Passa ai contenuti principali

Recensione: Il tempo di tornare a casa di Matteo Bussola


IL TEMPO DI TORNARE A CASA
di Matteo Bussola
Einaudi | Stile Libero Big | 184 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,50 
23 novembre 2021 | scheda Einaudi


«Vivere, in fondo, non è che una serie di storie che si chiudono e si aprono, un continuo stringere la presa e lasciar andare. Una catena infinita di incontri e di addii». Quante esistenze attraversano una stazione affollata. Dietro i volti delle persone in fila all’edicola o al bancone del bar si nasconde un groviglio di desideri e paure, di dolori e speranze. C’è una donna che non deve partire, eppure resta seduta lì, le borse della spesa ai piedi. C’è un padre che ha smarrito il figlio, e un uomo che sta per separarsi dalla donna della sua vita. C’è un marito che vede un enorme coniglio accanto a sua moglie ogni volta che la guarda, una ragazza che riceve messaggi inattesi, un ragazzo che ha preso una decisione irreversibile. C’è il mistero indecifrabile di ogni incontro capace di farci cambiare strada, e il terrore dell’abbandono sempre dietro l’angolo. Poi c’è uno scrittore con un buffo berretto giallo che si aggira fra i binari dopo aver perso il treno, ed è impaziente di salire sul prossimo. Perché sa che alla fine del viaggio troverà la sua famiglia ad aspettarlo. Perché «l’amore ha sempre, sempre a che fare con qualcuno in grado di riportarti a casa». Con la sua voce inconfondibile, Matteo Bussola racconta il nostro ostinato bisogno degli altri, malgrado la possibilità di ferirsi, di tradirsi, malgrado le accuse o i rimpianti. Il suo è un inno al potere salvifico delle storie, grazie alle quali ci sentiamo tutti meno soli.


La mia recensione
Chiuso il libro mi è venuto in mente il film Love Actually. Avete presente? L'inizio, la scena all'aeroporto. Interno, area arrivi aeroporto londinese di Heatrow, voce fuori campo...

Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all'area degli arrivi dell'aeroporto di Heathrow. È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d'accordo. Per me l'amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di note, ma comunque c'è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici.

In un certo senso la scintilla iniziale di Il tempo di tornare a casa mi ha ricordato questo inizio. L'autore non è in aeroporto ma è in una stazione di provincia, perde il treno e deve aspettare lì qualche ora per il successivo. È in quel momento che si intrecciano le storie di tanti personaggi che si incrociano, si sfiorano, si scontrano in quella stazione per continuare poi con la propria vita. Il ragazzo che scappa di casa per andare ad un rave party; l'adolescente appena lasciata dal fidanzato più grande; la coppia sposata che sta partendo per un ultimo viaggio; l'aspirante suicida; queste sono solo alcune delle storie che capitolo dopo capitolo l'autore ci propone, scene di poche pagine in cui lui fa sempre capolino, con il suo berretto giallo e lo zainetto in spalla, a cercare un libro nella libreria, ad aiutare il barista che ha fatto cadere una tazza, a curiosare nel negoziato di gadget. 

Non avevo ancora letto nulla di Matteo Bussola, ma questo libro con un enorme coniglio in copertina mi è letteralmente entrato nel cuore. Si può leggere su più livelli: seguendo i singoli "racconti" o cercando di inserirli in un quadro più grande. 
Ci sono al suo interno storie tristi, storie più allegre, cose buffe, paure, ci sono tutti quegli aspetti che incontriamo nella vita fuori dalle pagine e che a volte neanche notiamo, ma qui, con una stazione a fare da palcoscenico e un autore dal berretto giallo a dirigerne gli attori, tutto diventa evidente, tutto è speciale, unico, anche ciò che solitamente non lo è. Un carica batterie a forma di unicorno, oggetto lasciatemelo dire piuttosto orrido e che giusto in stazione (o all'autogrill) uno è disposto ad acquistare, diventa in poco tempo bilancia di un successo o di un insuccesso, ma anche di un litigio definitivo o di una speranza in una storia d'amore; una tazza che cade e si frantuma a terra può essere un semplice incidente o anche l'inizio di tutto. Matteo Bussola ci fa riflettere sul caso e sul destino, sui giudizi e sui pregiudizi, ma anche sulle piccole cose che nella vita diamo per scontato e che invece per qualcun altro posso essere la svolta della vita. 

Tante vite, tante esistenze e poi un unico grande finale: il ritrovarsi! In noi stessi, negli altri e con gli altri, a casa e nelle storie degli altri. Tutti siamo protagonisti della nostra storia ma tutti siamo anche attori, piccoli o grandi, nelle storie degli altri. Bussola non solo crede nel potere salvifico delle storie ma ce lo dimostra, un capitolo dopo l'altro, e a conclusione ce lo dice...

Io credo che le storie servano a scaldarci quando il vento è troppo freddo, a farci sentire meno soli, a sapere che tutti, a prescindere dal treno, condividiamo lo stesso viaggio. Servono a permetterci di incrociare sguardi diversi dal nostro. Occhi consumati dalla paura, corrosi dall'ansia, stremati dalla fretta, illuminati dal fuoco di una nascente possibilità.
Voto
.... e mezzo!



Alla prossima



Commenti

Post popolari in questo blog

BUONA ESTATE!

Cari lettori, noi ci prendiamo una pausa per ricaricarci e tornare più pimpanti di prima.  Ci ritroverete, come sempre a settembre. Vi auguriamo relax e tante buone letture!

C'è post@ per noi... #629

  Buona domenica, lettori! Anche questa domenica abbiamo tante novità da presentarvi Il tempo inconiugabile - Filippo Casanova Titolo: Il tempo inconiugabile Autore: Filippo Casanova Data di Pubblicazione : 3 luglio 2026 Casa Editrice: Les Flaneurs Edizioni Pagine: 130 Prezzo : 15,00€ Sinossi:  Cosa resta quando una vita si spezza troppo presto? E cosa accade a chi nasce dopo, nel silenzio che segue una tragedia? Come si riformula il lessico famigliare intorno a domande che non smettono di bruciare? Il 25 giugno 1984, G* muore, a ventidue anni, in un incidente sul lavoro. Non lascia figli, non lascia un’eredità concreta, eppure il suo ricordo si cristallizza nella memoria di chi lo amava fino a diventare una presenza invisibile che attraversa le generazioni. Il nipote, nato troppo tardi per conoscerlo, passa la vita a inseguire le tracce dello zio. Ma più cerca di ricomporre la figura di G*, più si perde nel labirinto della propria identità. In un tempo che si frantuma tra il...

Recensione: Dahlia. Il vivaio delle assassine - Laura Fiamenghi

  Titolo: Dahlia. Il vivaio delle assassine Autrice: Laura Fiamenghi Casa editrice: De Agostini Data di pubblicazione: 9 Giugno 2026 Pagine: 448 Prezzo: 17,00€ Sinossi:  Dahlia è la Rifiorentissima, l’agente più quotata del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie e assassine: si fanno chiamare Fiori. Agenti bellissime e letali, prive di emozioni. Ma non Dahlia: lei è... il Fiore fuori dal bouquet. È maldestra, pigra, imprevedibile, le sue emozioni sono tutt’altro che sopite. Eppure, per un colpo di (s)fortuna, è considerata la migliore. Intoccabile. Inarrivabile. Quello di Rifiorentissima è un titolo che non sente suo... e che potrebbe farle crollare il mondo addosso da un momento all’altro. Il suo passato la tormenta come un chiodo fisso, di ruggine e vendetta, e l’unico che può offrirle la libertà è lui... Rune: l’uomo scontroso ed enigmatico che le ha salvato la vita. Occhi di ghiaccio, l’accento svedese, le mani sempre coperte da guanti di cuoio. L’uomo che l’ha sottra...