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Recensione: Mani calde - Giovanna Zucca

Titolo: Mani Calde
Autore: Giovanna Zucca
Editore: Fazi Editore

Pagine: 250
Prezzo: € 14,00 (cartaceo)

TRAMA
Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel "dottore antipatico" che tenterà l'impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, bravissimo nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l'altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia semplice, dall'emozionante lieto fine, è al centro di questo romanzo a più voci che dà spazio ai sentimenti e ai tanti diversi personaggi che si ritroveranno uniti di fronte alla sofferenza. Il dramma dei pazienti e del loro amore per la vita in un libro forte, tenero, poetico. 

RECENSIONE

Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e... ha le mani calde.
Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!"

“Mani calde” è un romanzo adorabile e dolcissimo che vi scalderà il cuore.. Prendetelo e lasciatevi coccolare! E’ stato un amore a prima cover e devo dire azzeccatissima!!
E’ la storia di Davide, nove anni, che in seguito ad un bruttissimo incidente è in coma. In questa condizione però, riesce a sentire e capire ciò che gli succede attorno in ospedale e a “dire la sua”. E’ un romanzo corale, in cui diversi protagonisti raccontano la vicenda e sono tutte ben costruite: Davide in primis, che parla con l’innocenza e la dolcezza di un bimbo di 9 anni, con gli occhi pieni di fiducia nel mondo e nelle persone.. Il dottore ‘Cafone’, che però ha le mani calde e quindi non può essere cattivo, un personaggio un po’ stronzo, con tanti sbagli alle spalle e soprattutto amarezza, la mamma e il papà di Davide, distrutti dal dolore e dal senso di colpa, i nonni, gli infermieri.. Un quadro variegato ed equilibrato e da ognuno di loro ricaviamo informazioni importanti sugli altri personaggi, soprattutto sul Dottore Cafone che, dopo Davide, è in assoluto il mio personaggio preferito. Davide infatti, dal suo coma, opererà una magia: lo trasformerà in un essere umano e smetterà di essere sgradevole, irascibile, presuntuoso, cattivo. Detto così sembra essere una cavolata, ma vi giuro.. E’ una cosa dolcissima!! *_* 
Ci sono stati momenti dolorosi, non lo nego. E magari sto invecchiando però cavoli, a volte certi lucciconi a leggere! Forse i momenti più dolorosi sono i POV della mamma e del papà che si colpevolizzano (è la mamma ad insistere con Davide per uscire e andare a comprare le cose per scuola, quando avviene l’incidente.. Ed è il papà che si sente poco presente), che vorrebbero essere al posto del loro figlioletto e rimpiangono tante cose, come ad esempio non aver comprato il cane a Davide, nonostante lo chiedesse tanto. Insomma, una pena che non vi dico :( 
Molto tenero l’amore della famiglia di Davide e il modo in cui viene mostrato.. Piccole cose, piccoli gesti, piccole accortezze.. Mi si è sciolto il cuore!!
Tra l’altro l’autrice prima di essere scrittrice è infermiera strumentista e aiuto-anestetista e si sente che non spara idiozie ma che conosce bene l’ambiente.. Mi è piaciuta molto la parte ambientata in ospedale per la sua vividezza e veridicità.. :) (E’ anche appassionata di filosofia e.. Bon, mi è piaciuto anche come sia riuscita a mostrare questa sua passione attraverso il personaggio di Patti..!!)

Dicono che sono uno stronzo e un po’ è vero, e mi piace anche essere stronzo, dato che se non fossi stronzo non saprei proprio cos’altro potrei essere. Mi porto a spasso la stronzaggine come un vestito.

Secondo me si sbagliano tutti, non hanno capito che lui fa solo finta di essere cattivo. Mi ha coperto quando sentivo freddo, e anche il mio braccio, quello che restava sempre fuori perché ha tutte le bottiglie attaccate, lui l’ha preso e l’ha messo sotto le coperte, e mica l’hanno fatto tutti… Gli altri si dimenticavano sempre di questo braccio che restava al freddo.

Allora gli dico che fare il padre è facile. Un papà aggiusta i giocattoli quando si rompono, mette a posto la pista delle macchinine quando non hai voglia, ti insegna ad andare in bici senza rotelle e porta le cose pesanti tipo l’acqua dal garage in cucina, o sposta i mobili per cercare la pallina che è caduta dietro. Poi un papà ti dice che sei bravo anche quando a calcio hai fatto perdere tutta la squadra e dice a mamma che la macchia sul muro c’era già da prima, mentre non è vero, e ti dice che non importa se non hai preso dieci.

Uno non può restare tutta la vita un ghiacciolo insensibile e distaccato. Prima o poi viene sempre il momento di mandare affanculo il tuo carattere e scoprirti diverso da quello che finora avevi pensato di essere.
 



 

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