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Recensione: STRYX, il marchio della strega di Connie Furnari

Buona domenica a tutti cari lettori di IDIB-BE,
oggi voglio tenervi compagnia nella vostra pausa tra una pallina e l'altra, perchè state facendo l'albero di Natale, vero? Io sì, o almeno ci provo, tutto dipende da se riesco a smettere di navigare fra un blog e l'altro ;) La recensione di oggi riguarda come sempre un'autrice italiana, Connie Furnari, il suo libro volevo leggerlo già da un po' di tempo e finalmente mi sono decisa, così, questo è il mio pensiero. 
Titolo: Stryx, il marchio della strega
Autore: Connie Furnari
Editore: Edizioni della Sera
Pagine: 294
L'autrice ha anche un bel blog http://conniefurnari.blogspot.it/ dove è possibile scaricare due nuovi racconti ^_^
Trama:
Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge la sorella minore, Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l'esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem. La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L'unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigioazzurro, Scott, il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti. Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di "S" posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e se stessa.
Il mio pensiero:
Avevo già da un pò di tempo questo libro nella mia lista, affollatissima, di lettura ma poi, visto che non sono un'appassionata di streghe, era passato in secondo piano. Quando sono stata contattata dall'autrice è scattato di nuovo l'interesse e mi sono decisa a iniziare questa lettura. Adesso posso dire che è stata un'ottima decisione perchè ho scoperto una nuova e brava autrice italiana. 
Ripeto non sono una fanatica del genere, o meglio, quando ero più giovane - qualche anno fa avrei detto "più piccola" sto invecchiando -.- è ufficiale - ero affascinata e infatuata dalle streghe ma poi mi è passata. Ovvero sono passata a altre creature, vampiri e licantropi, e a altre storie. Riprendere in mano un libro che ha come protagoniste le streghe è stato piacevole ma avevo alcuni timori, in particolare di ritrovarmi a leggere la stessa "zuppa" nello stesso "calderone". Ma l'autrice mi ha smentito. 
Di questa storia mi è piaciuto sia l'impianto narrativo articolato, ovvero i salti temporali che spiegano ciò che è successo trecento anni prima quando Sarah e Susan a Salem sono diventate delle streghe, sia la costruzione dei personaggi che risultano credibili.
L'incipit del romanzo proietta subito il lettore all'interno del mondo di Sarah e dentro la sua anima tormentata dal ricordo doloroso di Arthur, ma allo stesso tempo non ne spiega i motivi. E' la curiosità di sapere cosa sia successo che mi ha spinto a continuare la lettura. Poi l'incontro tra Sarah e Scott e la sua incredibile somiglianza con Arthur hanno completato la sospensione d'incredulità e il mio problema con le streghe è svanito. Sarah è diventata un adolescente alle prese con problemi di cuore e di sopravvivenza visto che i Cacciatori di Streghe continuano la loro opera di persecuzione a Salem. 
Ho apprezzato la scelta dell'autrice di contrapporre le due sorelle: Susan è la classica strega ribelle e cattivella mentre di Sarah si riesce a apprezzare fin da subito il gran cuore e l'innocenza, come se fosse un'anima dannata per sbaglio. Un incanto che catturerà tutti da Scott a Marco, l'antagonista di turno. I personaggi risultano credibili perchè fanno tutti quanti un percorso di crescita durante il libro, Sarah supera il suo blocco emotivo riguardo l'amore, Scott comprende che in fondo le streghe non sono cattive come le hanno sempre dipinte, Marco scopre la verità sulla sua origine e Susan da ribelle e superficiale dimostra di tenere alla sorella. 
La storia è incalzante, dosa bene presente e passato, è una delle prime e poche volte che non ho la percezione di esterofilia per una storia scritta da un'italiana e ambienta negli USA. Ma ci sono anche alcune cose che mi sono piaciute meno.
Per prima cosa lo stile dell'autrice in alcuni punti è un pò troppo articolato, in particolare nell'uso dei verbi, e in alcuni passaggi costringe a una rilettura, appesantisce.
La seconda riguarda la fine, cercherò di parlare in generale per non "spoilerare", è poco credibile la fase del vissero tutti in pace dopo le azioni forti commesse da Marco nei confronti di Sarah e Scott. Insomma io al posto di Scott, Marco non avrei mai potuto perdonarlo, ne sopportarne la vista. Non posso dire di più perchè rivelerei troppo del finale. 
Terza cosa, ma è più un desiderio che ho avuto durante la lettura, avrei preferito che fosse narrata in prima persona. La narrazione è sempre dal punto di vista di Sarah quindi credo che sarebbe stato più coinvolgente essere lei al 100%. 
In generale, se non l'avete ancora letto, lo consiglio è una bella storia.





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