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Recensione: Chiamami Legione di Carmine Caputo

Buongiorno lettori e lettrici! Oggi vi presento uno urban fantasy molto originale, edito da Sesat Edizioni, che mi ha incuriosito parecchio. A voi il giudizio finale!



Autore: Carmine Caputo
Editore: Sesat Edizioni
Pagine: 456
Formato: kindle
Prezzo: € 4,99

Trama:
Le tanto attese vacanze sono arrivate e Ester e Priscilla, due amiche bolognesi con caratteri agli antipodi, si preparano per un viaggio a Corfù. Il programma è facile: noleggiata un’auto, basta scendere a Brindisi per il traghetto ma, quando sbagliano l’uscita autostradale finendo nei pressi di un cimitero a Statte, in provincia di Taranto, alle due giovani accade qualcosa d’inatteso e d’inimmaginabile. Le ragazze, apparentemente scomparse e coinvolte inconsapevolmente in un traffico di rifiuti tossici, vengono catapultate nel regno di Apul, in un futuro remoto arretrato tecnologicamente in cui le persone sono rese irriconoscibili e mutate a causa di secoli di involuzione. Il regno è sconquassato da conflitti interni e in particolare la popolazione di gnomi che le ospita, gli Sparatrapp, teme l’invasione da parte delle orde dei malvagi Mucidi.
Le ragazze, con il loro sapere e la loro forza fisica straordinaria rapportata a quella delle minute e deboli popolazioni, rappresenteranno una vera rivoluzione per il regno che vedrà in loro le messaggere della Conchiglia Rosa. E così, accettato il nuovo singolare destino, Ester e Priscilla si imbarcheranno nell’imponente missione di salvare Apul riuscendo a coalizzare razze e tribù diverse e a riportare fra le popolazioni la voglia di vivere che sembrava perduta.

La mia recensione:
Due amiche, pronte a partire per le tanto agognate vacanze estive, partono da Bologna direzione Corfù.
Giunte vicino Taranto, nel paesino di Statte, qualcosa di inaspettato le catapulta in un mondo fantastico,popolato da esseri fiabeschi, in cui verranno chiamate a ricoprire un ruolo alquanto insolito, quello di Messaggere della Conchiglia, il cui compito è di salvare il regno di Apul, sconvolto da guerre tra tribù.
Leggendo Chiamami Legione ho avuto l'impressione che definirlo urban fantasy sarebbe stato riduttivo.
E' infatti un sapiente mix di comicità, fantasy e narrativa, a caratterizzare il romanzo. La parola che mi viene in mente per definirlo è "Comicfantasy"...
Ma vediamo di incuriosirvi un po' e invogliarvi a leggerlo...
Il romanzo, che inizialmente si presenta come una normale storia che non mi aveva granché entusiasmato, narra le vicende di Ester e Priscilla, quest'ultima disegnata dall'autore come una simpatica anticonformista, amante della vita, la quale, nel corso del libro mi ha strappato più di una risata. Ma arriviamo in Puglia: qui inizia il fantasy vero e proprio, che andrà avanti di pari passo con il giallo. Si, perché a cercare le due intrepide eroine, scomparse in questa remota Puglia futuristica, sarà il commissario Zavaglia, che intuisce che qualcosa nella loro sparizione, non quadra. Ecco che improvvisamente la trama si infittisce, e comincia ad appassionare davvero...
A questo punto, faranno la loro entrata in scena una serie di personaggi davvero ben costruiti. Non si può non ridere di fronte agli Sparatrapp, che venerano Pippo e Topolino, e parlano come in un fumetto! Ben costruito, a mio parere, anche il dialetto parlato da alcuni dei bizzarri abitanti del regno di Apul, che ricorda molto il dialetto pugliese. Come non notare che Apul assomiglia tantissimo alla nostra odierna Puglia, e Yarubbed, dalla bianche costruzioni, ad Alberobello?
Insomma, Carmine Caputo ha saputo creare una storia che racchiude vari generi letterari, e che non si limita al puro fantasy come lo intendiamo noi.
Amanti del fantasy e non, preparatevi a divertirvi!






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