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Recensione: "Storia di chi fugge e di chi resta" (L'amica geniale #3) di Elena Ferrante

Titolo: Storia di chi fugge e di chi resta
Serie:L'amica geniale #3
Autore: Elena Ferrante
Editore: Edizioni E/O
Pagine: 384
Prezzo: € 19,50
TRAMA
Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso "L'amica geniale" e "Storia del nuovo cognome", sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l'agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.

LA MIA OPINIONE

Elena e Lila, Lila ed Elena. Quello che sembrava un binomio inscindibile si è ormai separato: se da una parte Elena è riuscita a terminare gli studi universitari a Pisa, a scrivere un romanzo e sta per sposarsi con Pietro, a Napoli, ancora nel rione, Lila ha deciso di lasciare Stefano, il marito violento che l'aveva resa infelice e vuota per andare a vivere, insieme al figlio, con il suo amico d'infanzia Enzo. Lasciare il marito però ha significato anche lasciare l'agiatezza e la sua posizione sociale. Adesso è costretta infatti a lavorare come operaia in un'azienda che produce salumi, in condizioni al limite del disumano.

Sullo sfondo dell'Italia degli anni '70, in pieno fermento politico per la lotta tra fascisti e comunisti, con studenti e operai che diventano protagonisti della politica ma anche di atti terroristici, le vite di Lila ed Elena si intrecciano e qualche volta passano anche in secondo piano rispetto alla cronaca di quegli anni.
Proprio per questa ragione, il terzo volume della saga de L'amica geniale assume un ritmo completamente diverso rispetto ai volumi precedenti, tanto che la seconda parte risulta molto meno fluida da leggere.
A questo si aggiungono i cambiamenti radicali nelle vite di Lenù e Lila.
La prima si è laureata, ha scritto un romanzo  ed è pronta a sposarsi e ad avere una famiglia tutta sua, lontana da Napoli e dal rione. I problemi arrivano quando quello che sembrava un sogno di felicità si avvera ed Elena scopre che forse quello non era ciò che voleva dalla vita, o quanto meno che quello non è il modo in cui lo voleva. Divisa tra i suoi doveri di madre e moglie e la sua carriera, la situazione non manca di complicarsi ancora di più quando Nino Sarratore ricompare nella sua vita, confondendo i suoi sentimenti.
Sempre più infelice, nonostante l'impegno politico e giornalistico e la grande voglia di scrivere, deve lottare con un marito assente, le esigenze delle sue bambine e quel senso di inadeguatezza che continua a perseguitarla. 
Lila, dall'altra parte, ha archiviato la vita con Stefano per vivere, seppur con immensi sacrifici, con il figlio, insieme ad Enzo, l'amico d'infanzia con il quale ha un rapporto complicato: non lo ama , non è attratta da lui, ma nutre un rispetto immenso nei suoi confronti e vuole aiutarlo a realizzarsi.

Quello che non è cambiato, rimane il particolare rapporto di amicizia tra le due protagoniste, un rapporto che si basa ancora sulla competizione, sul continuo paragonarsi l'una all'altra, su mezze parole e silenzi ma anche su dure verità che poco a poco vengono fuori, anche se devono essere tirate fuori con la forza.
Arrivate a questo punto della loro vita le due donne dovrebbero essere arrivate al punto di sapersi confrontare con sincerità, ma questa dinamica sembra faticare ad innestarsi tra di loro.

Piena di entusiasmo, sull'onda assolutamente positiva dei primi due libri, ero determinata a concludere questa serie ma devo ammettere di aver faticato un po' a terminare questo terzo volume. Ingarbugliato tra la tematica politica ed il rapporto tra Elena e Lila che non si evolve, anzi, sembra cristallizzato ancora nelle dinamiche di quando erano bambine, è stato pesante da portare a termine.
Certo, la Ferrnate ha il merito di aver portato alla luce le problematiche politiche che hanno tormentato quel periodo storico, esponendole dal punto di vista di due persone comuni, ma questo ha in qualche modo reso meno fluide le dinamiche tra i personaggi, che sono alla base di questo romanzo.




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