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Recensione: Affetti Nomadi di Antonella D'Eri Viesti



Titolo: Affetti Nomadi

Autore: Antonella D'Eri Viesti

Editore: Les Flâneurs Edizioni

Collana: Bohemien

Data di pubblicazione: Maggio 2018

Pagine: 144

Genere: Narrativa Contemporanea



Trama
Allegra è una bulimica della vita, instabile, bisognosa di affetto, egocentrica e insicura nelle relazioni, ma al contempo ambiziosa, cinica, trascinante, curiosa, sempre pronta a sperimentare le mille idee che si affollano nella sua mente. Nei suoi racconti, che partono dall'adolescenza e la accompagnano nella sua vita adulta, si intrecciano vicende che non si incontrano, ma che finiscono per annodarsi tutte sul cuore e nell'anima di questa giovane donna, delineando il modo in cui le relazioni contemporanee, e l'amore in particolare, vanno sgretolandosi. Soggettività, menefreghismo, negligenza diventano i pilastri portanti di queste storie sospese, amare, carnali, che scavano un solco profondo nel desiderio inappagato di un riconoscimento e di una sicurezza irraggiungibile da parte di individui sradicati e insoddisfatti. Affetti nomadi è un romanzo pensato per frammenti, come frammentaria è la realtà contemporanea, come frammentarie e striscianti sono le relazioni che viviamo e che ci ostiniamo a credere possano durare per sempre.

Recensione

Affetti nomadi è assolutamente un testo di carattere. Antonella D'Eri Viesti impugna la penna come fosse una pistola e spara i suoi colpi su un foglio di carta bianco. Questo romanzo, a prescindere dalla trama, merita di essere apprezzato proprio per lo stile narrativo: una scrittura spavalda, diretta, coraggiosa. Le parole della D'Eri Viesti arrivano al lettore con un'immediatezza genuina; pochi vocaboli accostati, riescono a creare una suggestione spiazzante. Eccone alcuni esempi:

"Leggevo, scrivevo e creavo, mentre la mia mente era diventata un'insaziabile puttana."

O ancora:

"Mi sapevano terribilmente di sfigate, cercavano il miglior acquirente per riempire i loro conti corrente in rosso, non di soldi ma di sentimenti."

Affetti nomadi raccoglie delle polaroid della vita di Allegra, scatti veloci, rubati per immortalare una piega dell'animo piuttosto che un mero momento. I capitoli formano insieme 9 tracce di una playlist, quasi il libro fosse una cassetta che può essere facilmente riavvolta in ogni momento, con la punta di una matita. La penna dell'autrice s'intrufola in diversi scorci della vita di Allegra, per mettere a nudo la sua anima e far venire fuori tutto il suo tormento, tutta la sua disperata ricerca di qualcosa di più, di qualcosa di diverso. Nomi e personaggi diventano solo lo sfondo di questo romanzo, che innalza come protagonisti solamente i sentimenti. Il lettore si ritrova così a conoscere una ragazzina delle superiori troppo diversa e troppo matura per riuscire a relazionarsi con i compagni di classe. Una ragazza noncurante delle buone maniere, pronta a tutto pur di difendere la propria scelta di vita. Una disillusa dell'amore, che piange al matrimonio di due che, schiavi del "così si deve fare", si infilano un anello al dito pur non provando nulla l'uno per l'altra. Una giovane donna coraggiosa, decisa a soffocare una relazione che si trascina da troppo tempo, come un peso morto. Una bulimica di nuove esperienze che si ritrova a vivere la settimana d'amore più intensa mai provata, proprio alla vigilia di un lungo viaggio.
La scrittura di Antonella D'Eri Viesti riesce a trascinare il lettore nella vita di Allegra e a creare un effetto empatico disorientante. Questo libro è consigliato a tutti quelli che sono stanchi di testi copia incolla, di trame trite e ritrite e che cercano una lettura di spessore, capace di mettere con le spalle al muro e di far riflettere.


                                                               

                                             


                                                                             


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