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Recensione: L'amore mio non muore - Roberto Saviano


L'AMORE MIO NON MUORE
di Roberto Saviano
Einaudi | Stile Libero | 344 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €19,50
6 maggio 2025

Questo è un romanzo. Racconta una storia impossibile. Una storia vera. «Ho deciso di scrivere questo libro per raccontare la storia d’amore più drammatica e potente in cui mi sia imbattuto. Quella di Rossella Casini, giovane piena di vita, vittima di ’ndrangheta. È una storia che raccoglie tutti i colori dell’umano sentire: l’ingenuità e lo slancio, la devozione e l’ossessione, l’amicizia, il desiderio, il coraggio, la delusione, il tradimento, lo schifo, la tragedia. Eppure, per Rossella, la certezza che proprio nell’amare risieda l’unica possibilità di verità e di senso non viene mai meno. L’amore non muore» (Roberto Saviano). Rossella Casini ha poco più di vent’anni, è di Firenze, ha un padre e una madre affettuosi che non le fanno mancare nulla. La sua è un’esistenza tranquilla, anche se siamo nell’Italia del ’77, le piazze sono animate dalle contestazioni politiche, nelle strade si riversano rabbia, violenza, molta eroina. Ad agitare la vita di Rossella, da un giorno all’altro, ci pensa Francesco: lui è uno studente calabrese fuori sede. Il sentimento che nasce fra loro è qualcosa che nessuno dei due aveva mai provato. Trascorsi i primi mesi spensierati, Rossella scopre che la famiglia di Francesco è legata a una potente ’ndrina della Piana di Gioia Tauro. Durante una vacanza a Palmi, dove ha portato anche i genitori, assiste allo scoppio di una faida: un vortice di violenza che travolge tutto e tutti, dal quale Rossella sceglie di non scappare, almeno non senza Francesco. È convinta che il loro amore sia così potente da fermare la mattanza. Che sia il lievito necessario per cambiare il corso delle cose. Il 22 febbraio 1981 Rossella Casini sparisce misteriosamente dopo aver annunciato il proprio rientro a casa. Nessuno la rivedrà più. Sebbene il corpo non sia stato ritrovato, è riconosciuta dallo Stato come vittima di ’ndrangheta. Roberto Saviano ha scritto il romanzo della sua storia, un’avventura umana che strazia, ricolma d’amore, di violenza e di coraggio.

La mia recensione
Non conoscevo la storia di Rossella Casini. Non l'avevo neanche mai sentita nominare. Lei scompare nel nulla nel febbraio del 1981 e io ancora non ero nata. Quindi ho letto il libro di Saviano con la mente completamente libera da notizie e devo dire che è stata una lettura delicata e potete insieme. 
L'amore mio non muore è un romanzo ma la storia che sprigiona è così grande e piccola insieme da lasciare il lettore quasi disorientato, incredulo davanti al fatto che sia una storia vera ma soprattutto una storia senza finale. 

Rossella è una ragazza comune, che sul finire degli anni '70 frequenta l'università, vive con i genitori a Firenze, esce con gli amici. Sono gli anni delle contestazioni politiche, delle manifestazioni in piazza. E Firenze non fa eccezione. Ma il vero contraccolpo nella vita di Rossella avviene dopo l'incontro con Francesco, uno studente calabrese che abita al piano di sotto. Sembra tutto perfetto, l'amore suo la rende felice e la completa, i primi mesi sono spensierati, quasi idilliaci. Un'ombra aleggia però intorno alla loro bolla di felicità, la famiglia di lui che si trova a Palmi. Lui non ne parla, non vuole quasi che i due mondi in cui si trova a vivere si incontrino, ma insisti oggi e insisti domani alla fine porta Rossella e i genitori di lei in vacanza a Palmi. E ora non si torna più indietro. La giovane coppia si trova nel pieno di una faida di 'Ndrangheta. Ma se per Francesco è quasi un ritorno alle origini, per Rossella non c'è altro modo per affrontarla. Denunciare. Non scappare, non voltarsi dall'altra parte, non fare finta che sia tutto normale, ma denunciare e continuare a vivere con il suo Francesco. Rossella Casini sparirà nel nulla il 22 febbraio 1981, non si troverà mai il suo corpo, c'è chi dice si scappata lontano, chi è convinto che il suo corpo sia stato fatto sparire. Della sua sparizione non si parlò più per anni, dopo la morte della madre e le minacce al padre, fino al 1994, quando le parole di un pentito affiliato al clan Gallico-Frisina rispolverato il nome e la sua povera sorte: rapita, stuprata, uccisa, fatta a pezzi e gettata in mare. Nell'oblio. Un processo si farà, tra rinvii e problemi procedurali, ma porterà l'assoluzione degli imputati per mancanza di prove. Tradotto: tutti sanno cosa è successo e che è successo, ma non si può dimostrare. 

Mi sono dilungata sulla storia raccontata da Saviano perchè penso sia importante come prima cosa sapere. Chi era Rossella, cosa le è successo, chi ha cercato di oscurarne il nome. Un nome che un tribunale traballante non potrà più gettare nel mare dell'oblio. È giusto che si sappia, è giusto che non accada che altre persone non abbiano mai sentito nominare Rossella Casini. Il suo nome va scritto e gridato, la sua storia raccontata. E se a farlo è una penna come quella di Saviano ancora meglio. Perchè, pur romanzando, è riuscito a raccontarla con delicatezza e potenza, puntando il faro su cosa sia una faida, cosa siano i clan, come sono i meccanismi interni a una famiglia affiliata. Non è solo un'organizzazione, è una mentalità, un meccanismo sociale fitto e intricato, che se non ci si nasce risulta quasi assurdo. Ma Saviano ce ne ha dato uno spaccato vivo e purtroppo reale. Il tutto senza mai allontanarsi dal fulcro centrale del racconto, Rossella. Che ci ha provato, con tutta la sua determinazione e fierezza, ha cercato di strappare Francesco da questo marciume, ma che proprio da lui è stata tradita e data in pasto ai suoi carnefici e cancellata dalla storia. Se non fosse stato per il lavoro di due giornaliste, Edi Ferrari e Anna D'Amico, di lei non avremmo neanche quell'unica fotografia che campeggia in copertina.
Questo libro di Saviano riesce veramente a toccarti il cuore e scatenare una rabbia così forte. Per questa giovane ragazza spazzata via nel nulla e ancor peggio dimenticata quasi da tutti. Saviano riporta il suo caso alla luce e lo fa in maniera magistrale, con un libro che andrebbe letto nelle scuole. Spero solo che ora che questa luce non si spenga e che si dirami ai tanti altri casi, purtroppo ancora insoluti, di vittime di 'Ndrangheta e mafia.

Voto



Alla prossima







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