Recensione: "CICATRICI D'ORO" di Annamaria Murano

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Titolo: Cicatrici d'oro

Autore: Annamaria Murano

Editore: Santelli

Pubblicazione: Ottobre 2018

Pagine: 96


SINOSSI

La protagonista di "Cicatrici d'oro" ha la sua migliore amica ridotta in fin di vita dall'ex compagno, come accade a moltissime donne che ogni giorno subiscono violenze fisiche e psicologiche. In attesa del risveglio della donna, vengono ricordati i tanti bei momenti passati insieme all'insegna dell'amicizia: gli anni della scuola, i compleanni, le feste natalizie, i viaggi, la famiglia, la vita di tutti i giorni. I tempi, a volte presenti a volte passati, rendono l'idea del senso di confusione della protagonista, costretta a vedere in grave condizioni la propria amica, nella speranza di una ripresa fisica ed una ancor più difficile ripresa psicologica.


RECENSIONE

Un letto di ospedale, quattro pareti, una donna in fin di vita e un’altra al suo capezzale. Una scena semplice, scarna e terribilmente brutale, permette ad Annamaria Murano di far emergere quelle che sono paura, rabbia, impotenza e volgarità, ovvero quelle terribili parole cucite addosso alle vittime di violenza. La violenza sulle donne è, infatti, la delicata tematica affrontata in Cicatrici d’oro, attraverso le parole che una ragazza rivolge all’amica ridotta in fin di vita. Passato e presente si fondono e si confondono, facendo risaltare in maniera ancor più evidente le atrocità delle percosse. La voce narrante ripercorre tutte le tappe di un’amicizia speciale, tra due donne che si sono legate indissolubilmente l’una all’altra fin dall’infanzia. Ecco che allora tornano i ricordi di scuola, i giochi, i regali scambiati con un sorriso, le prime confidenze, le piccole grandi esperienze condivise senza lasciarsi mai. Ma anche l’amicizia più forte diventa impotente di fronte alla violenza. Quando l’amore diventa prigione, quando i baci diventano lividi, quando le parole dolci diventano minacce di morte, cosa può fare una donna per salvare la propria migliore amica? Cosa può fare una donna per salvare sé stessa?
Annamaria Murano sceglie una formula tanto semplice quanto diretta per affrontare una tematica delicata, di cui non si parla mai abbastanza e che diventa un labirinto senza uscita per chi se ne ritrova coinvolto. Proprio questo emerge dalle parole dell’autrice: l’impotenza. Sapere la verità ma non poter fare nulla. Voler reagire ma avere paura delle conseguenze. Tentare di aiutare ma rischiare di peggiorare le cose. Lo stile narrativo scelto dall’autrice, un io narrante che si esprime tra frasi interrotte e puntini di sospensione, è particolarmente efficace: l’ansia, la paura, la disperazione di un’amica arrivano al lettore con immediatezza, rendendosi veicolo perfetto di un messaggio delicato.
Un libro consigliato a tutti, tanto alle donne quanto agli uomini di tutte le età.
Pagine capaci di creare un momento di riflessione e, soprattutto, di avvicinare ad una tematica che ad oggi non ha ancora trovato una risoluzione.











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