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Recensione: L’APPARTAMENTO DEL SILENZIO di Gianni Verdoliva


Titolo
: L'appartamento del silenzio
Autore: Gianni Verdoliva
Editore: Fides edizioni - 19 maggio 2022
Pagine: 172
Prezzo: € 14,00

Trama
Non tutti i luoghi sono casa; ma “l’appartamento del silenzio”, un’elegante dimora in centro città, lo diventa per Beppe Novari, dopo anni di abbandono per strane dicerie. È proprio grazie a questo appartamento che i personaggi del romanzo si incontrano: personalità e vite diverse che dall’unione riescono a salvarsi, riunendosi attorno a un fuoco familiare. Insieme, riusciranno a ricucire le loro vite e quelle di chi, prima, ha abitato le stanze di quella bella e un po’ sinistra dimora, trasformando il silenzio in gioia.

***

Ci sono silenzi densi, impenetrabili e soffocanti che nascono dal risentimento e dal dolore, che impediscono alla verità di venire a galla e ostacolano la giustizia e la serenità.
Non tutti i silenzi, però, hanno lo stesso rumore. Ci sono silenzi da apprezzare, carichi di sorrisi e felicità, alimentati dal piacere della condivisione, della stima e dell’amore reciproci.
Nell’appartamento del silenzio, come non a caso lo chiamano Regina e Manuela, questi silenzi convivono.

È una bella casa ma, nonostante il prezzo di vendita sia ormai molto appetibile, ogni potenziale acquirente finisce per tirarsi indietro. Si direbbe che qualcosa o qualcuno (una presenza, forse?) li respinga.
Non è così per Beppe, che sin dalla prima visita ha intuito che quell’appartamento è il posto giusto. A convincerlo sono state Iris e la sua bambina, entrambe morte prematuramente ma per lui mai perse.
Grazie a Beppe e ai suoi nipoti, Marcello e Stefano, nell’appartamento del silenzio torna la vita: confidenze, profumi e sapori di fiori, mele e altre prelibatezze che Marcello e Stefano preparano con cura e che Beppe ama condividere con i suoi amici.

Soltanto una stanza rimane esclusa da questa rinascita: la sala della musica.Romanzo breve e intenso, “L’appartamento del silenzio” presenta alcune caratteristiche peculiari. In primo luogo, la scelta di limitare a poche occasioni il discorso diretto prediligendo quello indiretto mi ha spinta a concentrarmi maggiormente sulla dimensione del silenzio e a comprenderne il valore all’interno del romanzo.
Ho trovato interessante anche la tecnica con cui Verdoliva espone le personalità dei protagonisti: questa emerge a poco a poco, per lo più dalle descrizioni dei loro interessi, dall’approccio con le altre persone o dalle sensazioni che ricavano dagli ambienti.
Tuttavia, la scelta del presente come tempo verbale della narrazione mi ha impedito di immergermi nella storia e di entrare in sintonia con i protagonisti. Inoltre, ho avuto l’impressione che lo sviluppo delle vicende sia stato limitato dalla foliazione relativamente breve: una maggiore distensione nella narrazione degli eventi, soprattutto passati, avrebbe forse potuto rendere il romanzo ancora più godibile.
Si tratta, comunque, di una lettura piacevole che trova un quid in più grazie alle presenze benevoli che accompagnano Beppe e a quelle accoglienti e protettive che popolano l’appartamento del silenzio.
Leggetelo se avete voglia di leggere una storia carica di profumi e sapori invitanti, amore, mistero e un pizzico di tensione!


 


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