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Recensione a confronto: LA FIGLIA DELLA VENDETTA di Giada Bafanelli



Titolo: La figlia della Vendetta
Autrice: Giada Bafanelli
Editore: Autopubblicato
Data di pubblicazione: 29 Marzo 2015

Sinossi: Una profezia di morte scuote Asgard dopo secoli di pace: qualcuno tradirà gli dei, e scorrerà il sangue di molti innocenti. 
Mentre Loki viene additato come traditore e Idun si trova invischiata negli intrighi di una corte di cui non le importa nulla, le valchirie, guidate dalla coraggiosa Brunilde, escogitano in segreto un piano per fuggire dalla città degli dei. E Sif, divisa tra l’amore nei confronti di chi l’ha salvata e il desiderio di vendetta, rischierà di cambiare per sempre il destino degli Æsir.

Cosa ne pensa Fabiola:
Questo libro mi è piaciuto molto.
Non è il primo che leggo che racconta la mitologia norrena e nelle descrizioni dei personaggi ho ritrovato dettagli che avevo già incontrato nelle mie precedenti letture, tratti caratteriali propri dei vari protagonisti dei quali l’autrice ha saputo raccontare vizi e virtù in modo convincente e avvincente.
Non posso dire di essere una grande esperta di mitologia norrena, ma in generale la mitologia mi è sempre piaciuta parecchio. Conosco la storia della guerra tra Æsir e Vanir perché ho letto qualche libro (non cito i film su Thor, però ammetto che mi piace la Asgard che mostrano) e perché ho letto parecchio a riguardo da quando ho internet. Ad avvicinarmi è stato il vecchio Final Fantasy VII e il suo Odino (e poi dicono che i videogiochi non arricchiscono!).

Tornando alla recensione: i protagonisti mi sono piaciuti tutti, ma quello che mi ha sorpreso di più in positivo è Odino, il Padre di tutti, così giusto, così egoista, così rigido nelle sue scelte. Un Dio che agisce col cervello, senza dare voce al cuore, e che per questo risulta quasi un personaggio negativo verso il quale si prova rabbia, a volte.
Ho molto apprezzato la scelta dei punti di vista, perché l’autrice ha scelto di raccontarci la storia utilizzando quello dei ‘cattivi’, o comunque di personaggi che avrebbero motivi (a volte parecchi) per tradire Odino. Per loro quasi inevitabilmente ci si trova a parteggiare, perché se ne conoscono e capiscono le ragioni e perché ci si rende conto che Asgard, bella e ordinata com’è, non è abitata da gente sorridente che ha accettato il proprio destino, ma da persone che non sempre condividono le scelte del Padre di Tutti e che si ritrovano a vivere subendone le decisioni, molto spesso senza possibilità di appello.
Idun è la prima a trovarsi di fronte al ricatto, nel prequel “I giardini di Asgard” infatti si racconta di come la Dea abbia scelto di andare a vivere con la figlia Auda a Midgard dopo la morte del marito, Bragi, e di come alla fine sia costretta a tornare ad Asgard per salvare la figlia, malata, trovandosi a fare esattamente quello che Odino aveva pianificato. Lei è forse il mio personaggio preferito in questo racconto, perché è fedele a Odino e non esita a essere d’aiuto, ma è chiaro che la cosa non le piaccia, che sia per lei semplicemente l’unica strada che può percorrere per dare ad Auda un futuro seremo.
Non posso dire, comunque, di non aver amato la caratterizzazione di Brunilde, la Valchiria, o di Loki, o di Sif.
Lo stile dell’autrice è fluido e le descrizioni dei personaggi e dei luoghi sono rese con naturalezza, senza forzature. L’ambientazione non è troppo ricca di particolari, e la cosa non mi dispiace perché c’è quanto basta a farsi un’idea dei luoghi.
Come ho detto, non sono una grande esperta, ma conosco la storia generale di Odino e della sua grande famiglia e secondo me la trama è originale, credo che non sia neanche necessario conoscere molti dettagli sulla mitologia norrena per apprezzare questo libro.
Faccio i complimenti a Giada per aver saputo scrivere una storia avvincente, dai personaggi ben caratterizzati, che ci porta in un mondo magico. Ne consiglio agli appassionati del genere, ma anche a chi semplicemente conosce poco queste storie e desidera leggere un bel libro.



Cosa ne pensa Simona:

La figlia della vendetta è un romanzo ispirato alla Mitologia norrena (ho molto apprezzato la precisione e l’impegno profuso dall’autrice nei confronti di questo particolare frangente mitologico).
La storia parte con il ritorno ad Asgard di Idun, la custode delle mele d'oro (quanto sarebbe bello, lasciatemi aggiungere, se queste miracolose mele esistessero anche nella nostra realtà) che hanno il potere di donare agli Asgardiani longevità ed eterna giovinezza.
Idun si era allontanata da Asgard in seguito alla tragica morte del compagno Bragi, ma ora ha deciso di farvi ritorno per salvare la vita della figlia.
Idun è condotta insieme alla figlia al cospetto di Odino (padre di tutti), che le chiede di coltivare nuovamente le sue mele in modo da ridonare agli Æsir la potenza di un tempo.
Una profezia è stata pronunciata, un tradimento sta per avvenire ed Odino cerca di prendere precauzioni inviando Loki, il Dio dell'inganno, in vari regni dove spera incontrerà la morte, giacché il Padre di tutti gli Dei è certo che il tradimento verrà proprio da Loki.

 “Le acque della fonte della saggezza, verrano corrotte da un grande male. Ci sarà discordia tra gli dei e presto qualcuno di molto vicino tradirà la fiducia di Æsir. Scorrerà il sangue di molti innocenti”.

Intanto le Valchirie, stanche della misera vita da serve che conducono, decidono di tentare la fuga per sfuggire al dominio di Odino. In questa fuga saranno aiutate da un inaspettato alleato che potrebbe diventare il vero traditore della profezia e cambiare per sempre il futuro degli Æsir.
Davvero interessante sarà il personaggio di Sif (compagna di Thor), ella diverrà la chiave di questo racconto.
Devo ammettere che il racconto è davvero ben scritto. La trama, così come il profilo di ciascun personaggio, sono sviluppati alla perfezione e spingono il lettore a proseguire la lettura fino alla fine, incuriosito dall’evolversi della vicenda.
Il genere non è esattamente il mio preferito (questo è un mio limite); probabilmente sono vittima di eccessivi bombardamenti provenienti dal mondo della celluloide che spingono a trasfigurare i personaggi descritti nel racconto dall’autrice in attori hollywoodiani, sempre pronti a stupirti con qualche effetto speciale.
Termino tuttavia sottolineando che si tratta di un racconto davvero interessante e lodevole, nel suo genere. 
Consigliato a chi ama una lettura che possa consentirgli di staccare completamente la spina dal mondo reale e veleggiare per qualche ora in una realtà completamente diversa.
Ciliegina sulla torta: ho letto nei ringraziamenti che nel volto della protagonista della cover del racconto, si cela la sorella dell’autrice, l’ho trovato un gesto davvero carino.




                                                                                             Fabiola e Simona

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