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Recensione: "LA COSTOLA DI ADAMO" di Antonio Manzini

Titolo: La costola di Adamo
Serie: Rocco Schiavone #2
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Pagine: 284
Prezzo: € 14 (cartaceo) € 9,99 (ebook)

TRAMA


"Il vicequestore sorrise nel pensare alla somiglianza che sentiva tra lui e quel cane da punta". 


Rocco Schiavone ha la mania di paragonare a un animale ciascuna delle fisionomie umane che gli si para davanti. Ma più che il setter che gli suscita quell'accostamento, lui stesso fa venire in mente uno spinone, ispido, arruffato e rustico com'è: pur sempre, però, sottomesso all'istinto della caccia. È uno sbirro manesco e tutt'altro che immacolato, romano di conio trasteverino, con una piaga di dolore e di colpa che non può guarire. Ad Aosta, dove l'hanno trasferito d'ufficio, preferirebbe tenere le sue Clarks al riparo dall'acqua e godersi i suoi amorazzi, che non imbarcarsi in un'altra inchiesta piena di neve. Una donna, una moglie che si avvicinava all'autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell'oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l'ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali. Per dissolverla, il vicequestore Rocco Schiavone mette in campo il suo metodo annoiato e stringente, fatto di intuito rapido e brutalità, di compassione e tendenza a farsi giustizia da sé, di lealtà verso gli amici e infida astuzia.

LA MIA OPINIONE

Dopo aver terminato Pista Nera mi sono precipitata a leggere anche il secondo volume della serie dedicata a Rocco Schiavone. Volevo assolutamente leggere di un'altra delle sue indagini e capine un po' di più di questo personaggio.
Il vicequestore, stavolta, si ritrova ad indagare su un caso di suicidio che però, sin dall'inizio, presenta degli elementi anomali: Ester, la donna che si è impiccata ad un lampadario, in una stanza buia del suo appartamento, da tempo aveva un rapporto difficile con il marito, aggravato da una violenza fisica e psicologiche che ormai andava avanti da tempo.
E' proprio questo a far suonare un campanello d'allarme nel nostro investigatore, che si ritrova a ricomporre un puzzle nel quale, però, sembra mancare un pezzo essenziale. 
A questa, che è l'indagine principale del romanzo, se ne accosta però un'altra, che riguarda il passato di Schiavone: a Roma sono state stuprate delle ragazze minorenni con un modus operandi che Rocco conosce fin troppo bene e che lascia riemergere ricordi poco piacevoli del suo passato.

Dopo l'impatto con il primo romanzo che vede come protagonista il vicequestore Schiavone, che è stato piuttosto forte e mi ha messa davanti ad un personaggio che non ha vie di mezzo, La costola di Adamo era una lettura d'obbligo, la prova del nove per capire se davvero io e Rocco saremmo diventati partners in crime - come lettrice e personaggio letterario, ovviamente.

Nel complesso questo romanzo è stato una buona lettura, in cui l'autore ha approfondito innanzitutto il personaggio di Rocco. Ancora una volta questo personaggio ci viene presentato in tutta la sua imperfezione e gravato dal peso dei fantasmi del suo passato.
Che sia un uomo ed un investigatore sui generis, con la sua morale ed i suoi metodi investigativi poco ortodossi, si era già capito, ma in questo secondo volume della serie, in cui il passato torna prepotentemente a fargli visita, scopriamo nuove fragilità e qualche altro aspetto del suo misterioso passato.
Non particolarmente misterioso, invece, il caso che Rocco deve risolvere questa volta, la cui soluzione potrebbe risultare intuibile ai lettori, ma sicuramente è una leva che ci aiuta a scoprire meglio i pensieri di questo atipico protagonista.




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