Recensione: L'ORA DEI DANNATI. L'ABISSO vol.1 di Luca Tarenzi

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Titolo: L'ora dei Dannati. L'Abisso
Autore: Luca Tarenzi
Prima edizione: Giunti - 28 ottobre 
Pagine: 416
Prezzo: cartaceo - € 16,00; ebook - € 9,99

Trama
Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell'Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell'ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati - il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born - per fuggire dall'Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco descritto magnificamente: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti appassionanti, fino all'incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.

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Ambientazione, personaggi: Tarenzi riprende fedelmente il materiale dantesco e allo stesso tempo lo trasforma, lo rende vivo, tangibile; ne fa qualcosa di suo. Un’operazione non semplice e indubbiamente delicata che l’autore riesce ad affrontare attraverso il rovesciamento della prospettiva. Non è più una discesa per l’ascesa ultraterrena, ma un’evasione.
I protagonisti sono un manipolo di dannati, tra i quali non poteva mancare Virgilio. Punto fermo, un po’ perché è suo il punto di vista che ci introduce nel romanzo, un po’ per abitudine ereditata, Virgilio non è più l’anima incontrata dal Sommo Poeta. L’incarico divino lo ha segnato crudelmente.
Il Limbo, congegnato per accogliere chi non ha potuto conoscere Dio in vita, ora lo respinge privandolo della pace ed esponendolo alle sofferenze e alle persecuzioni infernali.
La nuova condizione gli consente, però, di muoversi liberamente per l’Inferno e di portare con sé chiunque lo tenga per mano: un vantaggio fondamentale che ha ispirato l’ardito e impossibile piano di Pier delle Vigne. Mente geniale intrappolata nel tronco di un albero per essersi tolto la vita, Pier delle Vigne ha pensato a ogni dettaglio della fuga: Virgilio deve fidarsi di lui e raccogliere, insieme ad alcuni mezzi, pochi altri dannati. L’eternità, la condizione di immobilità e la possibilità di raccogliere informazioni hanno consentito a Pier delle Vigne di individuare i prescelti: Bertran de Born e il conte Ugolino.
Per quanto il poeta si sforzi di essere discreto, il suo movimento non passa inosservato e attira l’attenzione di uno Spezzato, uno degli angeli caduti, e di un iracondo, Filippo Argenti. Il forzato ingresso di quest’ultimo nel gruppo dei fuggitivi metterà in pericolo il piano di Pier delle Vigne.
La narrazione, sempre in terza persona, segue il punto di vista di ciascuno di questi personaggi ad eccezione del conte Ugolino, il quale è incapace di parlare ma abile nel comunicare. Figura discreta e inaspettatamente nobile, è stato il faro in questo viaggio nella travolgente brutalità infernale e, non riesco a fare a meno di confessarlo, mi ci sono affezionata.
L'ora dei Dannati. L’Abisso è un romanzo adrenalico, ricco di colpi di scena e momenti tensivi che culminano in azione pura. Si potrebbe dire che è inchiostro per la penna di Tarenzi, che negli scontri rivela un’abilità che coinvolge persino i muscoli del lettore. Le descrizioni delle scene d’azione, delle intuizioni e dei progetti machiavellici si accompagnano alla resa di un mondo, quello infernale, percorribile nelle sue dimensioni e pertanto caldo, polveroso, glaciale e insopportabile. Ci si sporca davvero all’Inferno.
La comune concezione dell’Inferno è netta, l’idea della sua esistenza rasserenante: è garanzia di un avvenire in cui la Giustizia (con la maiuscola perché divina) verrà fatta, senza prescrizioni e parzialità. La pena eterna è un sollievo che L’ora dei Dannati fa vacillare e si mostra putrescente, persino inaccettabile: quale è il limite che fa del condannato una vittima? L’innocenza non esiste all’Inferno, eppure…
Mettete in conto sangue, brutalità, dolore, ombre, tradimenti e inganni, ma aspettatevi di scoprirvi incapaci di accettare la condanna netta e assoluta dell’Inferno: tiferete per i condannati, di questo state certi.

Tutto l’Inferno alla fine è pensato come uno scherzo incredibilmente stupido.





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