Titolo: Il desiderio imperfetto
Autore: Sebastiano Martini
Edizioni: Arkadia
Formato: Cartaceo
Genere: Narrativa
Pagine: 112
Prezzo: 13€
Descrizione:
Montemarcello è un piccolo borgo posato sopra un promontorio, incastrato tra Liguria e Toscana, affacciato sul mare. Lì vivono Fabrizio ed Enrico, amici fraterni, cresciuti insieme nell’incanto della natura che li circonda, accomunati dall’attitudine alla sensibilità. Enrico sa, fin da bambino, che diventerà un artista mentre Fabrizio, quasi per caso e a seguito di un episodio familiare – di quelli che deviano il corso delle cose –, si immerge prima nella lettura e poi nella scrittura. Cresce così in lui la consapevolezza di voler diventare uno scrittore. Nel suo percorso di formazione scopre la grande letteratura fatta di ombre venerate e distanti, come quella di Vincenzo De Petri, il famoso autore che trascorre le sue estati in paese, e si imbatte nella figura di Ines, una donna anticonformista, giornalista e critica letteraria, che si offre di aiutarlo a trovare un editore per il suo romanzo. Le ambizioni di Enrico, sospinte dalla sua intraprendenza e capacità di ignorare gli sgambetti della vita, paiono concretizzarsi, mentre i sogni di Fabrizio, più introverso e poco incline a muoversi dal paese, si frantumano nella complessità del mondo editoriale. Una storia di amicizia e di crescita, sullo sfondo di un paesaggio placido e incontaminato.
Recensione:
Fabrizio ed Enrico sono due amici, cresciuti insieme nella splendida cornice di Montermarcello, al confine tra Liguria e Toscana, luogo magico, scelto dall’autore. Già dalle prime pagine si intuisce il legame che Fabrizio ha con questa terra, con i profumi tipici della macchia mediterranea. Fabrizio è uno scrittore, Enrico un pittore, due artisti molto diversi tra loro, sebbene legati da un sentimento d’amicizia che li terrà sempre uniti, nonostante le loro differenze. Il primo ancorato alle sue radici, alla ricerca di risposte più che al vero successo, il secondo invece meno meditativo e intenzionato a sfondare, con un grande progetto a cui tiene molto.
Fabrizio possiede una “vena malinconica” di sensibilità, che l’autore è riuscito a descrivere molto bene e che si avverte tra le pagine del libro, quasi come se uscisse fuori da queste ultime per avvolgere il lettore.
Il romanzo narra in maniera delicata, mai leziosa, il cammino di vita di Fabrizio, che va di pari passo con il percorso del suo primo romanzo, che fatica a pubblicare. Ho apprezzato molto l’inserimento nel racconto, di come funziona il mondo dell’editoria, essendoci passata anche io. Fabrizio è un ragazzo, e poi un uomo, che non segue l’inesorabile avanzata delle novità del tempo, mentre l’editoria cambia, si evolve e ciò che prima era considerata una buona opera, oggi risulta “vecchia”, un po’ come la moda, soppiantata da qualcosa di più attuale, che “funzioni”.
La scrittura sensibile dell’autore vi catapulterà tra i profumi di salsedine e rosmarino della Liguria, a riflettere sullo scorrere del tempo, su cosa sia l’ambizione e se, a volte, un sogno è bene che resti tale, per non perdere la sua magia.
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