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Recensione: FALSO IN BILANCIA - SELVAGGIA LUCARELLI

Titolo: Falso in bilancia
Autrice: Selvaggia Lucarelli
Editore: Rizzoli
Pagine: 196

Sinossi: Questa cosa di nascere affamati è una maledizione mica da poco. Io mi immagino il Sommo Creatore del Metabolismo che con sadico, casuale cinismo distribuisce culo e dannazioni metaboliche a tutti noi prima di nascere. «Tu mangerai quel che vuoi senza ingrassare», «Tu nascerai già chiatto di costituzione e resterai chiatto con tutte le diete del mondo» e infine: «Tu invece nascerai magro ma avrai una fame eterna e se vorrai rimanere magro dovrai resistere giorno dopo giorno, quindi tanti saluti e buona vita!».
Cosa succede se in gravidanza ingrassi di venti chili e il tuo ginecologo (insieme a una stramaledetta bilancia professionale) si trasforma nel nemico numero uno? E se hai una mamma che ti nutre a verdura e poco più perché a lei il cibo non interessa e che a un certo punto decide di fare lo sciopero della fame per solidarietà con Pannella? Cosa accade se la tua migliore amica ti dà della grassona per errore (suo) o se, a quarant'anni, ti fidanzi con un cuoco che vuole viziarti in ogni momento con succulenti manicaretti? Ecco, succede quello che Selvaggia ci racconta in questo spassosissimo libro, dove si confessa e ci mostra la realtà che (quasi) tutti noi viviamo costantemente: il conflitto con il nostro peso e con l'immagine che rappresenta in questa società che tenta incessantemente di condizionarci. Contando sul fatto che siamo tutti accomunati dallo stesso miraggio: quello che un giorno potremo scegliere un super potere che non sarà l'invisibilità, o passare attraverso i muri o volare. Sceglieremo di mangiare senza ingrassare. Convinti che il nostro sogno prima o poi si avvererà.

Recensione: 
Prima volta che leggo qualcosa della Lucarelli, ero incuriosita dal titolo e devo dire che le mie aspettative non sono state disattese. Sarà che sono a dieta e da sempre in lotta con la bilancia ma, ho apprezzato quasi tutto di questo libro.

Ad un certo punto, da piccole, si iniziano a fare confronti con le altre e lì si inizia a capire di essere in qualche modo diverse, non puoi vestirti come loro e presto impari a capire il perché.

Selvaggia racconta il rapporto con la madre inappetente, in contrasto con la sua fame costante. Si sa, non siamo tutti uguali e anche tra consanguinei capita di essere come il giorno e la notte.

Anche io, anni fa, pensavo come Selvaggia che la gravidanza fosse la scusa buona per mangiare, peccato che quei kili ti restano poi addosso, il corpo comunque si trasforma irrimediabilmente e tornare come si era prima non è facile spesso.

C'è un capitolo sulle diete, quella visiva devo dire che non la conoscevo, dal mio punto di vista nutro molte perplessità sulla Dukan, non so voi.

C'è un capitolo sul body shaming e l'amarezza che comporta, sarebbe da leggere per molti mi sa. Ovvio che quando poi è qualcuno di vicino a farti osservazioni sul peso, non ci resti male, di più!

L'essere curvy, come dice Selvaggia, ormai sembra essere di moda, peccato se ne sia perso il senso originario e non si capisca più cosa voglia dire esattamente. Personalmente mi vedo curvy ma mi ci sentivo anche quando avevo 20kg in più, sono l'esempio lampante dell'indefinibilità certa del termine.

Altra cosa che mi è successa, così come a Selvaggia, rivedermi dopo anni e pensare che alla fine, in un certo periodo, stavo meglio di quanto pensassi mentre all'epoca mi vedevo malissimo. Col senno di poi tutto cambia magari.

Infine, che dire, tutte vorremmo trovare l'anima gemella come Selvaggia, specialmente se è un aitante giovane cuoco con la passione per il cibo!

In definitiva, una lettura piacevole che offre davvero molti spunti di riflessione.




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