Recensione: IL NOSTRO GIOCO di ILARIA PASQUA

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Titolo: Il nostro gioco. Sogni sospesi
Autore: Ilaria Pasqua
Editore: Leucotea Edizioni
Pagine: 125
Prezzo: €12,90 (cartaceo), €2,99 (ebook)
Data di pubblicazione: 17 marzo 2015

Sinossi:
“Devo portarla via di qui” è l’unico pensiero che Davide ha in mente mentre corre via dal ghetto insieme a sua sorella Flaminia, di cinque anni.
È la mattina del 16 ottobre 1943 e i due ragazzini sono rimasti soli in una Roma che non riconoscono più. I tedeschi hanno preso in mano le redini della città, e loro non sanno dove rifugiarsi per sfuggirgli.


Davide porta avanti il gioco iniziato dai loro genitori per impedire alla bambina di capire cosa sta succedendo. E così farà anche Enrico, un ragazzino dei quartieri ricchi che li nasconde in casa sua rischiando molto. Nonostante una prima iniziale diffidenza nascerà una bellissima amicizia che li salverà da un destino orribile. Continueranno a giocare tutti insieme, trascinati dai sogni magnifici di Flaminia, fino a quando non finirà la guerra, fino a quando non sfiorirà del tutto l’infanzia.

La mia visione d'insieme:
Protagonisti di questa storia sono dei bambini al tempo delle persecuzioni razziali, in particolare i giovanissimi Davide ed Enrico e la piccola Flaminia.

Per non spaventare la sorellina, Davide finge con lei che la fuga dal ghetto dell'ottobre del '43 ed il successivo nascondersi sia tutto un gioco, da qui il titolo del romanzo.

Davide e Flaminia si nascondono dapprima in una cantina, lì verranno scoperti da Enrico, un signorino abbiente che invece di smascherarli decide nottetempo di raggiungerli e nasconderli in casa dando loro modo di ripulirsi e rinfocillarsi. Di giorno Davide e la sorellina sono costretti in un angusto vano nascosto dietro una pendola e lì le ore sembrano non passare mai, anche perché non possono soddisfare nemmeno i loro bisogni primari. La notte, però, Enrico va a prenderli e li conduce nella sua camera dove dormono tutti nel lettone e stranamente riescono a fare lo stesso sogno per più notti.

Ad un certo punto la nonna di Enrico scopre la presenza dei bambini ma, per fortuna, si rivelerà un'alleata. Le cose precipiteranno, invece, quando saranno i genitori di Enrico a scoprire il tutto.

Da una parte la generosità di un bambino e dall'altra la durezza degli adulti che in questo caso sono anaffettivi col loro stesso sangue.

Cosa ne sarà di Davide e Flaminia? Magari non tutto è perduto...

L'olocausto è un tema che mi sta molto a cuore, nonostante la gravità di certi eventi, sono sempre ben disposta a leggerne. Questa è una piccola realtà, verosimile e si spera in altre storie simili, accadute nella realtà.





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2 commenti

  1. Concordo. Un romanzo semplice però, nel suo piccolo, davvero toccante e poco scontato!

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