mercoledì 22 aprile 2015

Recensione: L'isola senza morte - Luigi Milani



Titolo: L'isola senza morte morte
Autore: Luigi Milani 
Edizioni: Nero Press Edizioni
Pagine: 85
Prezzo: €1,49 


Trama:
Phil Summers era una star internazionale del rock. Aveva tutto. Fama, ricchezza, successo e una donna da amare, la bellissima Marie. Questo fino a che, entrambi, non sono tragicamente e prematuramente scomparsi lasciandosi dietro illazioni, curiosità e tante domande. Kathy, giornalista di successo, è convinta però che il cantante sia ancora vivo. Ad avvalorare la sua strampalata e ossessiva ipotesi arriva un contatto proprio da qualcuno che sembra il cantante scomparso. Kathy e suo marito Frank, ex fotografo di star, inizieranno allora un viaggio onirico e sconvolgente che li condurrà a una inquietante verità nei meandri bui e viscidi di un’isola misteriosa.

Recensione:
Che fine ha fatto Phil Summers?
L'autore ha avuto un'idea davvero originale per la trama intorno alla quale si sviluppa il romanzo. La giornalista Kathy, da anni è ossessionata dalla scomparsa della rockstar Phil Summers, svanito nel nulla nel fiore degli anni, tanto da essere convinta che non sia morto. Dopo anni dalla sua scomparsa riceve un'email da uno sconosciuto che la induce a pensare che effettivamente le sue  non sono solo fantasticherie, ma che il suo istinto potrebbe avere ragione. 
Summers si è ritirato su una remota isola del Pacifico, popolata da misteriosi abitanti che vivono senza nessuna comodità,  nè modernità. Una particolarità però, li accomuna: sono tutti inspiegabilmente giovani. 
Kathy, presa dalla sua sete di conoscere finalmente la verità sul caso Summers, parte alla volta del Pacifico con il marito Frank.
L'autore ha saputo costruire abbastanza bene la storia, che presenta anche dei riferimenti letterari, come il demoniaco Chtulu, creatura creata dallo scrittore gotico Lovecraft, ma forse avrebbe potuto rendere il romanzo più ricco di suspense. Si ha la sensazione che manchi qualcosa nella narrazione, seppur fluida. Il personaggio di Phil è ben costruito, mentre gli altri risultano un po' insipidi, ma nonostante ciò, personalmente la storia mi ha catturato. Lettura nel complesso piacevole e ben scritta.




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