giovedì 26 settembre 2013

Recensione: LE TRE LUNE DI PANOPTICON #1 Anime Prigioniere di ILARIA PASQUA

Buongiorno cari lettori di IDIB -BE,
finalmente torno a scivere una recensione su questo bellissimo blog, la casualità ha voluto che sia io che Amaranth ci siamo dedicate alla lettura della stessa autrice, nello stesso lasso di tempo, perciò torno a parlare di Ilaria Pasqua. Questa volta però riguarda il primo libro della serie Le Tre Lune di Panopticon - anime prigioniere. Devo dire che questa lettura mi ha fatto scoprire un'autrice italiana che ho veramente apprezzato, ma non voglio indugiare oltre e passo alla recensione. 

Scheda del libro:
Titolo: le tre lune di Panopticon - anime prigioniere
Autore: Ilaria Pasqua
Editore: Narcissus.me
Formato: ebook
Pagine: 332
Prezzo: 0,99

Trama:
In un luogo dominato dal potere malvagio di un solo uomo, il Presidente Reik, c’è una giovane ragazza, Sofia, che non sa di poter cambiare il futuro a cui Panopticon sembra destinata. Il mondo in cui vive inizia lentamente a sgretolarsi, mentre le parole spariscono dai libri, dagli oggetti e dagli schermi, fino a diventare silenzio nella bocca del suo popolo. Sofia è forse l’unica in grado di trattenere le parole, ma deve imparare a gestire il suo potere e a non aver paura di utilizzare questo dono, le cui origini sono da ricercare nel passato. A quando l’ingordigia dell’uomo condusse alla guerra e il Grande Spirito della Natura fu costretto a dividersi, rinascendo insieme ai tre neonati che avrebbero dovuto riportare l’equilibrio andato perduto. Ricondurre alla pace si rivelerà complicato e saranno ardue le sfide che dovranno affrontare i protagonisti di questa storia magica e appassionante. Le tre lune di Panopticon, primo volume di una trilogia, è un libro misterioso e intrigante, in cui nulla appare come sembra e i suoi protagonisti lottano con astuzia per salvare il mondo a cui appartengono e combattere contro un destino che sembra già deciso.

Il mio pensiero:
Voglio cominciare la recensione lanciandovi un'esca, ovvero l'incipit del libro. Per me è stato fondamentale nella scelta di questa lettura, sì, ero nella fase: ho tanti ebook da leggere, ma quale inizio? Beh, ho letto queste poche righe e non mi sono più staccata. Sono curiosa di sapere che effetto fanno a voi:
"Il Paese della Luce, come venne chiamato, era tutto fuorché luminoso.
I tre villaggi che lo componevano, non erano distanti l’uno dall’altra solo nella posizione, ma anche nello spirito. Non erano tanto lontani, però, da non potersi toccare, o sfiorare lievemente con i loro confini.
Ognuno dei tre credeva di essere il più forte, il più virtuoso, il più meritevole di possedere il Grande Libro. Si diceva che questo avesse dato origine, non solo al Paese della Luce, ma all’intero pianeta, grazie alle forze della Natura, che lo avevano generato per conservare l’equilibrio. Un equilibrio che l’essere umano, in nessuna epoca, è mai riuscito a mantenere. Smosso, com’è sempre stato, da bisogni terreni che ne hanno minato, di volta in volta, lo spirito.
“L’uomo non è un animale pacifico” diceva il Grande Libro durante l’apparizione settimanale, in cui il capo leggeva le righe che comparivano di fronte all’intera popolazione. “E io sono qui per ricordarvi di vivere in pace. Perché è la pace ciò che all’uomo serve”.
I tre villaggi se ne stavano buoni nei loro boschi e nelle loro pianure, con alte mura a proteggerli, come se aspettassero che qualcuno attaccasse da un momento all’altro; erano dei vulcani inesplosi, pronti a infiammarsi.
Il Grande Libro ogni settimana veniva portato di villaggio in villaggio, come era stato stabilito alla sua apparizione, o meglio quando venne ritrovato al centro dei tre luoghi, proprio all’intersezione tra i loro tre accampamenti. Era cosa certa, infatti, che il Grande Libro fosse già lì prima che l’essere umano nascesse, forse era stato persino il Libro a volere l’uomo, come una sorta di Dio onnipotente. Questo, gli uomini, non lo potevano sapere, anche se lo rispettavano perché i loro villaggi, con la sua presenza prosperavano, nonostante le malattie continuassero a colpirli.
I tre villaggi alzarono palizzate sempre più alte, ma continuarono a far passare il Libro di mano in mano, settimana dopo settimana, temendo l’ira del grande Spirito.
Un giorno però, il capo del primo villaggio, ordinò ai suoi uomini di non portare il Libro come di consueto, accecato ormai com’era dalla sicurezza che la sua vita non sarebbe cambiata e dalla pacifica calma dei giorni passati, che lo aveva reso cieco ma irrequieto".
Allora cosa ve ne sembra? 
Bene, molte pagine dopo questo è stato il mio pensiero...
La storia è bella, l'idea delle parole che scompaiono è inutile dirlo mi ha conquistata immediatamente e mi ha lasciato anche senza parole. Perdonate il gioco. Non ho mai pensato a come potrebbe essere il mondo se non ci fossero più e l'autrice riesce a rendere la dimensione di smarrimento di una società privata delle parole alla perfezione. Niente più pubblicità, niente più scuola, libri di testo bianchi, professori smarriti. E' la caduta di molte convenzioni sociali che si aggrappano alle parole. La situazione è acuita perchè ci troviamo in un mondo immaginario e dispotico che si chiama Panopticon, dove c'è un Presidente che è il dittatore di questo mondo. E come in tutti i regimi, l'ordine viene mantenuto attaverso l'uso della parola, tra gli altri sistemi. 
Allo smarrimento iniziale per questa scomparsa si aggiunge la lenta involuzione del mondo, gli oggetti, gli edifici, le strade, tutto comincia a creparsi. Si aprono lunghe linee di separazione e il mondo inizia a crollare... ma riguardo a questo non voglio dirvi di più perchè potrei rovinare la lettura. Esiste un motivo che lega la perdita delle parole allo sgretolarsi del mondo ma lascio che lo scopriate leggendo. Alla fine le parole fuggiranno persino dalla bocca delle persone che si ritroveranno mute. Ilaria Pasqua descrive bene lo smarrimento e la desolazione di chi si ritrova improvvisamente senza più poter parlare; c'è chi impazzisce, chi continua a fingere che tutto sia come prima e si reca al lavoro alla solita ora. Mi piace pensare che l'autrice abbia voluto regalare una metafora che ben si addice al nostro mondo, quello di oggi, che troppo spesso è impassibile, anaffettivo nei confronti del disastro politico e societario che si presenta davanti ai nostri occhi. A forza di non utilizzare le parole con spirito critico e senza mai esigere un cambiamento vero, perderemo anche noi le parole? Scapperanno via lasciandoci di fronte a quello che realmente siamo: indifferenti? Chissà, mi piacerebbe sapere da dove è partita l'autrice per sviluppare questa idea (Ilaria se leggi questa recensione toglimi il dubbio). 
Bene, Ilaria ha risposto: "Sono passata anche per risolverti il dubbio, Silvia :P gironzolavo per una libreria e ho iniziato a pensare a un mondo senza parole. E con tristezza ho realizzato che forse nemmeno di fronte a una catastrofe del genere l'uomo riuscirebbe a spogliarsi della sua indifferenza, o forse accadrebbe il contrario, si concentrerebbe di più su se stesso per salvarsi. Mai come negli ultimi anni ho visto gli uomini diventare isole, allontanandosi dagli altri, disinteressandosi completamente. Forse perché c'è davvero troppo male da sopportare. È una cosa che mi colpisce molto, devo aver covato il pensiero per tantissimo tempo e alla fine ha preso questa forma, nascondendosi tra le righe. I libri sono diventati responsabili-salvatori, perché per me sono alla base di tutto, racchiudono l'essenza di ogni essere umano, del passato, presente e futuro, e solo loro potrebbero diventarne la salvezza. Ma non senza la collaborazione di un essere umano. E da qui nasce il legame, l'obbligata collaborazione.
La questione del mondo che si sgretola perché senza parole la realtà non si può dire tale, è invece legata a delle idee che mi sono fatta leggendo alcuni libri di Philip Dick, che ha sempre al centro di tutto realtà e illusione.
Scusate se mi sono dilungata, ma quando inizio potrei parlare di libri e storie per ore e ore
".
La costruzione del mondo che circonda i personaggi principali mi è piaciuta molto. Devo dire che la protagonista Sofia mi ha conquistata quasi subito, non è omologata, si capisce fin dalle prime pagine, ma non è nemmeno una guerriera che già sa tutto della vita. E' una ragazza che ha le sue paure e durante il dipanarsi della storia le affronta e le supera. 
Il triangolo sembra essere un altro elemento del libro, al fianco di Sofia ci sono Syd e Leon, molto diversi fra loro ma che stabiliscono subito un rapporto forte con la protagonista. In questo primo libro l'autrice però ci lascia con la curiosità di sapere che cosa succederà fra loro, perchè i problemi da risolvere sono troppi e le relazioni personali passano in secondo piano.
I custodi, Sofia e Syd, devono imparare a utilizzare i libri e a gestire il loro potere, il passato di Sofia non è così semplice come ha sempre creduto. La storia è complessa e su più livelli.
Bene, ho detto tutto quello che mi è piaciuto e ora passo a quello che invece mi ha lasciato poco soddisfatta.
Per prima cosa, visto che è una bella storia, avrei curato di più l'editing. I refusi sono tanti, troppi, a volte ci sono frasi ricorrette e lasciate a metà, in un paio di punti, visti i tanti personaggi, i nomi sono scambiati e si fatica a stare dietro alla storia. E' davvero un peccato.
Il libro inizia con il racconto della leggenda dei libri e dei loro poteri, che cala immediatamente il lettore dentro la storia ed è sicuramente un'ottima scelta. Si parte con i custodi antenati dei libri, ma poi l'autrice salta direttamente a far parlare le anime dei custodi che sono intrappolate nei cindoli, pietre che si trovano sulla copertina dei libri. Sono i custodi precedenti a Sofia e Syd; l'autrice li introduce senza presentarli e di loro non sappiamo niente. Ecco, li mi sono sentita un pò confusa, ho dovuto rileggere per capire se mi ero persa un passaggio o se semplicemente non c'era. Con l'andare avanti, il lettore capisce chi sono Marin e Dessel, ma all'inizio non è piacevole.
Per il resto spero di poter leggere presto il seguito di questa trilogia, perchè Ilaria Pasqua lascia i suoi lettori sul più bello. Vi consiglio di perdervi in questa bella lettura.






2 commenti:

  1. Sono felice di sentire un'opinione positiva a riguardo! Io ho letto l'altro romanzo di Ilaria e l'ho trovato davvero una lettura piacevole :) ho grandi aspettative anche per questo!

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    1. è una lettura davvero piacevole e mi sento di consigliarlo ^_^

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