Recensione: "Il giorno dei morti: l'autunno del Commissario Ricciardi" di Maurizio De Giovanni

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Il giorno dei morti: l'autunno del Commissario Ricciardi
Il Commissario Ricciardi #4
di Maurizio De Giovanni
Einaudi
312 pagine
€ 14

TRAMA
Il commissario Ricciardi è il protagonista indiscutibile della scena criminale della Napoli anni Trenta. I casi che prende in consegna vengono risolti con abilità e precisione che lascia sconcertati i suoi colleghi e le istituzioni. A non tutti piace questa sua capacità che si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. Certo Ricciardi ha dalla sua un dono, quello di ascoltare le ultime parole del morto assassinato nel luogo del delitto. Un’abilità divinatoria che lo inserisce quasi in una categoria stregonesca. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte ai misteri di certi crimini. Il Giorno dei Morti viene rinvenuto il cadavere di un bambino. Ricciardi è allertato e parte subito con la ricerca degli indizi. È un’indagine che però nasce in nefaste condizioni. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Non è il caso di distogliere l’attenzione e a Ricciardi viene sottratta la pratica. Al giovane e coraggioso commissario toccherà indagare in modo clandestino, ma soprattutto dovrà indagare senza alcun indizio perché nel luogo del delitto, per la prima volta non viene avvertita alcuna voce. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono oppure quel bambino non è stato ucciso lì? Maurizio de Giovanni torna con la sua voce inconfondibile e le atmosfere di una Napoli ipnotica e affascinante al quarto romanzo sul commissario che di storia in storia conquista e avvince sempre più lettori.

LA MIA OPINIONE

Nella pallida mattina del Giorno dei Morti, sullo scalone monumentale che porta a Capodimonte, viene rinvenuto il cadavere di un bambino. 
Ricciardi e Maione si precipitano sulla scena del crimine, ma per il commissario è una sorta di esperienza nuova. Il Fatto, che gli permette di percepire gli ultimi pensieri dei morti di morte violenta, non si manifesta. Apparentemente quindi sembrerebbe che il bambino, uno scugnizzo come tanti altri piccoli dei quartieri poveri, sia morto per cause naturali. Ma a Ricciardi il quadro non è chiaro e proprio per questo chiede al dottor Modo di eseguire l'autopsia.
Quando ottiene i risultati, il quadro diventa ancora meno chiaro: il piccolo è morto avvelenato, ma allora perché Ricciardi non riesce a vedere il suo spettro? Eppure andando in giro per la città la maledizione che si porta dietro continua a tormentarlo...

In una Napoli grigia, sotto un velo di pioggia quasi perenne e alla vigilia del Giorno dei Morti,  il Commissario Ricciardi deve destreggiarsi in un'indagine complessa, che ad ogni passo gli porta nuovi dubbi ed elementi su cui riflettere. La mancanza dello spettro del bambino, il fatto che Mussolini stia per arrivare in città e che il vicequestore preferisca archiviare in fretta l'indagine per dare un'immagine della città che sia il più pulita possibile quando lui invece sente che l'avvelenamento del piccolo non è stato accidentale come sembra. E poi quel cane, il cane che aveva vegliato il cadavere del bambino che lo segue ovunque, come per spingerlo alla ricerca della verità portano Ricciardi a non fermarsi alla superficie di questa storia. 

Sempre più appasionante, questa serie di gialli mi sta catturando sempre di più. A rischio di essere ripetitiva, devo ribadire quanto io apprezzi lo stile di De Giovanni, che ha una penna quasi poetica nelle descrizioni di Napoli ma soprattutto dei sentimenti e degli stati d'animo dei suoi personaggi.

inoltre ancora una volta vi consiglio di ascoltare, se ne avete la possibilità, l'audiolibro letto dalla voce meravigliosa di Paolo Cresta su Audible.



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