Recensione: BREVE STORIA DELLA LETTERATURA ROSA di Patrizia Violi

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Titolo: Breve storia della letteratura rosa
Autore: Patrizia Violi
Editore: Graphe.it - 15 maggio 2020
Pagine: 90
Prezzo: cartaceo - € 8,00; ebook - € 2,99

La letteratura rosa, così bistrattata e considerata di serie B, è un’incredibile fucina di best seller. Con i romanzi d’amore sempre in vetta alle classifiche è nata una vera e propria industria del rosa, imperi editoriali internazionali hanno capitalizzato sulle storie d’amore. La Breve storia della letteratura rosa ripercorre cambiamenti e trasformazioni di questo genere letterario, dagli albori nel diciottesimo secolo fino ai giorni odierni, tra serie televisive, app e tecnologie. Con l’obiettivo di comprendere e approfondire i dettagli dello storytelling sentimentale: dai romanzi di appendice di Carolina Invernizio per arrivare all’erotismo delle Cinquanta sfumature e alla fan fiction di Anna Todd.

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Breve storia della letteratura rosa ripercorre la storia del romanzo rosa a partire da Cenerentola, archetipo per eccellenza, fino ad arrivare a Spring Girls.
Patrizia Violi si sofferma sulle svolte e sulle trasformazioni del genere, analizzando le risposte del pubblico e raccogliendo i commenti degli autori di romance. Attraverso poche ma densissime pagine, Violi si sofferma sulle tappe principali della letteratura rosa rivelando una storia tutt’altro che statica e cristallizzata.
I romanzi rosa non si limitano a proporre una variante della donna povera ma virtuosa e bellissima che trova il riscatto nell’amore di un uomo nobile, di un principe o un ricco dirigente. Raccolgono le istanze sociali, raccontando che non soltanto l’amore sarà raggiunto, ma anche i sogni e le speranze che lo accompagnano e hanno il sapore della felicità.
Violi dà, dunque, spazio alla dimensione del sogno che Bertola, Spinoni, Sveva Casati Modigliani e altri autori affrontano bilanciando l’offerta di un conforto con la ricerca di soluzioni possibili a problemi reali.
Se è vero che ognuno tira acqua al proprio mulino, Violi non si lascia andare a una facile perorazione e se dal primo rosa del sogno e della virtù strumentalizzabile può prendere le distanze, raccontando declinazioni sempre più attuali, descrive anche le involuzioni del genere e, mettendone in luce i limiti, riesce a restituire dignità all’intero genere.
La storia dell’editoria mi appassiona e pertanto ho letto con un interesse particolare il saggio di Violi: vi ho trovato un’accuratezza che mi ha sorpreso pensando al numero ridotto delle pagine. Nondimeno risulta ovvio che molto altro si potrebbe dire e approfondire, ma rimane una Parva preziosa per supportare la propria conoscenza.
Ho già consigliato Breve storia della letteratura rosa ad alcune mie amiche e lo consiglio sinceramente a tutti. È un saggio breve, ma esaustivo e stimolante, che merita considerazione.



Ringrazio Graphe.it per avermi omaggiato una copia del libro.





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