Amaranth

Recensione: BREVE STORIA DEL SEGNALIBRO di Massimo Gatta

07:38

Titolo: Breve storia del segnalibro
Autore: Massimo Gatta
Editore: Graphe.it Edizioni - 10 gennaio 2020
Pagine: 64
Prezzo: cartaceo - € 7,00

Cosa usate per tenere il segno, quando momentaneamente interrompete la lettura di un libro? Avete mai prestato davvero attenzione a quell'oggetto (biglietto del tram, fiore essiccato, laccetto di seta...) che vi permette di ritrovare il punto in cui vi eravate fermati? Fra il segnalibro d'emergenza (come la classica e vituperata "orecchia") e quelli pregiati, pensati come elementi da collezione, passa un mondo che non merita soltanto curiosità classificatoria, ma una considerazione che non è troppo definire filosofica; proprio con questo termine, infatti, l'autore - esperto degli aspetti paratestuali del libro - descrive il segnalibro come «un elemento filosofico prima ancora che materiale». Oltre alla puntualità della prospettiva storica, un ricco apparato di note e una nutrita bibliografia rendono questo saggio limpido e prezioso, mai pedante e tra i rarissimi contributi dedicati all'argomento. Con segnalibro abbinato.

***

Indispensabile alla lettura, il segnalibro è forse il più comune e particolare tra gli ephemera che accompagnano il libro. Spesso mi è capitato di farne a meno, interrompendo la lettura solo alla fine di un capitolo o uscendo di casa con un libro da iniziare sul pullman e trovandomi a segnare la pagina con il biglietto o uno scontrino.
Contraria alle famigerate «orecchie», sono ben disposta a investire qualunque oggetto sia abbastanza sottile di un nuovo ruolo. Eppure ho una nutrita collezione di segnalibri, in carta, in metallo e persino papiro, rettangolari o di forme evocative e miniaturizzati.
D’altro canto è una raccolta che si è costituita quasi spontaneamente, lettura dopo lettura, come un fenomeno collaterale alla mia passione. Sono convinta che la maggior parte del lettore abbia segnalibri disseminati in ogni dove e alcuni siano rimasti tra le pagine di libri lasciati in disparte da anni, alla stregua di un fermo-immagine.
Il saggio di Gatta principia dal noto destino del segnalibro moderno e ne ricerca le tracce nella storia. Lo studioso accosta, alle manicule disegnate ai margini dei manoscritti e ai ritrovamenti materici più antichi, la rappresentazione artistica del segnalibro, sia essa pittorica o letteraria. Impossibile, allora, non pensare all’indice che Don Abbondio tiene nel brevario pur di non perdere il segno.
Come anticipato dal titolo, la trattazione di Gatta è un compendio degli studi sul segnalibro che risulta interessante anche per la sua capacità di portare l’attenzione su un dettaglio che, sottile come un nastro tra le pagine dei libri ritratti insieme a personaggi illustri, tende a passare inosservato.
Gatta non manca di arricchire il saggio con notizie e spunti che rimangono impressi: l’aneddoto divertente su un lettore goloso fa da contraltare a una riflessione misurata e aperta sul segnalibro elettronico.
Sebbene non sia un testo completo, offre informazioni valide e accurate note bibliografiche che consentono di risalire a opere, tra cui Il particolare superfluo di Chiabrando (Luni Editore, 2019) e altri scritti dello stesso Gatta, con cui approfondire la materia.
L’apparato iconografico, seppure non particolarmente copioso, non si limita ad accompagnare la parola, proponendosi infatti come un valido supporto all’analisi dell’oggetto.
Breve storia del segnalibro è una lettura stimolante che, certo, non fa in tempo ad annoiare e che risulterà interessante per coloro che, come me, si appassionano ai vezzi del libro, alle minuzie che tendono a essere smarrite e per loro natura transitorie.
Nel ringraziare Graphe.it edizioni per avermi omaggiato una copia del libro, mi riprometto e vi invito a consultare il loro catalogo: ho già trovato alcune parva sulla letteratura che mi incuriosiscono molto.



Arsenico e dolci vecchietti

Recensione: ARSENICO E DOLCI VECCHIETTI - ROSSELLA CALABRO'

08:03

Titolo: Arsenico e dolci vecchietti
Autrice: Rossella Calabrò
Editore: Emma Books

Sinossi: Amiche dai tempi del liceo, Marina, Fiamma e Ester sono belle, glamour, ironiche ed eleganti (Ester mica tanto), un po' come le protagoniste di Sex and the City. Anche se, rispetto a loro, sono un po' più grandicelle. Più sul genere Ex and the City, diciamo. Le nostre ex ragazze hanno insomma quell'età che regala, alle più fortunate, genitori molto, molto anziani. In questo caso, tre vecchietti satanici, temerari, per di più vedovi, che vivono soli e si cacciano di continuo nei guai, peggio dei bambini. Ingestibili, ingovernabili, capricciosissimi, i tre sembrano fermamente determinati a trascinare le figlie nella fossa ben prima di loro. Soprattutto quando decidono di noleggiare truffaldinamente un furgone dalla carrozzeria zebrata e compiere un misterioso quanto stralunato viaggio in Svizzera. Un comico e struggente romanzo on the road, accompagnato da una colonna sonora anni Sessanta e Settanta, per esorcizzare i sentimenti contrastanti che ogni figlio prova - o ha provato - per i propri genitori.

Recensione:
Cosa ci fanno 3 anziani in giro per la Svizzera ed a bordo di un pulmino zebrato? Alquanto singolare come evento, no?

Ebbene, i tre sono le madri di Marina ed Ester ed il padre di Fiamma, le tre sono amiche dai tempi della scuola e, nonostante le vite completamente diverse che conducono, hanno in comune l'apprensione e la cura di un anziano genitore.

I suddetti genitori sono esseri assai particolari, c'è Perfidia soprannominata così per la verve tendente alla cattiveria, Ipocondrio ovviamente ossessionato dalle malattie e dalle catastrofi ed infine c'è Chanel che non vuole arrendersi al passare del tempo e cerca di mantenere lo charme giovanile in tutti i modi.

Le rispettive figlie non possono che essere l'opposto dei genitori, Marina è bonaria ed ha sofferto molto per la mancanza di affetto materno, Fiamma è intraprendente e non comprende le paure del padre, Ester è piuttosto sciatta e sembra non avere un solo gene in comune con la madre simil-sciantosa.

Le tre donne si trovano ogni domenica per brunch e chiacchiere al Bersò, il bar del paese, sotto un glicine profumato che ne ha viste e sentite tante. La loro routine viene scossa dalla sparizione degli anziani genitori che per l'appunto sono andati a farsi un giro in Svizzera.

Le figlie ovviamente si spaventano a morte mentre i tre anziani sembrano riappropriarsi di una certa consapevolezza di sé, pronti a vivere quanto gli resta in maniera differente.

Ho trovato la trama un po' scarna, non succede poi molto in effetti. Il romanzo è più che altro un'analisi puntuale dei vari personaggi principali ovvero Marina, Fiamma, Ester ed i loro rispettivi genitori Perfidia, Ipocondrio e Chanel.

Si entra nella mente sia delle figlie, diciamo di mezza età, che dei loro vegliardi genitori. Si comprendono cose che non sono proprio evidenti e che di certo noi giovani non possiamo immaginare appieno. Devo ammettere che, personalmente, ho visto con occhi diversi l'ultima stagione della vita.

Bellissima la citazione di De Crescenzo sulla senilità che è all'inizio del romanzo.
Carino il finale, sarebbe bello passare gli ultimi anni di vita così.




c'è posta per noi

C'è post@ per noi... #367

08:21

Buona domenica lettori! Rieccoci con le nostre segnalazioni domenicali rigorosamente made in Italy.










Titolo: Come prendersi cura di Sé ed aprirsi alla Consapevolezza
Autore: Gennaro Ponzo
Editore: Fontana Editore
Collana:
I Saggi
Pagine: 128

Sinossi:
Immagina che un giorno ti svegli e non sopporti più il disordine che è nella tua stanza. Libri sul pavimento, la scrivania piena di carte ed oggetti che non servono, abiti dappertutto, mobili con la polvere. Insomma una situazione che non sostieni più...”
Questo libro è nato con l’intento di offrire informazioni su come prendersi cura di Sé, del proprio sviluppo personale, ed aprirsi alla Consapevolezza attraverso una forma di educazione (termine che deriva dal latino e che significa tirare fuori) che si alimenta con la conoscenza e con la pratica quotidiana.
Caduti i riferimenti di una vita segnata dalle istituzioni, dalla competizione e dal potere economico, oggi si va verso la creazione di un nuovo mondo, fondato su valori condivisi e sulla partecipazione.
Sentirsi protagonista di tale cambiamento, significa assumersi la responsabilità (abilità di risposta), ed ampliare la propria consapevolezza come essere umano.
Per fare ciò, è importante conoscersi e mettersi alla prova, cioè fare esperienza.
Tutti gli argomenti inseriti in questo libro, sono il frutto di 25 anni di esperienza sulla consapevolezza, attraverso la pratica e lo studio quotidiano.

L’autore: Dott. Gennaro Ponzo si è laureato in Sociologia nel 1996 presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.
Durante il periodo degli studi trascorso a Bologna, ha iniziato a frequentare vari gruppi di interesse spirituale. Ha praticato la Meditazione Trascendentale per poi iniziare ad interessarsi di Dzogchen e ha preso insegnamenti da Chògyal Namkhai Norbu presso la Comunità di Arcidosso (GR) .
Ha frequentato l’Accademia Neoplatonica di Leonardo Anfolsi a Firenze.
Dopo tali esperienze ha deciso di perseguire la propria via da solo, con studi di consapevolezza e pratica quotidiana di lavoro su di Sé.
Ha frequentato il corso di Counsellor Gestalt presso la scuola del Dott. Francesco Bonsante, Psichiatra e Psicoterapeuta. Titolo riconosciuto dall’A.I. CO. Associazione Italiana di Counselling, scritto al registro regionale Toscana con numero 196
Ad oggi si occupa di Counselling Gestalt e di Sostegno Psico-sociale. Trainer di Meditazione e Speaker Radiofonico, conduce una trasmissione radiofonica sullo Sviluppo Personale.
Ha scritto il “Manuale di Sviluppo Personale” pubblicato con Fontana Editore.
Direttore e fondatore del Blog sullo Sviluppo Personale www.latuametamorfosi.it.
Vive a Firenze.


Titolo: “Il serpente che si morde la coda”
Autore: Kenji Albani
Editore: Delos Digital
Data di uscita: 11 settembre 2018
Genere: Fantascienza
Pagine: 39

Sinossi: Su un mondo abitato da dinosauri di tutte le epoche, il plotone Rho deve difendere una spedizione scientifica da un nemico incomprensibile.
Paleopianeta, il plotone Rho del NuFoS è in missione per soccorrere una spedizione extrazoologica.
Il Rho avanza nella foresta fra compsognati e libellule giganti.
Attacchi nella giungla, da parte di un misterioso nemico.
Il NuFoS Fabiano cerca di capire, ma non intuisce neppure che la verità è molto più sorprendente di quel che chiunque potrebbe aspettarsi.

Titolo: “Il Grande Attacco”
Autore: Kenji Albani
Editore: Delos Digital
Data di uscita: 29 gennaio 2019
Genere: Thriller Storico
Pagine: 77 

Sinossi: Cosa ci fa un coreano nell'Armata Rossa? A momenti neppure lui, Ri Song Gun, lo sa. Ma è così. Ed eccolo nella capitale del Terzo Reich agonizzante. Mentre "Il crepuscolo degli dei" è in atto, il suo comandante lo incarica di trovare il responsabile del traffico di armi fra sovietici e tedeschi. Potrebbe essere una missione di tutto comodo se, nel frattempo, non si sparasse più.
Ri Song Gun non ne vuole sapere di combattere. Men che meno per i russi che l'hanno catturato a Khalkin Gol. Ma la vita è grama, soprattutto se Hitler ha invaso la Russia, e Stalin ha bisogno di quanti più uomini possibile.
Forse Ri è un pessimo soldato. Ma, avendo collaborato con la polizia coloniale giapponese in Corea, ha delle doti investigative. Il maggiore lo incarica di trovare chi rifornisce di armi i tedeschi. Ma si scopre che è un graduato! Poco tempo e lo scandalo può scoppiare. Ri è affiancato da Arkadij, da Ufa, un imbecille; ma un vero gorilla.
Fra battaglie all'ultimo sangue, molti morti, tanti sacrifici, con il Papasha fra le strade di Berlino, Ri cerca di indagare. Ma qualcuno fa di tutto per intralciare l'inquisizione.

Titolo: “Dare vita, dare morte”
Autore: Kenji Albani
Editore: Delos Digital
Data di uscita: 12 marzo 2019
Genere: Fantascienza
Pagine: 52

Sinossi: Quando il kaiju attacca, è il momento degli eroi. Anche se si tratta di una ex modella.
Atom Dum, pianeta di fango. C'è una sola città, Tokyo. È trafficata, tentacolare, ma c'è una minaccia ben peggiore.
Quando un esperimento va storto e un kaiju di fango si avvicina alla città, non c'è tempo da perdere: o si combatte, o si perde la vita. E Tokyo ha bisogno di un eroe. Un'eroina va bene? Clarissa Riccio, caporale del Nucleo Forze Speciali è la persona più adatta.
Una ragazza contro un kaiju.
Chi la spunterà?

L’autore: Kenji Albani è nato a Varese il 13 novembre 1990 (è italiano nonostante il nome giapponese). Segnalato al concorso Giulio Perrone Editore nel 2008, ha poi pubblicato una sessantina di racconti fra riviste letterarie locali, siti letterari e piattaforme online. Inoltre, ha pubblicato una quindicina di articoli di vario genere (dallo sportivo al culturale, passando per la paleontologia) su siti e riviste specializzati. Al momento studia all'Università degli Studi dell'Insubria di Varese, facoltà scienze della comunicazione, e nel settembre 2018 si è diplomato come sceneggiatore di fumetti alla Scuola del Fumetto. 




Eliza

Recensione "NERO D'INFERNO" di Matteo Cavezzali

08:00


NERO D'INFERNO
di Matteo Cavezzali
Mondadori | Scrittori italiani e stranieri | 300 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
10 settembre 2019 | scheda Mondadori

Trama
C'è un vecchio calzolaio che per tutta la vita ha nascosto un segreto terribile. Il suo nome è Mario Buda, altrimenti noto come Mike Boda. In America Boda's Bomb è diventato sinonimo di autobomba, e per le imprese di Mike Boda è stata scritta la prima legge antiterrorismo del mondo, eppure nessuno si ricorda di lui. Chi è questo immigrato, questo arrabbiato che ha firmato una delle pagine meno eroiche ma più significative della lotta contro l'ingiustizia sociale? Mario Buda arriva a Ellis Island nel 1907, partendo dalla Romagna, dove è nato e cresciuto. Alla scuola dell'anarchico Luigi Galleani impara che bisogna dire basta allo sfruttamento, al capitalismo, al razzismo. Costi quel che costi. Di giorno lavora in fabbrica, la sera commercia illegalmente whiskey nella New York del proibizionismo. Quando il governo americano approva le prime leggi contro gli immigrati italiani ed europei, iniziando i rimpatri forzati, mentre Sacco e Vanzetti sono arrestati e condannati a morte per un crimine non commesso, Mike Boda orchestra l'attentato più terrificante che l'America avesse mai subìto: una bomba a Wall Street, con 38 morti e 143 feriti. Quindi scompare nel nulla. Alcuni lo vedono in Messico, altri al confino nell'Italia fascista, altri ancora a Parigi, intento a organizzare un agguato per uccidere il Duce. Dopo un'esistenza segnata da menzogne e misteri, torna a Savignano e riprende a fare il lavoro che faceva da ragazzo e che ha sempre fatto: il calzolaio. Come se niente fosse. Portando con sé tutti i suoi segreti. Matteo Cavezzali racconta Buda attraverso le voci di quelli che lo hanno conosciuto e che sembrano parlare, ogni volta, di una persona diversa. Sono gli amici devoti, i parenti traditi, i poliziotti che gli sono stati alle calcagna, i compagni di militanza, gli avversari, le donne che lo hanno amato. Da una storia vera nasce un romanzo che avvita il passato al presente, esce un piccolo uomo che rabbia, sogni e violenza trasformano in un controverso protagonista, un personaggio che esplode come una bomba e poi si perde nei labirinti della Storia.


La mia recensione
Quando scrivo una recensione il mio problema di solito è iniziare, avere il là a cui poi affiancare pensieri e riflessioni sulla lettura. Un po' come coi temi a scuola: una volta iniziata è tutta in discesa. Se poi il libro di cui vi devo parlare non è uno di quei romanzi belli lineari, semplici, dritti, allora le difficoltà introduttive si moltiplicano. È il caso del libro di Matteo Cavezzali, scoperto un po' per caso e un po' per vicinanza geografica.

Ma di cosa parla questo libro? Di immigrazione? Di anarchici? Si, ma non solo. Cavezzali ci propone un ibrido tra l'indagine di cronaca, lo storico e la biografia e ci introduce la figura di Mario Buda, o Mike Boda come era conosciuto negli Stati Uniti, colui che compì il primo vero attentato di matrice terroristica della storia degli USA. O meglio, a lui viene attribuito perchè in un modo o nell'altro la paternità di quelle 38 morti non è mai stata accertata. Seguiamo quindi Buda da Savignano sul Rubicone (oggi nota quasi più per il centro commerciale che per altro, ahimè) fino a Boston e non solo, conoscendolo tramite le testimonianze e le parole di altri anarchici, di persone che ha conosciuto appena come la ragazza che ha frequentato per un po', ma anche tramite le parole di poliziotti, agenti dell'FBI e giornalisti.

Il romanzo non è incentrato unicamente sulla figura di Mario Buda, prende diciamo il via da lui per poi avere un respiro ben più ampio sul movimento anarchico italiano di inizio '900, ci racconta le sue origini, la sua evoluzione e soprattutto i suoi punti di forza. E facendo questo immancabilmente ci ritroviamo a guardare alla migrazione degli italiani in America, gente che viveva nella povertà più assoluta, che decide di prendere le poche cose che ha e di cercare fortuna oltre oceano. Giovani, uomini e donne, alla volta del paese del bengodi, pronta a spaccarsi la schiena pur di far fortuna e di mandare a chi è rimasto a casa di che vivere dignitosamente. Ma, allora come oggi, gli immigrati portano con loro sguardi storti e pregiudizi, allora come oggi si diffidava di chi veniva da fuori e dall'Italia in particolare. Bassi, pelosi, violenti e irosi, mangiano cose strane, puzzano. Questo era quello che vedevano gli americani negli italiani, poco più di bestie ma resistenti, cavolo se non erano la perfetta manodopera per le grandi fabbriche. E poi gli italiani erano tanti, anche se succedeva un incidente... via uno, avanti un altro. È qui, in questa grande democrazia retta da pochi grandi miliardari, che l'anarchia trova la brace da cui appiccare l'incendio, nella richiesta di condizioni più umane e di salari equi. E non facciamoci ingannare: anarchia non vuol dire caos. Questo è un aspetto a cui non si fa mai caso ma che nel libro viene alla luce: la particolarità dell'anarchia che ha operato negli Stati Uniti ad inizio '900 era proprio la sua organizzazione, i vari gruppi non si conoscevano, avevano caratteristiche diverse ma nei momenti di azione ognuno era un ingranaggio che sapeva esattamente cosa fare, quando e come. Ed è questo che ha creato nell'indagine, anche intorno alla figura di Mario Buda, il disastro. La polizia, l'FBI non hanno mai compreso appieno il fenomeno, le sue caratteristiche e la sua origine e sono riusciti solo ad alimentarlo ancor di più con i propri errori, ne sono l'esempio Sacco e Vanzetti.

C'è politica in questo libro? Si, ma intesa in maniera del tutto diversa rispetto a quella a cui siamo oramai abituati noi. C'è politica delle ideologie, forse anche più pericolosa, quella che immancabilmente porta a fare una domanda fin dalle prime righe: si è veramente disposti a morire per un'idea?

Ed ecco che all'improvviso il libro ambientato ad inizio '900, ti porta in un attimo in un'Italia e in un'Europa dei giorni nostri in cui un ragazzo qualunque, nato nel posto sbagliato nel momento sbagliato, arriva alla ricerca di un futuro migliore e invece dissemina morte in un mercatino di Natale a Berlino per morire lui stesso in un luogo dall'esotico nome di Sesto San Giovanni. Vicinanze, assonanze, di questo è fatta la società, un ieri e un oggi che hanno sempre più in comune. L'errore sta nel non sapere imparare da quello che è successo, ma questa è un'altra storia. Mario, Anis, li separano cent'anni, ma sono accomunati da società che non hanno trovato un posto per loro, li hanno respinti, emarginati, colpevolizzati. Ma non giustificati. Cavezzali non si butta sul buonismo, sulla società brutta e cattiva che crea da sola i propri mostri. Ci mostra quello che veramente era la situazione degli italiani immigrati. Quindi da una parte vediamo un paese che li fa entrare ma non li accoglie e dall'altra evidenti difficoltà di integrazioni dovute a radici molto forti nel proprio paese, nel ritrovarsi in una società multi etnica in cui la maggior parte della popolazione non parlava neanche la stessa lingua. Quando nel romanzo si dice che gli italiani giravano armati di coltello era vero, come erano abituati a farlo a casa in cui il coltello soprattutto nelle campagne era uno strumento essenziale, che abitavano in sovrannumero in una stessa casa era vero, vuoi per i pochi soldi vuoi per i legami familiari che si cercavano di mantenere stretti e saldi anche con un oceano che li separava dalla vera famiglia, che puzzavano e si lavavano poco, ma le condizioni igieniche erano quelle che si potevano permettere e così via.

Buda è un protagonista scomodo, difficile, ma l'autore ha saputo gestirlo e soprattutto ha saputo mantenerne le distanze. Non ci dà una "soluzione del caso Buda" ma gli elementi raccolti nella sua personale indagine, le testimoniante e le voci intorno alla sua figura e lascia libero il lettore di decidere e di capire se Buda sia colpevole o meno. Non ne fa un santo ma neanche un peccatore. Fa questo anche grazie all'idea di portare avanti diversi narratori che raccontino il proprio punto di vista su Mario. Con loro l'onniscienza del lettore e dell'autore è accantonata e ci mostrano solo un determinato aspetto della vita di Buda, il loro, in positivo e in negativo.

Una struttura particolare, uno spaccato storico forse poco conosciuto ne fanno un romanzo atipico, che ti parla di Storia ma che racconta una storia, che può risultare scomodo ma che ha il coraggio di non giudicare.

Voto
sono 4 cuori e mezzo!


Alla prossima











Addio. Piccola grammatica dei congedi amorosi

C'è post@ per noi... #366

07:00






Buongiorno a tutti e buon mercoledì, ecco qualche consiglio di lettura per queste belle giornate invernali.


Buona giornata e buona lettura a tutti!











Titolo: Homeless

Data pubblicazione: 6 ottobre 2019

Casa editrice: Un cuore per capello

Pagine: 366 (formato pdf)

Prezzo: € 13,00 cartaceo, € 2,99 ebook


Trama: Ashley è una ragazza che ha trascorso la maggior parte della sua vita in un orfanotrofio di Los Angeles, davanti al quale è stata abbandonata quando era solo una neonata. Non ha mai trovato una famiglia che volesse adottarla, così, il giorno del suo diciottesimo compleanno, decide di lasciare l'orfanotrofio, un luogo che le suscita ricordi tristi e bui, e iniziare a vivere la sua vita; ma senza un diploma e un lavoro, si ritrova a vivere per strada. Per anni lotta per sopravvivere, per avere qualcosa da mangiare ogni giorno, ma anche per restare al sicuro. Soprattutto da Spike, anche lui senzatetto, che la tormenta da sempre.
La vita della ragazza, però, cambia radicalmente quando decide di derubare un uomo all'uscita di un pub. Non è il suo primo furto, ma qualcosa che Ashley non aveva mai sentito prima le suscita un grande senso di colpa. Pentita, decide di restituire il portafoglio al legittimo proprietario lasciandoglielo davanti alla porta di casa, ma in quell'esatto momento Ryan Woods esce e la vede. Riconosce subito la ladra che lo ha derubato e cerca di fermarla, però lei riesce a scappare. Ryan si mette alla sua ricerca e alla fine la trova. Le offre un posto dove stare, invitandola a casa sua a patto che lei finga di essere la sua ragazza per una festa a casa dei suoi genitori. Ashley è combattuta, ma sicura di una cosa: vuole stare lontano da Spike, che potrebbe ancora farle del male. Quindi accetta l'offerta di Ryan.
Entrambi cominciano a conoscersi e a nutrire dei sentimenti l'uno per l'altra. Ashley inizia a fidarsi di Ryan e a lasciarsi andare, ma tutte le barriere che ha abbassato si rialzano più forti di prima quando scopre chi Ryan è in realtà…



Autore: Carola Barbero 

Titolo: Addio. Piccola grammatica dei congedi amorosi

Editore: Marietti 1820

Pagine:
 224

Prezzo: euro 16

Data di uscita: 30 gennaio 2020.

Sinossi:
Non è forse vero che soffriamo per amore, che le nostre storie finiscono, che i legami si logorano e che più spesso di quanto vorremmo ammettere ci ritroviamo con il cuore in frantumi e gli occhi pieni di lacrime? E non capita con una certa frequenza di dovere o volere interrompere una relazione amorosa che ci rende tristi e insoddisfatti senza tuttavia riuscire a farlo? Perché non si può semplicemente accettare il cambiamento, l’inevitabile fine, e provare a dire «addio»?
Questo libro cerca di rispondere analizzando i congedi amorosi attraverso quarantanove frammenti tratti dalla letteratura, dalla filosofia, dal cinema e dalla storia, percorrendo contro mano la strada già magistralmente esplorata da Roland Barthes nei Frammenti di un discorso amoroso.
È un tentativo per guardare dentro le scatole nere di quegli aerei che sembravano progettati per portarci in paradiso e invece si sono schiantati contro un muro qualsiasi, ai piedi del quale osserviamo i resti di ciò che eravamo quando credevamo di essere tutt’uno con un’altra persona.




L'Autrice:
Carola Barbero è docente di Filosofia del linguaggio e Filosofia della Letteratura all’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni recenti: Filosofia della letteratura (Carocci 2013), L’arte di nuotare (Il Nuovo Melangolo 2016), Attesa (Mursia 2016), Significato. Dalla filosofia analitica alle scienze cognitive (con Stefano Caputo, Carocci 2018) e La porta della fantasia (Il Mulino, 2019). Per Marietti 1820 ha scritto la nota di lettura a Francis Scott Fitzgerald Il grande Gatsby (2019).






Autore: Pierangelo Dacrema

Titolo: Etica dei vizi Come resistere alla tentazione di diventare ex-fumatori, ex-bevitori e vegetariani

Editore: Rubbettino editore

Pagine: 131

Prezzo: 13,00 euro.

Sinossi:
Questa è la storia di un uomo in età matura, molto legato alle sue deprecabili abitudini (fumatore, bevitore, gran mangiatore di carne), che viene improvvisamente allarmato dall'anomalo funzionamento del suo cuore. È sposato, ha sei figli - tre grandi e tre piccoli -, ed è pertanto sottoposto a forti sollecitazioni per un radicale cambiamento dello stile di vita. Con sforzi immani riesce a smettere di bere e fumare. Ma poi ci ripensa proprio quando la voglia di alcol e sigarette sta ormai svanendo. La vita è una, piuttosto faticosa, costellata di preoccupazioni e avara di soddisfazioni, invariabilmente breve anche quando relativamente lunga.

Renato Mannheimer scrive: «Il libro di Pierangelo Dacrema ci spinge a riflettere su tematiche di grande importanza. Di fronte a situazioni gravi e anche drammatiche, come quelle che Dacrema ci descrive, siamo disposti a rinunciare a piaceri che molto ci appagano, ma che al tempo stesso sono nocivi e per la nostra salute e forse per la nostra stessa sopravvivenza? La risposta sembra ovvia, ma non è poi così scontata. Il libro descrive, in modo molto approfondito e al tempo stesso coinvolgente, i dubbi e le vicissitudini che un tal quesito può provocare nella vita reale. E come la ricerca di un compromesso tra piacere e dovere sia faticosa e tormentata. "Etica dei vizi" alimenta riflessioni sociologiche e filosofiche che stanno dietro a un dilemma che riguarda tutti».




Etica dei vizi lungi dall'essere un’apologia della nocività è invece un intelligente, ironico e attento pamphlet in difesa della salute mentale (a discapito, è vero, di quella fisica). Nel libro l’Autore dà a “vizio” la connotazione di “piacere” e “godimento” inscindibilmente legati all'anima e sostiene: «non accetto che star male psichicamente sia il prezzo da pagare per star bene fisicamente, anche perché pare che il persistere della prima condizione sia causa, prima o poi, del venir meno della seconda». Quindi Pierangelo Dacrema, professore ordinario di Economia e raffinato scrittore di saggi, costruisce e riporta al lettore un fine equilibrio tutto personale basato, invece che sulla rinuncia totale, sulla logica del premio, sul principio di gratificazione e su un’equa ripartizione tra sacrifici e benefici che significa per esempio pensare a quanto sia bello fumare una sigaretta dopo che si è aspettato un paio d’ore per accendersela (con ogni probabilità meno di quanto lo sarebbe dopo un’attesa di mezza giornata). E non manca di analizzare il “vizio” in relazione al rapporto con i propri cari: «Mi rendo conto di come si debba evitare di essere dominati da un vizio, di farsene annientare, soprattutto se si ha una vita legata a quella di altre persone. Ma non trovo giusto dimenticarsi dei propri piaceri, seppellire l’armamentario dei propri mezzi di consolazione, rinunciare in modo totale e definitivo a quanto può rasserenare o rendere anche solo più tollerabile la propria esistenza». Perché, in fondo, è vero che certi vizi possono avere conseguenze terribili, ma «non è legittimo parlarne come vere e proprie cause di un esito infausto, poiché si tratta in realtà di fattori che potrebbero (solo) accelerarlo». Si sta forse cercando di alleggerire il peso delle cattive abitudini e delle loro possibili ripercussioni sulla nostra esistenza? Forse. Ma – per quanto sia superfluo dirlo – la morte è comunque un evento ineludibile. Indipendente da qualunque elemento che può favorirla o ritardarla. E tenerlo sempre a mente è un buon punto di partenza per guardare in faccia la realtà. Conclude Dacrema «credo sia giusto compiere ogni ragionevole sforzo per rendere interessante la propria esistenza, adoperarsi affinché risulti leggera, divertente, avvincente, fare in modo che l’incombenza della fine non condizioni lo svolgimento di quanto la precede».


L'Autore:

Pierangelo Dacrema, docente di lungo corso, tratta l'economia come una scienza dello spirito. Nato nel 1957, laureato in Bocconi nel 1980, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari dal 1993. Ha insegnato all'Università Bocconi di Milano, all'Università Cattolica di Milano, all'Università di Bergamo e di Siena, alla Nuova Accademia di Belle Arti (Naba) di Milano e all'Università di Messina. Insegna attualmente all'Università della Calabria, nel Dipartimento di studi umanistici. Le sue principali pubblicazioni non accademiche: La morte del denaro. Una rivoluzione possibile, Marinotti, 2003; Trattato di economia in breve. Frammenti di filosofia del gesto, Rubbettino, 2005; La dittatura del PIL, Marsilio, 2007; La crisi della fiducia. Le colpe del rating nel crollo della finanza globale, ETAS Rcs, 2008; Il miracolo dei soldi, ETAS Rcs, 2010; Fumo, bevo e mangio molta carne, Excelsior 1881, 2011; Lettera aperta a uno studente universitario, Jaca Book, 2013; Marx e Keynes. Un romanzo economico, Jaca Book, 2014; C'era una volta una scienza triste, Jaca Book, 2015; La morte del denaro. Una lezione di indisciplina, Jaca Book, 2016; La buona moneta. Come azzerare il debito pubblico e vivere felici (o solo un po' meglio); Sognando l'Europa. Grande statista cercasi, All Around, 2019. Ha tradotto (con B.Bruno) l'inedito di J.M Keynes Le mie prime convinzioni, Adelphi, 2012.



Titolo: “Il Marchio del Sole”

Autrice: Ornella Calcagnile

Editore: Nativi Digitali Edizioni

Data di uscita: 9 gennaio 2020

Genere: Urban Fantasy, Fantasy Romantico

Collana: “Fantasy”

Prezzo: Ebook 2.99€, cartaceo 12€

Formato: ebook (epub, mobi, pdf) e cartaceo su Amazon

Lunghezza: 213 pagine

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Sinossi:
Laurie è una ragazza come tante, attraente ma discreta, eppure dietro l’apparenza da tranquilla studentessa cela un grande segreto, che tenta di nascondere anche a se stessa. Quando si trasferisce all’Hidden Knowledge Manor College e fa la conoscenza di alcuni personaggi misteriosi, tra cui Seth, un ragazzo dark implicato nel sovrannaturale, e il presuntuoso ma affascinante Blake, questi segreti iniziano a venire a galla.
Vampiri, wiccan, mortali, sciamani; molte creature, anche temibili, sono coinvolte nella ricerca della Pietra del Sole, un talismano il cui marchio è in grado di rendere i vampiri immuni alla luce diurna, dando così inizio a una lotta per il predominio, in cui Laurie si troverà invischiata e dovrà prendere decisioni difficili per salvare le persone a lei care.
“Il Marchio del Sole” è il primo volume della saga urban fantasy, ma con un deciso tocco romance, di Ornella Calcagnile, che vi farà restare incollati alle pagine, tra creature sovrannaturali, scontri sanguinari, leggende arcane, passioni e tradimenti…


L'autrice:


Ornella Calcagnile è nata a Napoli nel 1986, diplomata all’Istituto D’Arte, laureata in Scienze della Comunicazione, ha sempre avuto un debole per tutto ciò che riguarda la creatività.
Ha iniziato a scrivere nel 2008, una vera e propria passione che l’ha indotta a creare un blog di racconti, prima di esordire nel 2013 con il suo primo romanzo.
Ovviamente amante della lettura, nel 2012 ha fondato Peccati di Penna , blog dedicato ai libri e non solo. Il suo genere preferito è l’urban fantasy, la creatura del cuore il vampiro.
Tra un caffè e una pagina di Word, sogna di diventare una brava scrittrice e creare avventure in cui il lettore possa perdersi.


Andrea Viscusi

Recensione: "L'Esatta Percezione" di Andrea Viscusi

07:30


Titolo: L'Esatta Percezione
Autore: Andrea Viscusi
Edizioni: Quality Games - Collana Memorie dal Futuro
Pagine: 121
Formato: Cartaceo
Prezzo: EU 10

Descrizione:
 Tutto quello che conosciamo è mediato dai nostri sensi: c'è sempre qualcosa che non vediamo, non percepiamo o che ignoriamo. La realtà può cambiare da un momento all'altro... Nove racconti fantastici per fare un reality check, un controllo sulla effettività delle cose: storie che svelano verità nascoste, oppure immaginano mondi simili al nostro, ma allo stesso tempo sostanzialmente diversi. Nove racconti per sviluppare il classico tema del what if, declinandolo rispetto al passato, al presente o al futuro. Nove racconti di Andrea Viscusi. Andrea Viscusi è nato nel 1986 in Toscana, e vive in provincia di Pistoia. I suoi racconti fantastici e di fantascienza sono stati premiati in molti concorsi letterari (fra cui il Trofeo RiLL e il premio Robot) e pubblicati su numerose antologie e riviste, in Italia e all'estero. Oltre a questo libro, ha firmato le antologie di racconti "Spore" (ed. I Sognatori, 2013) e "Il lettore universale" (ed. Moscabianca, 2018) e il romanzo di fantascienza "Dimenticami Trovami Sognami" (ed. Zona 42, 2015). Illustrazione di copertina: Valeria De Caterini. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito dell'associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, che ha curato il libro: www.rill.it




Recensione:
 Sono nove i racconti che compongono L’Esatta Percezione di Andrea Viscusi. Come suggerisce il titolo, si tratta di una sere di storie che narrano ciò che va oltre la realtà che tutti possiamo vedere, di un modo di “percepire” una realtà celata. I protagonisti di questa affascinante raccolta, seppur diversi l'uno dall'altro, sono accomunati dalla scoperta che "aldilà" del nostro piccolo universo, c'è di piu'.

Dal fantascientifico all’horror più classico, i racconti che ci presenta l’autore toccano vari temi molto apprezzati dagli amanti del genere. Siamo sicuri che la nostra realtà sia vera? In Pixel l’autore fa riflettere sulla possibilità che il mondo in cui viviamo sia appunto, un insieme di pixel, come un videogioco, nel quale noi siamo giocatori inconsapevoli.

Molto originale Hype, che esplora il tema molto attuale dell’iperconnessione. In un mondo in cui tutti siamo iperconnessi l’uno con l’altro, schiavi della tecnolgia e incapaci di rilassarci, che succederebbe se un giorno scoprissimo che la realtà è ben altro? Riusciremmo a rallentare il passo senza subire danni? Il ritmo è scorrevole ed estremamente accattivante, sia per l’originalità dei racconti, che per i temi affrontati. In Lamarckia ad esempio, il protagonista vive in un mondo inquietantementa e distopico, in cui l’essere umano, con tutte le sue imperfezioni, non è più ammesso ed è possibile procreare umani senza i difetti genetici dei genitori. Viscusi esplora in modo impeccabile tematiche ed interrogativi che l'uomo si pone fin dalla notte dei tempi, contribuendo ad ogni storia con un "quid" di autenticità.
 Come scrive l’autore, “c’è sempre qualcosa che non vediamo”, qualcosa che ad una seconda occhiata ci svela una verità “nascosta". Nulla è come sembra, basta non fermarsi alla superficie. 



Angelo Calvisi

C'è post@ per noi... #365

08:00


Buongiorno lettori!
In questa bella domenica di febbraio ma che fa già tanto aprile (strano vero?) è il mio turno di segnalarvi qualche libro giunto alla nostra attenzione.



PALMINA. UNA STORIA SBAGLIATA
di Mario Gianfrante, Sara Cordella e Pierdomenico Corte-Ruggiero
Les Flaneurs | 84 pagine
cartaceo €10,00
26 dicembre 2019 | scheda Les Flaneurs



2 dicembre 1981. Dopo ventidue giorni di agonia, si spegne la vita di Palmina Martinelli, quattordicenne di Fasano. Prima di morire, la ragazza è riuscita a fare il nome dei suoi carnefici, che l’hanno cosparsa di alcool per poi darle fuoco. Ma la giustizia italiana deciderà di imprimerle il marchio infamante della bugiarda, scagionando i suoi presunti assassini e facendo di lei quasi l’imputata, piuttosto che la vittima. Gli autori ci guidano attraverso quei giorni terribili illustrando eventi, prove, fasi del processo e reazioni dell’opinione pubblica. A quasi quarant’anni dalla tragedia che ha spento per sempre il suo sorriso, c’è ancora chi lotta per ridare voce a Palmina, a Ninetta, e fare in modo che la giustizia faccia finalmente il suo corso.



FANNO DEI GIRI IMMENSI E POI RITORNANO
di Angelo Calvisi
Les Flaneurs | 162 pagine
cartaceo €14,00
20 dicembre 2019 | scheda Les Flaneurs



A volte i testi delle canzoni che abbiamo amato, o anche solo ascoltato, riemergono per definire un amore andato male, lo sguardo di una persona cara, i momenti di sconforto o di gioia smisurata. Così accade ai protagonisti di questo libro, le cui storie si completano a vicenda e confluiscono in una narrazione a quattro voci – a quattro canti. Gli amori di Piero, Lisa, Roberto e Alice nella Milano degli anni Novanta sono raccontati in un impasto di citazioni, in un flusso di pensieri ed emozioni.



IL GRANELLO DI SABBIA
di Pietro Bertino
autopubblica | 325 pagine
ebook €6,90 | cartaceo € 12,00
30 ottobre 2019 | scheda Amazon



In un paese che ha cancellato la Storia, dove chi non appartiene alla razza eletta viene schiacciato senza pietà, un uomo ha cominciato a ricordare. Può esserci amore in un mondo perfetto? Può un granello di sabbia fermare l'ingranaggio e riportare la speranza? Un romanzo distopico che affronta i temi del nostro tempo : le migrazioni, l'inquinamento ambientale, il deterioramento della politica., il controllo ossessivo dei governi autoritari sui cittadini.




KILLER LOOP'S
(#1)
di Stefano Labbia
LFA Publisher | 54 pagine
cartaceo €7,40
5 dicembre 2019 | scheda Amazon



È un mondo duro, quello di Killer Loop'S. Dominato da un oscuro sindacato senza scrupoli che tesse trame e violenta il pianeta perseguendo i propri malati scopi. Kimberly - Stuart Whitman - non è un eroe ma un killer prezzolato dalla lingua lunga che si ritroverà, dopo anni di distanza, di nuovo a confrontarsi con Pauraz (e con i suoi spietati assassini) a cui ha pestato i piedi stavolta più o meno volontariamente. Nel cuore di Kimberly infatti, il senso di inquietudine per una società sempre più votata al denaro e alla violenza è sempre più forte. Pur essendo diventato anni prima, proprio per mano di Pauraz, un esponente di questo folle circolo di morte...


7-7-2007

Recensione: "7-7-2007" di Antonio Manzini

08:00

Titolo: 7-7-2007
Autore: Antonio Manzini
Serie: Rocco Schiavone #0.5
Editore: Sellerio
Pagine: 369
Prezzo: € 14 (cartaceo) € 9,99 (ebook)

TRAMA
Lo sai cosa lasciamo di noi? Una matassa ingarbugliata di capelli bianchi da spazzare via da un appartamento vuoto.
Rocco Schiavone è il solito scorbutico, maleducato, sgualcito sbirro che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi che raccontano le sue indagini. Ma in questo è anche, a modo suo, felice. E infatti qui siamo alcuni anni prima, quando la moglie Marina non è ancora diventata il fantasma del rimorso di Rocco: è viva, impegnata nel lavoro e con gli amici, e capace di coinvolgerlo in tutti gli aspetti dell'esistenza. Prima di cadere uccisa. E qui siamo quando tutto è cominciato. Nel luglio del 2007 Roma è flagellata da acquazzoni tropicali e proprio nei giorni in cui Marina se ne è andata di casa perché ha scoperto i "conti sporchi" di Rocco, al vicequestore capita un caso di bravi ragazzi. Giovanni Ferri, figlio ventenne di un giornalista, ottimo studente di giurisprudenza, è trovato in una cava di marmo, pestato e poi accoltellato. Schiavone comincia a indagare nella vita ordinata e ordinaria dell'assassinato. Giorni dopo il corpo senza vita di un amico di Giovanni è scoperto, in una coincidenza raccapricciante, per strada. Matteo Livolsi, questo il suo nome, è stato finito anche lui in modo violento ma stavolta una strana circostanza consente di agganciarci una pista: non c'è sangue sul cadavere. Adesso, l'animale da fiuto che c'è dentro Rocco Schiavone può mettersi, con la spregiudicatezza e la sete di giustizia di sempre, sulle tracce "del figlio di puttana".


LA MIA OPINIONE
Rocco Schiavone doveva morire.
Doveva morire al posto dell'amica Adele, assassinata nel suo letto da Enzo Baiocchi.
Doveva morire al posto di Marina, sua moglie, quel 7 Luglio del 2007, per mano di Luigi Baiocchi.
I due omicidi sono legati indissolubilmente ed in questo romanzo, Rocco deve scavare nella memoria per raccontare al questore Costa e al pm Baldi la storia che li collega, rivivendo tutta la serie di eventi che ha portato all'omicidio della moglie.
In un'estate romana contrassegnata da un caldo tropicale, Rocco si ritrova tra le mani il caso di un omicidio brutale, quello del giovane Giovanni Ferri, ritrovato in una cava. A qualche giorno di distanza, un coetaneo, Matteo Livolsi, viene ucciso con le stesse modalità.
In un intreccio fatto di omicidi, spaccio di droga e criminali senza pietà, Rocco deve risolvere un caso complesso, che lo porta a scoperchiare un vaso di Pandora del quale non si riesce a scorgere il fondo.

Pur essendo questo un romanzo prequel, è necessario leggerlo dopo gli eventi raccontati in Era di Maggio. Soltanto conoscendo ciò che è successo nella vita di Rocco fino a quel momento infatti si può comprendere a pieno la storia raccontata in questo romanzo.

Non si può prescindere da questo romanzo per comprendere a pieno la storia personale del vicequestore Schiavone. Con 7-7-2007, infatti, Antonio Manzini accende un faro sul dolorosissimo passato di Rocco, in particolare sulla relazione con Marina e sul rapporto con gli amici Sebastiano, Furio e Brizio.
In equilibrio tra un caso più che complicato e una vita personale che lo è altrettanto, Rocco è costretto a mettere da parte il cuore per cercare la verità sulla morte di due giovani, finiti in un giro di spaccio che li ha inghiottiti.
E ancora dovrà calarsi nel fango dell'umanità, quel fango che odia, per riuscire a scoprire la verità, una verità che però, purtroppo per lui, porta con sé delle terribili conseguenze, di quelle che cambiano la vita per sempre.

Ormai sapete quanto io ami i romanzi di questa serie, che mi hanno appassionata sin dal primo capitolo di Pista Nera. Tutto in questa serie gira intorno a Rocco, un protagonista decisamente sui generis. Qui per la prima volta i dettagli della sua vita privata, il suo passato, emergono con grande forza e ci consentono di conoscere l'aspetto più umano e fragile del vicequestore, l'uomo che era quando aveva ancora Marina.
È un racconto doppiamente triste quello contenuto in questo romanzo, sia per l'indagine che racconta che per l'aspetto umano, che coinvolge Rocco in prima persona.
Lettura decisamente consigliata ai fan della serie, soprattutto per fare questo viaggio negli aspetti ancora sconosciuti della vita di Schiavone.