Amaranth

C'è post@ per noi... #32

10:02

♪♫...È Natale e a Natale si può amare di più...♫♪

No, non è ancora Natale, ma ormai è sempre più vicino. Avete già pensato ai regali o come me siete ancora sommersi dalla neve? 
Io suggerisco di dare un'occhiata ai nuovi titoli che ho trovato nella posta di IDIB - BE: potremmo trovare qualcosa di interessante.




Eventi Bizzarri, Luigi Milani e Alexia Bianchini

Non puoi sfuggire alla tua arte, non puoi sfuggire all’ombra che insegue il tuo passo.

Titolo: Eventi Bizzarri
Autori: Luigi Milani e Alexia Bianchini
Editore: La Mela Avvelenata
Prezzo: epub - € 2,49
Pagine: 97
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2013


Daniele Bizzarri, un tempo fascinoso autore di successo, ora alcolista perso e spiantato, si trasferisce dalla capitale in uno squallido paesino del centro Italia. 
Arroccato in una vecchia casa di campagna piena di spifferi e ragnatele, in fuga dalla ex moglie e dai tanti creditori, è in cerca dell'ispirazione perduta. Tra incontri al calor bianco con le bellezze locali e contatti inquietanti con misteriosi personaggi dediti all'occultismo, lo scrittore non solo non migliorerà la propria situazione personale, ma precipiterà in terribili incubi...



La notte che uccisi Jim Morrison, Luigi Milani


TitoloLa notte che uccisi Jim Morrison
Autori: Luigi Milani
Editore: Dunwich Editore
Prezzo: epub/mobi - € 0,99
Pagine: 60
Data di pubblicazione: 4 novembre 2013


Jim Morrison, artista maledetto per antonomasia, voce e cofondatore dei Doors, è scomparso il 3 luglio 1971 a Parigi. O meglio, così recitano le biografie ufficiali dell'artista amato da milioni di fan in tutto il mondo.

Ma le cose stanno davvero così? E se invece, come suggerito di recente dal tastierista della band Ray Manzarek, il mitico Re Lucertola non fosse affatto morto, quella terribile notte di oltre 40 anni fa?


Luigi Milani vive e lavora a Roma, città dov’è nato poco dopo la morte di John Kennedy. Tra i soci fondatori di Edizioni XII, cura la collana eTales per Graphe.it Edizioni e collabora con Kipple Officina Libraria. Ha pubblicato racconti e romanzi per vari editori e su diverse riviste letterarie, cartacee e on line. Ultimi libri pubblicati come autore: Nessun Futuro (Casini Editore, 2011), Seasons, Ci sono stati dei disordini e L’estate del diavolo (Delirium Edizioni, 2011-2012). Assieme alla coautrice Alexia Bianchini ha appena pubblicato un nuovo romanzo, un thriller venato di paranormale intitolato Eventi Bizzarri (La Mela Avvelenata, 2013).

Link utili: Blog dell'autore
Bloodhunters - I figli della luna, Ilaria Cosa

TitoloBloodhunters - I figli della luna
Autori: Ilaria Cosa
Editore: Selfpublishing
Prezzo: ebook - € 2,99; cartaceo - € 13,90
Pagine: 360
Data di pubblicazione: 29 agosto 2012

Sheryl è una giovane vampira mezzosangue che, con altri vampiri nomadi, risiede in un'antica dimora fra i boschi di Cedar Falls, ben lontana dalla vita brulicante di città e dai terribili e nobili vampiri Purosangue. Un giorno ad irrompere nella sua monotonia, arriva Jay, un giovane cacciatore che ha attraversato diverse dimensioni per trovare lei, la chiave, l'unica che potrebbe salvare il mondo da una terribile sorte. Sherrie cambierà radicalmente vita, addestrandosi per essere pronta ad affrontare il suo destino, accompagnata dal suo più fidato amico nonché licantropo, Ector Douglas, disposto ad ogni cosa pur di proteggerla. Nel frattempo, strane uccisioni stanno tormentando la città di Seattle, pronti a far vacillare l'equilibrio e la segretezza degli esseri sovrannaturali agli occhi degli umani. La caccia all'assassino è aperta, e forse, Sherrie, non sarà l'unica a nascondere un terribile segreto. E il countdown per la fine di ogni cosa, sarà solo l'inizio...

Ilaria Cosa nasce a Bari in Italia (Puglia) nel 1992 da Raffaele e Paola Cosa. È la più piccola della famiglia: ha due fratelli, Gerardo e Giuseppe, e una sorella, Genny. Passa la sua infanzia viaggiando per l'Italia con i suoi genitori a causa dei numerosi trasferimenti di lavoro. Alle superiori si iscrive all'istituto Ettore Majorana di Bari dove inizia i suoi studi di fotografia e grafica digitale. E' proprio in questi anni che perde suo padre a causa di un male ormai incurabile. Da allora decise di immergersi nella scrittura. All'età di sedici anni, oramai lettrice accanita, Ilaria pubblica sul web tra il 2008 e il 2010 la fanfiction “Horizon” ricalcando la storia la Saga di Twilight con il suo continuo. È grazie ai suoi numeri sostenitori e lettori che inizia le prime bozze di quello che sarà poi BloodHunters. I Figli della Luna. La saga è composta da tre romanzi: BloodHunters. I Figli della Luna; BloodHunters. Il mondo Degli Inferi e BloodHunters. Apocalisse.

L'uscita del secondo volume della saga è prevista per il 2014.

Che cosa ne pensate?
Regalerete libri quest'anno?


Ancella (Monia)

Intervista #13: Conosciamo meglio Mary & Frances Shepard

11:00

Buongiorno carissimi lettori! Quella che vi posto oggi è un'intervista che ho fatto con estremo piacere e di cui ho apprezzato particolarmente le risposte. Mary & Frances Shepard, autrici del romance storico I colori della nebbia, si sono messe a disposizione della sottoscritta per qualche domanda e ne è uscita un'intervista a mio avviso interessantissima e che mi ha permesso di scoprire moltissime cose su di loro e sui libri che hanno scritto. Prendetevi qualche minuto e fermatevi a leggerla!

**********

Ciao Mary, ciao Frances, e benvenute. Grazie per aver accettato di essere mie ospiti. È una vera emozione poter intervistare due giovani autrici italiane di grande talento!
F. Ciao Monia, è un piacere chiacchierare con te. Grazie per averci ospitate sul blog.
M. Grazie a te!

Prima di tutto, raccontateci un po’ di voi. Mary & Frances sono gli eleganti pseudonimi dal sapore austeniano dietro cui si nascondono Mariachiara Cabrini e Francesca Cani. Chi sono in realtà queste due giovani donne? Come vi piace descrivervi?
Mary
Frances
M. Sono Mariachiara, sono una lettrice compulsiva e amo scrivere quanto leggere. Lavoro come impiegata, ma ho una seconda identità come blogger che guarda a caso parla di libri.
F. Sono Francesca, sono sportiva, amo viaggiare, sono uno spirito libero. Ogni volta che posso parto alla scoperta di posti non proprio turistici e di paesaggi incontaminati, sono rientrata la settimana scorsa dall’Irlanda. Il mio compagno di viaggio è anche il mio eroe: mio marito Matteo.




Voi siete entrambe autrici, singolarmente, di numerosi titoli allettanti. Cosa vi ha spinto ad intraprendere un percorso di scrittura a quattro mani? È stato difficile scrivere un romanzo insieme ad un’altra persona? E come avete affrontato il processo di scrittura in comune?
M. Credo che per un autore sia molto importante sperimentare e mettersi in gioco, noi l’abbiamo fatto. L’idea è nata così, per caso, visto il nostro comune amore per la scrittura, e poi ci abbiamo preso la mano. In due proseguire spediti nella scrittura è più facile. Hai sempre qualcuno a cui chiedere consiglio e pronto a spronarti. Non è un processo semplice e richiede una giusta preparazione, però. Bisogna organizzarsi accuratamente, una volta decisa la trama creare una sinossi e poi una scaletta accurata dei capitoli completa di punti di vista in modo da dividersi il lavoro. Poi una volta che si inizia a scrivere il confronto deve essere continuo, di solito il risultato è qualcosa che piace a entrambe e questo è già segno che potrà piacere a un pubblico molto ampio, visto che io e Francesca abbiamo gusti molto diversi.
F. Nel mio lavoro dico sempre ai bambini che collaborare arricchisce e che il confronto è costruttivo, perciò ho messo in pratica quello che predico da anni. Siamo amiche dai tempi dell’università, Mary e io, quindi avevamo già sperimentato la solidarietà che nasce fra compagni di corso. Abbiamo letto l’una parte dei lavori dell’altra, prima di decidere di scrivere in tandem, quindi è nata stima, sintonia e poi l’idea di scrivere insieme. Siamo sempre partite da discussioni e brainstorming faccia a faccia, che poi proseguivano con scambi di e-mail chilometriche. Dai problemi iniziali sulla costruzione dei personaggi a quelli fondamentali sulla trama, non abbiamo mai smesso di esprimere i nostri punti di vista. Eravamo entrambe consce del fatto di avere fra le mani una storia vincente forse perciò, nonostante le difficoltà, abbiamo perseverato. Sì, perché all’inizio parlavamo due lingue molto diverse, per stile e gusto personale. Ma ci siamo armonizzate con facilità e siamo ben presto diventate una la spalla creativa dell’altra.

Come è nata l’idea per “I colori della nebbia”? Cosa vi ha ispirato questa storia ricca di mistero e romanticismo? E come mai avete scelto di intraprendere questa prima avventura insieme cimentandovi in un romance storico?
M. Una volta deciso di provare a scrivere un libro assieme abbiamo concordato di cimentarci in un genere che conoscevamo e che avesse un buon pubblico e perciò fosse commerciabile. A entrambe è subito venuto in mente il genere romance. Abbiamo poi deciso che volevamo creare dei personaggi fuori dai soliti canoni romance, con un quid in più, e pensando e ripensando, parlando e confrontandoci è nata la trama. Molto semplicemente.
F. Eravamo già entrambe predisposte a scrivere qualcosa di romantico, avevamo ambedue un po’ d’esperienza nel campo. Siamo laureate in Storia dell’arte, quindi la ricerca d’archivio e bibliografica è stata il nostro pane quotidiano per anni, abbiamo pensato di mettere a frutto i nostri studi, da qui l’ambito storico. E’ stata, a ben vedere, la scelta vincente perché, fin dalle prime letture dell’editor, ci è stato riferito che nel romanzo si respirava proprio l’aria del periodo storico che abbiamo scelto. 

Sapreste definire il vostro romanzo solamente con tre aggettivi? Tre per Mary e tre per Frances. Quali e perché?
F. Passionale, colorato, dinamico. Passionale non solo per ciò che evoca subito l’aggettivo, ma anche perché vi sono molte passioni nel romanzo. Inespresse, potenziali, totalizzanti, ma sempre forti e in grado di dare carattere e vita ai personaggi. Colorato perché, se lo leggerete, vi renderete conto che si tratta di un romanzo molto visivo: i colori si vedono, a volte si toccano, sono sempre presenti. Dinamico perché vi è l’azione che spesso manca nei romance classici.
M. Romantico, avvincente e mantovano. Romantico perché è un romance, perciò il romanticismo al suo interno non manca di certo (così come due scene particolarmente passionali). Avvincente poiché si è sempre in tensione, leggendolo, per capire chi sta dietro gli attentati contro Matilde. Mantovano poiché è ambientato a Mantova, la nostra città. 

Leggendo la sinossi del libro, si intuisce che in questa storia non c’è solamente l’intreccio amoroso, ma un mix di mistero, avventura, pericolo e passione. Come mai avete scelto di dare un taglio così dinamico e originale al romanzo e di concentrarvi non solo sui sentimenti amorosi dei protagonisti ma anche su vicende così oscure e dal fascino cupo?
F. Sì, I colori della nebbia ha molte sfaccettature create appositamente per allargare gli orizzonti. Ci serviva qualcosa che fosse stimolante da scrivere, rimanere tutto il romanzo a sondare i sentimenti dei due protagonisti ci toglieva molte possibilità, ancorandoci alla tradizione. Volevamo qualcosa, che pur rimanendo nel classico taglio romance, fosse di vedute più ampie. Così è nata la storia che ha sprazzi giallistici, noir, d’avventura e molta azione.
M. Fin da subito volevamo distanziarci dai soliti romance, dare qualcosa in più ai lettori e creare un atmosfera dinamica e ricca di mistero ci è sembrato il modo giusto per farlo. Mantova poi è una città la cui atmosfera si presta molto a intrighi e complotti, nell’ombra della nebbia.

Avete inserito nell’intreccio un periodo storico molto affascinante, e dalla precisione dei dettagli si può dedurre che avete intrapreso un minuzioso lavoro di ricostruzione storica. È stato difficoltoso ricreare un’epoca passata? È stata la prima volta che vi mettevate alla prova in questo campo oppure avevate già esperienze nella stesura di romanzi storici?
M. Grazie ai nostri studi in Storia dell’arte siamo abituate alle ricerche storiche e ci piacciono, per noi girare per biblioteche e archivi è uno spasso.
F. Per me non era la prima volta, perché il mio primo romanzo è uno storico ambientato in un’epoca più recente, ovvero durante la Seconda Guerra Mondiale (Amare- Il profumo del gelsomino notturno, edito da goWare) Anche in molti racconti avevo sondato la possibilità di dedicarmi allo storico (Lite Editions e Chichili Agency). La mia tesi di laurea specialistica, inoltre, verteva proprio su una scuola di pittori mantovani che ebbero la maggiore attività nel periodo 1815/17.

Voi abitate entrambe a Mantova e, dalla trama del vostro libro, è palese il vostro amore per questa bella città. È stata unanime la scelta di ambientare la storia proprio lì? Insomma, quando avete deciso di scrivere questo romance, avevate già la certezza che Mantova avrebbe fatto da sfondo alle vicende? O è una decisione che avete preso in seguito?
M. E' una decisione che è stata presa quasi subito. Bisogna scrivere di ciò che si conosce per risultare credibili, inoltre era la nostra prima esperienza nel genere romance, ambientarla in una città che conoscevamo bene ci rassicurava.
F. E’ stata una decisione unanime che ha subito solleticato la fantasia di entrambe. Sembra strano ma ancora oggi, dopo anni di lavoro fra stesura ed editing, quando cammino per i vicoli di Mantova penso: “qui è passato William” oppure “là abitava Matilde”. Insomma girare per la città è diventato come passeggiare per un set! 

Quanto c’è di ognuna di voi nella protagonista della storia o negli altri personaggi?
M. Credo sia importante dire che questa storia ha due protagonisti Matilde e William, non uno. Entrambi hanno uno spazio uguale nel romanzo ed entrambi sono i cardini della storia. Io ho seguito più Matilde e Francesca più William, ma in realtà poi, confronto dopo confronto, possiamo dire che sono entrambi di entrambe. Amiamo molto anche i personaggi secondari del romanzo. In particolare io sono molto affezionata la personaggio della nonna di Matilde, per cui mi sono un poco ispirata a mia nonna, e al cane di Altea, Amadeus.
F. Più che della protagonista in me c’è qualcosa di William, c’è molta della sua irrequietezza del suo essere un personaggio fisico, che agisce e si sporca le mani. Lui si sfinisce con gli allenamenti militari, io sono attiva e sportiva, ci somigliamo. C’è qualcosa di mio anche nella sbadataggine di Eusebio, lo zio di Matilde, e nel carattere ironico di Edmund, l’amico e compagno d’armi di William. Mi sono dedicata di più ai personaggi maschili nella stesura del romanzo, si nota?

Tra le due chi è la più romantica? Sono curiosa di sapere chi ha dato l’impronta più sentimentale alla storia e chi, invece, quella più misteriosa. Chi ha conferito il tono del romance e chi quello del mistero? C’è stato questo dislivello emotivo durante la stesura oppure è stato tutto molto equilibrato?
M. Siamo entrambe romantiche, e amanti dei lieti fine. Senza alcun dubbio. Ma tra noi due forse sono io a essere un poco più guastafeste, nel senso che tendo a essere anche molto disillusa e terra terra. Perciò spesso mi veniva naturale smorzare i toni più romance dei romance.... Per fortuna Francesca, in piena fase Luna di miele, ha riequilibrato il tono. Lei è molto brava nelle scene d'azione, le ama particolarmente, io amo più le scene ironiche e familiari. Per quanto riguarda il mistero, bé, lì ci siamo arrovellate entrambe, perché far combaciare tutti gli elementi di un giallo è più complicato di quanto sembra. Da fan di CSI ho amato però cimentarmi nella costruzione di una piccola indagine, per quanto difficile.
Elinor e Marianne Dashwood
F. Siamo entrambe romantiche ma abbiamo due vene di romanticismo differenti. Io sono più drammatica, per me il romanticismo vero è il connubio fra amore e morte, l’inscindibile alternarsi di passione e destino fatale. Sono un po’ una Marianne Dashwood moderna. Mary è più concreta e più orientata al romanticismo che va di moda ai tempi nostri, lei è la mia Elinor, mi trascina con i piedi per terra e dà sempre saggi consigli. Altre due sorelle Marianne e Elinor Dashwood, sarà un caso? 

Quali emozioni vi piacerebbe suscitare nelle lettrici che leggeranno “I colori della nebbia”?
F. Mi piacerebbe che i lettori sognassero, che vivessero respirando l’aria dolce dell’autunno mantovano e trepidassero per il destino di due coraggiosi amanti. Il massimo per uno scrittore è sapere che le proprie parole suscitano emozioni vere, perciò mi auguro che ridano, piangano, si arrabbino e preghino insieme ai nostri personaggi. Per fortuna i primi feedback sul romanzo ci dicono che i lettori stanno davvero vivendo la nostra storia con entusiasmo, ciò ci riempie d’orgoglio.
M. Vorrei si identificassero con i nostri personaggi. Ridessero e si emozionassero con loro.

Il vostro romanzo è stato pubblicato dalla Harlequin Mondadori, una casa editrice nota e molto apprezzata. Un esordio in grande stile. Come è stato raggiungere un simile traguardo? E quanta soddisfazione c’è nel veder pubblicato il frutto del vostro lavoro da un editore che può permettervi di raggiungere una fetta di lettrici molto ampia e di emergere nel panorama letterario italiano? Tra emozione e paura, qual è il sentimento che prevale?
F. E’ stata una grande avventura avere a disposizione una redazione di persone eccezionali ed eccellenti, ma la vera sfida per noi è iniziata con l’editing. Perciò, accantonata la gioia infantile dell’essere state scelte fra tante, abbiamo dovuto lavorare molto. E’ stato un percorso formativo ed entusiasmante, esasperante a tratti, quando impiegavamo settimane a revisionare un capitolo. Ma sempre un lavoro arricchente. Sì, Harlequin e la collana dei GRS sono una garanzia già di per sé, è scontato che con marchi così prestigiosi si raggiunga un pubblico vasto, ma non è scontato incontrare il favore delle lettrici. Perciò l’emozione che prevale è…
M. Ansia? Vorremmo il romanzo piacesse.
F. Sì, c’è parecchia trepidazione da parte nostra, ma ci sono già buone conferme! Quindi è una grande emozione e un grandissimo onore arrivare con il nostro romanzo nelle vostre librerie!

Come è nato il vostro amore per la scrittura?
M. Non lo so con sicurezza, ma credo con la lettura. Fin da piccolissima ancora prima di saper leggere adoravo i libri e torturavo i miei affinché me li leggessero e rileggessero, non ne potevano più. Ho sempre avuto una gran fantasia e perciò mi rivedevo in quelle persone che raccontavano storie straordinarie.
F. Credo che la scintilla sia scoccata quando ero una ragazzina allampanata con la testa confusa da un milione di emozioni potentissime. Ho sempre avuto un rapporto particolare con i colori del mondo, con i rumori e con le cose semplici, sono una che, come un gatto, gioca con il vento, per intenderci. Da adolescente ho iniziato a scribacchiare su un quadernino le mie poesie, in cui a suon di metafore descrivevo il mondo, da allora non ho più smesso di scrivere.

Preferite scrivere da sole oppure collaborare tra voi?
M. Mi piacciono entrambe le cose e si possono fare entrambe senza problemi, perciò perché scegliere. Sono modi di esprimersi diversi, così come i generi letterari sono diversi tra loro.
F. Amo scrivere, amo raccontare sempre e comunque in ogni forma con ogni compagnia. Ho adorato l’esperienza fatta con Mary, continuerò a collaborare con lei.

Tutti gli scrittori sono prima di tutto lettori e suppongo che per voi non faccia differenza. Quali letture preferite? Avete un genere di riferimento senza il quale non potreste davvero vivere? Il libro del cuore? 
F. Ti posso elencare i libri che ho riletto, perché sono una di quelle lettrici fedeli alle emozioni provate e se un romanzo mi ha presa significa che prima o poi vorrò tornare a rivivere la sua atmosfera. Fra i più riletti ci sono: Ragione e sentimento, Le pagine della nostra vita, Il cavaliere d’inverno, La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, Ritorno a Cold Mountain
M. Leggo di tutto, adoro l’urban fantasy e i libri con vampiri, amo lo steampunk, il giallo storico, il romance, il romanzo storico e il fantasy, inoltre mi affascina molto anche il genere sci-fi. L’unica cosa che proprio non sopporto sono gli zombie ho provato più volte a leggere libri con loro dentro, e ci sono riuscita ma proprio non mi piacciono. Ho molti libri preferiti: Persuasione di Jane Austen, Padiglioni lontani di M. M. Kaye e L’onore dei Vor di Lois Mac Master Bujold.


Quali scrittori o scrittrici hanno influenzato il vostro modo di scrivere? E nella vostra vita c’è stato un romanzo che vi ha fatto pensare:"voglio scrivere anch’io"?
M. Tutto ciò che leggiamo ci influenza e io leggo di tutto, ma la mia aspirazione sarebbe scrivere come Mary Balogh o Lois MacMaster Bujild che per me è un vero mito. Inoltre ammiro molto l'epicità di cui è capace Jacqueline Carey. Il fantasy è un genere che mi affascina e che ritengo tra i più difficili, perciò gli autori che riescono a emergere all'interno di quel genere per me sono tutti da ammirare.
F. Per quanto riguarda il nostro genere, le scrittrici che apprezzo di più sono Mary Balogh, Brenda Joyce e Michelle Willingham. Ma mi auguro di non essermi ispirata allo stile di nessuna delle tre, credo sia essenziale che un autore trovi una via propria. 


Preferite creare storie appartenenti a quale genere? Ne avete uno preciso oppure vi piace sperimentare?
M. Io adoro sperimentare, infatti fino ad oggi ho scritto tre libri e tutti di generi diversi, un chick-lit contemporaneo, un fantasy e un saggio ironico. Inoltre mi piace scrivere storie fuori dal comune, anche troppo a volte.
F. Sono più fedele al genere storico sentimentale, ma amo le contaminazioni e le tinte forti, perciò non vi dovrete stupire se troverete in giro un noir erotico firmato Francesca Cani, ho scritto anche quello! 

Di solito ogni autore ha i suoi vizi di scrittura. Voi ne avete qualcuno? Ascoltate musica durante il processo di creazione o preferite il silenzio?
M. Qui ci sarebbe parecchio da dire. Specie riguardo i vizi. Leggendo molto in lingua inglese ho preso il brutto vizio di esagerare coi pronomi e gli aggettivi possessivi. Generalmente mi piace ascoltare musica mentre scrivo, ma non sempre, dipende. Spesso ci si deve concentrare più che lasciarsi semplicemente trasportare.
Wolfgang Amadeus Mozart
F. Sono pignola, questo è il mio vizio da scrittrice. Sono la più tenace, incontentabile critica di me stessa e a volte di Mary. Scusa, Mary, ma è per il bene dei nostri libri! Non amo le distrazioni quando scrivo, quindi nel 90% dei casi prediligo il silenzio. E’ capitato, scrivendo I colori della nebbia, di avere bisogno di entrare più in profondità nella storia e di dover sentire l’atmosfera anche attraverso la musica. Per lo più ho ascoltato Mozart, credo che la sua musica stimoli la creatività.

Siete autrici giovani e di talento che hanno già pubblicato varie opere e che possono vantare una collaborazione editoriale veramente prestigiosa. Progetti futuri? Avete in cantiere qualche storia da scrivere a quattro mani o singolarmente?
M. Molti progetti futuri e in corso, tra cui un succoso seguito di I colori della nebbia.
F. Uscirà a dicembre il mio racconto erotico “Il suo gioco”, edito da Delos Book nella collana Senza Sfumatura, a cura di Franco Forte. Progetti in corso d’opera ce ne sono parecchi, naturalmente, quello più stimolante è il seguito de I colori della nebbia!

Carissime Mary & Frances, vi faccio i miei migliori auguri per i vostri futuri lavori, sperando che i lettori accolgano favorevolmente tutte le vostre storie. Vi ringrazio immensamente per esservi prestate al mio interrogatorio e spero che ci offrirete ben presto un altro romanzo interessante come “I colori della nebbia”. Volete salutare i lettori e le lettrici indicando gli ingredienti principali che potranno trovare nel vostro romanzo?
M. Nel nostro romanzo potrete trovare un mistero avvincente e uno spettacolare quadro storico di un'epoca affascinante.
F. Troverete, spero, parte di voi stessi. Tutti noi siamo stati spaventati o delusi, incompresi o desiderosi di cambiamento, i caratteri che hanno reso umani i nostri personaggi sono condivisibili. Quindi, oltre all’avventura e alla forza dell’amore, vi rispecchierete nei drammi e nelle gioie di William e Matilde.


la trilogia di Lilac

Recensione in Anteprima: SEGRETO di Alessia Esse

11:10

Buondì cari lettori di IDIB-BE,
quello di oggi è un post speciale per diversi motivi. Il primo è che siamo in due a scrivere, Silvia e Amaranth,  il secondo è che per la prima volta pubblichiamo sul blog una recensione scritta a quattro mani; terzo motivo, ma solo perché vogliamo lasciare un po' di suspance, è che state per leggere una recensione in anteprima.
Oggi, 26 novembre, potete correre ad acquistare Segreto perché esce ufficialmente. È una data particolarmente importante anche per un'altra ragione: ieri era la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e, chi fra voi ha letto Perfetto, il primo libro della Trilogia di Lilac, sa già che è uno dei grandi temi affrontati dall'autrice. In Segreto acquista ancora più importanza ma non vogliamo svelarvi troppo, stiamo solo cercando di portare alle stelle la vostra curiosità ^_^ 
È molto bella e significativa anche la dedica con cui l'autrice apre il libro e vogliamo condividerla con le nostre lettrici e con tutte le donne:

«Alle donne che combattono,
e a quelle che non ne hanno il coraggio.
Alle donne che amano liberamente,
e a quelle costrette a farlo di nascosto» 

Se non conoscete ancora questa bellissima serie, potete farvi un'idea con le nostre recensioni di Perfetto e della novella L'Ultima Voce.

Titolo: Segreto
Autore: Alessia Esse
Editore: autopubblicato
Anno: 2013
Pagine: 242
Serie: la Trilogia di Lilac

Trama:
Da quando Lilac Zinna ha attraversato la galleria che separa la Francia dall'Italia, la sua vita è cambiata. Le verità in cui credeva sono diventate menzogne, e quelle che ha conosciuto grazie a suo padre hanno fatto crollare ogni restante certezza. E ora che Vega G ha colpito al cuore degli abitanti di Pontenero, Lilac ha un solo scopo: riavere, a qualunque costo, ciò che la Presidentessa le ha portato via. Ma nel mondo che la ragazza sta imparando a conoscere esistono pericoli più vicini e, forse, ancora più letali della donna che ha distrutto il genere maschile. Fra segreti dolorosi e nuove verità, Lilac dovrà imparare a lottare e a sopravvivere senza l'aiuto di chi, fino ad ora, è sempre rimasto al suo fianco. 

Il nostro pensiero:
 
Perfetto e L'Ultima Voce ci avevano conquistato, quindi è bene chiarire che aspettavamo Segreto con grande impazienza. E quando l'autrice ha scelto IDIB-BE per una tappa del blog tour di presentazione del secondo libro della trilogia, il nostro entusiasmo è andato alle stelle. Potete immaginarvi cosa è successo quando ci ha chiesto se volevamo leggere Segreto in anteprima.
La risposta, scontata già allora, è stata: «Certo che sì!».Quindi, il 2 dicembre, il blog ospiterà una tappa del blog tour e troverete una bellissima intervista ad Alessia. Oggi, però, vi raccontiamo com'è stato questo secondo viaggio nel mondo di Lilac, Elia, Baguette e tutti gli altri personaggi della serie. 
L'incipit di Segreto ha lasciato entrambe spiazzate perché è Margot ad accogliere il lettore e lo fa rivolgendosi direttamente a lui. È una scelta di grande impatto, ma che rischiava di rompere quella particolare magia per cui si vive l'avventura dei personaggi. Tuttavia ci ha messe subito sugli attenti e ci siamo un po' preoccupate.

Questa non è la mia storia. No. Non lo è.
Non mi chiamo Lilac, non sono io a dover raccontare cosa è successo. Cosa sta succedendo.
Lilac non può, adesso, quindi tocca a me.

Le nostre reazioni sono state:
Amaranth: 
«Perché Lilac non è con Baguette?»
Silvia«Non sarà uno di quei libri con più punti di vista continuamente intervallati, vero? Dov'è la mia Lilac?»
*Silvia ammette di avere una certa dipendenza da Lilac, anche se Baguette le è simpatica*.
Dopo poche pagine la storia prosegue con gli occhi di Lilac e dire che è ricca di rivelazioni forse è riduttivo, perché i colpi di scena si susseguono, l'uno dopo l'altro, fino alle ultime frasi. Per questo ci troviamo un po' in difficoltà con la recensione: come riuscire a farvi apprezzare anche il secondo libro senza cadere in spoiler? C'è un solo modo: ci proviamo.
A Pontenero sembrava che Lilac fosse riuscita a sconfiggere Vega G, ma proprio nelle ultime pagine l'autrice ci ha rivelato che la Presidentessa riesce a portare via Jonah, il fratellino della protagonista, ferendo Michael.
Fin dall'apertura il romanzo richiede il coinvolgimento emotivo del lettore: la nostra protagonista deve separarsi per sempre dal padre, appena ritrovato, e mettersi sulle tracce di Vega G per riportare a casa il fratellino. Al suo fianco in questa missione di recupero ci sono Mister, Elia e, come sempre, Baguette; questa volta, però, si aggiunge Eloise. 
Sebbene sia uno dei personaggi secondari di maggior rilevanza già in Perfetto, la sua partecipazione alla missione rappresenta una vera sorpresa ma è anche l'occasione per scoprire di più sul suo passato. Naturalmente tutti i personaggi rivelano molto di quello che sono stati, aiutandoci a capire tante connessioni rimaste sospese in Perfetto. Tante e non tutte perché alcune cose sono risultate contraddittorie o, più probabilmente, si tratta di vuoti sui quali non ci pronunceremo perché probabilmente verranno sviluppati e risolti nel terzo episodio della serie. 
Meta della missione è la Svizzera, sede dell'UPS, ma il viaggio verso nord si arresta a Roma. Nei pressi della Capitale il gruppo viene catturato da alcuni superstiti romani. La Città Eterna custodisce l'alba di una nuova società fondata sulla forza fisica, sulla vendetta e sul machismo.
Come vi abbiamo già detto, il tema della violenza sulle donne diventa centrale. Rappresenta una delle colonne portanti del romanzo e la stessa autrice lo ha enfatizzato molto spingendo su episodi che, in un primo momento, potrebbero sembrare casi limite, ma che riescono nell'intento di evocare orrore e impotenza. Non si tratta di un tema semplice né Alessia è solita scegliere messaggi di facile trasmissione, come scoprirete leggendo il romanzo.Quotidianamente i romani mettono in atto soprusi che non fanno che evidenziare il lato peggiore dell'uomo; le leggi che regolano il loro mondo offendono la dignità della donna, che non è solo trattata alla stregua di una schiava-forza lavoro, ma è ridotta a incubatrice. I suoi figli saranno esclusivamente maschi, le gravidanze che porterebbero alla nascita di una bambina vengono metodicamente interrotte: "è necessario riequilibrare i sessi". Uno degli aspetti più agghiaccianti è che le donne si sentono perfettamente integrate nel sistema: per loro significa sicurezza, un elemento che sembra essere così importante da coprire loro gli occhi. 
Amaranth ha provato a immaginare di vivere una situazione simile e si è chiesta se sia davvero possibile chinare la testa in nome di una sopravvivenza che non è vita.
È a Roma, un luogo che sembra senza vie di fuga e senza speranza, che Lilac si confronta con l'amore e con i segreti e i silenzi della sua famiglia. È qui che scoprirà di più sulla madre e sul passato di nonna Francesca.
Lilac inizia a leggere il diario che la nonna le ha lasciato e il lettore può farlo insieme a lei. È una narrazione nella narrazione ed è molto suggestivo perché Francesca racconta la crisi precedente la Sindrome e la nascita dell'USP.
Secondo Amaranth, quella del diario è stata un'ottima idea ed è stata anche una delle parti che l'ha emozionata fino a commuoverla perché parla di un tempo che è il nostro presente. Avendo all'incirca l'età di Francesca (la nonna di Lilac) all'epoca, si è sentita coinvolta soprattutto quando ha iniziato a pensare al futuro e alle possibilità che avrà e che avranno i  suoi, i nostri figli. Ciononostante le è dispiaciuto che i fatti che hanno portato alla depressione sociale precedente alla Sindrome non siano stati trattati approfonditamente; in alcuni casi sono appena accennati, un po' posticci e spesso si è chiesta se si possa (e come) arrivare a tanto. 
Anche Silvia avrebbe voluto sapere qualcosa in più su Francesca, ma ha trovato che lo spazio dedicato al diario fosse equilibrato al punto da non rompere il ritmo della narrazione.
È doveroso ricordare che, trattandosi di un'autopubblicazione, si trovano alcune sviste nel testo. Purtroppo spesso sono inevitabili e ci sentiamo di chiudere un'occhio, specificando che per lo più sono imprecisioni che possono trovare facilmente rimedio.
Segreto è un romanzo che, rompendo alcuni tabù, scardina la tradizione secondo cui la protagonista trova salvezza e sostegno nella figura di un uomo-eroe, figura che non manca e che possiamo riconoscere in Elia: Lilac riesce a salvarsi grazie alla forza degli affetti amicali e alla sua intelligenza.
Come il primo romanzo della trilogia, anche Segreto è una lettura che smuove le emozioni al punto da far prendere loro il sopravvento, non trascurando di dar spazio a importanti spunti di riflessione. 

Concludiamo la nostra recensione con una citazione:

"Al governo studiano riforme e leggi che non servono a nulla, perchè sono solo una brutta copia di ciò che non è servito in passato. I ministri si susseguono e con loro le nuove-vecchie teorie e le riforme al sapore di minestra scaldata. E nessuno, NESSUNO, si rivolge ai giovani. Nessuno ci mette in condizioni d'ignorare le navi che partono per l'America. L'Europa sta morendo. Da un punto di vista economico, e quindi anche da un punto di vista culturale, sociale, umano. ---- dal diario di Francesca Zinna"






 

c'è posta per noi

C'è post@ per noi... #31

08:54


Titolo: Eslivio di Doppiariva - L'eremita dei lupi 
Autore: Antonio Polosa 
Editore: Damster
Pagine: 68
Prezzo: GRATIS!
Data di pubblicazione: 8 Novembre 2013

Trama:
Non conosci la saga di Gheler l'esploratore? Ecco un buon modo per cominciare ad apprezzarla!

Il romanzo narra delle origini di Eslivio di Doppiariva, personaggio secondario della saga di Gheler l'esploratore. Quando la minaccia di Nuria raggiunge anche la foresta di Bale, due amiche decidono di piantare i semi dei Ledah dei loro figli lontano dall'imminente pericolo, su un'isola al centro di un lago chiamata Doppiariva. Passano molti anni e una notte come tante Drea trova un cesto tra gli scogli che custodisce all'interno la vita di un bambino, Eslivio. Il ragazzo, anche lui un Etne, scoprirà da solo quanto può essere ostile il mondo esterno alla sua isola ma anche quanto di buono può nascere da quel dolore. Capirà che l'amicizia è fondamentale per la propria sopravvivenza così come l'amore, il sacrificio e, probabilmente per un cuore spezzato, anche la vendetta.Si tratta di uno spin-off che tuttavia non ha una trama condivisa con la saga, e che anche chi non ha ancora letto "Gheler l'esploratore" può trovare comunque interessante. Al contrario, chi ha letto prima la saga troverà delle ripetizioni sulla vita degli Etne e il loro particolare legame, il Ledah.
L'autore, comunque, consiglia di leggere prima "il legame dei draghi" per una visione, inizialmente, meno confusa del nuovo e complesso mondo creato.

Pagina facebook della saga: https://www.facebook.com/ghelerlesploratore

Biografia dell'autore: Antonio Polosa nasce a Tricarico (Mt) nel 1991, e vive a Oppido Lucano (Pz) Inventa e abbozza personaggi e storie già dall’età di 12 anni. Ispirato e da sempre appassionato di fantasy, passa la propria adolescenza scrivendo oltre 8 romanzi inediti che hanno il solo compito di prepararlo artisticamente al suo ultimo e definitivo esperimento intitolato “Gheler l’esploratore” nonché romanzo d'esordio di una saga di cinque libri.



Titolo: Storie di ordinaria fonia
Autore: Roberto Bonfanti
Data di pubblicazione:  22 luglio 2013

Pagine: 163 pag.
Prezzi: € 10 cartaceo - € 4,99 ebook

Contenuto secondo l'autore: 
Il mio lavoro si svolge nel settore dello spettacolo, faccio il tecnico audio nei concerti, sono un fonico, insomma.
Nel mio campo si verificano spesso situazioni al limite del grottesco nei rapporti con i musicisti e gli altri addetti ai lavori. Quelle che ho ritenuto più interessanti, divertenti e particolari sono finite in questo libro. Si va dalle bizze del musicista che si crede una rockstar alla disarmante ingenuità dell’amatore alle prime armi, dall’amico del chitarrista che viene a darmi consigli perché lui “segue sempre il gruppo” all’imprevisto tecnico che genera contrattempi imbarazzanti. Ci sono capitoli dedicati alle dinamiche che si instaurano fra chi fa musica e chi rende possibile la sua fruizione, figure che dovrebbero collaborare fra di loro, ma che invece spesso di trovano in contrasto. Il tutto condito da considerazioni personali sulla musica e lo show business.
Il titolo è un omaggio al famoso libro di Bukowski. È un’antologia di racconti ispirati alla vera vita del fonico, una dura lotta contro tutti, musicisti, pubblico e organizzatori, fra episodi surreali e piccole-grandi soddisfazioni personali. Non è un libro solo per gli addetti ai lavori, ho cercato di usare un linguaggio poco tecnico e, quando necessario, ho inserito delle note a piè di pagina. Chiunque lo può leggere, si parla principalmente di rapporti fra persone.

Note biografiche dell'autore:   
Sono nato nel secolo scorso. Anzi, nel millennio scorso. Sarà per questo che non mi sento più tanto giovane?
Ho da molti anni il “vizio” di scrivere, un po’ di tutto, racconti, poesie, riflessioni, ma solo negli ultimi tempi ho concretizzato in una forma più razionale le mie creazioni.
Ho autopubblicato alcuni libri e ebook:
Come un granello si sabbia e altre storie – Racconti
Sogni 2010 - Racconti
Storie di ordinaria fonia - Racconti legati al mio lavoro
La vita è dura nei dettagli - Romanzo
Cose che si rompono - Romanzo (sequel del precedente)







Titolo: Cyber Tokyo
L'autrice: Antonella Monterisi
Collana: Nodo alla gola, Fantascienza
Formato: ePub

Trama: Tokyo, 109° anno Post Epurazione – Gli Orientali hanno vinto l’ultima guerra, divenendo a tutti gli effetti la razza dominante, mentre gli Occidentali sono visti come la feccia della società. Le famiglie a capo di questo nuovo mondo si sono assegnate il nome di Originali e sono per il popolo esempi di Perfezione e Giustizia da adorare.

SD14 ha diciassette anni, è un’Occidentale del girone Delta, ha un QI più alto del normale, e vorrebbe solo avere la possibilità di dimostrare il suo valore. Ma ben presto scoprirà che gli Originali sono pronti a tutto pur di mantenere il controllo sulle altre razze…

Note sull'autrice: Antonella Monterisi è nata nel 1988 a Bari. Sin da piccola è stata affascinata dal mondo della scrittura e dalle sue infinite possibilità, dai mondi particolari e del tutto originali che si possono creare solo mettendo delle parole su carta, una dopo l’altra, come se si stesse dipingendo una fantasia. 
Questo è il suo primo romanzo.

Come saprete non sono per il genere fantasy per cui, onestamente, queste letture non mi hanno incuriosita abbastanza. Voi cosa ne pensate, invece? 




...Con tre quarti di cuore

Recensione: ... CON TRE QUARTI DI CUORE di Selene Pascasi

17:03

Scheda tecnica: 


Titolo: ...Con tre quarti di cuore
Autrice: Selene Pascasi
Pagine: 70 pag.
Uscita: settembre 2013
Genere: poesia












La mia visione d'insieme:

Si tratta di una raccolta di poesie di vario genere e contenuto, non sto qui ad elencarvele perchè vanno indubbiamente lette.

In particolar modo mi hanno colpita tre poesie: GIA' ESISTEVO IN TE che mi ha dato l'ambivalenza di una poesia sia per un amante-compagno che per un figlio, L'ARCIPELAGO che ha espresso un sentimento a me caro e UNA VITA SOCCHIUSA che un po' mi rispecchia.

Letta in poco tempo anche se richiede attenzione, le poesie sono profonde, da gustare con calma.

Indice di gradimento:





Connie Funari

Recensione: ZELDA di Connie Funari

08:30

Scheda tecnica:


Titolo: Zelda
Autrice: Connie Funari
Trama: Quando Zelda riapre gli occhi, dopo aver perduto un duello a colpi di magia, si ritrova in un corpo che non è il suo. Non ha più i capelli biondi ma neri e striati di viola; indossa abiti new gothic e non i suoi soliti jeans scoloriti. Sheila, che un tempo era la sua migliore amica, ha deciso di scambiare le loro vite.

Mentre è immobilizzata e in attesa di morire, Zelda ricorda il giorno in cui i poteri magici si sono manifestati: il suo sedicesimo compleanno.
Non avrebbe mai immaginato di dover lottare contro la magia nera di Salem, per il rispetto di se stessa e per Paul, l'unico ragazzo mortale che l'abbia mai amata.

Potete scaricarlo gratuitamente sul sito dell'autrice http://conniefurnari.blogspot.it/ .

La mia visione d'insieme:

Zelda si ritrova al faro di Salem per scontrarsi con Sheila, la sua ex migliore amica che le ha rubato l'identità e, a quanto pare, anche il fidanzato Paul.
Si torna quindi indietro di qualche tempo, l'astio tra le due sembra nascere alla vigilia del sedicesimo compleanno di Zelda, Sheila le invidia tutto, i suoi poteri sebbene appena emersi, la storia con Paul, l'affetto e la stima di sua madre e della comunità.
Lo scontro diventa, quindi, inevitabile quando Sheila si sostituisce a Zelda rubandole il corpo grazie ad un incantesimo di magia nera. Come finirà? Sta a voi scoprirlo.

Non sono un'amante del genere fantasy, come saprete, ma ho apprezzato questo racconto letto in meno di mezzora con una certa avidità.

Un piacevole intermezzo :).

Indice di gradimento:




Alaisse

Recensione: "L'ETÀ SOTTILE" di Francesco Dimitri

12:49

Buongiorno carissimi lettori!
Oggi vi propongo la recensione di un libro che ho conosciuto grazie al blogtour organizzato dalla Salani e che ho amato molto. Si tratta de L’età sottile di Francesco Dimitri.
 Se volete recuperarvi anche le altre tappe potete dare un’occhiata a questi link:

#1 tappa - 14 ottobre: Il profumodei libri 
#2 tappa - 21 ottobre: Reading is Believing
#3 tappa - 28 ottobre: Stelle nell'Iperuranio 
#4 tappa - 04 novembre: BooksLand  
#5 tappa - 11 novembre: La Bella e il Cavaliere
#6 tappa - 18 novembre: 
Mr. Ink: Diario di una dipendenza
#7 tappa - 25 novembre: 
Il profumo dei libri

E preparatevi, perché il 25 potrete vincere anche voi una copia del libro andando sul blog Il profumo dei libri.


Passiamo ora alla recensione.

Titolo: L'età sottile
Autore: Francesco Dimitri
Editore: Salani
Prima edizione: 9 maggio 2013
Pagine: 396
Prezzo: € 15,90


Iniziare questo libro è stato un po’ come leggere per la prima volta Harry Potter. Non parlo della storia ma della sensazione provata nell’iniziare. Per un attimo sono tornata indietro alle mie prime letture, quando l’eccitazione per la storia in cui mi stavo imbarcando cancellava il resto del mondo e sapevo, al di là di ogni logica, che stava per succedere qualcosa di meraviglioso.

Lo incontrai per la prima volta a quattordici anni. Era la fine dell’estate, che a quell’età somiglia alla fine del mondo. L’estate ha un brutto modo di andarsene: muore lentamente, come una persona malata quel tanto che basta da darti il tempo di soffrire, ma non quello di abituarti all’idea che non ci sarà più.

Quando Gregorio incontra Levi non sa che quell’uomo dall’aria distinta rivoluzionerà completamente la sua vita e lo farà in modo assurdo e imprevedibile: gli insegnerà la magia.


«Voglio insegnarti la magia».

«Perché?».

«Perché posso».

Niente fiamme dalle mani, niente evocazioni di demoni o altri eventi prodigiosi. Levi gli consegna un biglietto da visita.

Ovviamente avrei dovuto buttarlo, non avrei dovuto pensarci neanche per un istante. Ma non c’è niente di ovvio a sedici anni, né mai.

Gregorio non può prendere sul serio Levi perché…

Io ero uno studente di liceo classico: per me gli dei erano un branco di tizi molto vecchi che facevano cose noiose in greco. E se uno vuole insegnarti la magia non ti si avvicina in un cesso pubblico per darti un biglietto da visita.
Nonostante tutte le sue riserve, Gregorio è curioso. Levi gli sembra un uomo qualunque, forse un po’ matto, ma di sicuro non il grande mago che dice di essere. Così sta al gioco, entra nella tana del Bianconiglio.

«Il punto non è cosa vedi, Gregorio: il punto è cosa scegli. Vedere o no è irrilevante».

L’inizio del cammino di Gregorio sulla strada della magia è quasi un gioco, un modo per passare le lunghe settimane estive a Portodimare, prima di tornare a Roma e alla vita vera. Ma non si può tornare indietro, Gregorio se ne rende conto nel modo più duro e si troverà così diviso in due, tra la sua vita con il Maestro e la Realtà, quell’imbrogliona.

Rivelarvi altro sulla trama sarebbe un delitto, perciò mi fermo qui.
Ho letto questo libro senza nemmeno leggere la trama, fidandomi ciecamente del consiglio di Bianca Marconero che è stata l’iniziatrice di tutto questo. Forse è stato il non sapere nulla a rendere così travolgente la lettura, o forse è stato semplicemente merito del talento di Dimitri, che ha saputo catturarmi fin dalle prime righe. Qualunque sia la ragione, L’età sottile mi ha conquistata.
Si parla di magia, è vero, ma si parla soprattutto di crescita, di scelte e di cambiamenti. La strada per diventare mago è lastricata di difficoltà che portano Gregorio a rivedere se stesso, mettere in discussione ciò che fa e l’uomo che vuole diventare, a scoprire nuovi lati di sé che forse sarebbe stato più facile ignorare.


«Non lo so, vorrei potermi considerare una brava persona».

«Lo vorremmo tutti».

E poi c’è lei, la magia vera e propria. La magia che va oltre i trucchi di prestigio, oltre gli incantesimi e oltre tutto ciò che la nostra mente può sognare.

«Volontà e Immaginazione, Gregorio: è il nodo che forma la magia».
Quello che mi è piaciuto di più è stata proprio la voce narrante, il punto di vista di Gregorio, così normale e così diverso. È stato facile immedesimarsi in lui, nel suo scetticismo iniziale, nella sua scelta di provare, anche se solo per gioco, e poi nel suo bisogno di andare avanti. Quando decide di andare da Levi non ho potuto fare a meno di chiedermi: cosa farei io al suo posto?
Non ho ancora trovato la risposta.
Allora lo chiedo a voi: cosa fareste se un uomo, un giorno, vi proponesse di diventare il suo apprendista? Chiamereste la polizia o lo seguireste?
Io sono convinta che in fondo siamo tutti in attesa di un Levi, di qualcuno che spalanchi per noi le porte dell’incredibile, le porte della magia. E forse è già successo, solo che non ce ne siamo resi conto e abbiamo perso la nostra occasione. O forse no.
Nel dubbio, io mi tengo pronta.


Ancella (Monia)

C'è post@ per noi...#32

14:05

Buon inizio di settimana, lettori! Si sa, il lunedì è un giorno faticoso: si riprende la routine e i divertimenti e il relax del weekend diventano un ricordo. Se volete allietare l'inizio della settimana, però, i libri sono sicuramente l'arma migliore. E oggi ne ho un bel po' molto interessanti da proporvi. Prendete, quindi, carta e penna e segnatevi questi titoli. Sono certa che troverete qualcosa di vostro interesse!







L'incidente in mare di Michele Vitale

Se vi piacciono le storie che vedono protagoniste le sirene, allora questo racconto fa per voi. L'incidente in mare è un piccolo assaggio molto piacevole, prequel del romanzo di prossima uscita Mermaid: la ragazza che veniva dal mare, scritto da Michele Vitale, autore di cui vi abbiamo già parlato in vista della pubblicazione di Emma, suo romanzo d'esordio. Io ho già letto questo racconto e l'ho trovato veramente carino, un antipasto fantasioso e romantico di una storia che si preannuncia suggestiva e interessante.
Inoltre, in attesa dell'uscita del libro, l'autore ha deciso di rendere nota la playlist della serie annunciando ogni mese una canzone. Ecco le prime: Settembre | Ottobre | Novembre.


Titolo: L'incidente in mare 
Autore: Michele Vitale
Editore: Autopubblicazione
Prezzo: ebook gratuito (reperibile sul sito dell'autore)
Pagine: 15 p. (circa)
Genere: Racconto
Sottogenere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2013

Trama
La giovane sirena Leila, dopo tanto navigare, arriva lungo le coste di Aglesia dove l'accoglienza non è delle migliori. Si ritrova in mezzo al naufragio di una piccola barca di un giovane pescatore: Tom. Le leggi del mare proibiscono ad una sirena di intralciare il destino di un umano, eppure non riesce a resistere all'impulso di salvarlo. Ma cosa ha provocato l'incidente? Tre sirene assassine, mostri marini senza cuore, hanno fatto di tutto per colpire la loro vittima, ma Leila si è messa in mezzo e adesso vogliono fargliela pagare. Riuscirà la giovane sirenetta a salvarsi? Ma soprattutto, riuscirà a restare lontana da quel ragazzo che le ha già rubato il cuore?

Autore
Nato nel 1995 ad Altamura, un piccolo paesino in provincia di Bari conosciuto per il suo buon pane che non manca mai sulle tavole delle famiglie, Michele sin da piccolo ha ammirato i libri e il profumo della carta stampata cominciando la sua avventura letteraria con "Zanna bianca" di Jack London per poi giungere sino a Guillaume Musso, di tutt'altra vena artistica. Frequenta un istituto tecnico commerciale che non ha nulla a che vedere con la letteratura e la scrittura, bensì con conti matematici e partita doppia, ma questo non influisce su ciò che scrive. Ha cominciato a scrivere all'età di 14 anni e da allora non si è mai fermato.

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Love Game di Rossella Leone

Questo romanzo sprizza allegria e romanticismo da tutti i pori. Una storia originale e spiritosa, condita da adrenalina e mistero. Una storia chick-lit fuori dagli schemi dove amore, avventura e colpi di scena si susseguono in un vortice che vi risucchierà e vi farà passare ore spensierate. Se amate il genere, leggetelo!

Titolo: Love Game 
Autore: Rossella Leone
Editore: Edizioni Rei
ISBN:  97888-1427-0321
Prezzo: € 16,50 (cartaceo) - € 5,00 (ebook)
Pagine: 335 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Chick-lit, Rosa
Anno di pubblicazione: 2013

Trama
In un piccolo chalet di montagna si radunano, apparentemente solo per una tranquilla vacanza, un gruppo di otto persone; ognuna con un nodo gordiano da risolvere: c’è Tom; un architetto tormentato dal suo passato; Marta, una donna caparbia, in lotta per riconquistare il suo amore; Ariel, una ragazzina incerta su come far ripartire la propria vita; Jak, un cantante in declino che ha perso qualcosa di più della sua carriera; Max, un uomo di successo, deciso a riparare ad un grave torto che ha commesso; Michael, un medico innamorato, intenzionato ad aiutare la sua fidanzata in un folle proposito; Katia, una ragazza distrutta da una delusione d’amore ed, infine, Ylaria, la sua migliore amica, decisa a compiere la sua vendetta personale. Una volta in vacanza Katia scopre, con sgomento, di essere l’unica a non sapere che nello chalet è previsto un gioco di ruolo: il Love Game, una sorta di recita a soggetto a cui tutti i villeggianti devono obbligatoriamente partecipare. In base al regolamento solo ad alcuni di loro toccherà recitare, ossia orchestrare, senza farsi scoprire, bollenti incontri amorosi, o, al contrario, odio tra i concorrenti. Si formano due squadre e inizia l’avventura...tra foreste incantate, dichiarazioni inaspettate, balli scatenati. In un intreccio di bugie e verità Katia riscopre la gioia di sedurre...e di essere sedotta. Arriva perfino ad innamorarsi di un uomo dolce, simpatico, divertente. In una parola: PERFETTO. Salvo poi scoprire che mister perfezione sta per sposarsi.... Katia non sa più che fare e, quando si è quasi convinta a rinunciare a lui, arriva l’ultimo ordine del Love Game: SABOTARE LE NOZZE.
Deciderà di continuare il gioco...oppure no?

Autrice
Rossella Leone nasce a Benevento nel 1979. Sin da piccola si innamora dei libri, che divora voracemente ovunque. E’ una persona creativa che adora stare in mezzo alla gente. Anche per questo per un breve periodo si dedica all’ insegnamento. Ora lavora in banca part-time. Nel tempo libero legge...legge...legge. A volte si rilassa dipingendo quadri.

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Codex Gilgamesh di Uberto Ceretoli

Lo steampunk è un genere decisamente particolare, dove si possono trovare storie originali e ricche di avventura. Questo libro non è da meno. Sono rimasta immediatamente colpita dalla trama e dalla cover magnifica (un applauso all'illustratore!) e non vedo l'ora di immergermi in questo avvincente romanzo.

Titolo: Codex Gilgamesh 
Autore: Uberto Ceretoli
Editore: Dunwich Edizioni
ISBN: 9788898361007
Prezzo: € 9,90 (cartaceo) - € 2,49 (ebook)
Pagine: 350 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Steampunk
Anno di pubblicazione: 2013

Trama
Uruk, 1890. Eudora, Cacciatrice di Sua Maestà la Regina Vittoria, è incaricata di catturare il barone Victor von Frankenstein, accusato di furti e necrofilia e fuggito da Londra su una nave volante progettata da Leonardo da Vinci. Eudora ha una sola certezza: il dottore vuole riportare in vita l'Esercito degli Immortali di Gilgamesh e lei è l'unica che può fermarlo.

"Vi offro l’immortalità. Conoscete qualcuno disposto a pagarvi di più per i vostri servigi?" - barone Victor von Frankenstein, Londra, 1890

Autore
Uberto Ceretoli è laureato in Scienze Politiche all’Università Cat­tolica di Milano e vive e lavora a Parma in un’azienda informatica. 
Il suo primo romanzo è un’opera scritta a quattro mani con Mar­co Bonati dal titolo Uomini in bilico (2006). Seguono il romanzo fantasy Il Sigillo del Vento (Asengard, 2007), il racconto fantasy Il serpente piumato (Runde Taarn, 2008), il ro­manzo fantasy Il Sigillo della Terra (Asengard, 2009), il racconto fantastico La magia degli abitatori del prima (rivista digitale Altri­sogni, numero 5, 2012), La favola degli anolini di Isabetta, raccon­to fantastico contenuto nella raccolta “Sua maestà l’anolino” (Bat­tei, 2012), il terzo e ultimo capitolo della saga fantasy, Il Sigillo del Fuoco (YouCanPrint, 2012) e il racconto fantastico Chaung Tzu e la farfalla nella raccolta “Le Realtà In Gioco – Storie Straordinarie per Vite Ordinarie” (Edizioni Multiplayer.it). Sono in uscita il racconto horror dai toni steam-fantasy Il krake di Cala na kreige, contenuto nella raccolta “Horror Storytelling” (Watson) e il ro­manzo horror London Blooding (Tribuks).

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Ragni di Claudio Vastano

E se poi amate le ambientazioni post apocalittiche e non disdegnate elementi horror, il romanzo qui sotto vi saprà catturare. Nonostante io soffra di aracnofobia, la trama di questo libro non mi ha lasciato indifferente e sono pronta a scommettere che potrà trovare molti estimatori negli amanti del genere. 

Titolo: Ragni
Autore: Claudio Vastano
Editore: Dunwich Edizioni
ISBN: 978-88-98361-02-1
Prezzo: € 9,90 (cartaceo) - € 2,49 (ebook)
Pagine: 192 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Horror, Post apocalittico 
Anno di pubblicazione: 2013

Trama
Charles MacDermhott è l’ultimo superstite della città di Revel e lotta strenuamente contro i ragni giganti che hanno scalzato l’umanità dal podio di specie dominante del pianeta Terra. Le giornate dell'uomo trascorrono in completa solitudine fino all’arrivo di Lucia; la ragazzina è in fuga da Jacksonville, l’inferno terrestre presidiato da orde di aracnidi corridori. Nessuno sa da dove provengano queste creature né chi le abbia create. C'è una sola certezza: non c'è modo di arrestarne l’avanzata. Se MacDermhott sembra abituarsi alla sua nuova condizione di “cacciatore eremita”, altri individui non sono dello stesso parere. Dalle ceneri della società umana divorata dai ragni giganti iniziano a emergere nuovi e più terribili mostri. Chi sono i misteriosi uomini in nero che tiranneggiano fra le strade di una città in rovina e quali sono le loro intenzioni? Mentre una nuova progenie di incubi si appresta a invadere Revel, MacDermhott comprenderà che la più terribile delle minacce può nascondersi soltanto nei meandri più reconditi della mente umana.

«Potevano essere dappertutto e non emettere alcun rumore. Alcuni erano velocissimi, furtivi e con riflessi oltremodo sviluppati. Vi fosse stata più luce, la situazione sarebbe stata più gestibile. Loro odiavano l'illuminazione intensa. Li rendeva ciechi e vulnerabili.» 

Autore
Claudio Vastano nasce a Lucca nel 1975. Laureato in Scienze Naturali e Scienze Geologiche nel 2005, attualmente collabora con alcuni periodici e quotidiani come Il giornale dei misteri, Spirito Libero e Il Corriere di Lucca. Ha pubblicato L’ag­ghiacciante caso del gatto nella minestra con Marinari Editore, recentemente premiato con la Menzione d’onore al concorso letterario F. Kafka 2011 a Gorizia. Più di recente la FQ editore ha pubblicato il romanzo di fantascienza Micelio, giunto finali­sta al concorso Urania della Mondadori.

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Eccoci alla fine di questo appuntamento con la rubrica dedicata alla posta di IDIB. I libri che vi ho segnalato sono tutti diversi tra loro e molto interessanti. I generi sono vari e possono accontentare gusti diversi. Spero troverete qualcosa da leggere che sia di vostro gradimento! ^-^
A presto!