lunedì 2 dicembre 2013

Intervista #14: Conosciamo meglio Alessia Esse - "Segreto" Blog Tour: Terza Tappa

Carissimi Lettori,
oggi il nostro blog ospita la terza tappa del blog tour dedicato a Segreto, secondo volume della Trilogia di Lilac. Se ancora non l'avete letta, trovate la recensione di Silvia e Amaranth cliccando sul titolo.
Vi riportiamo di seguito il calendario del blog tour, che terremo sempre aggiornato.




27 Novembre: Scoprite i titoli dei capitoli di Segreto su Please Another Book
28 Novembre: Ascoltate la playlist del romanzo con Monica Books Land
02 Dicembre: Italians Do It Better – Books Edition (siamo noi!) intervista l'autrice
03 Dicembre: Legge un estratto esclusivo su Coffee & Books
05 Dicembre: Libri da Favola intervista i protagonisti della trilogia
10 Dicembre: Guest Post di Alessia su Libri & Popcorn
12 Dicembre: Leggete un altro esclusivo estratto sul blog di Alessia.
13 Dicembre: Nuova intervista ad Alessia Esse su Il Profumo di Libri. Potrete vincere anche una copia elettronica di Segreto.
16 Dicembre: Partecipate al giveaway finale sul blog di Alessia Esse: in palio copie di Segreto.

E ora siamo tutti pronti pronti per incontrare l'autrice. Diamo il benvenuto ad Alessia Esse.

Su IDIB- BE segnaliamo spesso libri di esordienti auto-pubblicati. Vorremmo sapere perché hai deciso di auto-pubblicare La Trilogia di Lilac: era l'unica strada percorribile o ci sono altre motivazioni?
Ho scelto di auto-pubblicare i miei libri per due motivi.
Primo: il percorso che un esordiente deve fare per arrivare ad una casa editrice (o, ancora meglio, ad un agente letterario) è più tortuoso di quello di Frodo e compagni per arrivare a liberarsi dell’anello. Ogni obiettivo prevede un po’ di sudore, è vero, ma per come è strutturato in Italia quel percorso io ho scelto di non intraprenderlo.
Secondo: mi piace essere a capo di ogni aspetto che riguarda la pubblicazione. A volte è faticoso, e a volte vorrei tanto qualcuno che facesse certe cose per conto mio, ma tutto sommato amo essere direttamente responsabile per ogni elemento della pubblicazione.

Quali difficoltà hai dovuto affrontare? È stato difficile farsi conoscere?
Le difficoltà più grandi sono state quelle relative all’organizzazione della pubblicazione. Scrivi un libro, lo finisci, e poi? Devi prepararlo per i lettori: correggerlo, impaginarlo, creare un e-book, scegliere la copertina, i prezzi, la distribuzione. Più che difficile, in realtà, è stressante.
Prima di pubblicare Perfetto ho scritto per quattro anni fan fiction. Avevo un folto gruppo di lettori, e quindi non sono partita da zero per quanto riguarda l’aspetto del farsi conoscere. Il passaparola (dei lettori e dei blogger) mi ha permesso di raggiungere nuovi lettori e di far conoscere La Trilogia di Lilac ad un pubblico più vasto.

Sei una scrittrice, ma anche una blogger e sei molto presente sui social. Il rapporto con i tuoi lettori è, se pur virtuale, faccia a faccia. Quanto è importante per te il confronto diretto con il pubblico? Raccontaci la domanda, la richiesta, il commento più strano che hai ricevuto.
Il confronto con i lettori per me è importantissimo. Penso che per ogni scrittore lo sia, altrimenti perché pubblicare? Potremmo terminare i nostri libri e tenerli chiusi in un cassetto.
Io per prima vorrei poter avere un rapporto diretto con i miei autori preferiti, per cui mi metto spesso nei panni dei miei lettori e cerco di essere sempre disponibile. Mi piace parlare con chi ha letto Perfetto, e ascoltare i pareri e le critiche.
Di domande in questo anno ne ho ricevute diverse. Le più strane sono senza dubbio quelle relative alla mia vita privata (Dove vivi? Che lavoro fai?), mentre fra i commenti la medaglia dell’assurdo va ad un tipo (guarda caso, un uomo) che mi ha scritto: “Il tuo libro è un concentrato di femminismo. Secondo me sei malata.” Simpatico, eh?

C'è uno dei personaggi a cui sei particolarmente affezionata? E uno che ti ha dato del filo da torcere durante la stesura?
Sceglierne uno è quasi impossibile. Sono affezionata a tutti, e sento che se ne scegliessi uno farei torto agli altri. Posso dire, però, che Brunelleschi - uno dei nuovi personaggi di Segreto - è quello che più si avvicina a me. In ogni sua scena c’è qualcosa del mio carattere.
Anche il personaggio che mi ha dato più filo da torcere si trova in Segreto. Io volevo che andasse in una direzione, lui (è un uomo) non voleva saperne. Alla fine ho perso.

Chi sono stati i tuoi primi lettori e/o critici?
Mia madre è stata la prima persona a leggere Perfetto, ma i suoi commenti non contano: è pagata dal DNA per adorarmi. I primi pareri critici sono arrivati (sia col primo che col secondo volume della trilogia) dal meraviglioso gruppo di lettura di cui mi sono servita prima e dopo le revisioni.
Hanno tutti letto i libri nella loro interezza; non faccio leggere a nessuno prima di aver scritto la parola FINE.

Da quando abbiamo letto Perfetto, spesso ci domandiamo (soprattutto quando ci scontriamo con alcuni modi di pensare): che mondo sarebbe senza uomini? Ti va di spiegare cosa ne pensi ancora una volta? Quanto ritieni vera l'affermazione "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere"?
L’ho già detto, ma voglio ripeterlo: in un mondo di sole donne, io sarei una delle prime a lanciarmi da un ponte. Per quanto i rapporti con l’altro sesso possano essere complicati, e per quanto esistano ancora numerose differenze di trattamento (spesso a sfavore delle donne), sono fermamente convinta che la diversità sia vitale per l’essere umano. Diversità nell’aspetto, nella sessualità, nei gusti. Mi è impossibile immaginare un mondo come quello di Lilac senza rabbrividire. Le nostre differenze ci rendono unici, dando vita a storie, persone e società a cui non possiamo rinunciare.
Gli uomini fanno parte di quella diversità di cui dicevo poco fa. Senza di loro, ci sarebbe qualcosa in meno, non qualcosa in più.
Per quanto riguarda “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, invece: è vero. È vero che uomini e donne sono diversi; fisicamente, mentalmente, spiritualmente. Da un punto di vista ormonale, culturale, psicologico. Il problema è che spesso tale diversità è vissuta come un pretesto per decidere che uno dei due è inferiore all’altro, e ciò non è assolutamente vero. Essere diversi è una forza, non uno svantaggio. Né, tanto meno, una colpa.

I personaggi della trilogia sono tutti ben costruiti, ma è Vega G quello che più ci incuriosisce. A chi ti sei ispirata? In Segreto sapremo di più sul suo passato? Con L'Ultima Voce hai solleticato la nostra curiosità...
Non c’è un personaggio reale a cui mi sono ispirata per la Presidentessa. Quando scrivo la immagino fisicamente come Lady GaGa (con qualche anno in più), ma le somiglianze finiscono qui.
Personalmente, non credo ai cattivi per partito preso. Non credo, infatti, che le persone nascano crudeli; penso che ad un certo punto della loro vita prendano quella strada. Ciò che mi piace scoprire quando leggo e far scoprire quando scrivo è il modo in cui il cattivo è diventato tale. La scelta, gli avvenimenti, i perché. Credo che sia molto più interessante. In Segreto saprete molte cose del passato di Vega G, e inizierete a capire sul serio dove la Presidentessa vuole andare a parare.

Scrivere un libro è un lavoro duro, ancora di più se ci sono dei lettori che aspettano impazienti il seguito e battono il tempo. Qual è stato il giorno più bello e quello più brutto della stesura di Segreto?
Premetto che i miei lettori sono stati molto pazienti fra un libro e l’altro. Soprattutto se consideriamo come finisce Perfetto :D
La scrittura di Segreto è stata una sfida dalla prima all’ultima parola. Con il primo libro nessuno conosceva la storia, i personaggi, gli avvenimenti. Scrivevo liberamente, senza preoccuparmi degli altri. Con Segreto, invece, ho faticato un po’ per togliermi dalla mente l’idea “Oddio, Perfetto è piaciuto tanto. Come posso eguagliare quella storia?” La fatica è scomparsa quando ho realizzato che A. Segreto e Perfetto sono due libri diversi e B. Non avrei mai scritto una parola, se avessi continuato a pensare agli altri.
Detto questo, il giorno più brutto l’ho vissuto ad Agosto, in piena fase di revisione. Non ero assolutamente convinta della piega che avevo fatto prendere ad un personaggio, e nel giro di poche ore ho iniziato a dubitare di tutto. Ricordo che era pomeriggio, e dissi ad Eleonora (una delle ragazze del gruppo di lettura): “Basta, io cancello tutto. Rimando la pubblicazione all’anno prossimo e ricomincio la prima bozza.” Ero molto stanca, lo ammetto. In quel mese ho riscritto migliaia di parole, e quel giorno ero al punto di non ritorno. Eleonora mi disse: “Tu non cancelli nulla. Prenditi due giorni di pausa e vedrai che andrà meglio”, e così fu. Spesso staccare la spina è l’unico modo per non dar fuoco a mesi di duro lavoro.
Il giorno più bello, invece, è stato l’ultimo. Io non saltello da un capitolo all’altro quando scrivo; mi piace andare in ordine, soprattutto se uso la prima persona. L’ultimo giorno di scrittura, quindi, riguarda l’ultimo capitolo di Segreto. In quel momento, quando ho scritto “Fine Libro Secondo”, ho pensato: “Ok, sono sopravvissuta. Ho raccontato la storia che volevo raccontare, e sono contenta di come l’ho fatto.” Non credo esista una sensazione più bella per uno scrittore.

Già in Perfetto siamo rimaste affascinate dalla Firenze che hai descritto; l'ambientazione italiana è uno dei punti di forza della trilogia, secondo noi, e in Segreto ci hai portato in una Roma "post-apocalissi da virus" che è fantastica e piena di sorprese. Da dove trai l'ispirazione per cambiare volto alle città italiane?
L’Italia è un posto magnifico. I luoghi che ho scelto per raccontare la storia di Lilac sono solo una piccola parte di quelli che avrei voluto utilizzare. Da un punto di vista storico, culturale e artistico, il nostro paese non è stato e non è secondo a nessuno.
Una delle cose che più amo in Italia è il modo in cui vecchio e nuovo si sposano ad ogni angolo. Per me è impossibile non immaginare le storie degli uomini e delle donne che andavano ad assistere agli spettacoli dei gladiatori, se passo accanto al Colosseo. Lo stesso vale per i carcerati che passavano sul Ponte dei Sospiri a Venezia, o per i Borbone che passeggiavano nell’immenso giardino della Reggia di Caserta.
Immagino il passato, e immagino anche cosa sarà di quei luoghi fra cinquanta o cento anni. Come verranno modificati dal tempo e dall’uomo? Verranno considerati importanti, come oggi, oppure dimenticati? È questa la linea di pensiero che seguo quando scrivo. Nel mondo post-Sindrome le città italiane vengono considerate dai sopravvissuti come un mero rifugio, oppure come un’opportunità per raccogliere provviste. È normale, suppongo. Se fra cinquant’anni dovessi ritrovarmi come Michael & Co., non mi soffermerei a guardare i resti di una cattedrale; penserei a cercare cibo e a sopravvivere.
Anche per questo ho sentito il bisogno di far emergere, almeno un po’, la parte più bella dei luoghi che ho scelto. Ho deciso che sì, la distruzione è ovunque, ma qualcosa deve rimanere. Probabilmente l’ho fatto perché l’idea di distruggere interamente il mio paese mi faceva stare troppo male, non so. Però mi sono divertita molto ad immaginare città e monumenti post-Sindrome. Soprattutto con Roma, durante la scrittura di Segreto.

Sempre riguardo all'ambientazione della storia, come mai hai scelto l'Europa e l'Italia? Il grande cinema ci insegna che di solito le apocalissi si verificano sul suolo americano...
Credo che gli Stati Uniti siano sempre al centro perché nove volte su dieci sono gli americani a scrivere e produrre certi film (o libri). Raramente si viene a sapere cosa accade nel resto del mondo mentre in America cercano di sconfiggere gli alieni, o i robot. Questa cosa mi ha sempre infastidita.
Ho scelto di ambientare la storia di Lilac in Europa perché volevo che nella mia storia il mio continente e il mio paese fossero, una volta tanto, al centro della situazione. Quando ho iniziato a prendere appunti e ad immaginare scene e personaggi, non ho avuto dubbi: l’Europa è il luogo perfetto per la trilogia. Ciò non vuol dire, però, che i lettori non sapranno cosa accade nel resto del mondo, ugualmente colpito dalla Sindrome. Ho tante sorprese a tal riguardo.

In Segreto viene aperta una riflessione sulla violenza sulle donne. <<Sono gli uomini a dover essere educati al rispetto, non le donne a dover ricorrere all’autodifesa. Sapersi difendere è importante, ma è anche un modo per arrendersi>>. Ci piacerebbe approfondire l'argomento insieme a te, se ti va, dal momento che è molto attuale e per noi importante.
A Marzo, mentre scrivevo Segreto, ho incontrato l’istruttore di un corso di autodifesa femminile. Sapevo che avrei affrontato l’argomento nel libro e volevo essere quanto più seria e precisa possibile, proprio perché la violenza sulle donne è estremamente attuale e rilevante.
Come accade in Segreto, il primo consiglio dell’istruttore è stato: per difendersi bisogna prevenire che l’aggressione accada; evitare certi luoghi, o certe compagnie; essere vigili e attente, soprattutto quando siamo da sole.
La mia reazione non è stata estrema come quella che leggerete nel libro, però ero e sono infastidita dall’idea che la responsabilità di evitare un’aggressione debba gravare su noi donne. Una donna che subisce violenza è una vittima, non qualcuno da giudicare perché è uscita a notte fonda, o perché ha indossato una gonna troppo corta, o perché ha flirtato con un ragazzo in discoteca. Non ci sono giustificazioni alla violenza (contro le donne), e non possono esserci attenuanti di alcun tipo.
In tal senso, anche se l’autodifesa è importante e preziosa non posso fare a meno di vederla come un modo per arrendersi al fatto che, prima o poi, un uomo potrà aggredirti. Non c’è nulla che tu possa fare, donna, se non prevenire.
Perché non insegnare il rispetto, invece? Perché non trasmettere fin dall’infanzia, l’idea che ogni essere umano merita lo stesso rispetto che pretendiamo di ricevere? Perché non rieducare gli uomini convinti di poter prendere ciò che vogliono senza neppure chiedere?
L’autodifesa è importante, ci tengo a ripeterlo, però credo che otterremmo un vantaggio più grande se ci occupassimo della causa della violenza, invece che limitarci a distribuire colpe, responsabilità, e soluzioni che a volte sono poco efficaci.

Grazie, Alessia, per essere stata con noi e per l'intervista. Speriamo di ritrovarti presto nel nostro spazio virtuale.

Cari Lettori, vi è piaciuta la nostra intervista? Avreste voluto chiedere qualcos'altro all'autrice della Trilogia? Lasciateci un commento, ma prima non dimenticate di annotare la Parola Segreta della tappa:

RACCONTA

Lo staff di IDIB - BE

7 commenti:

  1. Ciao, sono una nuova follower :)
    molto carino il vostro blog!
    Comunque, bellissima intervista!
    Non vedo l'ora leggere Segreto, mi sono innamorata di Perfetto, e sono sicura che amerò anche il secondo!!
    Le ambientazioni sono davvero intriganti, mi hanno incantata e non vedo l'ora di vedere come l'autrice mi descrive Roma. Io amo alla follia quella città!!
    Concordo su quello che dice l'autrice sulla violenza alle donne, purtroppo non si deve giustificare in nessun modo. Stiamo tornando al medioevo che una donna non può più uscire da sola, che bisogna essere sempre attente a tutto quello che ci circonda, ed è davvero brutto. Son contenta che questo argomento venga trattato nei suoi libri.

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  2. bellissima intervista nn ho ancora letto il libro ma sn sicura ke sara bellissimo

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  3. Ciao ho seguito il GDL di perfetto e adesso seguo questo blog tour di Segreto....
    molto bella l'intervista dalle tue parole Alessia mi convinco sempre di più di che genuina donna sei, tutto grazie anche alle domande che ti sono state fatte. Non è sempre facile fare un'intervista, bisogna riuscire a trovare le domande giudte che possano incuriosire e piacere al lettore. Posso dire che questa intervista mi è molto piaciuta e concordo con tutte le parole che hai detto...
    non vedo l'ora di leggere il seguito di Lilac...
    alla prossima tappa
    La Biblioteca Infinita

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  4. Mi è piaciuta molto l'intervista :3
    Concordo sul punto "arrivare a un agente/casa editrice è un percorso tortuoso peggio di quello di Sam e compagni per liberarsi dell'anello" perché ci sto passano e non potrei essere più d'accordo! Se mai dovessi autopubblicarmi, cosa di cui comunque dubito, mi piacerebbe fare tutto per bene come ha fatto Alessia :) penso che il suo libro, a livello di qualità e tutto, sia uno dei migliori autopubblicati che io abbia letto!
    Sono d'accordo anche sul punto "se non ci fossero gli uomini mi butterei sotto un ponte" XD ahahah la penso proprio come Alessia! E idem per il fatto della violenza sulle donne, sono felice che abbia deciso di trattare l'argomento in Segreto e sono ancora più curiosa di leggerlo :D

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  5. Il tuo blog è carinissimo! Sono arrivata qui tramite il blog tour. Sono decisamente d'accordo con lei sulla violenza femminile. Trovo assurdo il dover mettersi paura di uscire sole per le molteplici aggressioni che ci sono in questi ultimi anni. Certo, bisogna vestirsi in modo adeguato, ma ora non si può neanche più mettere una minigonna o un vestitino senza rischiare di essere aggredite? Il problema sta, quindi, alla base. Dobbiamo educare le persone al rispetto. Bella intervista. Domande molto interessanti!

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  6. L'intervista è molto bella! Mi piace perchè è in grado di avvicinare Alessia a noi lettori e, in un certo senso, a rivederci nelle sue risposte.. Molto interessanti anche le domande! :D
    Non vedo l'ora di conoscere Brunelleschi! ;)

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  7. Bravissime, mi è piaciuta moltissimo l'intervista, domande perfette e risposte fantastiche, adoro Alessia come persona e scrittrice, la seguivo già prima dell'uscita di Perfetto ^^

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