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Recensione: "L'uomo del porto" di Cristina Cassar Scalia (Vanina Guarrasi #4)

L'uomo del porto

di Cristina Cassar Scalia
Vanina Guarrasi #4
Einaudi Editore
328 pagine
Acquista su: Amazon | IBS.it LaFeltinelli.it

TRAMA

Vincenzo La Barbera, professore di filosofia presso il liceo classico, era un tipo solitario, che usava come casa una vecchia barca a vela ormeggiata nel porto ed era amatissimo dagli studenti. Niente debiti, né legami con la malavita. Eppure qualcuno lo ha ucciso, lasciando il suo corpo nel letto dell'Amenano, un corso d'acqua che secoli fa un'eruzione dell'Etna ha ricoperto di lava e che ora scorre sotto il centro storico della città. Vanina Guarrasi – la cui esistenza si è complicata, casomai ce ne fosse bisogno, per via di una minaccia di morte giunta dalla mafia palermitana – prende in mano l'indagine. Di indizi, nemmeno l'ombra. Il mistero è assai complesso, e forse ha le sue radici nel passato ribelle della vittima. Per risolverlo, però, Vanina potrà contare ancora una volta sull'aiuto dell'impareggiabile commissario in pensione Biagio Patanè.


 LA MIA OPINIONE

È una verità uiversalmente ricosciuta, ormai: quando esce un nuovo romanzo di un'autrice che mi piace così tanto come Cristina Cassar Scalia, non posso resistere a lungo senza leggerlo. È vero, ormai è diventata famosissima e intorno ai suoi romanzi si creano moltissime aspettative, cosa che solitamente mi fa diffidare per quanto riguada i libri, ma in questo caso le mie aspettative sono state ben riposte. 

Il vicequestore Vanina Guarrasi ha una vita complicata. Che novità, direte voi, arrivati ormai al quarto volume della serie di cui è protagonista. Ebbene, se è possibile questa volta le cose per lei sono diventate ancora più complesse, perché a causa di una minaccia proveniente dalla mafia palermitana adesso è anche costretta a vivere sotto scorta.
Nulla di più difficile per lei, che tiene tantissimo alla sua libertà e che adesso invece non può neppure andare da sola al suo Bar Santo Stefano o alla trattoria Da Nino. Ma ben presto il vicequestore dovrà mettere un po' da parte le sue preoccupazioni personali e dedicarsi ad una nuova indagine su un omicidio.
In una location suggestiva quanto cupa, le grotte sotterranee in cui scorre il fiume Amenano, viene ritrovato il cadavere del professor Vincenzo La Barbera, un uomo che sembra non avere nemici e che anzi, ha dedicato tutta la sua vita agli studenti e a salvare i giovani catanesi dalle droghe e dalla criminalità. Perché quindi è stato barbaramente accoltellato?

In questo quarto appuntamento con la sua Vanina, Cristina Cassar Scalia ci fa tornare tra Catania e Palermo, con una protagonista che sembra essere sempre divisa non solo tra le due città, ma anche, come sempre, tra ragione e sentimento. Perché a Palermo c'è il magistrato Paolo Malfitano, l'uomo che Vanina non ha mai dimenticato e che vuole tornare ad essere presente nella sua vita, nonostante le mille paure legate al suo mestiere, mentre a Catania il lavoro, a cui Vanina si dedica sempre anima e corpo senza risparmiarsi mai.
Questa volta però è tutto più complicato: nonostante lei creda che non ci sia nessuna minaccia seria di mezzo, da quando le è stato recapitato un proiettile fino a casa deve restare sotto scorta. Persino il commissario Patanè, membro ad honorem della squadra, ha deciso di impegnarsi per guardare le spalle a Vanina. 

L'anziano commissario però è soltanto il primo della fila: in questo volume infatti la situazione di Vanina ci permette di focalizzarci su quanto la sua squadra tenga a lei e non solo per dovere, ma anche perché verso di lei provano tutti un grande affetto. Da Spanò a Fragapane fino a Nunnari, passando per Marta Bonazzoli fino ad arrivare a Lo Faro, tutti le dimostrano la loro vicinanza in qualche modo. Per non parlare di Bettina, la sua vicina di casa, che non manca mai di cucinarle qualcosa per tirarle su il morale.
Il vivere sotto scorta per Vanina significa anche lavorare sulla sua vita personale e affettiva, 
abbattendo alcuni muri che lei stessa aveva costruito.
Ma soprattutto anche questa volta Vanina deve misurarsi con un'indagine complessa, che affonda le sue radici nel passato e per la cui soluzione ancora una volta è necessario l'aiuto prezioso del commissario Patanè.

Sono stata felice di ritrovare Vanina e soprattutto di ritrovare una Cristina Cassar Scalia particolarmente in forma. Questo giallo mi è piaciuto moltissimo e dopo un terzo volume che non avevo apprezzato così tanto, è stato bello leggere questo nuovo romanzo con lo stesso coinvolgimento del primo.





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