venerdì 26 agosto 2016

C'era una volta... #10

"C'era una volta...". È così che hanno inizio alcuni dei racconti più importanti della nostra vita. Quasi fossero parte di una formula magica, queste parole hanno il potere di rinnovarsi e volgersi al presente ogni volta che vengono pronunciate o lette.
Nel tentativo di regalarvi un briciolo di magia, abbiamo ideato la rubrica "C'era una volta..." per condividere gli incipit più belli e suggestivi dei libri che abbiamo letto.


Buongiorno, carissimi!
Oggi avrebbe dovuto esserci una mia recensione, ma la connessione mi ha abbandonato e ho dovuto collegare il cellulare per preparare questo post, quindi sono stata costretta a fare una cosa veloce. Godetevi l'incipit di questo bel racconto! Spero vi incuriosirà ^.^


Una notte, a teatro
Linda Kent

Bath, luglio 1839

Il temporale si era abbattuto improvviso, come accade in certe sere d'estate. Non aveva però placato la temperatura, eccessiva in modo sfacciato, e l'aria si era fatta umida e vischiosa.
Lady Grace Anderson sentì una goccia di sudore scivolarle nel solco fra i seni: all'interno del teatro, le luci del palcoscenico e le candele del grande lampadario centrale avevano peggiorato la situazione e ormai, alla fine del terzo atto, respirare era divenuto difficile.
Con uno scatto del polso aprì il ventaglio e iniziò ad agitarlo energicamente.
«Lo distruggerai in quel modo!» Lady Muriel Fielding sorrise appena e si tamponò le labbra con un fazzolettino. «Ma hai senz'altro ragione, tesoro mio: si muore di caldo. Chiederò che ci portino un po' di limonata ghiacciata.
Nonostante l'età, tante Muriel era ancora una donna formidabile, che non temeva nulla e nessuno, e non si curava delle convenienze. Un'alttra dama del suo rango avrebbe suonato il campanello d'argento senza muovere nulla di più delle due dita necessarie per scuoterlo, invece lei si alzò e uscì dal palco per cercare un valletto e trasmettergli l'ordine.
Grace sorrise fra sé; amava moltissimo la zia ed era davvero orgogliosa di assomigliarle. Le aveva insegnato così tanto, e con l'esempio più che con le parole. Da lei aveva imparato il valore assoluto della lealtà e il rispetto per le scelte del cuore, le uniche regole che valesse la pena di seguire.


Allora, cosa ne pensate? La penna elegante e fluida di Linda Kent è ormai inconfondibile per me e le sue storie mi piacciono molto. Questo breve racconto mi ha incantato dalle prime righe.
Per caso avete già letto Una notte, a teatro? Fatemi sapere!
Alla prossima!


mercoledì 24 agosto 2016

C'è post@ per noi... #171

Buongiorno lettori!!
Anche durante le vacanze noi siamo qua a segnalarvi qualche bella uscita italiana. Vediamo cosa è approdato nella nostra casella di posta...



Titolo: Ingrid a Riccione
Autore: Pee Gee Daniel
Editore: La Gru
Pagine: 80
Prezzo: €8,00 (cartaceo)

Dove acquistare: SITO EDITORE

Trama
Che cosa è l’amore? È un’illusione o viene realmente suscitato in noi dal partner? Qual è la sua essenza? E ancora, per caso ci si innamora solo se il momento è propizio, indipendentemente dalla persona che incontriamo? Il caustico resoconto della bella tedeschina Ingrid circa le sue avventure rivierasche saprà fornire una risposta definitiva all’annoso quesito? O ci aiuterà perlomeno... ad aprire gli occhi?


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Titolo: Jean Améry. Il risentimento come morale
Autore: Guia Risari
Editore: Castelvecchi
Pagine: 176
Prezzo: €19,50 (cartaceo)

Dove acquistare: SITO EDITORE

Trama
Jean Améry (1912-1978), già Hans Mayer, scrittore e saggista «non-non-ebreo», fu un testimone particolarmente acuto e sensibile della Shoà. In Italia è noto soprattutto per tre saggi di ispirazione filosofica – Intellettuale a Auschwitz, Levar la mano su di sé, Rivolta e rassegnazione – e per il romanzo Charles Bovary, medico di campagna. Portandosi su terreni di confine della ragione, indagando oggetti che sfuggono a priori all’analisi – il dolore, la morte, il flusso del tempo e della memoria – Améry fu un acrobata della negazione, capace di affrontare le illusioni radicate nel pensiero e nel senso comune con l’osservazione lucida e impietosa dall’interno. Dalla sua riflessione scaturisce un confronto serrato con pensatori quali Nietzsche, Scheler, Weber, Freud, Adorno, Sartre, Jankélévitch, Cioran e testimoni come Bettelheim e Levi. Questo volume presenta l’opera di Améry e approfondisce alcuni temi del pensiero occidentale – l’invecchiamento, il suicidio, la concezione del tempo e dell’individuo – ma affronta ugualmente le questioni della Shoà, della testimonianza e della creazione letteraria, proponendo una rivalutazione filosofica del risentimento, inteso come re-sentir, capacità percettiva e coscienza riflessiva, «fonte emozionale di ogni morale autentica, che sempre fu una morale degli sconfitti».

L'autrice
Guia Risari, laureata in Filosofia all’Università Statale di Milano, specializzatasi in Studi ebraici moderni e Letteratura all’Università di Leeds, ha dedicato interventi a Primo Levi, Jean Améry e Walter Benjamin e tradotto Il sangue del cielo, il capolavoro concentrazionario di Piotr Rawicz. Tra le sue pubblicazioni, The Document Within the Walls. The Romance of Bassani, (1999, 2004), Il taccuino di Simone Weil (2014), La porta di Anne (2016).

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Titolo: Come un'isola
Autore: Monika M.
Editore: Lettere Animate
Pagine: 149 pagine
Prezzo: €0,99 (ebook)

Dove acquistare: AMAZON

Trama
Come un'isola è un viaggio nella mente ed il cuore di Lucrezia , la protagonista . 
Quando ci innamoriamo siamo portati ad andar ogni limite fino a quel momento conosciuto , completamente in balia dei sentimenti ci lasciamo trascinare , ma quanto lei sarà disposta a dare di se stessa? Qui inizia la lotta tra ragione e sentimento , orgoglio e amore ! 
Victor entrerà nella vita di lei con un compito specifico , farla regredire fino a farle ricordare una vita passata , tutto è ...stato da Lucrezia pianificato e stabilito , ma nulla andrà come lei aveva programmato . 
Si può amare chi ci fa volutamente del male? Si ! Si perché l'amore vero è irrazionale ... ma poi si deve pensare anche a noi , donare la propria anima a chi non ci ama è un suicidio e Lucrezia lotterà invece per vivere

L'autrice
Nata a Roma nel 1976 . 
"Molti mi chiedono perchè io usi uno pseudonimo , ebbene ,credo che per esser totalmente sinceri nella scrittura non ci si debba curar del giudizio altrui con una maschera la mente si libera da inutili fardelli ,inoltre credo si debba legger senza preoccuparsi di CHI dice , quanto del COSA ... 
Scrivo perchè la mia anima da sempre è intrappolata in ambientazioni di epoca Vittoriana , in romanzi le cui pagine sono ancora intrise di passione e desiderio ed è lì con la mia scrittura che amo tornare , se il mondo me ne priva , la mia fantasia se ne impossessa ribelle , ancora ed ancora .... 
Amo il Medioevo tanto quanto il Rinascimento ... la luce può esser percepita unicamente a contrasto con l'oscurità . 
Non bramate di conoscermi , ho un caratteraccio , armatura indispensabile per anime fragili."
Pagina FB del romanzo | Sito dell'autrice

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Titolo: Diario di una 883
Autore: Sara Goria
Editore: Elmi's World
Pagine: 128
Prezzo: €4,49 (ebook); €12,00 (cartaceo)

Dove acquistare: SITO EDITORE

Trama
Esistono amicizie che a prima vista non avresti mai pensato potessero nascere, quelle che sbocciano dalla diversità più accentuata e cominciano male, con sguardi obliqui e attese. Legami ereditati dolorosamente, ma che riservano sorprese e inattesi amori.
Cosa se ne fa una ragazza elegante che non ha mai ammirato le due ruote di una Harley? Eppure il mondo dei biker è magico, ti regala una famiglia, scatena l’energia e infonde allegria. Grazie allo Sportster conoscerà il padre che l’ha abbandonata, scoprendo i suoi lati dolci e malinconici capendo pian piano la sua solitudine e il suo lacerante destino.

L'autrice
Sara Goria è nata a Torino e vive da più di vent’anni in Valle d’Aosta con i suoi due figli, due cani e una gatta che ha preso in prestito il nome da una favola di Beatrix Potter.
I suoi racconti sono stati pubblicati nelle raccolte “Lupus in Fabula” (2011) e “Venti di montagna” (2014 ‘ Echos Edizioni).
Nel 2013 ha pubblicato il suo romanzo “Seconda classe, lato finestrino” con l’editore Lineadaria, la versione ebook è edita da Elmi’s World.
Le piace leggere, osservare, ascoltare e reinventare il mondo, che sia dall’alto dei suoi monti oppure a cavallo di una lucida e rombante Harley, con la stessa fantasia, ma cambiando prospettiva.

Alla prossima




lunedì 22 agosto 2016

Recensione: ARABESQUE di Livin Derevel



Titolo: Arabesque 
Autore: Livin Derevel 
Editore: Milena Edizioni - 7 novembre 2015
Pagine: 294
Prezzo: Ebook - € 3,99; cartaceo - € 16,00


Trama
Non è la giornata fortunata di Bentley Flores.L’esame per cui si era dato tanto da fare è stato improvvisamente rimandato, la ragazza per cui ha una cotta non ha tempo da dedicargli, e piove. In più ecco spuntare una donna un po’ hippy e un po’ santona, che lo usa come facchino prima di regalargli una lampada di dubbio gusto come ringraziamento. Tornare a casa gli pare la salvezza, e invece chi è quello strano ragazzo tutto sorriso che Bentley non ha mai visto prima? Perché sembra così affezionato a lui? Ma soprattutto, com’è che ha la capacità di esaudire desideri? Bentley non ha idea di cosa inizi a succedere nella sua vita, e tenterà di trovare il modo di cavarsela attraverso una storia impregnata di realismo magico, dove suo malgrado sarà eletto il padrone di un inaspettato genio della lampada.

***

La giornata non è iniziata nel migliore dei modi per Bentley Flores, studente della facoltà di Belle Arti a San Francisco. L’esame di arte barocca, il più complesso del corso, per cui si è preparato per mesi, è stato rimandato a data da destinarsi a causa di problemi famigliari della professoressa; lui e Kora, amica di cui è infatuato, decidono di andare a prendersi un caffè per riprendersi dalla notizia e quando lui si decide a dichiararsi, Kora riceve una telefonata ed è costretta a tornare a casa. 


Pagò al bancone lasciando il resto e si infilò il cappuccio nell’uscire. Diluviava. 
Può andare peggio di così? 

«Mi scusi!» 
Ley alzò gli occhi al cielo piovoso. 
Certo che poteva andare peggio. 


Una strana donna gli chiede aiuto per trasportare delle tele all’interno del suo negozio e nonostante il malumore e la voglia di tornare subito a casa, Bentley l’aiuta. La donna per ringraziarlo gli dona una lampada a olio proveniente dal Medio Oriente. Il ragazzo la accetta per educazione, anche se è sconcertato e vagamente inquietato dai modi di fare di lei. 
A casa decide di pulirla per regalarla alla nonna, ma con sua sorpresa accade l’impensabile: si ritrova nel salotto di casa un ragazzo, con il sorriso pronto e una vivacità esuberante. 


«Io sono Frank, e sono un genio!» 

Momento di silenzio totale. 
«Ah.» Ley lo squadrò cercando di capire da quale manicomio fosse scappato. «E… dimmi, genio, come sei entrato in… casa mia…?»

Bentley non crede a questo strano, e folle, ragazzo, che allora lo sfida a chiedergli di fare qualcosa. Ley usa così il suo primo desiderio chiedendo di poter dare l’esame e di passarlo con il massimo dei voti e subito dopo lo schiocco di dita di Frank squilla il telefono: lo avvisano che la mattina dopo dovrà recarsi in facoltà per sostenere l’esame con gli assistenti della professoressa. Ley deve arrendersi all’evidenza quando Frank dà ulteriore dimostrazione dei suoi poteri: si ritrova davvero a essere il padrone di un genio! E ha ancora due desideri da esprimere…

Il romanzo ruota attorno al rapporto che si viene a creare tra Ley e Frank, una relazione che diventa sempre più complice e intima. Frank è adorabile e tenero, così dedito al suo compito di genio, con secoli di attività alle spalle, ma ancora così vivace e pieno di meraviglia per tutto ciò che lo circonda. Inizialmente il suo affetto per Ley è dettato dalla natura particolare del rapporto tra padrone e genio, ma con il passare del tempo diventa sempre più evidente che non si tratta più solo di quello. 
E Ley è un artista; è riservato e molto selettivo nelle amicizie, ma lega subito con Frank, lo accetta con tutte le sue stranezze dopo un iniziale momento di disorientamento. 
A completare la cornice vi sono gli amici e il fratello di Ley, personaggi secondari ma simpatici che offrono delle scene molto divertenti. Tra le mie preferite rientra quella in cui anche Dave, il fratello minore di Ley, scopre che Frank è un genio: a Halloween Frank si occupa delle decorazioni della casa e decide di infondere una “goccia di vita” nel pupazzo di un gatto piuttosto inquietante, dagli occhi di fuoco. 

Due piccoli, vispi occhietti rossi erano puntati su di lui. 

«Meow…»
Un gatto. Cosa ci faceva un gatto in casa sua? Cosa ci faceva un gatto posseduto dal diavolo in casa sua? 


Ley convince il genio a farlo ritornare normale, ma non abbastanza in fretta, dato che Dave fa in tempo a vederlo: 


«Tu…» bisbigliò pianissimo. Ci volle loro un po’ per realizzare che era Frank il soggetto della frase. «Il gatto… era… era vivo…»

E come una marionetta a cui avevano tagliato i fili, Dave crollò sul pavimento. 

Arabesque è una fiaba moderna, romantica e malinconica allo stesso tempo, con una coppia che sicuramente è insolita, dato che si tratta di un romanzo a tematica LGBTQI, e ammetto candidamente che non sapevo bene cosa comportasse questa definizione, ma l’autrice ha scritto un interessante post a riguardo sul suo blog se volete un chiarimento. 

Nonostante non ci siano grandi sorprese nell’intreccio, la storia è piacevole e divertente, e io me ne sono innamorata. Complice anche lo stile dell’autrice, scorrevole e descrittivo, in alcuni casi “pittorico” nel concentrarsi sui particolari di scene o sensazioni. 
È un romanzo che consiglio a chi è in cerca di una fiaba e di un po’ di romanticismo.