La Cifra Corretta

Recensione: "La Cifra Corretta" di Simone Palmanti"

07:30

Titolo: La Cifra Corretta
Autore: Simone Palmanti
Edizioni: PubMe
Collana: I read it
Genere: Thriller
Formato: Kindle- Cartaceo
Prezzo: Kindle Eu 1,99 - Cartaceo Eu 9,00
Pagine: 106

Sinossi:
 Come spesso accade, il destino, attraverso accadimenti inattesi e percorsi imprevedibili, fa incontrare persone che in altre circostanze non ne avrebbero mai avuto l'occasione. Con motivazioni differenti, due fratelli altoatesini, una improbabile coppia ispano-ligure di sconclusionati investigatori, un tranquillo impiegato di una azienda di trasporti internazionali ed una rampante ragazza dai capelli rossi, devono unire gli sforzi per scoprire il motivo di un omicidio camuffato da suicidio. Un ragazzo, alla ricerca di una verità importante, incontra qualcuno che cambierà per sempre la sua vita, rubandogliela.

Recensione:

Jonas Mair si è davvero suicidato, lasciandosi travolgere da un treno in corsa? A maggio 2020 è uscita una nuova edizione de "La Cifra Corretta" di Simone Palmanti, per la collana I read it di PubMe. Un apparente suicidio mette in moto una serie di bizzarri personaggi, i quali animati da motivazioni differenti l'uno dall'altro, sono decisi a scoprire cosa e chi si cela dietro la morte di Jonas.
 
 
Dall'improbabile coppia di investigatori privati Raffaele e Antonio, sempre pronti a punzecchiarsi, alla focosa rossa Milena e il suo "partner" Palmieri, goffo impiegato, passando dagli altoatesini Ferdinand e Gunther, tutti i personaggi presentano caratteristiche molto ben definite e ciascuno a modo suo è legato a Jonas. Se in un primo momento le coppie procederanno su bnari paralleli, ad una certo punto il loro incontro darà modo al lettore di sbrogliare la matassa e avere una visione completa degli eventi.

L'autore ha dato vita ad un thriller dalle tinte ironiche, che tratta una tematica, quella dello sfruttamento dell'immigrazione clandestina, purtroppo drammaticamente attuale. Attraverso la sottile comicità dei personaggi, delineati da dialoghi fluidi e battute che fanno sorridere, il romanzo avanza senza intristire il lettore, ma anzi, lo sprona ad addentrarsi nella vicenda, per scoprire la verità.
 Il ritmo del romanzo è scorrevole, non annoia mai. Se avete voglia di leggere un racconto a tinte gialle, ma capace di strapparvi una risata, è il libro che fa per voi!
 
 
 
 
 

c'è posta per noi

C'è post@ per noi... #387

08:09

Buona domenica lettori, rieccoci con le nostre segnalazioni made in Italy.







Titolo: Padre nostro. Riscritture civili di una preghiera tra musica e letteratura
Autore: Alberto Sebastiani
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Pagine: 176
Sinossi: La preghiera del Padre nostro è stata di recente ripensata e riscritta da due teologi, Vito Mancuso e José Tolentino Mendonça, dal gruppo folk rock dei Gang, dal cantautore Vasco Brondi (meglio noto come Le luci della centrale elettrica), dal gruppo di rock alternativo Il Teatro degli Orrori e dallo scrittore Erri De Luca.
L’analisi delle loro rielaborazioni mostra un comune denominatore: l’intenzione di responsabilizzare l’uomo – nella sua relazione con l’altro, con sé e con il mondo – facendo leva su un testo condiviso. In particolare, la declinazione laica del discorso da parte dei Gang e di De Luca riguarda il rapporto con i migranti, con gli sbarchi e le stragi del Mediterraneo, cioè con un conflitto culturale e politico a tutt’oggi irrisolto. In questi testi, il dialogo tra la letteratura e altri linguaggi esprime quindi una lettura profonda del nostro tempo, offre un orizzonte non banale a cui tendere e dimostra come esso sia cercato da artisti diversi attraverso le parole di una preghiera universale ripensata e riscritta anche in chiave civile. È l’espressione della ricerca di un «noi», di una comunità solidale capace di costruire parole diverse rispetto alla retorica dominante.
L’autore: Alberto Sebastiani, pubblicista, insegnante e ricercatore, collabora alle pagine culturali di Repubblica e lavora per l’Università di Bologna a progetti editoriali e televisivi. Di Silvio D’Arzo ha curato Opere (con Emanuela Orlandini e Stefano Costanzi, Monte Università Parma 2003) e Lettere (Monte Università Parma 2004). Ha inoltre pubblicato Le parole in pugno. Lingua, società e culture giovanili dal dopoguerra ai nostri giorni (Manni 2009), Nicolas Eymerich. Il lettore e l’immaginario in Valerio Evangelisti (Odoya 2018) e i tre volumi che raccolgono i tredici romanzi del «Ciclo di Eymerich» di Valerio Evangelisti (Mondadori 2019).


Titolo: Disagiotopia
Autrice: Florencia Andreola
Editore: D Editore
Pagine: 190
Sinossi: In un momento storico in cui i disastrosi effetti collaterali e le complesse contraddizioni del modello di sviluppo occidentale emergono in tutta la loro forza, arriva in libreria Disagiotopia, riflessione di otto voci protagoniste del dibattito italiano e mondiale sul malessere profondo che ormai in modo endemico investe la modernità: dalla vita politica a quella psichica, dallo spazio urbano a quello domestico, dall’adolescenza all’età adulta.
La crisi economica e sociale subentrata subito dopo i fasti del Dopoguerra ha portato alla normalizzazione di una condizione di disagio che oggi abbraccia ogni sfera della vita collettiva e personale.
Il capitalismo occidentale non riesce a produrre benessere materiale senza diffondere allo stesso tempo un malessere profondo e un doloroso senso d'impotenza. Capire le forme di questo disagio e tracciarne una mappatura è oggi più che mai necessario per elaborare delle strategie di resistenza e rispondere alle sfide del nuovo mondo che si sta delineando.
Disagiotopia parte da qui: attraverso l’esplorazione di spazi domestici, urbani, economici e sociali, otto autrici e autori tra storici, filosofi, architetti, urbanisti, sociologi e psicologi si interrogano sul modo per
orientarci in una terra desolata, raccontare il nostro “tempo fuori di sesto” e immaginare nuove forme di resistenza. Tra gentrificazione, discriminazione di genere e precariato diffuso, Disagiotopia mostra il volto oscuro del tardo capitalismo, proseguendo il percorso della collana Eschaton, diretta da Raffaele Alberto Ventura (già autore di Teoria della Classe Disagiata).
L’autrice: Florencia Andreola è ricercatrice indipendente, si occupa di storia e critica dell’architettura e della città e dei temi sociali ad esse connessi. È laureata al Politecnico di Milano in architettura e ha conseguito il PhD in storia dell'architettura all’Università di Bologna. Ha co-curato i libri Milano. L’architettura dal 1945 a oggi (Hoepli, 2018), Backstage. L’architettura come lavoro concreto (Franco Angeli, 2016) e Milan Architecture Guide 1945-2015 (Hoepli, 2015). Ha pubblicato saggi e articoli in varie riviste, tra cui San Rocco, Ardeth, Domusweb, Doppiozero, Abitare, CheFare.


Titolo: L’altra me
Autrice: Anna Esse
Editore: Autopubblicato
Pagine: 685
Genere: Romance
Sinossi: “Erano una il riflesso dell’altra, erano uniche nella loro particolarità e non avrebbe permesso a nessuno di dividerle. Nessuno.”
New York. La Grande Mela.
Melanie e Kimberly sono due gemelle identiche nell'aspetto ma con caratteri completamente opposti. Dopo aver visto entrambe le loro relazioni naufragare, decidono di convivere in un appartamento a Tribeca dove ritrovano la loro serena quotidianità, fatta di amici, lavoro e sogni nel cassetto finché un incontro inaspettato scuote le loro vite: vecchi ricordi che riemergono... e nulla sarà come prima.
L’autrice: Sono nata a Torino nel luglio del 1976 da genitori operai.
Fin da piccola ho sempre inventato storie: prima scritte, poi disegnate e poi di nuovo scritte.
Sono sempre stata in grado di sognare a occhi aperti, a immaginare mondi fantastici e a perdermi in essi. Forse perché essendo l'unica femmina della famiglia (a parte mia madre), era un modo costruttivo per sfuggire al fatto che ero circondata da maschi: ho tre fratelli. Non saprei, ma sono sempre stata una sognatrice incallita.
La mia prima storia ufficiale s'intitolava "L'angelo e la pistola", non lo troverete su Amazon, perché è un racconto poliziesco che scrissi ai tempi delle medie e che chissà, magari un giorno potrei riprendere e decidere di trasformarlo in qualcosa di più. Poi, dopo aver scritto alcune storie, iniziai a disegnarle e così nacquero manga come "Sentimenti" o "Brothers" che potete trovare nel mio blog.
Non scrivo un genere specifico, per cui aspettatevi di tutto.


Titolo: Settima onda
Autrice: Silvia Petronici
Editore: Il Rio Edizioni
Pagine: 104
Sinossi: Settima Onda è il nome di un appartamento privato che si trova all'ultimo piano di un palazzo in una via periferica a sud di Padova. L'ideatrice del progetto, Aurora Di Mauro, dopo un profondo lavoro di ristrutturazione, lo ha aperto al pubblico nel 2012 immaginando un appartamento relazionale in cui l’arte possa essere un elemento di aggregazione e di interazione.
Messo a disposizione, sempre gratuitamente, come spazio per incontri culturali (mostre, spettacoli teatrali e musicali, degustazioni, conversazioni, presentazioni di libri, incontri di fotografia analogica, progetti relazionali sul cibo) l’appartamento è caratterizzato dalla presenza di opere che conferiscono all’ambiente un’atmosfera molto particolare e, nello stesso tempo, contribuiscono alla sua vivibilità.
Le opere attualmente presenti sono il pavimento in ceramica di Pino Castagna, la porta con l’onda fluo in marmorino veneziano di Valerio Bevilacqua, la finestra in plexiglass “Aurora nel tempo” di Francesco Candeloro, il neon “Lite Plot” di Arthur Duff, la decorazione in zucchero di Marco Chiurato,  l'onda sonora in nylon cromato di Michelangelo Penso e le due sculture ceramiche di Paolo Demo. Pensare alla propria casa come la “Settima Onda” tanto attesa dal galeotto Papillon per fuggire dall’Isola del Diavolo consente di percepire l’appartamento come uno spazio libero in cui le ‘regole’ che imprigionano la quotidianità restano fuori dalla porta per lasciarsi cullare dal movimento ondoso delle relazioni.
L’autrice: Silvia Petronici, dottoressa in Filosofia, ha dedicato la sua intera attività da curatore indipendente di arte contemporanea alla ricerca sulle pratiche artistiche site and audience specific, l’arte pubblica e le pratiche di partecipazione socially engaged. Ha curato mostre e progetti culturali presso enti pubblici, musei e gallerie private svolgendo parallelamente un’attività didattica e formativa con artisti e curatori all’interno di seminari, conferenze e percorsi residenziali di sperimentazione e studio della pratica e dei linguaggi artistici contemporanei in un’ottica situata e comunitaria. Nel 2018 ha pubblicato A piedi nudi ballano i santi. La relazione artista-curatore nelle pratiche artistiche site specific. Arte pubblica e progetti socialmente impegnati (Oligo Editore, Mantova), un manuale teorico-pratico che disciplina questo specifico approccio alla pratica artistica e curatoriale.



Angela White

Recensione: Il giglio e il leone - Angela White

17:39

Titolo: Il giglio e il leone
Autrice: Angela White
Casa Editrice: Self publishing
Data di pubblicazione: 14 Maggio 2020
Pagine: 256
Prezzo: 3,99€

Sinossi: 

Per proteggerla deve averla 

Terminati gli studi al Trinity College, la giovane e innocente Lily lascia l’Irlanda e torna da suo padre, un ricco avvocato di Boston. Il ritorno a casa, tuttavia, si rivela molto diverso da come Lily ha sognato, e la ragazza scopre che il padre è legato a uomini influenti e misteriosi. Tra questi, il taciturno Michael O’Rourke attrae Lily irresistibilmente, con il suo fascino rude e pericoloso, i tatuaggi che fregiano il suo corpo potente e l’atteggiamento scostante. Ma quando la situazione precipita, e Lily si scopre prigioniera in un labirinto di fumo e specchi, dove niente è ciò che sembra, solo il cuore potrà guidarla e solo Michael potrà proteggerla. In un unico modo: reclamandola come suo esclusivo possesso.


Recensione

Credo di aver letto tutte, o quasi,  le pubblicazioni di Angela White e non potevo perdermi per nessuna ragione la sua nuova opera: "Il giglio e il leone". 
Questa storia è una "rivisitazione" in chiave moderna della storia "La bella e la bestia" dove Lily e Micheal sono i nostri fantastici protagonisti. 

Lily e Micheal sono i due opposti che si attraggono, sono il giorno e la notte, insomma sono completamente diversi ma che per una strana combinazione, insieme, combaciano alla perfezione. 
Lily è una ragazza dolcissima, giovane, appena laureata e vuole prendere in mano la sua vita e tornare nella sua città di origine. All'inizio ho trovato la nostra protagonista un po' troppo infantile e a tratti anche molto irritante ma, per fortuna, nel finale si riprende ed ha un maturamento non indifferente.
Micheal, invece, è una persona di polso, sa quello che vuole e non ha paura di prendersi quello che vuole. Anche se l'aspetto lo fa sembrare una persona molto rude, cattiva e al di sopra delle regole, nel profondo nasconde una gran voglia di fare la cosa giusta e dei momenti di tenerezza, soprattutto quando si trova a stretto contatto con Lily. 

Lo stile di scrittura in questo libro è cupo, come l'ambientazione e tutto il contorno di questa storia, ma nonostante questo è graffiante, incalzante da farci trattenere il fiato. 

E' una storia un po' cupa visto che vengono trattati temi come: mafia, droga, sequestri di persona, omicidi. Se avete bisogno di una lettura più leggera allora vi consiglio di aspettare il momento giusto per poterlo leggere. E' una storia che merita di essere letta.
Se invece state cercando un libro più intenso allora questo è il libro giusto per voi XD








Spero che questa recensione vi sia piaciuta! 



AA.VV.

Recensione: Storie di fantasmi italiani, di AA. VV.

06:00


Titolo: Storie di fantasmi italiani, le case morte

Autore: Autori vari

Editore: 80144

Genere: horror

Pagine: 240

Curatore: P. Baron

Descrizione: Ci sono luoghi di cui si parla a bassa voce, col sorriso tirato e gli occhi bassi. Case cristallizzate in un tempo indefinibile che puzzano di cose vecchie e che, anche quando sono invase dalla luce del giorno, sembrano buie. Ogni città ha qualcuno di questi luoghi, dove tu, anche se ai fantasmi non credi, di notte non ci andresti mai. Il volume racconta dieci di quei posti, tutti in Italia, reali, con tanto di indirizzo e una storia oscura che aspetta qualcuno - coraggioso o pazzo - capace di ascoltarla. Racconti ispirati allo stile di scrittori del calibro di E.A. Poe, H.G. Wells, Lovecraft e Meyrink e densi di suspense, inquietudine e suggestioni, destinati alle migliaia di lettori appassionati di horror made in Italy.

Recensione:

Anche per questo mese ho deciso di occuparmi della recensione di un'antologia di racconti, come sapete amo i racconti e in questo periodo mi sono ritrovata a leggerli più volentieri del solito. Ho scelto Storie di fantasmi italiani, le case morte: una raccolta che avevo deciso di acquistare tempo fa e che ho ritrovato per caso in una delle mie liste di libri. Sono contenta di averla scelta perché era da un po' che desideravo ritornare all'horror e i racconti sono stati inquietanti al punto giusto e mi hanno fatto prestare particolare attenzione agli scricchiolii a casa per qualche giorno.

I racconti hanno in comune il tema, in tutte infatti sono presenti delle case possedute da fantasmi. Per il resto, visto che ciascuna storia ha un autore differente, ci troviamo di fronte a stili eterogenei, a racconti ambientati ai giorni nostri o nel passato, in varie zone d'Italia.
A essere sincera non tutti mi hanno convinta completamente, ma si nota una cura nella composizione della raccolta che mi ha permesso di apprezzarla e di arrivarne alla fine senza quasi accorgermene. 

Il primo racconto è A casa, di Euro Carello e l'ho trovato un inizio molto promettente: narra di un  uomo che torna nel suo appartamento, ora in vendita dopo una disgrazia che l'ha costretto ad andarsene. Mi è piaciuta la tensione che l'autore è riuscito a far crescere durante la lettura.

Il secondo è La camera oscura, di Dario Coriale e tra tutti questo mi è rimasto impresso nella memoria. Il protagonista è il giovane Sandro, un fotografo neo-proprietario di un piccolo appartamento nel quale pare non essere del tutto solo.

La signora col cappello giallo, di Silvia Monteverdi intreccia passato e presente in un racconto triste dal finale enigmatico.

Proteggimi dal Male, di Raffaella Migliaccio ci narra di Sofia, una bambina che si ritrova suo malgrado ospite della zia, in una casa tetra e sudicia che nasconde dei segreti.

Si prosegue con Al di là, di Maria de Fanis, del quale ho apprezzato molto lo stile e l'originalità.

La casa delle bambole di Elena Bibolotti è forse il più inquietante tra tutti. Di certo su di me ha avuto effetto, probabilmente perché sono sensibile al fascino un po' magico delle bambole che raffigurano gli esseri umani e che non a caso sono protagoniste di parecchi horror. Anche in questo racconto poi l'ambientazione è curatissima.

Nell'originalissimo Festa di Borgata, di Lucia Dore i protagonisti non sono certo simpatici, tanto che si arriva quasi a tifare per il fantasma.

Ho guardato, di Michele Carenini è una storia profonda, tormentata, ricca di spunti di riflessione e piuttosto classica nello stile.

Nella vasca di pietra, di Diletta Crudeli è uno dei racconti che ho preferito, la protagonista è una casa viva e senziente, con le idee molto chiare.


A concludere la raccolta abbiamo Via del Fontanaccio, di Simona de Marchis. La protagonista dovrà cercare di distinguere il sogno dalla realtà e di capire come uscire dall'incubo.

Consiglio questa raccolta a chi ama le storie di fantasmi e gli horror in generale, ottima da leggere a casa, ma anche in vacanza se non vi spaventate facilmente.











Alessandra Pierandrei

C'è post@ per noi.. #386

08:30

Buona domenica,
oggi vi presentiamo 4 romanzi da non perdere!












Cronache quotidiane - Giuseppe Di Matteo





Titolo: Cronache quotidiane
Autrice: Giuseppe Di Matteo
Casa Editrice: Les Flaneurs Edizioni
Data di pubblicazione: 15 Aprile 2020
Pagine: 100
Prezzo: 10,00 €


Sinossi: 
L’emergenza Coronavirus ci ha costretti a restare a casa e a cambiare radicalmente le nostre abitudini. In tanti, com’era prevedibile, hanno cominciato a rimpiangere la loro vita (e il mondo) di prima. Ma si stava davvero meglio? E in che modo la quarantena forzata ci ha cambiati? Giuseppe Di Matteo prova a entrare nelle viscere del Belpaese e a raccontare ciò che vede lasciandosi guidare dalla scia dei suoi frammenti, strumento di cui da tempo non riesce più a fare a meno. E già prima della fine del viaggio si materializza un inquietante interrogativo: ne usciremo davvero migliori?


Biografia: 
Giuseppe Di Matteo (Bari, 1983), giornalista professionista, ha lavorato
per vari quotidiani e testate tra i quali Il Giorno e Telenorba. Attualmente collabora con La
Gazzetta del Mezzogiorno e con Basilicata 24 dove si occupa di cultura e recensioni di libri.
Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di poesie Frammenti di un precario. La sua passione

smisurata per i libri lo ha spinto a iniziare l’avventura di Librincircolo.




Dispari - Josè Stancarone




Titolo: Dispari
Autore: Josè Stancarone
Casa Editrice: Les Flaneurs Edizioni
Pagine: 118
Prezzo: 12.00€

Sinossi:

«Ho visto il tramonto geloso dell’alba. Ho visto comici tristi. Ho visto
bambini affamati ma felici. E, nonostante tutto, la molteplicità
dell’universo appare ogni volta come un miracolo»

Un eccentrico professore e la sua giovane allieva Sara parlano fra loro, interrogandosi a fondo sull’ispirazione, sull’intuito e sulla complessità della percezione umana. Per farlo analizzano due racconti, i cui protagonisti – un artista e un musicista – sono alla ricerca di quell’imperfezione che rende grande la loro arte. Un raro dialogo in cui la tematica della diversità emerge prepotentemente, per motivare tutti coloro che per
qualche ragione si sentono inadeguati a qualsiasi contesto o schema; personalità atipiche,
non omologabili… “dispari”, appunto, verso una nuova visione della persona che
distingua la differenza dalla disuguaglianza.


Biografia :
Josè Stancarone (Bari, 1984). Ha conseguito il dottorato di ricerca in
matematica nel 2016 e ha insegnato presso l’Università e il Politecnico di Bari, estendendo
poi la sua attività anche ai licei, dove insegna matematica e fisica. Appassionato ricercatore
delle verità scientifiche, ha creato diverse esperienze di divulgazione nelle scuole e a teatro.
È attivista per l’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e precedentemente per ADI
(Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia).





Raccontiamoci: storie e leggende del folclore pugliese - Mara Tribuzio




Titolo: Raccontiamoci: storie e leggende del folclore pugliese
Autrice: Mara Tribuzio
Casa Editrice: Les Flaneurs Edizioni
Data di pubblicazione: 15 Giugno 2020
Pagine: 143
Prezzo: 13.00€

Sinossi: 

Storie e leggende del folclore pugliese – Due coppie di
sfortunati amanti, un uomo e il suo terrificante segreto,
l’amore in tutte le sue più diverse e autentiche declinazioni, una meravigliosa terra a fare da sfondo alle loro vicende. La Puglia. Sono questi gli ingredienti dei racconti che vi accompagneranno nella scoperta di una
veste inedita dei nostri territori, quella più profonda e
fantastica, immaginifica e forse più veritiera. La terra
così come ci veniva raccontata dai nostri nonni e dagli
zii per farci capire che dietro ogni cosa, anche quella più
impensabile, possono aprirsi infinite possibilità.

Biografia: 
Mara Tribuzio (Bitonto, 1979). Ha frequentato il liceo classico, si è laureata in Lettere Classiche con indirizzo filologico-linguistico presso l’Università degli Studi di Bari. Successivamente ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento di Lettere presso scuole secondarie di I e II grado e di attività di sostegno per studenti diversamente abili. Ha frequentato numerosi corsi di formazione e di perfezionamento a indirizzo umanistico e su metodologie psicopedagogiche di gestione dell’insegnamento e apprendimento nell’ambito didattico.
Oggi è una docente che vive e lavora a Bari svolgendo la sua professione con passione e determinazione. Nella sua vita ha viaggiato molto e ha vissuto in diverse città tra cui Venezia, Firenze, Ravenna, Rovigo. Ama leggere e scrivere. Ha pubblicato nel 2017 il suo primo romanzo Sinestesie e ha vinto diversi concorsi letterari inerenti il genere della novellistica e del racconto breve. Cura un blog personale di letteratura dal titolo Parola alle parole.




Zugzwang: Il dilemma del pistolero - Alessandra Pierandrei




Titolo:
 Zugzwang: il dilemma del pistolero
Autrice: Alessandra Pierandrei
Casa Editrice: Nativi Digitali Edizioni
Data di pubblicazione: 30 Giugno 2020
Pagine: 186
Prezzo: 3,99€ (ebook, offerta di lancio 2,99€) 
12.00€ (cartaceo)


Sinossi: 

È il 1888, e Jasper Stevenson, considerato tra i migliori pistoleri del West, ha da tempo appeso le Colt al chiodo per trasferirsi nel pacifico Oregon. In una delle tante giornate trascorse tra le bottiglie e i fantasmi di antichi drammi, l’ex-pistolero viene disturbato da un’offerta di lavoro del ricco imprenditore Barnett, uno di quelli che non sanno accettare un “no” come risposta. Quando le carte vengono scoperte, un dilemma scuote l’indolenza di Jasper: tenere chiuse le porte del proprio scottante passato, con il rischio che venga fatto del male a persone a lui care, o aprirle, al costo di dover finalmente fare i conti con se stesso? Come spesso accade, vince il “male minore”, o almeno quello che è ritenuto tale…
Senza altra scelta che intraprendere un viaggio che lo condurrà fino in Oklahoma, a lui si unirà Katharine, una giovane donna smaniosa di vedere il mondo al di fuori del circo di Buffalo Bill, e che forse conosce la vita e le sue avversità più di quanto Jasper, all'inizio, sia disposto ad ammettere.
In “Zugzwang – Il dilemma del pistolero” Alessandra Pierandrei non ci racconta solo la storia di un viaggio avventuroso, ma anche uno scorcio sul passato e presente di un variegato e affascinante gruppo di personaggi, restituendoci un’accurata e appassionante rappresentazione di drammi e amenità ai tempi del Selvaggio West, dove non è tutto oro nero quel che luccica...

Biografia:

Alessandra Pierandrei, anni trentuno all’anagrafe, ma niente di serio.
Con evidente sconsideratezza si è laureata in giurisprudenza e poi, con altrettanta, è diventata avvocato.
Scrive, oltre che per lavoro, anche per hobby: gestisce infatti un blog in cui blatera delle cose più disparate e per anni ha fatto parte dello staff di Parole Pelate, un sito che recensisce serie tv, libri e film.
Nel 2017 ha frequentato il corso di scrittura e sceneggiatura della Scuola Internazionale di Comics di Jesi (ora Acca Academy) tenuto da Marco Greganti e Giulio Antonio Gualtieri.
Passa il tempo a sognare a occhi aperti come Snoopy, ma in realtà è Charlie Brown.



Spero di aver attirato la vostra attenzione!
Buone letture^^



Caffè Voltaire

Recensione "Caffè Voltaire" di Laura Campiglio

08:00


CAFFÈ VOLTAIRE
di Laura Campiglio
Mondadori | Narrative | 264 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
5 maggio 2020 | scheda Mondadori


Svoltati i trentacinque, Anna Naldini ha la sensazione di ritrovarsi dalla parte sbagliata della trentina: quella in cui la sbornia diventa dura da smaltire, ma soprattutto quella in cui dai progetti è ora di passare ai bilanci. Ma c'è di peggio. Nel giorno del suo compleanno perde la più importante tra le otto collaborazioni precarie di cui si fregiava il suo barocco curriculum: il lavoro di reporter per "La Locomotiva", il quotidiano di sinistra per antonomasia. Non si scoraggia, e dopo la sbronza di rito è pronta a rimettersi in gioco dal tavolino del Caffè Voltaire, il suo bar di riferimento. Sarà il giornale più a destra del paese, "I Probi Viri", a proporle di seguire una campagna elettorale che si preannuncia agguerritissima dopo l'improvvisa caduta del governo. Perfetto, se non fosse che "La Locomotiva" la richiama: ad Anna non resta che celarsi dietro due pseudonimi - Voltaire e Rousseau - e gettarsi nell'agone politico, prestandosi a un doppio gioco in cui vero e falso si confondono sempre di più. Nell'epoca della post-verità, si può scrivere tutto e il contrario di tutto sperando di uscirne indenni? Tra slogan elettorali, scorrettezze di bassa lega e fake news (con l'aggravante di un inatteso incontro romantico), Anna si renderà conto che fare la cosa giusta non è facile come sembra. E pensare che tutto è iniziato con un innocuo motivetto francese sugli illuministi, Voltaire e Rousseau appunto, che il nonno Pietro da Lomello, un vecchio saggio pragmatico e ironico, le cantava quand'era piccola...


La mia recensione.
Non è un mistero che gli italiani siano allergici alla politica. Schieramenti, partiti, elezioni, tutto ci sembra sempre distante e, ammettiamolo, anche un pochino losco. Ma parlare di politica può essere fatto anche in maniera divertente.

Anna Violetta Naldini, un secondo nome derivato dalla lirica, un nonno che l'ha cresciuta e che ancora la sostiene, tante collaborazioni ma nessun vero lavoro. Anzi, il giorno del suo compleanno viene licenziata dal giornale per cui scrive, "La Locomotiva". Cosa fare? Beh dopo una sbronza e un bilancio della propria vita, arriva la grande occasione. Il governo cade dall'oggi al domani e inizia una delle campagne elettorali più agguerrite della storia della Repubblica e Anna si trova a scriverne per due testate, quella di estrema destra e quella di estrema sinistra, utilizzando gli pseudonimi di Voltaire e Rousseau. Ma non illudiamoci: la politica ha veramente un lato losco.

Mi sono divertita, tanto! Anna è una protagonista non convenzionale. Il fatto di essere bionda e bella non conta niente, ciò che conta è la sua ironia, il suo stile tagliente, la sua penna sarcastica. Ma non è tutto solo divertimento. Seguendo Anna durante i mesi dei dibattiti e delle interviste, sfioriamo anche il sottile velo che si trova tra realtà e finzione, tra giusto e sbagliato. Anna ci dimostra come il dualismo, politico e culturale, a volte non è così reale ma viene sapientemente imbastito a favore del popolo lettore. Insomma, occhio a quello che leggete e dove lo leggete.

Vi starete chiedendo come mai allora non abbia dato il massimo a questo bel romanzo (eh lo so che il premio dei 5 gufi è secondo, e manco di tanto, solo al Pulitzer!....ok, questa volta ho forse un attimo esagerato....). Presto detto! Mi sono divertita un sacco a leggerlo ma non è una lettura facile. Il linguaggio usato presenta qua e là termini piuttosto ricercati e il modo di narrare a volte è un po' arzigogolato. Che poi mi capitava una cosa particolare: iniziavo a leggere e per le prime due paginette andavo un po' a rilento, poi una volta preso il via macinavo pagine una dopo l'altra senza riuscire ad abbandonare Anna.

In conclusione, se affronterete questa lettura avrete davanti un romanzo divertente ma con un suo significato, non una semplice lettura allegrotta, ma neanche un mattonino di politica. L'autrice ha saputo, infatti, trattare un argomento difficile e ostico in maniera non leggera ma personale, attraverso lo sguardo particolare di una giornalista che si trova a dover raccontare in contemporanea i due estremi ideologici.
Voto
...e mezzo!
Alla prossima


Bruntetto Salvarani

C'è post@ per noi... #385

07:20


Bentrovati, Lettori!
Le proposte di oggi sono letture che spaziano tra storia e attualità, parlando di spiritualità e offrendo occasioni di riflessione su temi disparati.








L' Oasi delle Rose. Il lebbrosario del Cairo di Sandra Manzella



Titolo: L'Oasi delle Rose. Il lebbrosario del Cairo
Autore: Sandra Manzella
Editore: Edizioni Dehoniane
Pagine: 176
Prezzo: € 15,00

Il lebbrosario di Abu Zaabal, a una quarantina di km. da Il Cairo, è un microcosmo in cui convivono disperazione e gioia e in cui le suore missionarie comboniane ed elisabettine portano da decenni aiuto e conforto ai malati. Il libro racconta le emozioni suscitate dall’incontro con i lebbrosi. Piccoli episodi di quotidianità si intrecciano alle vicende personali dei malati che, inaspettatamente, raccontano volentieri le loro storie passate e la realtà che stanno vivendo. Il mondo di Abu Zaabal è doloroso e difficile, ma anche pieno di amore, di semplice progettualità, di gesti solidali. Le voci delle prime missionarie raccontano le difficoltà degli inizi e gli atti di generosità, che come un positivo contagio, hanno permesso la costruzione di alloggi, sale operatorie, laboratori di protesi, attivando una rete di volontari disposti a donare il proprio tempo ai malati.


Madri di Carla Canullo e Giovanni Cesare Pagazzi 



TitoloMadri
Autori: Carla Canullo e Giovanni Cesare Pagazzi
Editore: Edizioni Dehoniane
Pagine: 144
Prezzo: € 8,50

Nessuno può vivere senza avere una madre. Non solo nel senso che tutti veniamo da un grembo materno, ma ancor di più perché tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia spazio, che accetti di farsi scomodare da noi quel tanto che serve per avere un luogo dove stare. Si tratta di qualcosa di così fondamentale che si potrebbe addirittura dire il contrario: nessuno può vivere davvero senza essere una madre. Per avere una vita degna e ricca, tutti aspiriamo ad essere generativi nei molti modi, non solo biologici, che la vita ci offre. Imparare il gesto della madre è perciò un compito e una sfida per tutti.
Una filosofa e un teologo riflettono su questo miracolo dell’esistenza.


Vite digitali. Comportamenti umani e sfide della rete di Giovanni Del Missier 



Titolo: Vite digitali. Comportamenti umani e sfide della rete
Autori: Giovanni Del Missier
Editore: Edizioni Dehoniane
Pagine: 96
Prezzo: € 9,50

Le tecnologie dell’informazione hanno smesso di essere semplici mezzi di comunicazione e si sono trasformate nel nostro contesto esistenziale. L’ambiente digitale è una vera e propria rivoluzione culturale. Essa condiziona l’esperienza individuale e sociale e deve essere compresa a fondo, se si vuole che le persone riescano ad attribuire un nuovo significato al silenzio e a riappropriarsi di uno sguardo più contemplativo sulla realtà. Con l’obiettivo di equilibrare l’ecosistema della comunicazione, donando profondità alla parola, spessore all’ascolto e autenticità al dialogo tra le persone.


 L' Infinito viaggiare. Abramo e Ulisse di Ludwig Monti e Brunetto Salvarani 




Titolo
L'infinito viaggiare. Abramo e Ulisse
Autori: Ludwig Monti e Brunetto Salvarani
Editore: Edizioni Dehoniane
Pagine: 112
Prezzo: € 9,00

Ci sono viaggi che non lasciano segno; si parte e si ritorna come si era prima, anzi più impoveriti e a volte svuotati. Altri viaggi, invece, sono motivo di trasformazione: è la nostra stessa vita che si modifica in modo inaspettato. Abramo è chiamato a camminare, ad andare verso una terra che non conosce, ma a partire da se stesso e camminando verso se stesso, iniziando un percorso di scoperta interiore. Il cammino sarà costituito da itinerari geografici, scoperte, esperienze umane e spirituali, tra una terra promessa da accogliere e un figlio desiderato. Ulisse, a differenza di Abramo che deve trovare il cammino camminando, ritorna alla sua Itaca viaggiando in mare sperimenta avvenimenti meravigliosi guidato dalla virtù e dalla conoscenza.
Alla fine, entrambi i cammini, si confrontano col sacro. Abramo lo coglie attraverso l’ascolto, l’ubbidienza, e la fede in Dio, che rimane nascosto ma determinante per la sua vita. Ulisse, attraverso la ricerca tormentata della sua stessa umanità.

Che ne pensate? Vi interessano questo tipo di libri?



Anni

Recensione: "Storia della bambina perduta" (L'amica geniale #4) di Elena Ferrante

08:00

Titolo: Storia della bambina perduta
Serie: L'amica geniale #4
Autore: Elena Ferrante
Editore: Edizioni E/O
Pagine: 451 
Prezzo: € 19,50


TRAMA
Storia della bambina perduta" è il quarto e ultimo volume dell'"Amica geniale". Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l'altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s'incontrano, s'influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell'altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d'amicizia. Intanto la storia d'Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...


LA MIA OPINIONE
(Contiene spoiler sui volumi precedenti della serie)

Ormai mi conosco: quando mi avvicino all'ultimo volume di una serie, lo faccio sempre con prudenza e soprattutto molto, molto lentamente. Ecco perchè ho lasciato passare quasi un anno dalla lettura del terzo volume della serie, Storia di chi fugge e di chi resta, prima di avvicinarmi al libro finale di questa tetralogia.
Spinta anche dal bellissimo adattamento di Storia del nuovo cognome, andato in onda a Febbraio su Rai 1, quindi, ho deciso di terminare questa serie, consapevole che il distacco sarebbe stato difficile.

In questo quarto volume della serie l'aurice ci racconta la vita adulta di Elena e Lila.
La prima, ormai raggiunto il successo come scrittrice, decide di lasciare il marito per tornare a Napoli insieme a Nino Sarratore, l'amore della sua adolescenza con cui sente di avere davver una possibilità. Lila invece, dopo un periodo più che difficile, ha aperto la sua azienda insieme ad Enzo, il suo compagno, causando nel rione un piccolo terremoto e mettendosi in aperta contrapposizione con i fratelli Solara.
Quando Elena torna al rione insieme alle figlie per abitare nella stessa palazzina di Lila, le loro vite si intrecciano di nuovo, inevitabilmente, tornando ad incontrarsi e scontrarsi come quando erano ragazze, ma con i problemi e le responsabilità di due donne adulte.

Questo volume conclusivo della serie, Elena Ferrante ha deciso di scavare davvero fino alle radici dell'amicizia di Lila e Lenù, fino al più profondo del loro cuore.
Le due amiche hanno anime simili ma allo sesso tempo contrapposte e continuano ad essere, anche da adulte, i due volti della stessa medaglia.
Quello che risula ancora più evidente, in questo romanzo, è il modo a volte silenzioso e a volte rude, aggressivo, in cui Lila influenza Elena, sotto ogni profilo. Alla fine, mentre Lila, nonostante i segni della vita che ha vissuto riesce con caparbietà e a volte forse anche con cattiveria a rialzarsi, Elena sembra solo una spettatrice della sua vita e sono molto spesso gli altri a prendere delle decisioni per lei.
E alla fine, nonostante i cambiamenti, le strade diverse e le distanze, questo legame d'amicizia resta indissolubile, un pensiero costante per Elena, di cui seguiamo il punto di vista.

Sullo sfondo di una Napoli bellissima ma allo stesso tempo ferita e di un'Italia che vive un momento storico più che complicato, leggiamo l'epilogo di questa storia, di questa amicizia lunga cinquant'anni e che è stata piena di segreti ma allo stesso tempo molto vera.
La capacità introspettiva della Ferrante è incredibile: i suoi personaggi sono imperfetti, hanno molte ombre, ma non per questo le loro vicende sono meno interessanti, anzi: non si pu fare a meno di voler scoprire tutte le sfaccettature dei personaggi che popolano questa storia, anche le più negative.

Nel complesso la lettura di questa saga è stata piena di alti e bassi, un po' come l'amicizia di Lila ed Elena. Allo stesso modo però è una di quelle serie alle quali non si può evitare di rimanere in qualche modo legati, che poi è quello che accade solo per i libri veramente belli.







Alessia Litta

Recensione: VENTO DI KORNOG di Alessia Litta

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Titolo: Vento di Kornog
Autore: Alessia Litta
Prima edizione: autopubblicato - 3 ottobre 2015
Pagine: 211
Prezzo: ebook - € 0,99; cartaceo - € 8,50

Trama
Claire, italiana d'adozione, non ha ricordi della sua infanzia, ma possiede l’abilità di leggere le memorie degli oggetti e delle persone che tocca.
Quando, per caso, si trova fra le mani una lettera di sua nonna, creduta morta da anni, si rende conto che le sono state raccontate molte bugie. I suoi genitori, infatti, non solo l’hanno tenuta lontana dalla Bretagna - sua terra d’origine - senza spiegarle le ragioni, ma le hanno nascosto che lei è la causa della loro fuga dalla Francia. Qualcosa è accaduto quando era solo una bambina. Qualcosa che non ricorda.
Determinata a capire, Claire decide di raggiungere la Bretagna.
E in quella terra di leggende, battuta da venti e tempeste, si imbatterà nei Laouenan, ricca famiglia che vive in un maniero arroccato su una scogliera. Qui scoprirà che un segreto terribile circonda l’enigmatico e taciturno proprietario da cui tanto si sente attratta, e che un filo sottile li lega.
Ma sarà solo scavando nel passato dei Laouenan, tra intrighi, rivelazioni raccapriccianti e nuove amicizie, che Claire troverà la verità su se stessa, e potrà così riprendersi ciò che ha perduto.


***


In lingua bretone vuol dire “ovest”. Chiamiamo così il vento umido e forte che spira dall’oceano.

La morte della madre ha riaperto gli interrogativi sulla sua infanzia: sin da bambina Claire ha cercato di sapere qualcosa di più sugli anni trascorsi in Francia e sulle ragioni dell’improvviso trasferimento della sua famiglia a Roma. Le sue domande sono rimaste senza risposta e Claire ha imparato a tacere sui tabù famigliari, ma l’arrivo di una lettera da parte di una persona che credeva morta mette la questione in un’altra prospettiva.
Sapere diventa una necessità improrogabile. Claire parte sperando di trovare a Dinan, la città della sua infanzia, ricordi e risposte. Troverà molto di più: un sorriso aperto, occhi ambrati e segreti. Tutto gira intorno al suo passato, alle visioni con cui ha imparato a convivere e alla ricca e potente famiglia Laouenan.

Le visioni di Claire mi hanno affascinata sin dall’inizio: quando entra a contatto con oggetti e persone sconosciute, le accade spesso di essere trascinata, come in una giostra da capogiro, in memorie che non le appartengono. Un dono e, talvolta, un imbarazzante inconveniente su cui Claire non ha alcun controllo.
Desideravo, probabilmente come la protagonista stessa, scoprirne le origini e mi sono immersa a capofitto nella lettura, pronta a seguire Claire a Dinan e dintorni.
Mi soffermerei sul comitato di benvenuto, un poliziotto affascinante il cui pensiero basta per farmi sfuggire un sorriso, ma mi limito ad augurarmi di essere fortunata come la protagonista.
Be’, si fa per dire. La terra bretone sembra esercitare un forte potere su Claire e le visioni si susseguono incontrollate e anche le reazioni appaiono sfuggire alla sua volontà, tra monoliti che le scatenano un inspiegabile terrore e incontri da brivido.
Non ultimo quello con Damien Laouenan, un uomo apparentemente freddo e tagliente come il vento di kornog.
La narrazione in prima persona lascia trasparire la determinazione di Claire. Nonostante il soggiorno bretone metta alla prova la fermezza dei suoi propositi, Claire non si tira indietro e al contrario, per quanto la situazione precipiti nell’inspiegabile, si fa strada attraverso passati scomodi.
D’altra parte, se il presente è figlio del passato, Claire ha bisogno di ritrovarlo per poter trovare un equilibrio con se stessa. La sua indagine coinvolge inevitabilmente altre persone che, forse, non sanno di aver perso una parte fondamentale del proprio essere.
Le descrizioni paesaggistiche, tra terra e mare, antichi manieri e chiese in rovina, sembrano assumere tridimensionalità sulla pagina, mentre più sottile e riuscita è la caratterizzazione, soprattutto psicologica, dei personaggi.
L’abilità di Litta nell’equilibrare soprannaturale e mistero emerge nella delicatezza con cui tratteggia la parentesi romantica. Si tratta di un aspetto importante della storia che, tuttavia, non prevaricare sugli altri ed è, anzi, un tassello dell’intreccio.
Vento di Kornog è una lettura scorrevole e piacevole, dai contorni e risvolti imprevedibili. Se i segreti e il tocco di paranormale hanno avuto la meglio su di me, la calamita è stata la Bretagna, una terra che fino a qualche giorno fa avevo tenuto scarsamente in considerazione e che scopro, nelle pagine di Litta, sempre più intrigante.