Intervista #4: Conosciamo meglio Gina Laddaga

5/10/2013

Buongiorno amici e amiche di IDIB -BE e buon venerdì! Oggi voglio rallegrarvi con qualcosa di diverso da una recensione e sono felice di potervi postare un'intervista che ho avuto modo di fare qualche tempo fa sul mio blog. Protagonista del mio interrogatorio è la giovane Gina Laddaga, autrice di "Sognami", di "Moonstone" e di "Perfetta, ma non per lui", tre romanzi molto diversi tra loro e che, nello stesso tempo, esprimono pienamente la personalità di questa ragazza talentuosa e piena di idee.
Se siete curiosi e volete scoprire qualcosa in più su questa autrice italiana, fermatevi a dare un'occhiata alle risposte interessanti che ha dato alle mie domande!

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Ciao Gina e benvenuta! Grazie per aver accettato di essere mia ospite. Spero che le mie domande siano di tuo gradimento! Per me è un vero piacere fare due chiacchiere con te!
Ciao Monia, grazie a te. Sono emozionata all'idea di un'intevista. Ti dirò un segreto: è la prima volta che vengo intervistata per un blog! Avanti con le domande: sono prontissima :)

Tramite i tuoi romanzi ho avuto modo di capire che sei una ragazza che sogna molto. L’impressione è giusta? Raccontaci chi è Gina Laddaga, la giovane donna e l’autrice.
Sì, l'impressione è giusta. Sono una sognatrice. Fin da piccina mi è sempre piaciuto sognare: sognavo di diventare una ballerina, di fare la stilista, di diventare una diva del cinema, una scrittrice... l'ultima, alla fine, mi è sembrata la più appropriata. 
Gina Laddaga è una rompiballe sognatrice. Rompiballe perchè quando ho ragione ho ragione, e quando ho torto... ho ragione ad aver torto. Sognatrice per i motivi elencati sopra. 
Ho sempre sognato, anche, di trovare il principe azzurro. E a venticinque anni l'ho trovato.

La scrittura è una componente importante della tua vita. Come è nata questa passione?
Tutto nasce da quando ho imparato a scrivere, dalla prima elementare in poi. Scrivevo e scrivevo, qualsiasi cosa: la lista dei giocattoli che volevo, i film che volevo guardare, i telefilm che cominciavo a seguire, la lista per la valigia delle mie vacanze, i diari segreti... pian piano le mie liste hanno preso corpo e nel 2008 è diventato un romanzo, "Sognami".

Ogni autore credo sia prima di tutto un lettore. Qual è il tuo rapporto con la lettura? È un interesse che va di pari passo a quello per la scrittura? E quale tra queste due passioni hai sviluppato per prima?
Certo, prima di essere una scrittrice sono una lettrice. Il mio rapporto con la lettura è "amichevole", leggo per rilassarmi, per evadere dalla routine. 
Credo non vada di pari passo con la scrittura: quando scrivo non leggo, credo per "non farmi influenzare"; voglio - anzi, esigo - che i miei testi siano originali. Quando leggo, non scrivo perché devo terminare la lettura :) 
Naturalmente la mia scrittura è influenzata da varie autrici, però, libro dopo libro, racconto dopo racconto, cerco di far maturare la mia twin-sister autrice. 
La passione che ho sviluppato prima, come ho detto precedentemente, è stata la scrittura. Il periodo precedente alla mia stesura di "Sognami", però, è stata piena di letture.


Tu hai scritto e pubblicato già due romanzi: “Sognami” e “Moonstone”. Che cosa ti ha spinto a intraprendere questa strada e a fare il grande passo verso il mondo dell’editoria? C’è stato qualcosa che ha fatto scattare la scintilla? O è stata una scelta che si è evoluta spontaneamente ad un certo punto della tua vita?
Sembrerà banale, ma è scattata la scintilla dopo aver letto "Twilight" di Stephenie Meyer. Sono rimasta affascinata da come quella donna sia stata in grado di farmi affezionare in modo quasi ossessivo ad un libro, ma sopratutto ai personaggi da lei creati. Si può dire tutto della saga di Edward e Bella, può piacere o no, può far discutere o meno, oggi la saga è diventata un potente mezzo di marketing, ma quando era appena uscito “Twilight” e non era ancora il fenomeno di massa che è tutt'oggi, mi ha fatta sognare come non facevo da molto. Si sarà capito che sono una sognatrice e la Meyer mi ha ''convinta'' a mandare il mio primo manoscritto. "Sognami" l'ho scritto in un periodo della mia vita molto particolare, ne ero quasi gelosa ma dopo l'ultima riga di "Twilight" ho pensato: "Al diavolo! Voglio far emozionare più gente possibile" e se leggerete "Sognami" potrete trovare pezzetti della mia anima sparsi qua e la. 
Naturalmente è un’utopia per me credere che "Sognami" o "Moonstone" diventeranno in un futuro prossimo dei libri culto e poi – magari - film, ma (mi ripeterò) è bello sognare!

Pubblicare significa mettersi in gioco e accettare i pareri dei lettori. Qual è il tuo rapporto con coloro che leggono le tue storie? Quando hai pubblicato il tuo romanzo d’esordio eri spaventata dalle possibili critiche?
Ho un buon rapporto con chi "mi legge". Chiedo sempre, nel bene e nel male, cosa pensino di ciò che scrivo. Sono una combattente nata, non ho paura delle critiche. Anzi se sono costruttive, ben venga! E se sono distruttive... beh, tenterò in tutti i modi di far cambiare idea a chi "non piaccio".

Cosa pensi dell’editoria italiana? Le tue esperienze in questo campo ti hanno portato ad avere fiducia in tale settore o speri in un cambiamento?
Penso che l'editoria italiana dia più spazio agli stranieri. Spesso trovo in libreria romanzi di scrittori emergenti stranieri che messi a confronto con (noi) scrittori emergenti italiani, perdono al primo round. Eppure hanno alle loro spalle molta pubblicità, un marketing azzeccato e la "novità straniera" che attira molto di più. Io, da scrittrice emergente, ho sempre avuto il "Sogno Americano", ma anche quello “Italiano” non mi dispiacerebbe! A parte gli scherzi, spero in un cambiamento: più spazio al Made in Italy.

“Sognami” è il tuo primo romanzo, pubblicato nel 2009 da La Riflessione – Davide Zedda Editore, e dalla trama si capisce che si tratta di una bella storia d’amore giovanile e ricca di elementi intriganti, come i riferimenti alla tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. Parlaci di questa tua opera d’esordio e spiegaci come è nata e, soprattutto, i segreti che si celano dietro il processo di lavorazione di questo libro.
“Sognami”, come ho detto prima, è nato durante un periodo un po’ particolare e un po’ apatico della mia vita. L’ho scritto principalmente per sfogarmi e non avevo in mente di inviarlo a delle case editrici indipendenti che potessero renderlo “un libro”. 
Essendo una romanticona senza via di ritorno ho creato, per questo mio primo testo, delle analogie con la tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta” (la quale è la mia tragedia preferita e il film con Di Caprio è uno dei miei preferiti!). Le analogie, però, sono incentrate sul nome del protagonista maschile Romeo – quasi un eroe romantico – sull’Inghilterra e su Verona, la prima è la patria di Shakespeare e la seconda è la città in cui è ambientata la tragedia del drammaturgo inglese. Fortunatamente, però, ho deciso di non far fare una brutta fine ai protagonisti. :-)

“Sognami” è, quindi, il tuo romanzo d’esordio, ma è anche il primo che hai scritto? O ti eri già cimentata precedentemente nella stesura di un racconto lungo o breve?
Posso dire che “Sognami” è il mio primo vero romanzo. Prima di allora avevo solo scritto fan-fiction o racconti brevi, ma nulla di importante da essere menzionato. Tra “Sognami” e “Moonstone”, invece, ho scritto un romanzo rosa dal titolo “Perfetta, ma non per lui”. Forse, in futuro, lo renderò un e-book scaricabile gratuitamente…

Arriviamo a “Moonstone”, pubblicato nel 2012 da Edizioni Il Pavone – Progetto Parole Indipendenti, e cambiamo sia ambientazione che genere! Come mai hai scelto di sperimentare nell’ambito del fantasy?
Io aaamo il fantasy. Se consulti la mia piccola libreria a casa noterai molti romanzi di quel genere. Devo dire, però, che scrivere un fantasy è molto più difficoltoso che scriverne uno rosa come “Sognami” (anche se in quest’ultimo troverete un po’ di magia), perché creare vicende e personaggi “fantasiosi”, ma non cadendo nel banale, è davvero difficile. Hai così tanti autori e libri fantasy nella testa che hai paura di poter scrivere qualcosa che è stato già scritto o letto. “Moonstone” è stata una prova e spero davvero di averla superata.

La storia di Ciara e Sawyer è ricca di mistero e romance. Da cosa sei stata ispirata? Come mai hai scelto di inserire la figura affascinante del lupo nell’intreccio?
L’ispirazione della storia d’amore tra due personaggi così diversi è qualcosa che esiste da tempo, credo. Notate Romeo e Giulietta: lui è un Montecchi e lei una Capuleti, due famiglie che si odiano, ma loro finiscono per amarsi in quel modo così disperato. Oppure, Edward e Bella: lui vampiro e lei umana. Anche, Cassia e Ky (Matched, Ally Condie, ndr.): lei è un “perfetto prototipo della Società” e lui “un’aberrazione”. Ne potrei citare molti altri… la verità è che l’amore vero, per me, è quello tra due persone diverse che superano tutto e tutti per stare insieme. Da tutto questo sono nati Ciara e Sawyer. 
Per quanto riguarda la figura dei lupi, l’ho scelta per non cadere in una storia di vampiri (che adoro!) e per vedere se ero in grado di affezionarmi ad un “mutaforma”… e così è stato!

Ti immedesimi nei protagonisti dei tuoi romanzi oppure lasci che la tua penna crei personalità completamente differenti dalla tua?
Chi mi conosce, dopo aver letto “Sognami”, ha constatato che sono io Alice. In realtà nel mio primo romanzo ho raccontato di me, dei miei parenti e delle mie amiche. Ogni personaggio ha qualcosa di “reale” che rimanda alle persone a me care. Tranne per Romeo e per la bella storia d’amore che, ai quei tempi, non avevo ancora vissuto. 
Per “Moonstone”, invece, ho scelto di far parlare la mia fantasia e di non fermare la mia penna…

Ci sono degli scrittori o delle scrittrici che hanno formato il tuo modo di scrivere?
Sì, assolutamente. Stephenie Meyer e Maggie Stiefvater, per citarne alcune…

Quali sono i generi letterari che preferisci leggere e quali quelli che preferisci scrivere?
Leggere, come avrete capito, il genere fantasy, ma anche romance, Ya e distopico. Scrivere invece… quelli che amo leggere. Infatti ho iniziato a scrivere da qualche mese un romanzo distopico… ma la mia bocca è cucita su quest’ultima affermazione!

Quando scrivi hai bisogno di un’atmosfera particolare oppure riesci a sviluppare le tue idee indipendentemente dall’ambiente che ti circonda? La musica svolge un ruolo importante o preferisci il silenzio?
Devo scrivere in camera mia. Riesco solo ed esclusivamente lì! Se un giorno cambierò casa dovrò trovare un altro posto “valido”. La musica mi accompagna nella stesura dei miei testi, infatti per “Sognami” e “Moonstone” ho creato delle songlist. 

Sei un’autrice giovane e sicuramente piena di idee. Hai progetti a cui vorresti dedicarti e far prendere vita?
Sì, il mio romanzo distopico, ma è ancora in fase di stesura e quindi non voglio dire nulla. Spero mi perdonerete! Naturalmente, vorrei anche riuscire a scrivere il seguito di “Moonstone”. Essendo nella mia testa una trilogia, dovrò far prendere vita a “Moonglow” e “Moonlight”.

Cara Gina, io ti faccio i miei complimenti e ti auguro di realizzare tutti i sogni che hai in cantiere, quindi un grande in bocca al lupo! Grazie per averci parlato di te e delle tue opere. Vuoi salutare i lettori e le lettrici indicando gli ingredienti principali che potranno trovare nei tuoi romanzi qualora decideranno di leggerli e di entrare nei mondi che hai creato con tanta passione?
Grazie a te cara Monia! Mi ha fatto molto piacere chiacchierare con te e le tue domande sono state davvero intriganti. 
Mando un grosso bacio ai tuoi lettori, che spero vogliano diventare anche miei lettori :-)
Se deciderete di acquistare i miei testi, potrete immergervi nell’amore – “il motore del mondo” – nella passione, nel sentimento e nella forza di prendere decisioni che cambiano la propria vita. 
In bene o in male, sta a voi scoprirlo!


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2 commenti

  1. Ho proprio voglia di leggere qualcosa di Gina prima o poi :)
    Una bella intervista che mi ha messo non poca curiosità! Sono curiosissima anche per il distopico! In bocca al lupo per tutto :)

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    1. Ma ti ringrazio ^-^
      Io ho letto "Moonstone" di Gina e mi è piaciuto...è una bella storia d'amore giovanile con sfumature fantasy...una lettura molto piacevole! :-)

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