domenica 28 aprile 2013

Recensione: LA BAMBINA SENZA CUORE di Emanuela Valentini

Buona Domenica,
come avete passato il ponte? In vacanza o in viaggio attraverso letture fantastiche? 
Io ho finito di leggere "la Bambina senza Cuore" di Emanuela Valentini e che dire? Il fascino di questa storia dark conquista immediatamente, la cover è davvero bella, come la storia, ma è il progetto che più di tutto merita un plauso. Finalmente una realtà editoriale italiana che sfrutta a pieno le potenzialità del digitale, già perchè in questo epub3 troverete non solo testo, ma anche illustrazioni ispirate alla storia e reading. La presentazione di questa collana è proposta sul sito http://labambinasenzacuore.altervista.org/ dove viene spiegata a pieno l'anima del progetto editoriale e se non lo conoscete v'invito a dare uno sguardo, sono certa che vi conquisterà e per incuriosirvi, ecco un assaggio:
"Non solo un magazine, non solo libri: Speechless presenta Speechless Books, un contenitore culturale pensato e plasmato come una vera e propria collana editoriale. Fermamente convinti che reading is the new sexy, vogliamo che ogni nostro progetto racchiuda in sé quella capacità di attrazione che, in un panorama letterario vasto quanto quello attuale, faccia scegliere a un lettore proprio gli SL Books. Gli SL Books vogliono essere lo slow food dell’editoria: pochi libri ma curati al meglio delle nostre potenzialità. Avranno un gusto diverso, più genuino e continueremo a seguirli a lungo, evitando di accantonarli subito dopo l’uscita come spesso accade nella grande editoria...."
Bene adesso passiamo al libro ^_^
 
Scheda tecnica:
Titolo: La bambina senza cuore
Autore: Emanuela Valentini
Editore: Speechless Books
Pagine: 282
Versione letta: ebook
L'autrice

Emanuela Valentini vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro e lo è sempre stato. Autrice di strane storie, ha un paio di romanzi weird nel cassetto, insieme a un'enorme opera di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. A marzo 2013 ha visto la luce della pubblicazione, con il marchio Il Libraio di GeMS, l’opera giunta tra i trenta finalisti del Torneo Letterario IoScrittore 2012 Ophelia e le Officine del Tempo. Il suo racconto Cronache di un mercante di stelle comparirà in un'antologia di prossima uscita per GDS Editore. La bambina senza cuore è una vecchia fiaba, riscritta e curata, amata tanto da cucirle intorno un abito di lucente splendore.

Trama:
 
Whisperwood, 1890. Lola, dodici anni, si risveglia nella buca di neve in cui è stata sepolta. Non ricorda nulla. Sul suo petto una ferita aperta, testimone di un gesto efferato. Whisperwood, 1990. La vita di Nathan, quattordici anni, cambia la sera in cui decide di infrangere il coprifuoco che vige a Whisperwood. L'incontro con Lola, la pallida fanciulla che abita in un cimitero in rovina con un angelo di marmo, un gargoyle e un poeta dall'animo inquieto, sconvolgerà la sua esistenza per sempre. Un viaggio a ritroso nelle pieghe del tempo. Un'antica maledizione. Un tortuoso percorso verso la verità. 
 
Il mio pensiero:
 
La prima cosa che colpisce iniziando a sfogliare l'ebook è l'impaginazione, molto curata e d'atmosfera gotich come la storia che il lettore si accinge a leggere, e questo mi è piaciuto molto. L'unico neo di questo libro, lo dico subito così mi tolgo il pensiero e passo poi ai tanti aspetti positivi, sono le prime pagine. L'apertura della storia cattura immediatamente, ci troviamo in un cimitero della lontana Inghilterra a seppellire una bambina brutalmente uccisa e additata come figlia di strega. La povera anima viene relegata in un isolotto lontano dalla vista del paese e dalle spoglie della gente per bene di Whisperwood. Un'altra bambina speciale, capace di far nascere petali di fiori tra le dita, accompagna l'amica nell'ultimo viaggio e sua madre canta, parole profonde dotate del potere della poesia che risvegliano un'anima addormentata nelle profondità del lago. 
A voi sembrerà che sto spoilerando, ma in realtà questa storia è molto densa e non ho che raccontato le prime tre pagine. L'impianto narrativo è complesso e si spazia avanti e indietro attraverso un secolo, all'inizio disorienta un pò e ci vuole pazienza per riannodare il filo dei tanti personaggi che vengono presentati insieme, ma poi tutto scivola via e la storia ti prende e non è possibile mollarla. 
Altra cosa che ho adorato sono le citazioni di poeti inglesi dell'800 all'inizio di ogni capitolo, scelte con cura e che si compenetrano perfettamente con la storia al punto che nel finale se ne comprende a pieno il senso, non voglio rovinarvi la lettura, quindi dirò solo che la poesia prende davvero vita. 
Lo stile di Emanuela Valentini è impeccabile, dosato al punto giusto, barocco quanto il genere richiede senza mai scadere nell'aulico degli esordi, una grande prova e un grande sforzo. Ammetto che questo stile non si confà al mio e non sarei mai in grado di cimentarmi in una storia così, perciò ne apprezzo a pieno il complesso lavoro. 
I personaggi creati sono la ciliegina sulla torta. Lola è meravigliosa, una bambina magica non solo per i poteri di strega che possiede ma per l'incanto della purezza che regala con la sola presenza, è impossibile non innamorarsi di questo personaggio. Il giovane Nathan è la luce della verità, l'eroe che agisce perchè animato dalla voglia di riparare un torto che ha maledetto la sua famiglia, ma ancora prima di questo viene stregato da Lola. L'incontro fra i due è il punto in cui il libro ha iniziato a travolgermi con la sua forza narrativa e nel finale mi ha strappato più di una lacrima. Anche in questo caso ho ammirato la scelta dell'autrice, se avesse scelto un: " e vissero felici e contenti" la storia non avrebbe la medesima forza. 
Tra i personaggi meritano un plauso anche il poeta e il gargoyle di pietra che si comporta da cane da compagnia, davvero geniali. 
Alla fine del libro l'autrice racconta com'è nata questa storia e le letture che l'hanno ispirata, o meglio gli studi condotti sulle maledizioni di famiglia, in realtà dice di aver sconfitto con questo libro anche quella della sua, un altro mistero che mi piacerebbe scoprire.
Insomma a me è piaciuto veramente tanto, lo trovo curato sotto ogni aspetto e vi consiglio di leggerlo. 
 
Voglio condividere con voi un passo del libro che ho particolarmente amato:
 <<Rufus aveva un fisico da molosso, con un muso piatto e rugoso corredato da due brevi corna davanti alle orecchie. 
Sulla larga schiena spuntavano tozze ali di pipistrello, simili a fastidiosi bernoccoli. Subito dietro di lui apparve Lola.
«Non spaventarlo, mio Rufus» disse, rivolta al cane di pietra. Obbediente, il gargoyle arretrò di un passo, senza smettere di fissare Nathan coi piccoli occhi vuoti. «C’è davvero qualcuno, allordunque. Sei vivo o morto, di grazia?» Lo osservava con curiosità. Non sembrava turbata. Non quanto lui, certo. «Fino a prova contraria sono vivo» dichiarò Nathan non del tutto convinto della sua stessa affermazione e s’accorse, suo malgrado, di sorridere. Non era certo di essere vivo dopo tutto quello che aveva passato. D’altra parte gli erano capitate una serie di situazioni lungi dall’essere considerate normali. Probabile che fosse stato ucciso dal grande volatile nero sulla strada di casa e che si trovasse ora alle prese con la sua nuova vita, oltre la vita. In fin dei conti era in un cimitero. Un vecchio luogo di sepoltura sconsacrato. Abbandonato. Tetro e ricoperto di rovi. Qualcosa in lui si rimescolò. Un senso di dignità, come mai prima di allora, gli crebbe nel petto. Morire era stato semplice. E se morto non era, allora era un guerriero. Era un sopravvissuto. Si tirò indietro i capelli; dopo tutto di cosa doveva avere paura? Quella che aveva di fronte era solo una ragazzina, una della sua età che amava i cimiteri di notte. Tutto qui. E sì che era bella. Aveva grandi occhi verdi, lineamenti gentili e la pelle bianca risplendeva sotto la luna come una perla bagnata di pioggia. Indossava un semplice scamiciato nero e delle scarpette scure consunte. Quello che di lei maggiormente gli piacque fu l’aria di trasognato distacco. Una cornice urticante la separava dal resto del mondo, quasi tangibile, difficile da descrivere ma reale. Lola sembrava una qualche principessa bizzarra, venuta da un altro mondo. Da un mondo buio e romantico. L’amica dei fantasmi. La fanciulla del cimitero. «Non hai freddo, tu?» le chiese sollevando un poco il mento. Le mani in tasca, il peso sulla gamba buona. «No. È una sensazione che ho del tutto obliato» rispose lei alzando le spalle. In quel momento una parte della collinetta fangosa sulla quale si trovavano franò, schiacciata da un sandalo delle dimensioni di un ban- co di scuola. Nathan si gettò a terra coprendosi la testa con le mani: era arrivata l’enorme creatura dalla voce roboante. «Mio Bianco, avevi ragione! Ecco il ragazzo di cui parlavi. Guarda com’è spaventato. Non ci crederai, è vivo.» L’angelo di pietra si chinò con lentezza. Mosse il collo e voltò la splendida testa bianca in direzione di Nathan per osservarlo da vicino. Le sue giunture scricchiolarono. Nathan chiuse gli occhi. Il limite era stato superato: una statua a forma di angelo, con boccoli che incorniciavano il viso perfetto, si muoveva e lo stava scrutando come se fosse lui quello strano. «Carino. Ma niente di eccezionale» commentò l’ultimo arrivato con tono indolente, risollevando il busto dai muscoli scolpiti e levigati. «Chissà cosa credevo di trovare. I miei entusiasmi svaniscono in fretta, come i vapori dell’alba.» Il gigante di pietra si voltò allontanandosi a spalle curve, e scomparve tra le lapidi trascinando le vaste ali. «Come ti chiami?» chiese Lola. «Nathan», rispose senza riuscire a distogliere lo sguardo dai solchi profondi lasciati nel terriccio dalle ali della creatura bianca, «e tu...» «Mi chiamo Lola.» «Sì, ehm. Ho sentito lui... insomma, l’angelo, che ti parlava e poi lo spettro... ehm... il Poeta. Hanno detto il tuo nome. Lola.» Il fantasma stretto in brache legate sotto al ginocchio, elegantissimo nella sua giacca con le code, fece un passo avanti, alto e dignitoso. Puntò gli occhi a terra per qualche istante e poi, impetuoso, li rivolse al cielo. «Oh! Fumo bianco, pallida tenebra oppiacea, che in volute morbide trasporti languida la mia anima... che darei per un tiro ancora... uno solo, perdermi ancora nella tua essenza e diventare cibo per i sogni infranti degli uomini...» Nathan rimase a fissarlo, interdetto. Lola applaudì brevemente e il Poeta si esibì in un inchino e l’aria nebbiosa attorno alla sua figura parve mutare d’aspetto, assecondare i contorni sfocati, quasi esaltandoli con sfumature di blu.>>




Sono riuscita ad incuriosirvi?
Avete già letto La Bambina senza Cuore?
Cosa ne pensate?


1 commento:

  1. Mi hai incuriosito molto, Silvia ^-^
    Il romanzo ce l'ho e attende solo il momento giusto per essere letto, quindi ora sono ancora più impaziente :-)

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