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Recensione: "Gli Zingari dello Studio" di Enzo Lauretta

Titolo: Gli Zingari dello studio
Autore: Enzo Lauretta
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: contemporaneo, young adult
Prezzo: € 2,99 ebook
Pagine: 90 circa



Sinossi: Lorenzo Brigante è, come tanti altri della sua generazione, uno Zingaro dello Studio. Lo vediamo aggirarsi in una imprecisata località spagnola, tra il suo Appartamento Spagnolo e una serie di locali notturni, qualche volta lo si intravede persino a lezione. La sua è una vita “non realistica” condivisa con una bizzarra compagine: un melting pot di nazionalità, lingue e culture, in cui chiunque sia stato all’estero per l’Erasmus o altre esperienze di studio si riconoscerà.

Enzo Lauretta  ci accompagna nel delirante mondo degli Zingari dello Studio con uno stile diretto che restituisce le imperfezioni e la ricchezza della lingua parlata, con dialoghi ad elevato tasso alcolico che mischiano insieme lingue diverse, un po’ Kerouac e un po’ “Fiesta” di Hemingway.
La mia recensione:
Lorenzo Briganti ha 27 anni e deve ancora laurearsi. La sua storia inizia quando parte per l'erasmus a Barcellona e si conclude la sera dei saluti prima di prendere l'aereo di ritorno. Ma le sue avventure non finiranno qui, perché Lorenzo è sicuro che continuerà ad essere uno zingaro anche in ambito lavorativo. Essere zingari, infatti, implica uno spostamento, una vita che non si banalizza mai nella stessa routine, ma che viene continuamente scossa dall'incontro con altre realtà e con persone appartenenti a diverse culture. Nessuna esperienza può donarci l'ebbrezza del nuovo ogni giorno, dei legami profondi che si instaurano in poco tempo, del brivido che prova chi vive spingendo i propri limiti un po' più in là ogni giorno, come fa l'erasmus. E nessuno che non abbia provato l'esperienza di studiare all'estero può capire davvero cosa significhi essere uno zingaro dello studio, perché è impossibile da descrivere.
 Gli Zingari dello Studio è un libro per gli studenti universitari, e, a distanza di un anno dalla fine delle mie esperienze di studio, sono ancora così sentimentalmente vicina alla mia esperienza all'estero da ricordarmi perfettamente, leggendo la prosa giovane - come definirla altrimenti? Contemporanea? - di Enzo Lauretta, di quel brivido unico che si prova a essere uno zingaro dello studio.
La vicenda si svolge tra gli appartamenti condivisi degli studenti e gli stessi locali di Barcellona dove Lorenzo Briganti passa le sue serate, tra le cene cucinate da lui (la sua specialità è la pasta alla vodka), e quelle preparate dalle sue amiche svedesi, i chupitos e i vodka redbull portato da casa nelle bottiglie per risparmiare. A volte, però, Lorenzo va anche all'università. 
Le scene, per la maggior parte deliranti per seguire gli effetti dell'alcool, si seguono perlopiù attraverso un discorso diretto non inframezzato da alcuna frase indicatrice delle circostanze, costringendosi a volte a uno sforzo in più per interpretare. Le lingue passano fluentemente dall'italiano all'inglese allo spagnolo. Spesso le parole sono scritte così come si pronunciano: Jackerouack, per esempio, per cui Lorenzo nutre una grande ammirazione (e sospetto fortemente anche lo stesso Enzo Lauretta), o fahgettaboutit.
In realtà quella di Lorenzo non è una vera e propria storia: si tratta di una serie di frammenti deliranti, spesso di una profondità eccezionale, della vita dello studente fuori sede, quella che riguarda più che altro gli amici, il sesso e l'alcol. 
Ad un certo punto del romanzo lo stesso Lorenzo è alle prese con la stesura di un libro, e quando l'amico Dennis gli domanda quale sia l'argomento, lui risponde: "La storia di una partenza che è anche una ricerca spirituale dove più che la storia conta il contesto che fa da sfondo alle vicende dei personaggi" (p. 54). 
Ed ecco che Enzo Lauretta ha inserito nel suo romanzo la spiegazione del senso del romanzo stesso, perché nessuna frase meglio di questa può descrivere Gli Zingari dello Studio: quello che conta non è la vicenda, ma la ricerca spirituale, che è influenzata più che altro dal contesto dell'esperienza erasmus, non dai fatti in sé o dalle persone che Lorenzo incontra.
Gli Zingari dello Studio non è la storia di una "crescita", piuttosto di una dimensione spirituale, quella di chi è zingaro dentro.







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