conclusione ci lasciano un sorriso, a volte amaro. Non posso dire di averli amati tutti allo stesso modo, ce ne sono alcuni che ho preferito e che mi sono rimasti nel cuore e altri che invece ho dimenticato una volta conclusa la lettura, ma questa eterogeneità è la forza della raccolta, perché a mio parere ciascuna storia ha il potenziale per essere la preferita di un lettore.

Consiglio Codine agli amanti delle spigolature, delle freddure e a chi non si lascia spaventare dal nonsense, perché questi racconti, nonostante lascino degli interessanti spunti di riflessione, non possono certo essere definiti letteratura classica e di certo chi è in cerca di un romanzo vero e proprio non troverebbe ciò che cerca nella raccolta.
Visto sia il prezzo di vendita che la varietà dei racconti presenti, però, vi consiglio di dare una possibilità a Codine, che potrebbe stupirvi e farvi compagnia in momenti nei quali magari avete voglia di leggere qualcosa di particolare o semplicemente di un racconto veloce che vi accompagni giusto per qualche minuto.





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