venerdì 3 marzo 2017

Recensione: "Mi sei capitata per caso" di Diana Malaspina

Titolo: Mi sei capitata per caso
Autrice: Diana Malaspina
Editore: Autopubblicato
Pagine: 213
Prezzo: 0.99 Euro

Trama:
Pamela è all'ultimo anno di un Dottorato di Ricerca quando scopre di essere incinta. Con la tesi da scrivere, l’incertezza di un contratto futuro e l’assenza del padre del bambino che ormai vive dall'altra parte dell’oceano è evidente che non era proprio il momento ideale per diventare madre. Rifiutando di farsi scoraggiare, Pamela affronterà questa avventura con la sua potente arma segreta, un’ innata ironia, e con una forza nuova che piano piano la trasformerà in una mamma. In questo viaggio però, Pamela non è sola. Amiche leali ed esilaranti e una giovanissima futura nonna,bionda e svampita solo in apparenza, la affiancheranno e la aiuteranno a non farsi sopraffare dalla paura di non farcela e dal senso di responsabilità terrorizzante nei confronti di una figlia che si trova a tenere tra le braccia, sola, ancora “ospite” in una casa dei genitori che non sente più completamente sua. A sconvolgere ancora di più la vita di Pamela ci si mette anche l'amore. Nel peggior momento possibile della sua vita sentimentale, la protagonista incontrerà un uomo capace di scoprire tutte le sue carte. Si farà strada nel suo cuore e, con la dolcezza di un uomo che sa di aver trovato la donna della sua vita, le mostrerà fino a che punto può essere vero che l’amore ti accetta per ciò che sei e che si può amare una persona solo interamente, desiderando con lei anche tutto ciò che fa parte della sua vita.


Se dovessi descrivere questa storia in tre parole direi che è semplice, tenera e scorrevole.
Scorrevole perché ho letto il libro in una giornata, è una storia tranquilla, a tratti divertente, a tratti dolce, a tratti un poco banale.
Tenera non solo per la storia d’amore, che comunque non è preponderante ma è in secondo piano, ma anche perché si parla di gravidanza e il capitolo del parto mi è piaciuto davvero molto, ma la tenerezza l’ho intravista anche nel rapporto fra Pamela e la sua migliore amica, fra Pamela e la sua famiglia.
Secondo me la storia si basa principalmente sulla gravidanza di Pamela e sui cambiamenti che questa nuova condizione le comporta. Molte scene sono sui luoghi comuni dell’essere incinta, ci sono mamme che vogliono condividere le loro esperienze personali con Pamela, sconosciuti che si sentono in dovere di dare consigli, anziane signore che tramandano vecchie credenze, chi dice che si può capire il sesso del nascituro dalla pancia, chi pensa di poter capire quanto si è vicini al parto. Da un lato si creano molte scene divertenti, ma anche alcune prevedibili e scontate.
Lo stile è molto piacevole, quello che non è apprezzato è il fatto che i personaggi e la storia mi sono sembrati poco approfonditi, infatti le scene che compongono il libro sono brevi e quindi la sensazione che ho avuto è che non si andava mai troppo oltre, sembra più un racconto che un romanzo.
Inoltre, ma questo dipende dal mio gusto personale, ho trovato che si insistesse un po’ troppo sul fatto che la protagonista è una donna non sposata e che quindi molto probabilmente nessuno l’avrebbe voluta perché lei aveva già fatto un figlio con un altro, è vero che la storia è ambientata in un piccolo paese, ma comunque è un piccolo paese ambientato ai giorni nostri, non nel passato.
Nonostante questi difetti è stata comunque una lettura piacevole, che mi ha fatto sorridere per alcune battute e che mi ha intenerito in qualche scena.

3 cuori e mezzo


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