Recensione: TEMPI DURI PER I ROMANTICI di Tommaso Fusari

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Titolo: Tempi duri per i romantici
Autore: Tommaso Fusari
Editore: Mondadori
Pagine: 203
Prezzo: €6,99 (ebook); €16,00 (cartaceo)
Data di pubblicazione: 2 maggio 2017

Trama. Stefano ha ventidue anni e una vita tranquilla. Simpatico, belloccio e con la battuta sempre pronta, divide il suo tempo tra le serate a Trastevere con gli amici, il lavoro che non ama particolarmente ma che gli permette di avere una casa tutta per sé, le polpette piene d'amore di mamma e la storia con Michela. Sembrerebbe andare tutto per il verso giusto eppure a Stefano qualcosa non torna. Non può fare a meno di sentirsi incompleto, fuori posto, fuori cuore. Stare con Michela gli ha fatto capire che "con una donna puoi ridere, mangiare, guardarci un film, scoparci tutta la notte, prenderci il caffè insieme e correre comunque il rischio di non amarla". Perché l'amore vero è un'altra cosa. E sta da un'altra parte. Allora succede che ritrovare un dischetto di cartone con sopra disegnato un pettirosso dia uno strattone alla sua vita costringendolo a ripensare a quando, dieci anni prima, era poco più che un bambino. E a ricordare quegli occhi scuri e profondi, quelle lentiggini che diventavano una costellazione, quel modo goffo e particolarissimo di tirarsi da parte i capelli rosso fuoco. Da quel momento niente ha più senso se non andare a cercarla, ovunque sia, rischiando di perdere tutto pur di ritrovarla. Lei, Alice, il pezzo mancante, la ragazzina che ti guardava in un modo che non sai spiegare, in un modo che ti sentivi subito a casa. Perché, davvero, certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi. Perché "si possono dimenticare episodi, eventi, parole, canzoni, ma mai le persone che ci hanno fatto del bene".

La mia recensione
Non mi reputo una persona troppo romantica, anzi forse per niente, eppure questo libro mi ha fatto sospirare e fatto scendere qualche lacrima. Stefano abita a Roma, ha un lavoro come commesso, un appartamento tutto suo, esce con gli amici. Insomma, una vita tranquilla. Eppure qualcosa fa si che non si senta completo, sente una mancanza, qualcosa di irrisolto che lo accompagna da quando è piccolo. Questo qualcosa è Alice, la sua amica di infanzia che, dopo un'estate passata separati, è sparita nel nulla, senza lasciare traccia. Stefano capisce che per andare avanti nella sua vita deve sapere che fine ha fatto Alice e risolvere questo grosso punto interrogativo che lo accompagna da anni. Ha solo due indizi: Torino e un cornicione rosa acceso.
L'aspetto che più mi ha colpito di questo romanzo è la speranza, la voglia di non arrendersi che spinge Stefano a non fermarsi e ad imbarcarsi in un'impresa al limite dell'assurdo. Non si arrende, ha fiducia, ci prova, batte palmo a palmo i locali torinesi alla ricerca di non sa bene neanche lui cosa. E questo è uno dei gesti più belli che una persona può fare nei confronti di un'altra, non arrendersi, anche quando i tempi si fanno duri, anche quando l'impresa sembra destinata a fallire non si ferma e cerca il suo cornicione rosa. 
Nonostante la brevità del romanzo la storia è ovviamente più complicata di così, ma soprattutto tratta argomenti anche molto delicati come la disoccupazione e la violenza tra le mura domestiche. Nonostante questo però l'autore è così bravo a non far perdere una certa leggerezza a tutta la storia che a tratti sembra quasi una favola. 
E poi il finale... quel finale.... vi dirò solo una cosa: preparate i fazzoletti, scatole su scatole di fazzoletti, perché quel finale vi tirerà fuori l'anima, la strizzerà e ve la ridarà tutta spiegazzata, stropicciata e un po' arrossata proprio come saranno i vostri occhi.

Voto

Alla prossima



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