Recensione: JUM FATTO DI BUIO. OLGA DI CARTA - ELISABETTA GNONE

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Titolo: Jum fatto di buio. Olga di carta
Autrice: Elisabetta Gnone
Illustratore: L. Toigo
Editore: Salani
Anno edizione:  2017
Pagine: 215
Età di lettura: Da 12 anni

Sinossi: Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare...
È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

Recensione:


Olga Papel è una bambina che vive con la nonna nel piccolo villaggio di Balicò. A giorni alterni Olga prende la chiatta e scende a valle nonostante la  copiosa neve caduta , il bosco è stato spazzato via e la piccola Olga affonda ad ogni passo ma deve arrivare in paese per portare le preziose uova ai concittadini.
Nel suo giro di consegne, Olga si imbatte in tanti personaggi particolari ed oltre alle uova lascia a ciascuno un pezzo delle sue storie, sembra che qualcuno le tema ma molti ne abbiano bisogno.
Dopo la bambina di carta, il nuovo protagonista della storia di Olga è Jum, una sorta di cumulo gelatinoso fatto di buio, senza ombra, che si trascina per le vie alla ricerca del dolore altrui, non ha denti e si ciba delle lacrime dei disperati.
Ora, detta così, la storia sembra triste e non proprio adatta al pubblico ideale di questo romanzo (classificato come adatto a partire dai 12 anni) ma, bisogna ammettere che la vita non è fatta solo di cose belle, no?
Olga, infatti, è entrata in contatto con Jum in uno dei periodi più tristi della sua breve vita, ovvero quando ha perso sua madre, essendo già orfana di padre dalla nascita.
Alla fine, Jum non fa poi così paura, ci sono momenti tristi per tutti ma, l’importante è superarli.
Nei suoi giri Olga è accompagnata dal fedele cagnolino Valdo e spesso dal suo migliore amico Bruno, detto Bruco. La sua migliore amica, invece, è Mimma che sente solo via lettera perché vive a Balicò solo d’estate quando va a trovare sua nonna.
Molto interessanti tanti dei paesani, dalla barbiera Tomeo che ha preso il marito precocemente e preso il suo posto nella barberia omonima, al burbero barcaiolo Cod. Ognuno ha la sua storia e questa, inevitabilmente, entra a far parte del romanzo. E’ per ognuno di loro che Olga racconta le sue storie, il suo obiettivo, in genere, è consolarli ed infondere loro speranza.

Non ho letto il primo episodio della serie e mi sento privata di qualcosa, vedrò di recuperare in qualche modo. In ogni caso, è possibile leggere questo romanzo senza le premesse del primo visto che viene citata la storia della bambina di carta che si chiama Olga, come la protagonista.

Le illustrazioni arricchiscono molti racconti e rendono il libro quasi una favola ad episodi.
Una lettura piacevole e davvero adatta a grandi e piccini.




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