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RECENSIONE: "Il frastuono del mondo" di Sebastiano Martini


 Titolo: Il frastuono del mondo                          


 Autore: Sebastiano Martini

 Editore: Voland

 Pagine: 108

 Prezzo: Eu 17

 

Trama:

Orlando Ferrero soffre di acufene, un disturbo che gli rende insopportabili i rumori della vita quotidiana. In un mercatino dell’usato di Trieste, città che inizia a frequentare grazie al suo lavoro da agente immobiliare, si imbatte in un venditore ambulante che gli propone l’acquisto di un paio di vecchie cuffie con il cavo tagliato, presentandole come “un rimedio contro il frastuono del mondo”. Orlando declina con diffidenza ma quell’incontro lo scuote profondamente, come anche leggere sul giornale della morte di un amico di gioventù. Le circostanze dell’accaduto sembrano lasciare spazio a dubbi ed è così che un episodio riaffiora nella memoria… Un romanzo sulle coincidenze del caso, sul sentimento di inadeguatezza che ognuno di noi conosce.

Recensione:

Orlando Ferrero, il protagonista di questo nuovo romanzo scritto da Sebastiano Martini, è un agente immobiliare, che per lavoro si reca parecchie volte a Trieste.

Qui, un giorno, viene a conoscenza per puro caso, leggendo il quotidiano Il Piccolo, della morte di un amico di gioventù, Simone. La notizia, pur non vedendo l'amico da quarant'anni, lascia l'uomo particolarmente turbato.
La polizia si interroga se il decesso dell’uomo sia avvenuto per suicidio o se si tratti di un omicidio. Orlando, sempre pià sconvolto dalla tragedia, inizia un viaggio a ritroso nel tempo, più precisamente nei ricordi di quando era uno studente di liceo, e nella sua amicizia con Simone, bruscamente interrottasi una sera di fine estate. Entriamo così nella memoria di Orlando, tra corse sfrenate in motorino, la musica dei Dire Straits, ma anche le prime cotte e le serate con gli amici.
 
In una Trieste afosa, descritta in tutta la sua bellezza, l’autore ci introduce un personaggio davvero singolare. Orlando infatti soffre di acufene, disturbo che lo costringe a vivere una vita diversa dagli altri, ogni forte rumore può fargli comparire un fischio nelle orecchie, che a volte si presenta come un fruscio, altre un semplice ronzio. La percezione di ogni cosa che lo circonda assume forme particolari, a volte estenuanti, snervanti. Ma non solo. Orlando si allena a cogliere ogni sfumatura uditiva presente intorno a lui, in questo modo l'udito diventa il senso predominante da quando è affetto da acufene.
 
"Lo sciabordio del mare sugli scogli, il garrito di un gabbiano, il fracasso della campana del vetro quando viene svuotata, i passi del concierge nel corridoio attiguo alla stanza..."
 
" Si allenava, nel torpore del dormiveglia, la mattina presto, a riconoscere suoni, selezionarli nella mente, definirli" 
 
 
 La notizia della morte del vecchio amico pone Orlando di fronte a una delle emozioni più potenti che possiamo provare: il senso di colpa. La casualità della sua infelice scoperta fa riaffiorare nel protagonista emozioni e sensazioni da tempo sopite, quasi dimenticate, ma anche sospetti mai confessati, nemmeno a se stesso. Ed ecco che il frastuono causato dall’acufene finisce per diventare un ronzio interiore, che spinge Orlando a cercare risposte nei ricordi di quando era un giovane, talvolta più riflessivo rispetto ai suoi coetanei, e a fare i conti con la sua coscienza. 
 
In questo romanzo appassionante, che ha come cornice una Trieste assolata, descritta con la minuzia di chi conosce la città, l'autore condurrà il lettore attraverso le scelte e i "frastuoni" interiori del protagonista. 
 
 "Quando fu di nuovo fuori, sulla strada, Orlando rifletteva sulle parole del medico e sul significato della sua ultima lapidaria affermazione: il silenzio non esiste"
 
 
 

 

 

 




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