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Recensione: "L'ipotesi del male" di Donato Carrisi

Titolo: L'ipotesi del male
Serie: Mila #2
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi, TEA
Pagine: 426
Prezzo: € 7,0 (Ed. Economica TEA)

TRAMA
C'è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un'ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell'ufficio persone scomparse dove lavora, centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato. Ma se d'improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati?



LA MIA OPINIONE

Dato il mio amore per i romanzi di Carrisi e per Mila Vasquez, che è sicuramente una delle migliori protagoniste di cui ho letto, estremamente complessa ed affascinate, non potevo lasciarmi sfuggire L’ipotesi del male.
In questo romanzo la nostra detective è tornata nel suo mondo, il Limbo, dove si occupa di persone scomparse. Ma la relativa tranquillità del suo ufficio non ci mette molto ad essere sconvolta: per la prima volta, ed inspiegabilmente, alcune persone scomparse diversi anni prima stanno ritornando per commettere degli omicidi, senza alcun movente.
Cercare uno schema dietro agli omicidi non basta, bisogna comprendere come queste persone siano sopravvissute tanti anni senza lasciare un segno del loro passaggio e perché siano tornate.
Per indagare, Mila stavolta si avvale della collaborazione di Simon Berish, un agente coinvolto nei casi di sparizione degli assassini e che proprio a causa di un motivo legato a questi casi è diventato il reietto del Distretto.
Un caso sicuramente non facile da risolvere, un’avventura alla ricerca di un burattinaio che si muove nel buio.
Bisogna scoprire chi è il Signore della buonanotte, ma per trovarlo bisogna cercare nelle tenebre.

Ancora una volta Carrisi è riuscito a sorprendermi.
Pensavo che dopo aver letto Il suggeritore ormai conoscessi abbastanza Mila, ma mi sono resa conto che questo personaggio è ancora più complesso di quanto fosse apparso nel primo romanzo di cui è protagonista.
A ciò si aggiunge il fatto che Mila adesso sia madre di Alice, una bambina che ha deciso di affidare alla nonna poiché crede di essere pericolosa per lei e per la sua vita. Mila non vuole stare vicino alla figlia a causa della sua incapacità di percepire il dolore, ma dall’altra parte si chiede se questa sia la scelta più giusta, poiché all’improvviso si rende conto di conoscere davvero poco la bambina.
Il suo pensiero corre ad Alice costantemente nel corso di una nuova e complicata indagine, fatta di predicatori insospettabili che si muovono nel buio ed assassini che sembrano tornati dalle tenebre in cui erano scomparsi apposta per uccidere.
Sicuramente in questo romanzo ha un ruolo fondamentale Simon Berish, un agente speciale caduto in disgrazia proprio durante le indagini sul Signore della buonanotte, iniziate vent’anni prima dei ftti raccontati nel romanzo. Tra lui e Mila c’è subito sintonia ed entrambi hanno un istinto non indifferente, che sicuramente porta a grandi risultati durante le indagini.
Un thriller forse più semplice da digerire rispetto a Il suggeritore, che ho trovato sicuramente molto più d’impatto, ma sicuramente nemmeno in questo romano mancano le sorprese, i colpi di scena, l’adrenalina.
La soluzione del caso è allo stesso tempo semplice e complicata, e quando finalmente viene rivelata tutti i pezzi del puzzle vanno al loro posto, e mi sono ancora una volta ritrovata a chiedermi perché non fossi arrivata a sospettare del colpevole.

Anche con questo romanzo Carrisi ha fatto centro e sicuramente Mila Vasquez rimane la sua protagonista più riuscita.





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