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Recensione: "Il maestro delle ombre" di Donato Carrisi

Il maestro delle ombre
di Donato Carrisi
Longanesi Editore
400 pagine
€ 18,60 (cartaceo) € 11,99 (ebook)

 TRAMA

Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria.
Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio.
Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi.
Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino.
Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine... 
Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.


LA MIA OPINIONE
Ho deciso di leggere Il Maestro delle Ombre praticamente a scatola chiusa: ho volutamente ignorato la trama ogni volta che mi è capitato di incrociarla in giro per i siti web e mi sono concessa di sbirciare soltanto a quale serie appartenesse.

Terza avventura del penitenziere Marcus e dell'agente Sandra Vega, Il Maestro delle Ombre è una storia che nasce su uno sfondo apocalittico: Roma sta per essere spenta, letteralmente. Un blackout di ventiquattr'ore è imposto per riparare una centrale elettrica che ha subito un grave guasto in seguito ad una tempesta che si è abbattuta in maniera terribile sulla città eterna.
È a poche ore dal blackout che Marcus si risveglia in una prigione sotterranea. Ricorda chi è, ma non gli ultimi giorni della sua vita. Non ha idea di chi lo abbia imprigionato, ma poco gli basta per
liberarsi e mettere insieme i primi pezzi, per scoprire che nelle ventiquattr'ore di buio che inghiottiranno Roma le ombre emergeranno per spargere sangue.
In questa indagine soltanto Sandra Vega può aiutarlo: lo sa Marcus e lo sa anche lei, che nell'ultimo periodo si è trincerata dentro l'ufficio passaporti piuttosto che affrontare di nuovo il male come soltanto lei può averlo conosciuto. Quando però viene coinvolta dai suoi superiori in un'indagine parallela a quella di Marcus, non può più tirarsi indietro. Ai due non rimane che affrontare nuovamente le ombre insieme.

Chi tra voi lettori mi segue da qualche tempo saprà dell'amore che nutro per i romanzi di Donato Carrisi in generale, ma più in particolare per la serie di Marcus e Sandra e com'è accaduto per i due romanzi precedenti, ho letto Il Maestro delle Ombre in pochissimo tempo.
Se c'è una cosa che Donato Carrisi sa fare benissimo è tenere i lettori attaccati alle pagine, creare un ritmo narrativo dove indagine, personaggi e colpi di scena sono intrecciati nel modo giusto, minuzioso e paziente e soprattutto trascinante. 
È lo stile scorrevole e coinvolgente che questa volta salva l'autore, che secondo me ha inserito troppi elementi per un romanzo, che nonostante le quasi 400 pagine, alla fine si è dimostrato troppo ristretto, secondo me,
Non fraintendetemi: la storia funziona fino all'ultima riga ed ogni tassello va perfettamente al suo posto alla fine, ma in questo romanzo ci sono tre elementi portanti molto ingombranti che secondo me avrebbero necessitato di più spazio: da un lato il blackout di Roma e lo scenario apocalittico che ne segue; dall'altro l'indagine sugli omicidi misteriosi che si susseguono nelle ventiquattr'ore del blackout, che finisce per avere un risvolto esoterico ed infine Marcus e Sandra ed il rapporto che li lega.
Tutti gli elementi funzionano benissimo se presi singolarmente, ma legati insieme in uno spazio un po' ristretto è come se si appesantissero. Un po' come un dolce che non lievita del tutto, per intenderci.

Nel complesso Il Maestro delle Ombre è stata una buona lettura, molto coinvolgente, sicuramente affascinante come i suoi precedenti, ma nel quale gli elementi portanti avrebbero meritato un po' più di spazio.




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