Recensione: RAGAZZE MANCINE di STEFANIA BERTOLA

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Titolo: Ragazze Mancine
Autrice: Stefania Bertola
Editore: Einaudi
Pagine: 281

Sinossi: Ingredienti: due donne diversissime, un cane bielorusso, una bambina che porta il nome di un film in bianco e nero, un medaglione smarrito, tante coperte patchwork e una sana diffidenza nei confronti dell’amore. Una storia che ti accende l’allegria e poi non la spegni più.
Adele ha trentadue anni e non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Una mattina si sveglia e scopre che il suo mondo non esiste piú: il marito ha dichiarato fallimento, ha prosciugato i conti in banca ed è scappato con l’amante. Come regalo d’addio le ha lasciato il gigantesco cane della sua nuova fidanzata. Ed è proprio mentre Adele tenta di liberarsene che una ragazza con una bambina in braccio le si fionda in macchina... Inizia cosí il nuovo romanzo di Stefania Bertola, con l’incontro-scontro tra due donne che non potrebbero essere piú distanti: una pare uscita da una versione biellese di Beautiful, l’altra è ecocompatibile e spontaneamente zen, generatrice automatica di guai. Costrette dal destino a dividere una casa, alcune insidie, un’accanita nemica e un affascinante bugiardo, ciascuna imparerà dall’altra a ribaltare le proprie certezze. Un romanzo che trabocca di allegria e intelligenza, capace di attraversare i generi per andare spavaldo dove vuole.

Recensione:
Adele è in autogrill quando una bionda le sale in auto con una bambina e le intima di partire.

Un mese prima, Adele è stata lasciata sul lastrico e con un cane dal marito Franco; in seguito, il cognato le ha reso una verità fatta di frodi, debiti e corna. 
Sulle prime, Adele sembra una cinquantenne avvezza ad un certo stile di vita, ma si scopre presto che di anni ne ha soli 32 e quindi tutta una vita ancora davanti!

La bionda è Eva, giovane mamma di Jezebel, inseguita per il medaglione che ha al collo, ritrovato in spiaggia alla vigilia delle doglie.

Adele non ha mai lavorato, odia cani e bambini ma per avere un tetto sulla testa deve adeguarsi e conviverci visto che Eva le propone di vivere con lei.

Eva, come avrete capito, è una giovane buona e paziente, cresce una bimba da sola, è un po' matta secondo me ma fa quel che può per la sua piccola.

I capitoli si alternano tra personaggi e storie, così venivamo a conoscere un'ingenua avvocatessa divorzista, una finta aristocratica boriosa, un aristocratico donnaiolo e due giovani uomini che finiranno per girare attorno alle protagoniste.

Cristiano, ad esempio, è un imprenditore agricolo benestante, figlio di un'arpia, fratello di uno scapestrato ed amante delle rosse.

D'altro canto, Adele è una rossa sulle prima in cerca di un nuovo marito ricco ma affascinata dal suddetto scapestrato.

Lo scapestrato, di cui volutamente ometto il nome,  è interessato ad Eva e non si fa specie di nulla in nome del dio denaro.

Non vi sembra un mix di ingredienti ad alto potenziale??

Cosa accomunerà mai Eva ed Adele tanto da passare da sconosciute ad inquiline e quindi ad amiche?

A prescindere dalle difficoltà economiche e sentimentali, entrambe sono mancine, ecco spiegato il titolo.

Una lettura piacevole che riserva molte sorprese sia alle protagoniste che al lettore.





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