Angharad

Recensione: REGINA DI FIORI E RADICI di Laura MacLem

09:00


Titolo: Regina di fiori e radici  
Autore: Laura MacLem
Editore: Selfpublishing - 7 settembre 2015 
Pagine: 304 
Prezzo: Brossura - € 10,39; Ebook - € 3,99 

Trama
Quasi nulla di quello che è stato detto riguarda me, nonostante sia la mia storia.
Si è narrato della passione di mio marito, della disperazione di mia madre, della decisione di mio padre. Si è parlato della sofferenza dei mortali e dei riti che da allora vengono compiuti, per far sì che ciò che accadde non debba mai più ripetersi. Si sono narrate storie parallale e storie contrastanti, si ricordano particolari suggestivi, ma di ciò che riguarda me, di ciò che accadde a me, sembra si conosca ben poco.
Eppure è la mia storia.
Non è la storia di Ade, il signore dell’Oltretomba, delle anime dei defunti e di tutto ciò che cresce nel sottosuolo; non è la storia di Demetra, la Madre Terra che errò nel mondo alla ricerca della sua unica figlia, scomparsa nella tenebra di Erebo; e, certamente, non è la storia di Zeus, che permise tutto ciò avvenisse, finché i mortali non gli ricordarono, attraverso la loro mortalità, ciò che doveva fare. In questa storia ci sono anche loro, ma non è la loro storia.
È la mia.
La storia della dea della primavera e regina dell’Averno, contesa tra due mondi, finché la contesa non mi obbligò a compiere la mia scelta.
Quasi nulla si sa di ciò che significò, per tutti. Eppure rese il mondo ciò che è.
Perché io sono regina di fiori e radici.
Io sono Persefone.

***

Adoro la mitologia in generale, quella greca in particolare, pertanto potevo lasciarmi scappare questa rivisitazione? Considerando poi che dell’autrice avevo già letto e apprezzato Incanto di cenere, retelling della fiaba di Cenerentola, e avevo potuto saggiare la sua bravura, ero abbastanza certa che Regina di fiori e radici mi sarebbe piaciuto.
A lettura ultimata, dire che mi è piaciuto sarebbe decisamente riduttivo: mi sono innamorata di questo romanzo.
Il mito a cui si ispira è piuttosto conosciuto, sicuramente uno dei più famosi: il rapimento di Persefone da parte di Ade e la conseguente diatriba tra il dio dei morti e Demetra, madre della fanciulla. Tuttavia, vi siete mai chiesti cosa ne pensasse Persefone del conflitto tra due persone così importanti nella sua vita? Se abbia accettato di buon grado la decisione finale di Zeus di passare sei mesi sulla Terra e sei nell’Averno?
Ebbene, l’autrice sì (e lo spiega molto bene nella postfazione, che vi consiglio di leggere) e risponde a modo suo nel romanzo a questi quesiti.

In uno dei miei primi ricordi – e so che è uno dei primi perché, in quelli che vengono dopo, l’erba e le zolle profumate sono lontane quanto possono esserlo dalla statura di una fanciulla e non da quella di una bimba – un fiore cadeva dal mazzo.

Dopo aver colto dei fiori per farne dono alla madre, Demetra le spiega che ogni creatura non divina è mortale e come tale destinata all’Averno.
Ed è quello il suo primo contatto con la morte e il momento che darà il via gli eventi successivi, perché Persefone da quel giorno dona i fiori recisi ad Ade, suo zio e re dell’Averno.

I fiori sotto il ciliegio erano secchi.
Non appassiti, ancora in grado di riaversi, se immersi nell’acqua fresca addolcita con il miele: erano rigidi e anneriti, privi di qualsiasi vita, come se una fiamma li avesse disseccati di colpo.
Il re dell’Oltretomba aveva accettato il mio dono.

Ade è un dio temuto e odiato da mortali e dei. Eppure Persefone non riesce a odiarlo, ne è anzi affascinata, pur non avendo avuto mai modo di incontrarlo. Riflette sul ruolo della morte e del regno del sottosuolo rispetto alla vita, che le è così familiare.

“Non si pronuncia il suo nome!” Mi rimproverò Artemide.
“Non si parla di lui,” precisò Atena, “domina l’Averno e il sottosuolo e governa un reame immenso, nel quale tutti i mortali dovranno recarsi, alla fine del loro ciclo terreno. Lo temono come non temono neppure Zeus.”
Per un fugace momento mi tornarono alla mente i fiori disseccati. Ma ero stata io a coglierli. Se c’era qualcuno colpevole di averli uccisi, ero io: non certo il dio che, se mai, aveva il merito di averli accettati nel proprio reame.

Ed è proprio questa sua curiosità che una notte la spinge ad assistere ai riti in onore del dio. E in quell’occasione viene salvata proprio da Ade, quando Aristeo, divinità minore, tenta di stuprarla prima e di strangolarla poi. È il suo unico incontro con lo zio, prima del rapimento.

Questo è solo il principio del romanzo, di cui ho voluto solo darvi un assaggio senza rovinarvi la sorpresa, perché, sebbene a grandi linee la vicenda sia nota, l’autrice ha utilizzato la mitologia a suo piacimento e rivelando troppo vi negherei il piacere di scoprire come abbia plasmato il mito.
Nel corso della storia fanno la comparsa personaggi ben conosciuti, a cui Laura MacLem ha attribuito una caratterizzazione del tutto personale. Mi è particolarmente a cuore l’inserimento del mito di Orfeo ed Euridice, uno dei miei preferiti, che ho amato rivivere attraverso gli occhi di Persefone.
L’originalità del romanzo sta proprio nella figura della dea della primavera e nella sua caratterizzazione: è lei la protagonista, è lei che ci racconta cosa sia veramente successo. Prende forma dalla penna della MacLem una Persefone gentile, ma forte, non passiva agli eventi. L’autrice le dà la voce che per troppo tempo le è stata negata, ne esce fuori un’eroina molto moderna, che non accetta di essere divisa dalle due persone che più ama.

Con un sorriso, mi accontentò, come faceva sempre, perché mia madre mi ha sempre amata e io ho sempre amato lei. Strano, pensare che fu il fatto che tutti mi amassero a causarmi tante sofferenze.

Ade è l’altro personaggio con più presenza scenica e che, quindi, conosciamo meglio, insieme a Persefone. Il ritratto offertoci dall’autrice è di un dio giusto, ma inflessibile; all’apparenza è freddo e distante, ma è capace di amare la moglie in modo totale.
Rendere il rapporto tra i due non era semplice, considerato soprattutto il fatto che è un matrimonio nato dal rapimento. Eppure ci viene mostrato come le radici per l’affetto e l’amore tra i due si siano formate molto tempo prima di quell’evento, un rapporto che nasce dal dono di fiori e uno scambio di sguardi.
Lo stile è un altro punto a favore del romanzo. È descrittivo nella giusta misura, le parole sono ponderate e scelte con attenzione, e ha il sapore del mito e della fiaba. Già lo avevo apprezzato in Incanto di cenere e qui ho avuto la conferma dell’abilità di Laura MacLem.
Regina di fiori e radici è una storia d’amore, di crescita, di presa coscienza del proprio potere e della propria individualità, di ribellione alle imposizioni. È la storia di una ragazza, una dea, che fa sentire la sua voce al mondo.
È un romanzo che mi ha conquistata completamente in tutti i suoi aspetti e lo consiglio vivamente.  


Fate attenzione, scorrete le pagine anche dopo la bibliografia, perché c’è una piccola sorpresa: un racconto bonus davvero delizioso. Potete trovare un ulteriore extra Sale di primavera, stavolta dal punto di vista di Ade, scaricabile gratuitamente sul sito dell’autrice cliccando qui.




Ancella (Monia)

Recensione: "SHERLOCK, LUPIN & IO. IL TRIO DELLA DAMA NERA" di Irene Adler

11:16

Buongiorno, cari lettori :-)
L'autunno è ormai inoltrato, Halloween si avvicina e io sono in cerca di letture a tema. Sapete, la festa delle zucche è la mia preferita insieme a Natale e a Carnevale (adoro le maschere :D  si era capito?) e amo immergermi in quell'atmosfera misteriosa e gotica del periodo, quindi se avete letture da consigliarmi fatevi avanti, mi raccomando! Soprattutto, se si tratta di storie scritte da autori nostrani!
Ma veniamo al libro di cui vi parlo oggi: Il trio della Dama Nera, primo volume della serie giallo-avventurosa Sherlock, Lupin & io scritta da Irene Adler. Cosa ci fanno questi tre personaggi della letteratura insieme, direte voi? Beh, per scoprirlo leggete la mia recensione e magari - se vi ho convinto - potreste recuperare anche il libro e fare amicizia con questo trio particolare ^.^


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Titolo: Il trio della Dama Nera (Sherlock, Lupin & io #1) 
Autore: Irene Adler
Editore: Piemme
Collana: Il Battello a Vapore: Sherlock, Lupin & io
ISBN: 9788856618839
Prezzo: € 16.00 (cartaceo) - € 3.99 (ebook)
Pagine: 259 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Narrativa per ragazzi (10+)
Anno di pubblicazione: 2011

Trama
Sherlock Holmes, Arsène Lupin e Irene Adler si incontrano per la prima volta a Saint-Malo nell'estate del 1870. Dovrebbero essere tutti e tre in vacanza, ma la sorte decide diversamente. I ragazzi infatti si ritrovano coinvolti in un vortice criminale: una collana di diamanti svanisce nel nulla, un uomo senza vita viene ritrovato sulla spiaggia e una sagoma scura appare e scompare sui tetti della città. La polizia brancola nel buio. Toccherà a qualcun altro risolvere il caso... Età di lettura: da 10 anni.

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La mia recensione

Ogni tanto, anzi in realtà anche troppo spesso, mi piace rifugiarmi in storie che mi riportano indietro nel tempo, a quando ero una ragazzina assetata di avventura e misteri. Per questo motivo non ho saputo resistere a Il trio della Dama Nera, primo volume della serie per ragazzi Sherlock, Lupin & io scritta da Irene Adler, pseudonimo sotto cui si cela lo scrittore italiano Alessandro Gatti, ed edita da Piemme nella collana Il Battello a Vapore, vero e proprio scrigno di libri per fanciulli di tutte le età.
Sono rimasta subito intrigata dalla trama e dall’accostamento dei personaggi. Per chi non lo sapesse, infatti, l’autore mette in scena niente di meno che l’astuto e ineguagliabile detective Sherlock Holmes, nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, il famigerato e incorreggibile Arsène Lupin, famoso ladro gentiluomo dalle mille risorse creato da Maurice Leblanc, e Irene Adler, personaggio femminile che compare in una delle avventure di Sherlock Holmes e che lascia nell’uomo un segno profondo e indelebile. Bene, Alessandro Gatti ha deciso di riportarli in vita, ma in un modo molto particolare: seguendo le loro peripezie quando erano ancora ragazzini. E che ci fanno questi tre caratteri insieme? Beh, stringono una profonda amicizia e si divertono a smascherare i misfatti che gli capitano sotto gli occhi.
Ambientata a Saint-Malo nel 1870, la storia segue principalmente Irene, anche narratrice del romanzo. È estate e la bambina è arrivata lì per trascorrere le vacanze insieme alla mamma e a qualche domestico, tra cui il maggiordomo Orazio Nelson, che è sempre pronto a trascinarla fuori dai guai in cui spesso si caccia. Annoiata dalla solitudine e dalla calma che aleggia in quel luogo, decide di avventurarsi senza compagnia per le vie della città e si imbatte casualmente in un ragazzino poco più grande di lei, intento a leggere un libro con molto interesse. Si tratta di Sherlock che, incuriosito dalla giovane, decide di trascinarla con sé e di farle conoscere il suo più caro amico, Lupin.
La simpatia è reciproca per tutti e tre, così iniziano a passare insieme le pigre giornate estive, tra giochi e piccole scoperte. Un giorno, però, mentre sono in spiaggia, si imbattono nel cadavere di un uomo e da lì inizia la loro vera avventura. Improvvisatisi piccoli detective, cercano di far luce sull’accaduto, analizzando e investigando, scampando a pericoli che non avrebbero mai immaginato, fino a scoprire la verità sull’omicidio e sulla sparizione di una collana di diamanti che ha creato molto scompiglio in città.
Questo libro è un delizioso esempio di riutilizzo di personaggi letterari già esistenti. L’autore mette insieme tre ragazzini interessanti e arguti, pieni di curiosità, che si interrogano sulla realtà e si danno da fare per vivere un’avventura senza uguali. È sicuramente piacevole per i lettori adulti ritrovare questi tre caratteri famosi in una veste nuova ed è utile per quelli più piccini che potranno così scoprire un romanzo capace di tenerli avvinghiati alle pagine fino all’ultimo e magari indirizzarsi poi verso i capolavori di Doyle e Leblanc.
La storia è narrata dal punto di vista di Irene, è lei che ci accompagna nella sua vita e ci conduce ingenuamente negli eventi che accadono; è una ragazzina insolita per l’epoca, vivace, schietta e un po’ maschiaccio, a cui interessano molto di più le giornate trascorse all’aria aperta (magari giocando ai pirati) che quelle chiuse in un salotto davanti a un tavolino con tè e pasticcini. Sherlock e Lupin sono entrambi molto responsabili e protettivi nei suoi confronti, ma non sanno rinunciare a quella dose di pericolo che rende le loro esistenze molto più pepate; più riflessivo e pacato il primo e maggiormente solare e pratico il secondo, insieme formano una squadra invincibile.
Il mistero è sicuramente semplice, adatto a lettori che si affacciano al genere, ma non per questo noioso o scontato. È un intrigo appassionante, capace di far volare l’immaginazione, e spesso durante la lettura ho pensato Se l’avessi letto quando avevo 10-11 anni, l’avrei amato alla follia, perché c’è tutto ciò che una buona avventura deve avere: amicizia, un pizzico di giallo, un’ambientazione affascinante e caratteristica, un mistero da risolvere e dei compagni d’avventura insostituibili.
Alessandro Gatti scrive con semplicità, ma ci regala anche pennellate più suggestive, inquadrando il libro nell’epoca in cui è ambientato. Descrizione curate, capitoli che si mangiano in un boccone per via della loro fluidità, dialoghi ironici e simpatici, personaggi sfaccettati. In più, il volume è arricchito dalle splendide illustrazioni di Iacopo Bruno che rendono la storia ancora più coinvolgente.
In definitiva, Il trio della Dama Nera è un romanzo per ragazzi che non può non piacere anche agli adulti e che consiglio soprattutto a chi vuole tornare bambino per un po’, in quella dimensione dove tutto ciò che è un mistero mette in moto gli ingranaggi della fantasia. Di certo i vostri figli o nipoti l’ameranno!

Tre cuoricini e mezzo
per un'avventura fanciullesca
ricca di sorprese e ironia!


Interviste

Recensione + intervista: SERENDIPITA' di Laura Caterina Benedetti

09:00


Scheda tecnica:
Titolo: Serendipità
Autrice: Laura Caterina Benedetti
Pagine: 111
Formato: e-book
Data d'uscita: 15 Settembre 2015
Editore: autopubblicato
Genere: racconti, rosa contemporaneo non erotico


Sinossi: Questa raccolta in rosa contiene sette racconti per le anime romantiche e sognatrici, per chi ama trascorrere qualche ora in compagnia di delicate storie d'amore.
A volte l'amore può essere cercato, altre volte arriva semplicemente così, quando meno lo si aspetta...
In una cornice tutta piemontese (con una parentesi veneziana), da episodi quotidiani allegri o malinconici scaturiscono incontri destinati a cambiare la vita dei protagonisti.

serendipità: sostantivo femminile [dall'inglese 'serendipity', coniato da Horace Walpole nel 1794], letter. - La capacità o la fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte

L'autrice: 
Non amo molto parlare di me, perciò dirò solo che sono piemontese e che ho due passioni predominanti: leggere e, naturalmente, scrivere. Ho iniziato a 14 anni quando mi hanno regalato il computer e non mi sono più fermata - si vede che il richiamo della tastiera è stato più forte di quello di carta e penna! A ottobre del 2012 ho iniziato l'esperienza del self-publishing, e gli ebook sono disponibili su Amazon, Kobo e Google Play/Google Books;  i miei lavori spaziano in generi diversi, ossia ciò che mi è venuto da scrivere in quel preciso momento. Rosa non erotici di gradazione più umoristica o più melodrammatica, chick lit, storie in costume... io mi sono lanciata in tante direzioni e saranno le lettrici e i lettori a giudicare! A gennaio 2014 è uscito, con la Genesis Publishing, il noir "Katriona", la mia prima pubblicazione con una casa editrice. Dalla fine del 2013 collaboro con la rivista online "Eclettica", una sorta di blog in pdf che, a scadenza irregolare, esce con vari articoli legati al mondo della letteratura, dell'arte, del cinema, etc: io curo la rubrica "Libri Vintage".



Recensione:
In questo caso si tratta di una breve antologia di racconti rosa, precisamente sono sette racconti che vedono come protagonisti i sentimenti.

Nel primo racconto un uomo ha appena rotto con la sua compagna tramite un banale sms e così finisce con l'accusare un malore. Tra la folla lo soccorre una donna che poi tornerà a trovarlo in ospedale.

Nel secondo una donna vestita da gran dama, in fuga dal Carnevale, si imbatte in un uomo perso nei propri pensieri. Tra i due scatta un'attrazione istintiva benché lui non riesca a vederla in viso.

Nel terzo racconto un cagnetto pestifero è l'artefice di un incontro-scontro tra una ragazza dai capelli verdi ed un apparente antipaticone proprietario di un gatto.

Il quarto racconto è il più lungo e quello più delicato probabilmente, vede come protagonisti una donna ed un uomo delusi dal passato, maturi e senza alcuna volontà di avere relazioni. Il linguaggio dei fiori li guida nei primi incontri, riusciranno poi a capirsi senza nemmeno più parlare?

Il quinto racconto, poi, riprende uno dei precedenti a sorpresa. Il tutto ha inizio con una ragazza che prende, senza volerlo, il bouquet della sposa e poco dopo sente due uomini spettegolare su di lei. Uno dei due, senza conoscerla, la difende e quando si presentano resta colpito dalla sua figura. 

Il sesto racconto sembra un po' surreale sulle prime, una donna si ritrova causa nebbia nel cortile di un uomo. Egli sulle prime è infastidito ma poi si rende disponibile ad aiutarla, anche perché lo colpisce la bellezza di lei.

Nell'ultimo racconto, infine, una donna risponde all'annuncio di un maturo professionista. Entrambi cercano solo un'amicizia per condividere tempo libero e passioni comuni, funzionerà?

In ogni racconto le descrizioni sono molto dettagliate e forniscono una visione nitida delle scene.

Nel complesso sembra un inno all'amore, un invito a non perdere la speranza indipendentemente dall'età e dalle proprie esperienze o disavventure.

E' difficile dire quale sia il mio racconto preferito in quanto più di uno lascia infine un senso di tenerezza e tutti sono il preludio di qualcosa di ancora meglio in teoria.



La mia intervista all'autrice:
  • Per il titolo della raccolta ha preso spunto dall'omonimo film?

A dire il vero il film non ho mai avuto occasione di vederlo, ma ne conosco l'esistenza, perciò ho scelto di usare la versione italiana della parola invece che "Serendipity", per non copiare un titolo. Per quanto riguarda la parola in sé, utilizzata più che altro in ambito scientifico, mi attirava il suo significato legato all'evento inaspettato, alla fortuna o capacità di fare per caso scoperte straordinarie; il concetto mi è piaciuto così tanto da volerlo collegare all'amore, e quindi a incontri tra uomini e donne destinati a scaturire in una storia a lieto fine. 

  • Tutte le trame dei racconti sono frutto della fantasia o qualcuna si ispira ad episodi realmente accaduti?

Dovrebbero essere tutti frutto di fantasia. Dico "dovrebbero" perché può darsi che alcune situazioni, come l'incontro tra persone mascherate in occasione del carnevale a Venezia ("La dama di carminio e cobalto"), o un'amicizia nata per colpa di un cucciolo troppo vivace ("In musica: con fuoco e con brio"), siano scene classiche di molti romanzi e racconti rosa... io le ho delineate secondo quello che sentivo nel cuore, ad esempio l'idea di una scena romantica a Venezia mi ha sempre affascinato ma non avevo mai avuto occasione prima d'ora di scrivere una storia con questo sfondo.
Non so se questo possa definirsi "ispirarsi a fatti realmente accaduti", perciò dirò che elementi della vita di tutti i giorni si sono mescolati ai racconti. In "Auld Lang Syne" i due protagonisti si conoscono tramite un annuncio sul giornale messo dall'uomo, e io avevo letto su un giornale gratuito cittadino proprio un annuncio del genere, ne ero rimasta molto colpita e avevo deciso di scrivere qualcosa. Mio papà una volta mi ha raccontato un episodio strano ma vero a proposito di macchine in coda nella nebbia e io l'ho sviluppato in "Heterochromia iridum" come scena iniziale, e così via: quasi in ogni racconto, o per l'ambientazione o per qualche elemento particolare, c'è qualcosa della mia vita reale e quotidiana.

  • La scelta di Torino per la gran parte delle ambientazioni si rifà al detto "scrivi di ciò che conosci"?

Non avrebbe potuto essere espresso meglio! Vivo vicino a Torino ed è una città che frequento spesso e che mi piace, perciò è stato naturale sceglierla come ambientazione per i racconti, così come ho fatto anche per il romanzo rosa contemporaneo "Sul finire d'agosto".

  • Ha mai pensato di sviluppare qualcuno dei racconti in un vero e proprio romanzo?

Se un giorno mi venisse la giusta ispirazione, questi racconti potrebbero diventare tutti dei romanzi! Qui ho scelto di concentrarmi sull'incontro tra due sconosciuti tra cui, in un modo o nell'altro, avviene il colpo di fulmine o un principio di amicizia, lasciando la storia d'amore vera e propria oltre il finale (dove naturalmente è sottointeso che la storia d'amore ci sarà), ma in sé sono nati proprio come racconti. Eventuali trasformazioni potrebbero avvenire in futuro, ma è solo un "se".
L'unica eccezione al contrario è data dal racconto di Venezia: la scena avrebbe dovuto costituire l'inizio di un romanzo, ma quando ho cominciato a scrivere questa raccolta ho lasciato da parte quel nebuloso progetto e l'ho trasformata in un racconto che trova conclusione nella raccolta e non pretende di essere un prologo a un futuro lavoro.

  • Come mai ha scelto di dividere una delle storie in due distinti racconti?

Non saprei davvero spiegare un perché preciso: è semplicemente nato così. Dopo aver scritto la scena del primo (non posso dir di più per non fare spoiler a chi volesse leggere la raccolta) ho deciso d'istinto di lasciarla in sospeso e di continuarla in un altro racconto che, per inciso, ha anche una differente ambientazione rispetto alla prima parte... poi mi sono resa conto che avrebbe potuto essere un espediente carino, una specie di "premio" o meglio "ringraziamento" per la lettrice o il lettore costante: se si va avanti fino in fondo perché si considera bella la lettura che si sta facendo, una vicenda che all'apparenza ha lasciato un senso di tristezza può recare con sé una piacevole sorpresa, senza mancare così al lieto fine che a me piace mettere in tutte le storie rosa che scrivo!


  • Ho visto che ha scritto opere di diverso genere, quali sono dunque i generi che preferisce come lettrice?
Come lettrice mi piace definirmi "vintage": tutti i libri vecchi rivestono per me un grande fascino! Mi piace molto il cappa e spada (Dumas, Rafael Sabatini), ma possiedo anche alcuni rosa Salani degli anni delle nostre mamme e nonne e poi mi piace la narrativa generale che rientra nel "classici" (varie opere di Verga, Tarchetti, Mary Shelley, Du Maurier, etc).
Mi piacciono molto anche le storie di mare (Moby Dick, Hornblower, alcune autobiografie di ufficiali di marina dell'inizio '900 scovate per caso sulle bancarelle dei mercatini, e altri).
Come autrice amo scrivere di storie d'amore, ma come lettrice mi accorgo di aver letto pochissimi rosa in proporzione ai libri letti in vita mia!



Latinoaustraliana

C'è post@ per noi... #120

08:51

Cari lettori, l’autunno è la stagione migliore per perdersi tra le pagine di un libro, non trovate? Ecco a voi una carrellata di titoli, tutti degni di nota.








Trilogia LA PRINCIPESSA DEGLI ELFI

Titolo: La Principessa degli Elfi 
Data di pubblicazione: 2a edizione - 7 Settembre 2014

Serie: Trilogia "La Principessa degli Elfi" 

Genere: Fantasy
Editore: Narcissus Self Publishing
Pagine: 366 (formato ePub su Google Play) 230 (formato Kindle) 
Prezzo: 0,99 €
Formato: ePub, formato Kindle


Trama: Layra ha vissuto i primi dieci anni della sua vita completamente all’oscuro delle sue origini e del suo retaggio, consapevole solo di essere diversa da tutti gli altri, per il  diadema azzurro che le cinge la fronte come un tatuaggio.

Quel simbolo la contraddistingue come Principessa degli Elfi della Luce e il suo destino è riscattare il suo popolo dalla tirannia degli Elfi Oscuri, che hanno usurpato il suo trono. Appena scopre la verità, tuttavia, è rapita dai demoni e, nonostante lei tenti più volte la fuga, solo quattro anni dopo ritrova la libertà. 
La prigionia l’ha marchiata e la sua fiducia nel prossimo è quasi scomparsa, eppure riuscirà a trovare l’amore e l’amicizia che le resteranno accanto, sebbene il suo destino sia incerto, costellato di tradimenti fughe e nemici potenti. 
Un racconto magico capace di evocare le forze del Bene e del Male sovrane del destino di ognuno di noi.

Link d’acquisto:

Amazon:

Mondadori Store:




Titolo: La Principessa degli Elfi - La Rivolta 
Data di pubblicazione: 19 Ottobre 2014
Serie: Trilogia la Principessa degli Elfi 
Genere Romanzo: Fantasy
Casa Editrice: Narcissus Self Publishing
Pagine: 244 (formato kindle) 416 (Google play)
Prezzo: 2, 99 €
Formato: ePub, formato Kindle

Trama: L’Oscurità sembra aver vinto ed eclissato la Luce.
Layra e Ally sono prigioniere e sfruttate dai loro nemici, mentre Anter è libero in un regno prostrato e in catene. Catene che iniziano a cedere, forzate dagli Elfi della Luce ribelli che, sfuggiti ai rastrellamenti nemici, intendono combattere per riprendersi la propria patria.
Si avvicina una nuova battaglia: mettere al sicuro i prigionieri e le persone amate non è sufficiente, nascondersi non è più un’opzione valida, per quanto allettante possa sembrare.
La sfida è assolutamente impari, ma ciò che spinge Layra e i suoi alleati è l’amore per la propria casa, per la propria famiglia e per il proprio futuro, di gran lunga superiore alla sete di potere e vendetta.

Link d'acquisto:






Titolo: La Principessa degli Elfi - La Maledizione 
Data di pubblicazione: 23 Marzo 2015
Serie: Trilogia la Principessa degli Elfi 
Genere Romanzo: Fantasy
Casa Editrice: Narcissus Self Publishing
Pagine: 335 (formato Kindle) 585 (Google play)
Prezzo: 2, 99 €
Formato: ePub, formato Kindle

Trama: È passato del tempo da quando gli Elfi della Luce hanno vinto la battaglia contro le forze dell’Oscurità e per loro la vita è tornata a scorrere serena e tranquilla, ma la pace non è destinata a durare.
Amos è determinato ad annientare coloro che lo hanno sconfitto, attuando una terribile vendetta: improvvisamente dal regno della Luce i bambini iniziano a sparire senza lasciare traccia.
Layra, Anter e Ally si troveranno di nuovo al centro della tempesta, stavolta nel regno degli Elfi Oscuri, lontani dai loro affetti e da chi possa offrire loro aiuto.
Siamo alla resa dei conti, ma sconfiggere Amos sembra impossibile finché la maledizione che lo lega a Layra è attiva, tuttavia non è l’unico ostacolo.
Fra alleati inaspettati e terribili segreti sepolti nel tempo, la Luce riuscirà a trionfare anche questa volta?

Link d'acquisto:




Sito web dedicato alla trilogia: http://laprincipessadeglielfi.weebly.com/
Booktrailer dell'intera trilogia: https://www.youtube.com/watch?v=W72p9osIgRU

L'autrice: Licia Oliviero è nata a Torre del Greco nel 1995. Nel 2014 ha conseguito la maturità Scientifica con il massimo dei voti e si è iscritta alla facoltà di Lettere Moderne.
Ha da sempre una fervida immaginazione e una predilezione per tutto ciò che appartiene al mondo della fantasia. Considera la lettura un bisogno primario, adora perdersi nei mondi di carta e inchiostro.
L’amore per la scrittura deriva direttamente da queste passioni, scrivere è stato inizialmente il mezzo per dare sfogo alla fantasia, mentre adesso è una necessità, capace di rapirla anche per giornate intere.
Il suo esordio letterario è stato "La Principessa degli Elfi", seguito da "La Principessa degli Elfi - La Rivolta". La sua ultima pubblicazione, "La Principessa degli Elfi - La Maledizione", è il volume conclusivo della trilogia fantasy.



LATINOAUSTRALIANA

Titolo: "Latinoaustraliana”
Autore: Marco Zangari
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Data di uscita: 2 settembre 2015
Genere: Romanzo di Viaggio
Collana: Viaggi
Prezzo: 4.99€
Formato: ebook (epub, mobi, pdf)


Sinossi: Quando Mattia decide, alla soglia dei trent’anni, di prendere un volo per l’altra parte del mondo, ha poche certezze: una laurea inutilizzata, un inglese stentato, un visto “working holiday”, e nessun piano B.
Sarà solo l’inizio di una serie di esperienze al limite dell’assurdo, di lavori surreali, di incontri strampalati e di viaggi infiniti in giro per Oz. Mattia conoscerà piano piano la vera Australia, i suoi abitanti, le sue opportunità, le sue promesse, le sue delusioni. E finirà per innamorarsene.
“Latinoaustraliana” ci racconta l’incontro/scontro tra un giovane emigrato italiano e la Terra sottosopra, una montagna russa dell’umore difficile da gestire. Il romanzo offre uno sguardo disincantato e divertito a quella che migliaia di ragazzi vedono oggi come la nuova Eldorado, uno degli ultimi posti dove esiste ancora la possibilità di rifarsi una vita.
Questo libro mescola diversi generi, dalla storia d’amore al diario di viaggio, fornendo una testimonianza che potrà dare nuovi spunti a chi in Australia già ci vive, a chi vorrebbe tentare il grande salto, e anche a coloro che si accontentano di viverla attraverso un buon romanzo.

L'autore: Marco Zangari è nato nella ridente Messina nel1979 ed ha vissuto dieci anni a Roma prima di trasferirsi a Sydney, dove attualmente risiede.
È psicologo clinico e ha svolto diversi lavori, dal venditore porta a porta allo psicologo di un manicomio criminale.
Tra un’occupazione e l’altra, ha trovato il tempo di pubblicare un racconto, “Allergie”, nella raccolta della casa editrice Edilet (www.edilet.it) intitolata “Scrivimi di questo tempo”, e un secondo, “Paradiso perduto”, in “Scrivimi di questo tempo 2”, sempre della Edilet.
Al momento lavora a Sydney come Operatore sociale e culturale per i giovani, aiutando i ragazzi italiani che cercano di trasferirsi in Australia. Collabora, inoltre, con i media locali: partecipa ad una trasmissione radiofonica settimanale, “Spazio Giovani”, visibile anche su Youtube, e scrive spesso per il giornale italiano di Sydney.
Gestisce il blog collettivo “Hotel Morgana” (www.hotelmorgana.blogspot.com)  e ha dato vita, insieme ad altri amici, al progetto di arte collettiva “Yellow House” (www.yellowhouse.it).

Buona lettura dunque, alla prossima!