Recensione: NEPHILIM. GUERRA IN PURGATORIO di Valerio La Martire

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Buongiorno amici lettori,
è un po' che non scrivo qui su Italians Do It Better - Books Edition ed è bello tornare con una nuova recensione. Il libro di cui vi parlerò è Nephilim. Guerra in Purgatorio di Valerio La Martire.




Titolo: Nephilim. Guerra in Purgatorio
Autore: Valerio La Martire
Editore: Armando Curcio Editore
Pagine: 287
Prezzo: €9,90 (cartaceo); €1,99 (ebook)


Trama
La tregua era stata stipulata. Dopo quattromila anni i Nephilim Celestiali e i Nephilim Infernali avevano deposto le armi spartendosi le Americhe. Ma la pace era stata conquistata a caro prezzo. L'alleanza dei Celestiali con la razza immonda dei Demoni aveva infranto equilibri antichi che non dovevano essere toccati. Creature più potenti e pericolose dei Nephilim sono ora entrate in gioco, e non è la pace il loro obiettivo. Nessuno, nemmeno il loro creatore, avrebbe invece potuto immaginare l'amore tra un Infernale e un Celestiale.


La mia recensione
Mi piaceva l'idea di una lotta millenaria, di uno scontro tra creature di immenso potere, non una vera lotta tra bene e male, perché qui non ci sono buoni e cattivi. Eppure, terminata la lettura, mi spiace dirlo ma sono rimasta un po' delusa. Sarà stato un vago ricordo di Romeo e Giulietta che ogni tanto spuntava fuori tra una riga e l'altra, ma non mi sono particolarmente entusiasmata di questo libro.
Lo scontro millenario tra Infernali e Celestiali è in un momento di tregua grazie alla spartizione che gli Eterni hanno deciso di fare: agli Infernali hanno riservato la costa ovest degli Stati Uniti, ai Celestiali la costa est, con in mezzo una fascia neutra. La tregua sembra reggere fino a che non entrano in gioco i Demoni e gli equilibri scricchiolano da tutte le parti. L'incontro tra Ryan e Jonathan, rispettivamente un appartenente della più importante famiglia di Infernali e un esponente della più importante famiglia dei Celestiali, fa si che i due ragazzi creino un legame che neanche loro comprendono in pieno, un legame che sconvolgerà le loro famiglie e il mondo che fino a quel momento credevano di poter controllare. 

Essenzialmente sono due i punti che mi convincono poco, l'ambientazione e i personaggi. 
Mi intrigava molto l'idea di una spartizione del territorio americano (che poi perché solo americano? Viene data una spiegazione, ma non mi ha convinto tanto) tra Infernali e Celestiali, di una zona neutrale, eppure non viene molto approfondita. Inoltre data questa idea di base pensavo che la città avrebbe avuto in qualche modo un ruolo più importante, cosa che non avviene, tanto che si potrebbe essere in una qualsiasi città.
I personaggi potevano essere molto interessanti, anche a fronte di uno stile e di una struttura narrativa molto particolare di cui poi vi parlerò, eppure questo non basta perché alla fine sono poco delineati e sviluppati. Non basta parlare e vedere coi loro occhi o sentire le loro sensazioni, come in effetti accade, bisogna avere di più per un personaggio, soprattutto se parla in prima persona. Un personaggio come Val è molto interessante, particolare, stretto tra il dovere e l'istinto, tra la famiglia e il ruolo, tra il suo essere donna e uomo, donna e Celestiale, quindi poteva dare molto, eppure non mi è sembrato così approfondito. Tutta la sua potenza, la sua forza sfumano in un personaggio che poco da al lettore, o meglio che sembra quasi trattenuto nel suo potenziale (dubbio: forse il seguito ci darà nuove risposte?).
Non mi sento però di bocciare in pieno questo libro perché la storia c'è, forse deve maturare ancora un po', forse il seguito la renderà più completa, non so, ma sicuramente c'è una struttura e uno stile molto interessante. Tutto il romanzo è narrato in prima persona in un alternarsi di punti di vista. In capitolo vediamo con gli occhi di Ryan, in uno con quelli di Val e via dicendo. Ma non c'è solo questo, perché vediamo e percepiamo gli eventi proprio come fossimo nei panni di questo o quel personaggio, sentendone le parole ma anche i pensieri. Come dicevo forse questo non basta per legare in toto con un personaggio, che in effetti restano comunque distanti, ma rende il lettore particolarmente coinvolto nel racconto. 
L'autore ha uno stile molto particolare e coinvolgente, in una frase sa scrivere! Quello che avrei voluto è forse una storia più strutturata, in cui ambientarmi, conoscere luoghi, personaggi e situazioni. Qui questo avviene poco, anzi forse direi male, perché mi sono sentita come catapultata ad eventi già in atto. 

Voto
2 cuori e mezzo!!


Alla prossima


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2 commenti

  1. ciao Eliza,
    grazie per la tua recensione, mi dispiace non ti sia piaciuto molto Guerra in Purgatorio!
    scrivere una saga è un lavoro strano, da una parte devi raccontare una storia compiuta, dall'altra sai che ci sono mille percorsi da seguire e che non potrai che accennarne la maggior parte, perché è tutto troppo complicato e tutto troppo strutturato.
    e per il primo volume la casa editrice voleva un libro molto snello e agile che potesse introdurre senza raccontare poi troppo.
    per alcuni lettori l'operazione è molto riuscita, per altri meno.
    spero che la lettura della saga completa dia il giusto spazio a ogni aspetto che ho elaborato per questo mondo.
    sono comunque contento del tempo che mi hai dedicato e se vorrai leggere ancora di me spero vorrai recensirmi di nuovo!
    un saluto,

    V.

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    Risposte
    1. Ciao Valerio,
      sono convinta che una storia concepita come saga dia il suo massimo sulla lunga distanza. In effetti non è mai semplice recensire un primo volume, se non altro perchè ha sempre la pecca di lasciarti in sospeso con tante cose e quindi un po' l'amaro in bocca resta.
      Spero quindi di poter continuare a leggere la tua saga!
      In bocca al lupo per tutto! ;)

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