Recensione: Appena prima dell'alba - Virginia Graziani

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Titolo: Appena prima dell'alba
Autore: Graziani Virginia
Prezzo: 13,90 €
Dati: 2015, 400 p.
Editore: Eden Editori  (collana Thriller)

Trama: Il prestigioso istituto St. Moise dà il via all'annuale festa di fine anno con la tradizionale "caccia all'indirizzo" per scoprire il luogo del party. Seguendo gli indizi riportati su dei biglietti di carta, quindici studenti provenienti da diverse parti del mondo scompaiono nel nulla. Col passare delle ore, e poi dei giorni, i ragazzi rimasti bloccati in un vecchio monastero cercano di sopravvivere costretti a confrontarsi con gli altri e a fronteggiare le proprie paure, i segreti, i limiti. Mentre emergono nel gruppo i primi scontri e alleanze, sentimenti e amicizie, la convivenza si complica drasticamente: ben presto, infatti, gli studenti si accorgono che qualcuno dall'esterno fornisce loro del cibo, e per la prima volta vedono insorgere l'agghiacciante possibilità di essere stati attirati in una trappola. A incappare in questa disavventura, vi sono tra gli altri, il viziato figlio del Rettore del St. Moise, uno spagnolo con la fama da ladro, un ex soldato italiano reduce dall'Afghanistan tormentato dagli incubi, un canadese con il volto deturpato dal fuoco, una sensitiva di origini indiane, il machiavellico e sarcastico Gerard McFallon, e un americano che sembra non possedere alcun passato.

Recensione:
Quando ho iniziato a leggere questo libro, mi aspettavo un thriller molto diverso da quello che invece ho scoperto e apprezzato.
Un gruppo di studenti del St Moise, un istituto esclusivo e rinomato, si ritrova imprigionato in un vecchio monastero che pare essere disabitato ormai da anni. I ragazzi all'inizio sono convinti che passeranno solo una notte in quel luogo antico e ricco di particolari inspiegabili, ma lentamente si rendono conto che qualcuno li sta tenendo lì e li controlla, qualcuno porta loro del cibo e alcune porte si aprono da sole.
Nel corso della lettura impareremo a conoscere i protagonisti eterogenei di questo libro: Nayana, una ragazza Indiana che pare avere qualche potere divinatorio; Blas, uno spagnolo dal passato cupo; Adrian, un giovane proveniente da una famiglia ricca che ha scelto di lavorare in un mercantile.
I protagonisti vengono da tutto il mondo, Italia compresa. Lentamente, cominciano a conoscersi meglio, ma solo alla fine del libro scopriamo il motivo per cui sono chiusi in quel monastero.


Ho apprezzato molto l'introspezione dei personaggi, che compone una buona parte del romanzo. I dialoghi sono naturali e le reazioni che i protagonisti hanno sono adatte al contesto dal quale provengono; ragionate, a volte sbagliate, altre volte semplicemente egoistiche, ma quasi sempre risultano simili a quelle che potrebbero compiere delle persone in carne e ossa di fronte a una situazione come quella descritta.


Il libro mi è piaciuto, ma devo ammettere che verso la metà ho cominciato a sentirmi un po' persa, perché mi pareva che la trama non stesse andando avanti per niente e, se comunque ho apprezzato tutti gli approfondimenti, mi è parso che sia mancato qualche dettaglio in più per capire il motivo della loro prigionia. Il finale ha soddisfatto le mie aspettative, ma mi è dispiaciuto un po' che non ci siano stati indizi precedenti alla sorta di confessione che il colpevole fa, perché mi sarebbe piaciuto leggere un dibattito in merito, mentre le parti di confronto di gruppo sono un po' mancate, sempre secondo me.


In ogni caso è un libro che consiglio a chiunque apprezzi i thriller fatti di piccoli indizi e di approfondimenti psicologici, e non quelli fatti di armi da fuoco e di violenza. La storia è originale e i personaggi sono ben caratterizzati.
Terrò d'occhio l'autrice


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