Recensione: "Freakshow" di Daniel Pee Gee

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Titolo: Freakshow
Autore: Daniel Pee Gee
Editore: Kipple Officina Libraria
Prima edizione: 30 novembre 2016
Pagine: 200
Prezzo: 1.99 euro per l'ebook, 15.00 euro per la versione cartacea
Trama:
Su un lontano avamposto spaziale del satellite Europa viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi provenienti da diverse crudeli storie si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d'ingresso. A sconvolgere la deprimente situazione nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L'entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.



Uno spettatore difficilmente dimentica quello che vede al Korallo’s Circus. Donne, bambini, giovani, anziani, chiunque può comprare il biglietto e accedere al tendone dove, attraverso un percorso prestabilito, si può assistere a esibizioni particolari e abbastanza rare: gemelli siamesi, nani, donne barbute, persone affette da malformazioni a cui nessuno crederebbe senza vederle con i propri occhi. E per chi è indeciso se entrare o meno, può guardare gratuitamente lo spettacolo di un geek mentre ingoia un serpente ancora in vita. Questo è il freakshow gestito da Korallo.

Inizio subito con quello che per me è stato il punto debole del romanzo: l’inizio. La storia vera e propria parte dopo almeno una cinquantina di pagine. Infatti nei primi capitoli l’autore descrive in modo molto particolareggiato e dettagliato cosa sia un freakshow e quali sono gli individui che vengono mostrati nel circo gestito da Korallo, in che ordine lo spettatore li può vedere, quali spettacoli presenta ognuno di loro e quali malformazioni ha. Per quanto sia interessante e molto ben scritto e anche se ho apprezzato il fatto che il lettore inizialmente viene trattato proprio come se fosse uno spettatore e quindi si accingesse a vedere tutto il freakshow, tuttavia è un romanzo e per rimanere incollata alle pagine io ho bisogno di una trama da seguire, qualcosa che mi spinga a voler scoprire cosa succede dopo. Comunque, questo è l’unico lato negativo che ho riscontrato, perché quando la storia comincia davvero e i personaggi non vengono più solo presentati, ma iniziano ad agire sulla scena, la trama mi ha interessato parecchio. Da un lato si parla di questa figura quasi leggendaria, Uincio Uancio, che diventa una vera e propria religione per le persone del circo. Dall’altro si parla di un personaggio che ho trovato davvero interessante, Narcissus, che incarna perfettamente tutto ciò che è opposto ai freak. Eppure, per certi versi, ha molto più in comune con loro che con qualsiasi altra persona.

Lo stile del romanzo è davvero bello, non è semplice ma ha un buon ritmo e quindi riesce a essere scorrevole, infatti tutta la storia sembra un lungo racconto fatto a voce e poi trascritto, perché non mancano i commenti e le digressioni. Quello che per me è stato il punto forte del romanzo è il fatto che durante la narrazione vengono fatte delle considerazioni interessanti, alcune vengono messe in bocca ai personaggi, altre appunto vengono lasciate come commento alle scene o ai personaggi presentati. La mia parte preferita resta comunque la storia di Narcissus, di cui non vi svelo nulla per non rovinarvi la sorpresa.


“La Natura è il primo vero gestore di freakshow. Prende una specie e di essa combina e sviluppa modificazioni genetiche, che poi esibisce sotto la luce trafiggente del giorno. Li mette alla prova. Ne soppesa comportamenti e adattabilità, sogguarda con cura come le innovazioni che vi ha apportato giovino loro. Se tutto va bene, mantiene il nuovo venuto e ne plaude il successo. Male che vada, lo cassa!”






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