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Recensione: STELLE MINORI - MATTIA SIGNORINI

Buongiorno lettori!
E buon venerdì! Vi state preparando per Halloween? Io non molto, non è una di quelle festività che mi facciano proprio impazzire, diciamo che mi limito a comprare le caramelle e i dolcetti e a finirli prima del 31... Lo so, sono una brutta persona. 

Ma parliamo di libri, che ne dite? Oggi vi parlo di Stelle minori di Mattia Signorini.


Stelle minori
di Mattia Signorini
Feltrinelli | I Narratori | 224 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,50
6 giugno 2019 | scheda Feltrinelli


Sono passati nove anni dal giorno che ha deviato il corso della vita di Zeno, quando in un tragico incidente muore il suo professore, Nicola Sceriman. Ora Zeno ha trent'anni, insegna in un liceo e sta per sposarsi: è arrivato il momento di fare i conti con il passato. Perché solo lui e Agata, la sua ragazza di allora, sanno come sono andate davvero le cose, solo loro conoscono la verità sulla morte di Sceriman. Ed è proprio Agata a rompere l'antico patto di silenzio attraverso una lettera in cui gli chiede di incontrarla: "Ci sono delle cose che ancora non sai, Zeno. È sull'Altopiano di Asiago che è iniziato il nostro silenzio, e credo sia lì che dobbiamo concludere questa storia, adesso con le giuste parole. Ho bisogno di farlo, perché ho paura di quello che accadrebbe alla tua vita se ritornasse a galla tutto quanto". Nel ricostruire quel giorno lontano torna l'amore che legava Zeno e Agata e tornano le promesse di futuro che gli anni dell'università e della gioventù portavano con sé, l'impressione di poterlo cambiare, quel futuro, il fascino sprigionato da Sceriman - autore di un solo romanzo, acclamato dalla critica e amato dai ragazzi, "La natura umana", e professore anticonvenzionale, capace di stringere con gli allievi rapporti di grande vicinanza, di coinvolgerli in progetti ambiziosi, esaltanti... Ma tornano anche le verità nascoste, le ombre che raccontano un'altra storia.


La mia recensione.
Avete presente quando vagate in libreria e finite col portarvi a casa un libro per voi completamente sconosciuto, solo perchè, leggiucchiando la sinossi, il diavoletto sulla vostra spalla ha sussurrato "sssiiiiii, ci serveeeee, il nostro tessssooorrrooo"?.... vabbè forse non è proprio un diavoletto ma la vostra passione infame per i libri. Comunque, ecco questo mi è capitato più o meno con il libro di Mattia Signorini: vagavo su Amazon tra le prossime uscite e sono inciampata nella sinossi di Stelle Minori, l'ho inserito nel carrello con un semplice click, senza conoscere niente se non quelle poche righe, senza aver letto altro dell'autore (ma da qualche parte si dovrà pur cominciare, no?).

Ecco, è così che ho conosciuto Zeno, giovane insegnante di liceo. Mentre sfoglia un giornale legge la notizia che a breve si terrà una messa in ricordo di Nicola Sceriman, professore universitario morto in circostanze misteriose nove anni prima. Il suo professore universitario. Zeno e Nicola si conoscevano, facevano parte di un gruppetto che stava cercando di mettere in piedi una rivista letteraria di nuovo respiro. Loro, Agata, Enrico, Herman. Poi la morte di Nicola ha spezzato sogni e idee, sciogliendo questo gruppo. Ora Zeno si trova davanti a quella tragica notte ed ad Agata, l'amore della sua giovinezza, e a un terribile segreto.

Per parlarvi di questo libro voglio distinguere la storia in se dal resto. Pur alternandosi su piani temporali diversi, la storia ha un che di lineare, ha uno svolgimento oserei dire logico, che permette, arrivati poco oltre la metà, di capire dove la morte di Nicola andrà a parare. Ma questa "prevedibilità" non mi è del tutto dispiaciuta, soprattutto perché le parti forti del romanzo sono ben altre. In primo luogo la scrittura. Mattia Signorini ha saputo creare un romanzo poetico e profondo, che sa toccare il cuore del lettore, ma soprattutto lo spinge a riflettere sulla natura umana e sui rapporti che si creano in determinati ambienti. In un certo senso il gruppo che si raduna intorno alla figura di Nicola Sceriman viene messo sotto alla lente di ingrandimento e analizzato, un po' come se l'autore avesse voluto ricreare un esperimento in ambiente controllato. Quindi ci troviamo presto a vedere come nasce ed evolve un rapporto di sola conoscenza in qualcosa di più importante, come un'amicizia profonda, o come si sviluppa l'amore, da semplice attrazione fisica a condivisione. L'accettazione, in un senso o nell'altro, è al centro di tutto, il saper trovare il proprio posto nel mondo e a far si che ciò venga accettato anche dagli altri. Ecco quindi che un gruppo sparuto di poche persone diventa paradigma di sistemi sociali ben più ampi e complessi.

In secondo luogo i personaggi sono nella loro parte di racconto così ben caratterizzati e forti da riuscire a dare colore a tutta la storia. Zeno è l'emarginato che emerge ed evolve sotto gli occhi di tutti, che esce fuori dal suo piccolo mondo di provincia e vuole finalmente risaltare. È un po' il cucciolo che se da un lato scatena anche nel lettore un istinto di protezione, dall'altro lo spinge verso il desiderio di dargli due schiaffi e di intimarlo a darsi una svegliata. 
Agata e Nicola invece sono due personaggi ben diversi, più problematici, che nella loro ambiguità d'azione si rendono difficili da amare, ma non per questo meno adatti o meno interessanti nella storia. Agiscono sempre sul filo del detto e del non detto. Quanto di egoista c'è in loro? Quanto ci si può fidare di loro? Ecco, penso che insieme all'accettazione anche la fiducia sia una tematica importante in questo romanzo, un nuovo spunto di riflessione intorno al quale Signorini ha saputo costruire non un romanzo perfetto ma un romanzo che appassiona il lettore e lo porta a farsi domande e a indagare la natura umana.

Voto


Alla prossima


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