Briseis. Schiava di un re.

Recensione: Briseis. Schiava di un Re - Eleonora Fasolino

10/20/2021

 

Titolo: Briseis. Schiava di un Re
Autrice: Eleonora Fasolino
Casa Editrice: Autopubblicato
Genere: Romance storico
Data di pubblicazione: 29/09/2021
Prezzo: 2,99€ (ebook)

Sinossi: 

“Il re la voleva. Anche se non era bella, anche se non era un’esperta delle arti di Eros, anche se era solo una schiava. La sua.”

Briseide non è più una principessa.
A renderla schiava è Achille, re dei Mirmidoni, splendido come tutto ciò che appartiene al divino, letale come la morte, temuto da tutti gli uomini.
Sembra non nutrire sentimenti, tranne che per la guerra e per Patroclo, valoroso principe e guerriero.
Non mostra particolare attenzione per la schiava che gli è stata donata. Del resto non ne ha mai posseduta una e dubita che la scialba troiana costituisca una tentazione.
Mentre la città di Troia si accinge a cadere e l’esercito acheo tenta la più impossibile delle conquiste, Briseide trascorre le proprie giornate nell’accampamento di Achille.
Non ha mai servito un uomo e non è esperta nelle arti dell’amore, ma con arguta condiscendenza trova ben presto il giusto compromesso per sopravvivere.
Achille non è un padrone compassionevole, eppure non c’è solo ferocia in lui. Gli sprazzi di umanità che fendono la sua spietatezza spingono Briseide a dubitare della fama oscura che lo accompagna.
Ad attirare l’interesse del re, invece, è il temperamento coraggioso che l’ingenua troiana non manca di dimostrargli.
Nonostante la storia li abbia resi nemici, forse non sono così diversi l’uno dall’altra.
Forse c’è molto in grado di unire uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù.
Sullo sfondo di una contesa destinata al canto della storia, con gli dei pronti a giocare una partita di vite, a farsi imprevedibile sarà proprio la tela del destino.
E quella dell’amore.


Recensione:

In questo periodo mi è venuta voglia di leggere romanzi ambientati nell'antichità e per caso mi sono imbattuta nel romanzo di Eleonora Fasolino, uscito da pochissimo. E' il primo libro di questa autrice che mi capita di leggere, anche se il suo nome non mi era nuovo. 
Breseis - Schiava di un Re è una rivisitazione dell'Iliade. 

Non sto a dileguarmi sulla trama, ormai penso che anche i muri conoscano la storia di Troia e delle grandi gesta di Achille. Conosciamo anche i vari personaggi che hanno arricchito questa opera: Ettore, Paride, Elena, Menelao, Agamennone ecc ma gli indiscussi protagonisti di questa rivisitazione sono Achille, Briseide e Patroclo. Ovviamente, sono presenti tutti i personaggi sopra citati. 

Non è facile prendere un'opera come l'Iliade e rivisitarla senza scadere nel banale o nel già letto. Devo ammettere che l'autrice è stata molto abile nel creare un qualcosa di nuovo partendo da una grande opera. E' rimasta fedele, per quello che poteva, alla storia originale ma facendo spazio ad un nuovo intreccio. I dialoghi sono stati in linea con tutto il contesto e alcuni sono rimasti impressi nella mia memoria. 
L'autrice è stata abile nel ricreare quelle ambientazioni, mi sembrava davvero di passeggiare per le vie di Troia, di sentire il rumore delle spade e delle frecce scoccata, mi sembrava di sentire l'odore della guerra. Anche il culto delle divinità è gestita in maniera impeccabile. 

E' stata una lettura davvero sorprendente per tanti punti di vista, non mi aspettavo una lettura cosi appassionante e coinvolgente. 
Consiglio a tutti la lettura di questa storia, lasciatevi catturare dal suo incanto. 





Spero che questa recensione vi sia piaciuta!!
A presto 



c'è posta per noi

C’è post@ per noi... #453

10/17/2021

 

Buona domenica lettori! Rieccoci con le nostre segnalazioni domenicali all'insegna del tricolore!







Titolo: Scappa e vinci

Autore: Antonello Marchitelli

Editore: Les Flaneurs Edizioni

Genere: Narrativa

Collana: Maigret

Pagine: 200

Data di uscita: 11/10/2021

Sinossi: Eusebio e Chiara mandano avanti la loro famiglia come possono, grazie ai loro lavori precari. Razzo cerca di confondersi fra i suoi coetanei, anche se non conosce ancora se stesso. Vincenzo si pente ogni giorno delle sue scelte.

Gino vive di favori ed escamotage. Guenda ed Ester cercano di sbarcare il lunario in Italia. Tutti insieme, ognuno a modo loro, provano a cambiare la propria vita in meglio, fino a che un giorno nonna Marta entra nella tabaccheria di Vincenzo e dà a tutti un’opportunità che nessuno sembra volersi lasciare sfuggire. Inizia così una caccia al tesoro che mostra il lato nascosto di tutti i suoi protagonisti. Ma solo uno di loro può averla vinta.

Biografia: Antonello Marchitelli (Bari, 1969), è Laureato in Giurisprudenza e collabora con uno studio legale civilista fino al 2002. Da allora lavora per un importante gruppo assicurativo nell’ambito della liquidazione sinistri. Sin dagli anni dell’università è scrittore prolifico. I suoi ultimi romanzi sono Gillo Armadillo, Un futuro radioso, vincitore del Premio della Giuria Narrativa Edita al Concorso Letterario “Città di Pontremoli” Ed. 2016 e della Menzione d’Onore al Premio Letterario “Bari Città Aperta” Edizione 2016 e L’ineluttabile destino dello scarabeo stercorario. Con Les Flâneurs Edizioni ha già pubblicato Progetto R. (2019).


Titolo: L’ascensore e altri racconti

Autore: Cosimo La Gioia

Editore: Il Terebinto Edizioni

Pagine: 160

Genere: Narrativa

Sottogenere: Racconto breve

Sinossi: Nelle storie di L’ascensore e altri racconti si riflette la ricerca della verità condotta dall’autore, attraverso vicende emblematiche caratterizzate dall’esplorazione del limite e dal gusto per il paradossale.

Il lettore si trova immerso in storie dal sapore quotidiano che – rivissute in una prospettiva nuova e insolita – inducono alla riflessione sugli aspetti più controversi della modernità.

Per questo i racconti spaziano da storie di vita aziendale ad altre di ambito familiare, passando per una giornata carica d’angoscia in seguito a un’informazione incompleta e per le sfide di velocità dei “gladiatori della strada”: pronti a tutto pur di assaporare una sensazione estrema – ma quanto reale? – di libertà.

Il risultato è uno spaccato della varia umanità che vive i suoi problemi e le sue contraddizioni, in giro per il mondo. A Milano come a Monaco di Baviera, a Trieste come a Chicago, a Stoccarda come in Sicilia, dalla vetta dell’Etna, l’umanità sembra vivere le stesse angosce e gli stessi interrogativi ai quali non pare però possibile dare una risposta univoca.


Titolo: L’altra metà della luna – I lupi di Florence #2

Autrice: Federica Amalfitano

Editore: Self Publishing

Genere: Urban Fantasy/Paranormal Romance YA

Serie: I lupi di Florence

Sinossi: La guerra tra i Kean e i Verdana è alle porte.

Nemmeno scappare da Florence è servito a placare la sete di vendetta di Selene Verdana.

Taylor ed Ellen si rincontreranno, ma la strada per la felicità è in salita e ricca di ostacoli.

Un lupo nero dagli occhi rossi è in agguato e non aspetta altro che dare sfogo ai suoi istinti più oscuri.

Solo l’amore potrà curare un’anima ferita e ricucire un legame che sembrava essersi spezzato, ma il filo rosso del destino è difficile da recidere.

Battaglie, tradimenti, amicizie, amori.

L’ultimo capitolo della serie Gli Occhi del Lupo.



Titolo:
La Morte in pantofole 

Autore: Enrico Morovich

Editore: Gammarò Edizioni

Pagine: 192

Uscita: 15 ottobre

Sinossi: Nel panorama piuttosto uniforme della narrativa italiana, per lo più oscillante tra rappresentazione del vero, voli di fantasia e sperimentazione, il nome del troppo poco conosciuto Enrico Morovich (Fiume 1906-Lavagna 1994) spicca per una sua indiscussa originalità come autore di racconti brevi giocati tra l'ironico e il macabro. Con le sue brevi prose, dove i protagonisti sono spesso oggetti animati o animali parlanti, aveva conosciuto un periodo di grande successo negli anni Trenta, quando la sua firma appariva frequentemente su numerosi quotidiani e settimanali di grande diffusione. Il massimo riconoscimento le ebbe da uno dei maggiori critici italiani, Gianfranco Contini, che nella sua antologia di racconti surreali (Italie magique, 1946 poi tradotta nel 1988) lo inserì affianco a narratori di grande successo come Bontempelli, Palazzeschi e Moravia. Nel dopoguerra Morovich continuò a scrivere i suoi straordinari racconti brevi e anche alcuni romanzi come Piccoli amanti che nel 1991 fu finalista al premio Strega. In questo libro si ripropongono ora, a cura di Francesco De Nicola, i cinque racconti inclusi da Contini nella sua antologia e altri scritti nella seconda metà del Novecento che ribadiscono la forte originalità della sua narrativa breve. Nel 1993 raccolse nel volume Un Italiano di Fiume le sue memorie giovanili ambientate in quella terra istriana dalla quale fu esule dal 1950.

Biografia: Enrico Morovich nato a Sussak, sobborgo di Fiume quando la città fa ancora parte del Regno d'Ungheria (nel quadro dell'Impero Austroungarico), Enrico Morovich prende nel 1924 il diploma di ragioneria, impiegandosi successivamente prima in Banca d'Italia, poi presso i Magazzini generali. Nel 1929 conosce Alberto Carocci che gli apre le porte di Solaria e La Fiera Letteraria, con le quali inizia a collaborare. È del 1936 la sua prima, significativa, creazione letteraria, L’osteria sul torrente, che viene pubblicata da Solaria. Seguiranno Miracoli quotidiani (1938), I ritratti nel bosco (1939), Contadini sui monti (1942) e L'abito verde (1942). In quegli anni lo scrittore pubblica saggi e racconti anche ne Il Selvaggio e in Oggi. Gli ultimi anni di guerra e i primi del dopoguerra, particolarmente cruenti per Fiume e per tutta la Venezia Giulia, interromperanno per alcuni anni la propria attività letteraria, che riprenderà solo nel 1962, con Racconti e Fantasie. Nel 1950 lo scrittore decide di abbandonare la propria terra di origine, che nel frattempo è passata alla Jugoslavia (1947) ed emigrare in Italia. Dopo aver vissuto per alcuni anni in varie città italiane, a Napoli, Lugo, Viareggio, Busalla e Pisa, si stabilisce a Genova nel 1958, dove risiederà per oltre trent’anni. A Genova torna a pubblicare, dopo tredici anni di silenzio, romanzi e racconti, fra cui: Il baratro (1964), Gli ascensori invisibili (1981), I giganti marini (1984), Piccoli amanti (1990). Inizia anche collaborare con la rivista “Il Mondo”. Nel 1990 si trasferisce nella zona di Chiavari-Lavagna, dove si spegnerà, ottantasettenne. Un anno prima di morire pubblica Un italiano di Fiume (1993), commossa rievocazione della propria città d'origine e delle proprie vicissitudini in terra italiana. Lo scrittore fiumano ci ha lasciato anche alcuni originalissimi disegni, esposti al pubblico, nel 1985, a Genova.

 

Titolo: Il confine inventato. Viaggio tra India e Pakistan da Akhbar a Narendra Modi e Imran Khan

Autrice: Claudia Berton

Editore: Oltre Edizioni

Pagine: 416

Uscita: 15 ottobre

Sinossi: Dopo Passaggi in Grecia, questa volta scopriremo le strade dell'India e del Pakistan, muovendoci lungo il "confine inventato" tra i due paesi, semmai questo abbia senso di esistere, frutto com'è di una separazione dello stesso popolo, diviso soltanto dalla religione, indù per gli indiani, musulmana per i pachistani. Del come e del perché, della loro storia e dei protagonisti di essa, il libro ci dà una testimonianza vivida e talvolta di prima mano, maturato com'è nel corso dei viaggi dell'autrice nel subcontinente, l'ultimo in compagnia della nipote Caterina a cui il libro è dedicato. Come già negli altri libri dell'autrice, anche in questo caso la conoscenza dei luoghi è intrinsecamente legata alle impressioni ed emozioni provate a contatto con una realtà la cui descrizione, se basata sulle sole informazioni distillate da una seppur vastissima bibliografia, sarebbe priva di quel pathos che è la forza di queste pagine che ci conducono per mano da Akhbar a Narendra Modi e Imran Khan. (Diego Zandel)

Biografia: Claudia Berton, veneta di origine, dopo aver insegnato per più di vent'anni lingua e letteratura inglese al Liceo, ha deciso di cambiare vita e diventare scrittrice a tempo pieno, realizzando così il suo sogno di sempre. È un'appassionata viaggiatrice e studiosa di storia e cultura dei paesi mediorientali e di letteratura di viaggio. È relatrice di conferenze, riguardanti i suoi studi e le sue passioni, per varie istituzioni culturali. Ha già pubblicato undici libri: Sulle vie del Levante: alla ricerca di lady Hester Stanhope (Stampa Alternativa), Frontiere di Sabbia: da Palermo a Samarcanda (CdA & Vivalda), Ponti sull'Egeo: Viaggi e Storie tra Grecia e Turchia (Diabasis), Cavalieri del Deserto: la nipote di Byron dall’Inghilterra vittoriana alle sabbie arabe (Irfan), Gli Spinosi Cactus di Palestina e Israele (Zambon), Nel mondo alla rovescia: appunti da un ambulatorio per immigrati (Zambon), Tra Ares e Afrodite: Viaggi e Storie dal Mediterraneo al Mar Nero (Prospettiva), Terrorismo: come è NATO e chi lo USA (Dissensi), Il viaggiatore insolito (Alpine Studio). Viaggi nella Grande Guerra. Da Sarajevo a Gallipoli, dalle Fiandre alla Galizia, dall’Isonzo a Versailles (Unicopli). Per Oltre edizioni ha pubblicato Passaggi in Grecia. Sulle tracce della Storia moderna (2019).

 

Titolo: San Nicolao di Pietra Còlice. Indagine archeologica su un caso di omicidio. Morte violenta e “mala morte” nella Liguria medievale

Autore: Fabrizio Benente

Editore: Oltre Edizioni

Sinossi: Il caso di omicidio che è al centro di questo libro è destinato a rimanere irrisolto, come accade nei “cold case” delle serie televisive più seguite. Tuttavia, l’archeologia e le scienze applicate hanno permesso di comporre un identikit completo dell’individuo assassinato, grazie allo studio della sepoltura che è stata rinvenuta nel corso degli scavi dell’ospitale “di passo” di San Nicolao di Pietra Colice (GE). È, quindi, possibile ricostruire parzialmente la sequenza di azioni che hanno portato al decesso e al seppellimento. Si è trattato di un omicidio cruento, perpetrato in una zona isolata ed impervia, adatta ad un agguato. Ha le caratteristiche di un delitto d’impeto, come può accadere nel caso di una vendetta, di una faida, di un omicidio passionale, o di una rapina.

Gli episodi di morte violenta e i decessi avvenuti in prossimità di “luoghi di strada” della Liguria medievale non sono rari. Guerra, brigantaggio, ma anche malattia e morte accidentale colpivano chi si trovava in viaggio lungo le aspre vie montane e in prossimità dei valichi transappenninici. Condurre un’indagine archeologica su un caso di morte violenta è una preziosa opportunità per prendere nuovamente in esame i dati dello scavo di San Nicolao di Pietra Colice e intraprendere nuovi percorsi di ricerca, attraverso le fonti documentarie e altre testimonianze materiali.

L’indagine archeologica, per sua natura e per metodo, non è diversa da un'attività investigativa: parte dall'analisi del contesto, dalla lettura e dalla raccolta delle tracce/indizi e dei reperti, fa ampio utilizzo di risorse informatiche e di esami di laboratorio, elabora interpretazioni e ricostruzioni, utilizzando le doti di intuizione e deduzione del ricercatore/detective. Trattandosi di un’investigazione basata su reperti e tracce, l’indagine archeologica si impegna nel tentativo di ricostruire un contesto originale, la sequenza temporale delle attività/azioni, operando approssimazioni ricostruttive che devono essere il più possibile oggettive e compatibili con i dati disponibili. Come nelle investigazioni poliziesche, a cui un poco si è ispirata la struttura di questo libro, non è solo l’assassino a tornare sul luogo del delitto. Si tratta di un percorso adatto anche al passo dell’investigatore e, spesso, riserva nuovi dati e intuizioni inattese.

Biografia: Fabrizio Benente è professore associato di Archeologia cristiana e medievale presso l'Università di Genova. Si è formato e ha svolto attività di ricerca presso le Università di Pisa, Roma, Siena, Genova e presso l"Albright Institute" di Gerusalemme. Nel 2010 e nel 2012 gli è stata assegnata la Getty Research Exchange Fellowship da parte del Council of American Overseas Research Centers, per svolgere attività di ricerca in Israele e in Turchia. Ha diretto scavi archeologici in Italia e in Israele. Ha partecipato a missioni archeologiche in Corsica, Grecia, Tunisia, Libano, Mongolia interna (Cina), Crimea (Ucraina). Ha diretto il Museo archeologico di Sestri Levante (MuSel) e il Polo archeominerario di Castiglione Chiavarese (MuCast). Ha curato produzioni multimediali e documentari televisivi. Sposato con Daniela, vive a Nascio in Val Graveglia, vicino a Chiavari, dove dedica tempo al suo cane Filippo e alla cura del vigneto. È appassionato collezionista di fumetti e (nel poco tempo che rimane) pratica la corsa su strada e l’atletica leggera master.




Adriana Romanò

Recensione: BASTA UN POCO DI THE - ADRIANA ROMANO'

10/13/2021

 

Titolo: Basta un poco di the

Autrice: Adriana Romanò

Editore: Delos digital

Genere: Romance, New Adult

Uscita: 2 marzo 2021

Pagine: 127

Sinossi: La vita sentimentale, sociale e professionale di due amiche trentenni di Milano, già presentata da Adriana Romanò in "Tisane d'amore e altri incantesimi", ritorna in nuove vesti, ai tempi del Covid-19. Perché, nel romanzo come nella vita reale, oggi le complicazioni sono tante e l'amore a volte non basta, ma una buona bevanda, calda o fredda, può sempre aiutare. Il lockdown imposto dalla pandemia ha messo molti a dura prova: Selvaggia ed Elettra non fanno eccezione. La prima si rende conto che non può più contare su Alex, ormai in piena spirale autodistruttiva a causa di un lutto, e fa la conoscenza di un ragazzo che sembra prendersi davvero cura di lei; la seconda vive una seconda adolescenza, tra seducenti istruttori e "Tinder Boys" occasionali, che però non colmano il suo vuoto interiore. Nonostante le soddisfazioni nella vita professionale, per Selvaggia, e nella sfera sessuale, per Elettra, le due vivono un periodo difficile, che mette in crisi la loro stessa amicizia. Quando le loro "vecchie fiamme" fanno di nuovo capolino nella loro vita, sarà troppo tardi per ricucire i rapporti, o no?

Recensione:

Dopo Tisane d’amore e altri incantesimi, il proseguo della storia delle amiche Selvaggia, Giada ed Elettra.

La fine del primo romanzo aveva sconvolto tutti gli equilibri ed è così che riprende questo episodio.

I protagonisti principali sono Selvaggia ed Alex da un lato ma anche Elettra ed Enea dall'altro.

Entrambe le coppie sono scoppiate per motivi diversi, le due amiche sono cambiate e così anche il rapporto tra loro e nel gruppo con Giada e Dario.

Se Selvaggia è cambiata in meglio, Elettra non è più la stessa e cerca di dimenticare Enea dandosi al sesso occasionale.

Selvaggia incontra il bel Fabrizio ad un corso di latino-americano, lui è paziente e sa starle accanto prima come amico e poi con pazienza, rispettando i suoi tempi, vista la rottura recente di lei con Alex.

Alex cerca di rimettere in piedi la propria vita dopo aver fatto una montagna di errori, non riesce più a scrivere, vorrebbe stare con Selvaggia ma allo stesso tempo non ci riesce. Ha degli irrisolti che si porta dietro da sempre e a cui vuole mettere fine. La sua storia dapprima sembra esagerata ma, conoscendola, si capisce meglio il personaggio e si finisce per commuoversi.

Elettra in fondo ama ancora Enea, lui indubbiamente la ricambia ma ormai vivono in zone diverse e distanti, ognuno con la propria vita... sapranno trovare un punto d'incontro?

Tra il tenebroso Alex e l'affidabile Fabrizio chi sarà al fianco di Selvaggia?

Unica certezza sono Giada e Dario, lei sempre intrattabile e lui quasi un Santo.

Che dire, un bel pout pourri di personaggi e situazioni.

Una lettura tutto sommato leggera e senza troppe pretese, ho preferito il primo ma questo episodio serviva anche a chiudere le storie dei personaggi.






la nostra newsletter nella tua email