venerdì 24 febbraio 2017

Recensione: "E ADESSO (S)VESTIMI" di Sara Pratesi

Buongiorno, lettori!
Oggi voglio parlarvi di un racconto che ho letto parecchi mesi fa, ma che non ho avuto ancora modo di recensire fino a oggi :P
Comunque, tralasciando la mia poca organizzazione, vi dico che si tratta di una storia scritta da Sara Pratesi (una scrittrice molto prolifica) il cui titolo è tutto un programma: E adesso (s)vestimi! Ma non lasciatevi ingannare, si tratta di un gioco di parole, niente di scandaloso ;-)

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Titolo: E adesso (s)vestimi 
Autore: Sara Pratesi
Editore: Amazon Kindle
Prezzo: € 4.15 (cartaceo) - € 0.99 (ebook)
Pagine: 121 p.
Genere: Romance Contemporaneo  (Racconto)
Anno di pubblicazione: 2014

Trama
Cosa fare se lui ti lascia e tu sei convinta che sia un madornale errore?
Clara Conti ha trovato la soluzione al problema: ti affidi a un uomo che ti guidi e ti plasmi come donna dei sogni di qualsiasi maschio.
A Clara però ne basterebbe solo uno, di maschio, Claudio il suo ex che l’ha scaricata e già ha ripreso a frequentare altre giovani donne, tutte più belle, più eleganti e più curate di lei.
Ci vuole poco in realtà, visto che Clara si veste solo di insulsi capi di due taglie più grandi e il trucco non ha mai toccato la sua pelle. 
Alessandro è la chiave e lei si lascia modificare da quest’uomo bello e affascinante che sa bene cosa voglia dire “desiderio”.
Tra divertenti battibecchi e qualche consiglio piccante, Clara scopre un nuovo lato di se stessa e forse il sogno di riconquista potrebbe non esser più tanto lontano.
Ma un imprevisto si mette sul suo cammino, e se poi ti accorgi di aver sbagliato “via”?

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La mia recensione

Ormai posso dirlo: sono una short story addicted! Sempre se così si può dire. Fino a qualche anno fa non ero una grande lettrice di racconti; troppo brevi per una come me a cui piacciono i bei romanzoni di una volta. Ma poi, complice l'avvento del digitale e la vasta scelta di ebook di piccola taglia di ogni genere disponibili sugli stores online, non ho potuto fare a meno di avvicinarmi sempre più a queste letture “volanti”, adatte per ammazzare il tempo durante una pausa caffè o un'interminabile fila alla posta.
È proprio così che ho scoperto questo racconto di Sara Pratesi. Il titolo ironico e un po' malizioso, la trama perfetta per una commedia romantica americana e il numero di pagine mi hanno convinto a immergermi nella lettura di E adesso (s)vestimi, una storia leggera ma che scandaglia i sentimenti in modo comunque dettagliato. Insomma una lettura perfetta quando si ha poco tempo ma non si vuole rinunciare alla qualità.
La trama segue la migliore tradizione delle cosiddette rom-com e strappa più di un sorriso. La protagonista, Clara, è stata piantata dal fidanzato e si sente un vero straccio. Aveva riposto in lui tutte le sue certezze e adesso la sua vita è completamente piatta. Allergica a qualsiasi abbellimento estetico e a qualsiasi tipo di abbigliamento che ne esalti, anche di poco, la linea, si crogiola in uno stato sofferente e deprimente, convinta che lei e Claudio dovrebbero tornare insieme. Quando, però, scopre che lui si è già lasciato tutto alle spalle e frequenta bellissime donne, decide di cambiare e chiede aiuto a un suo collega, Alessandro, che le mostra come valorizzarsi senza perdere sé stessa. Ma la loro vicinanza accende una scintilla e sarà difficile spegnerla...
La storia di Sara Pratesi è un piacevole intrattenimento che si mangia in un boccone. Scrittura scorrevole, personaggi ben delineati e un pizzico di passione rendono il tutto ricco di brio e sentimento. Le dinamiche che portano alla rinascita di Clara (un piccolo anatroccolo moderno) come donna sono realistiche e le sue emozioni, le sue paure e i suoi pensieri l'avvicinano moltissimo al lettore. Anche l'amore che nasce con Alessandro è naturale, quasi una diretta conseguenza del suo cambiamento, perché è lui a farle riscoprire la sua bellezza, il suo valore e quanto è importante trovare un equilibrio tra l'esprimere la  propria personalità e il non sopprimere la propria femminilità.
Un racconto che mi è piaciuto e che consiglio alle lettrici che in un romance contemporaneo cercano amore, passione, sorrisi e piccole rivincite rosa.




mercoledì 22 febbraio 2017

Recensione: "Freakshow" di Daniel Pee Gee

Titolo: Freakshow
Autore: Daniel Pee Gee
Editore: Kipple Officina Libraria
Prima edizione: 30 novembre 2016
Pagine: 200
Prezzo: 1.99 euro per l'ebook, 15.00 euro per la versione cartacea
Trama:
Su un lontano avamposto spaziale del satellite Europa viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi provenienti da diverse crudeli storie si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d'ingresso. A sconvolgere la deprimente situazione nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L'entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.



Uno spettatore difficilmente dimentica quello che vede al Korallo’s Circus. Donne, bambini, giovani, anziani, chiunque può comprare il biglietto e accedere al tendone dove, attraverso un percorso prestabilito, si può assistere a esibizioni particolari e abbastanza rare: gemelli siamesi, nani, donne barbute, persone affette da malformazioni a cui nessuno crederebbe senza vederle con i propri occhi. E per chi è indeciso se entrare o meno, può guardare gratuitamente lo spettacolo di un geek mentre ingoia un serpente ancora in vita. Questo è il freakshow gestito da Korallo.

Inizio subito con quello che per me è stato il punto debole del romanzo: l’inizio. La storia vera e propria parte dopo almeno una cinquantina di pagine. Infatti nei primi capitoli l’autore descrive in modo molto particolareggiato e dettagliato cosa sia un freakshow e quali sono gli individui che vengono mostrati nel circo gestito da Korallo, in che ordine lo spettatore li può vedere, quali spettacoli presenta ognuno di loro e quali malformazioni ha. Per quanto sia interessante e molto ben scritto e anche se ho apprezzato il fatto che il lettore inizialmente viene trattato proprio come se fosse uno spettatore e quindi si accingesse a vedere tutto il freakshow, tuttavia è un romanzo e per rimanere incollata alle pagine io ho bisogno di una trama da seguire, qualcosa che mi spinga a voler scoprire cosa succede dopo. Comunque, questo è l’unico lato negativo che ho riscontrato, perché quando la storia comincia davvero e i personaggi non vengono più solo presentati, ma iniziano ad agire sulla scena, la trama mi ha interessato parecchio. Da un lato si parla di questa figura quasi leggendaria, Uincio Uancio, che diventa una vera e propria religione per le persone del circo. Dall’altro si parla di un personaggio che ho trovato davvero interessante, Narcissus, che incarna perfettamente tutto ciò che è opposto ai freak. Eppure, per certi versi, ha molto più in comune con loro che con qualsiasi altra persona.

Lo stile del romanzo è davvero bello, non è semplice ma ha un buon ritmo e quindi riesce a essere scorrevole, infatti tutta la storia sembra un lungo racconto fatto a voce e poi trascritto, perché non mancano i commenti e le digressioni. Quello che per me è stato il punto forte del romanzo è il fatto che durante la narrazione vengono fatte delle considerazioni interessanti, alcune vengono messe in bocca ai personaggi, altre appunto vengono lasciate come commento alle scene o ai personaggi presentati. La mia parte preferita resta comunque la storia di Narcissus, di cui non vi svelo nulla per non rovinarvi la sorpresa.


“La Natura è il primo vero gestore di freakshow. Prende una specie e di essa combina e sviluppa modificazioni genetiche, che poi esibisce sotto la luce trafiggente del giorno. Li mette alla prova. Ne soppesa comportamenti e adattabilità, sogguarda con cura come le innovazioni che vi ha apportato giovino loro. Se tutto va bene, mantiene il nuovo venuto e ne plaude il successo. Male che vada, lo cassa!”






lunedì 20 febbraio 2017

C'era una volta... #13

"C'era una volta...". È così che hanno inizio alcuni dei racconti più importanti della nostra vita. Quasi fossero parte di una formula magica, queste parole hanno il potere di rinnovarsi e volgersi al presente ogni volta che vengono pronunciate o lette.
Nel tentativo di regalarvi un briciolo di magia, abbiamo ideato la rubrica "C'era una volta..." per condividere gli incipit più belli e suggestivi dei libri che abbiamo letto.

Buongiorno lettori, questa è la mia prima rubrica dedicata agli incipit e vorrei lasciarvi quello di una mia lettura in corso.

La casa degli angeli - Giulia Beyman

“Erano tutti troppo eleganti, troppo alteri e troppo compiaciuti di essere tra i pochi eletti che avrebbero presenziato a quello che si preannunciava come l’avvenimento mondano della stagione. Troppo.
“E io sono qui a mangiare pane e ansia” si irrigidì Amanda mentre sbirciava nel foyer da dietro la pesante tenda di velluto rosso.
Già, ma in fondo quella era l’Opera, il gioiello di Place de la Bastille e di Parigi. Mica pizza e fichi.
Si era già pentita di non aver resistito alla tentazione di spiare la varia umanità che affollava l’atrio del teatro. Sapeva che quella curiosità avrebbe vanificato gli effetti delle quaranta gocce di biancospino che aveva appena buttato giù per sopravvivere alla fifa nera che la tormentava da giorni.
L’improvviso pensiero che una crisi d’ansia le paralizzasse le mani durante il concerto, impedendole di muovere l’archetto, le tagliò il fiato. Un sudore freddo le salì alle tempie e le gambe si fecero molli.
“Non un attacco di panico, ti prego. Non ora.”
Amanda si concentrò sul respiro, perché sapeva che era quello che doveva fare, e si affidò agli esercizi di visualizzazione che la sua analista le aveva suggerito. Chiuse gli occhi e si immaginò sul palco, incurante del pubblico, sicura di sé e priva di incertezze, mentre eseguiva alla perfezione i più arditi passaggi dello spartito.”


Vi ho incuriosito? Si tratta di un seguito e penso che la prossima volta potrò condividere con voi la mia recensione.