lunedì 21 novembre 2016

Recensione: GLITCH (WIRED #1) di Mirya

Titolo: Glitch (Wired #1)
Autore: Mirya
Editore: autopubblicato
Prima edizione: 1 novembre 2015
Pagine: 548
Prezzo: ebook - € 2,99; cartaceo - € 17,47 

Trama
A partire dalla generazione 3.0, gli esseri umani si sono abituati a essere quasi sempre connessi al web, tramite il portale installato nella nuca. Ma alcuni di loro sono davvero sempre connessi, e possono accedere a un’altra realtà virtuale, in cui si trova la loro altra anima.
Considerati pericolosi dal resto dell’umanità, i Wired vivono nascosti e sono educati in scuole nascoste, dove imparano a gestire i loro poteri e i loro Alter.
Leanne non sapeva di essere una Wired impura, finché non ha percepito la sua Alter.
Caleb ha sempre saputo di essere un Wired puro, nato e cresciuto per onorare il DNA della sua famiglia.
Il loro odio dura da più di quattro anni.
Il loro amore è appena iniziato.

E tutto il Mondo Connesso scommette contro di loro. 

***



A partire da quella che viene definita generazione 3.0, le persone si connettono al web attraverso il portale installato sulla nuca, a contatto con il midollo spinale. In alcuni soggetti, i Wired, però, il portale si fuse con il DNA, generando l'Alter, una personalità virtuale. 

I Wired sono sempre connessi e hanno accesso a Gaia, un universo alternativo da cui vengono gli Alter. Mentre i Wired che hanno subito la mutazione spontaneamente, tramandandola ai figli, sono chiamati Gold, quelli come Leanne che hanno sviluppato l'Alter, pur provenendo da famiglie di Sconnessi, sono i Glitch. I Beta, invece, discendono da persone in cui l'Alter è emerso solo in seguito a esperimenti che hanno portato a diversi effetti collaterali. 
I Gold credono nella propria superiorità genetica e disprezzano i Glitch e i Beta.
Per questo motivo Leanne sa che non dovrebbe aprire il pacchetto che ha trovato sulla sua postazione, alla fine della lezione di Particelle. La carta che lo avvolge ha i colori simbolo dei Gold, il bianco e il nero. E, anche se ha imparato a sue spese che non ci si può fidare, Leanne dimentica ogni prudenza e si lascia vincere dalla curiosità che, in fondo, è una delle sfaccettature della sua intelligenza. 
Nel pacchetto c'è una piccola fiala di vetro con un'etichetta attaccata: questo è ciò che hai bevuto stamattina a colazione. È succo di melograno, il suo preferito, ma Leanne sa che devono averci aggiunto un nanofluido e, provenendo dai Gold, non può avere certo effetti positivi. 
Quando dalle sue analisi non riesce a trarre alcuna informazione utile, capisce di essere costretta a rivolgersi a Webster, l'unico studente più bravo di lei in Particelle e, soprattutto, a capo dei Gold della scuola. La sua vita nelle mani di una persona che la disprezza e la odia apertamente. 

Il riflesso negli occhi di lui. Il riflesso negli occhi di lui. Il riflesso egli occhi di lui.
Lei, riflessa negli occhi di lui.

A partire da quella che viene definita generazione 3.0, le persone si connettono al web attraverso il portale installato sulla nuca, a contatto con il midollo spinale. In alcuni soggetti, i Wired, però, il portale si fuse con il DNA, generando l'Alter, una personalità virtuale. 
I Wired sono sempre connessi e hanno accesso a Gaia, un universo alternativo da cui vengono gli Alter. Mentre i Wired che hanno subito la mutazione spontaneamente, tramandandola ai figli, sono chiamati Gold, quelli come Leanne che hanno sviluppato l'Alter, pur provenendo da famiglie di Sconnessi, sono i Glitch. I Beta, invece, discendono da persone in cui l'Alter è emerso solo in seguito a esperimenti che hanno portato a diversi effetti collaterali. 
I Gold credono nella propria superiorità genetica e disprezzano i Glitch e i Beta.
Per questo motivo Leanne sa che non dovrebbe aprire il pacchetto che ha trovato sulla sua postazione, alla fine della lezione di Particelle. La carta che lo avvolge ha i colori simbolo dei Gold, il bianco e il nero. E, anche se ha imparato a sue spese che non ci si può fidare, Leanne dimentica ogni prudenza e si lascia vincere dalla curiosità che, in fondo, è una delle sfaccettature della sua intelligenza. 
Nel pacchetto c'è una piccola fiala di vetro con un'etichetta attaccata: questo è ciò che hai bevuto stamattina a colazione. È succo di melograno, il suo preferito, ma Leanne sa che devono averci aggiunto un nanofluido e, provenendo dai Gold, non può avere certo effetti positivi. 
Quando dalle sue analisi non riesce a trarre alcuna informazione utile, capisce di essere costretta a rivolgersi a Webster, l'unico studente più bravo di lei in Particelle e, soprattutto, a capo dei Gold della scuola. La sua vita nelle mani di una persona che la disprezza e la odia apertamente. 

Il riflesso negli occhi di lui. Il riflesso negli occhi di lui. Il riflesso egli occhi di lui.
Lei, riflessa negli occhi di lui.

Leggere Glitch significa entrare in un'altra dimensione, in cui meccanismi, regole, amici e nemici sono tutti da scoprire. E allora non rimane che affidarsi alle pagine per superare lo smarrimento, lasciando che la nuova realtà si componga di elementi che diventano sempre più familiari. 
Focalizzata su Leanne, la narrazione aiuta il lettore ad ambientarsi a Upgrade, la scuola per Wired situata nel parco di Villa Borghese, e in un futuro diviso tra Mondo Connesso e Mondo Sconnesso. 
La stessa Leanne, seppure sia ormai al quinto anno della scuola, non ha ancora compreso del tutto che cosa significhi essere Wired e, soprattutto, deve ancora accettarlo. Il lettore viene così accompagnato nel percorso di crescita della protagonista e impara a fare i conti con la minaccia che Zero Uno rappresenta per il Mondo. D'altra parte, come si ha modo di apprendere subito, Leanne e i suoi amici hanno dovuto affrontare Zero Uno e i suoi Domini più di una volta nell'arco di quei cinque anni, mettendo a rischio la propria vita. 
Il punto di forza di Glitch, nonché uno degli aspetti che mi hanno entusiasmata maggiormente, è l'intreccio che considero davvero geniale. I capitoli si alternano tra presente e passato, permettendo al lettore di ripercorrere gli anni scolastici precedenti. Singolare è la scelta dei tempi verbali: il presente, gli eventi più recenti, trovano voce nel passato remoto, mentre i ricordi di Leanne sono narrati al presente. 
Il tempo si ripiega così su se stesso: il passato ritorna non solo nella narrazione alternata, ma nei ricordi di Leanne e cambia più volte alla luce di rivelazioni e sentimenti nuovi. Questo particolare dipanarsi del tempo permette di cogliere aspetti diversi e di guardare con occhi nuovi ciascun episodio e, in fondo, è quanto accadrà alla stessa protagonista. 
L'avvicendarsi di presente e passato non crea confusione nel lettore e, anzi, è una mano tesa che aiuta il lettore a mettere insieme i tasselli e a conoscere meglio non solo la protagonista, ma anche i suoi amici e i suoi nemici. 
In un'altra storia Leanne non sarebbe mai la protagonista: non è lei il rivale scelto da Zero Uno. In un'altra storia l'eroe sarebbe Adam, ma Mirya ha messo al centro della narrazione la sua migliore amica, la ragazza più intelligente della scuola. Il fatto che Glitch fosse la storia di Leanne, di un personaggio che in altre circostanze non ne sarebbe stato il perno e che, invece, è interessante e sfaccettato, diviso tra ragione, lealtà e sentimento, è stato il colpo fatale e me ne sono innamorata. 
In realtà mi sono innamorata prima di Caleb Webster, ma so già che devo mettermi in coda. Webster è uno di quei personaggi che si odiano, che si segnano a colpo sicuro nella lista dei nemici e che, durante la lettura, si guardano in tralice. Solo che, molto prima che sia possibile accorgersene, ti hanno conquistato e un po', come succede a Leanne, ne diventi dipendente. 

Webster non avrebbe mai permesso a qualcun altro di intrappolarlo in una ragnatela. Il Ragno era lui.

È difficile approvare i metodi di Webster, abituato a strisciare e calcolare per raggiungere i propri scopi. Eppure è avvolto in un'aurea di mistero e fascino cui è impossibile resistere. A poco a poco, poi, si inizia a intravedere qualcosa di diverso in lui e, allora, tutto prende una piega diversa. 
Come mi capita spesso quando un romanzo mi conquista, vorrei soffermarmi su ogni particolare, ma sarebbe decisamente ingiusto. Ci tengo solo a esprimere il mio affetto per gli amici di Leanne: Adam, Felicity, Gregory, Edelweiss e Ben. Mi sono affezionata a tutti loro e ai loro Alter: come Leanne e Webster, sono personaggi altrettanto ben caratterizzati, hanno un'indole personale tanto ben definita da rendere reale e fondamentale la loro presenza. 
Ho apprezzato la crescita che ciascun personaggio compie nel corso della narrazione: tutti si trovano costretti ad affrontare e riconoscere il male, a fare affidamento sugli altri e a mettere in dubbio le proprie convinzioni

E che forse ognuno ha un modo diverso di trovare doppia armonia. Ognuno ha un modo diverso di ridere e non tutti hanno bisogno di farlo con le labbra o con una battuta: ad alcuni basta la generosità delle emozioni e il respiro del cuore.

Lo stile di Mirya è ricercato, ma rimane sempre scorrevole e mantiene viva l'attenzione del lettore, invitandolo alla riflessione. 
Glitch apre le porte a un mondo magico, iper-tecnologico e futuristico che offre al lettore una storia che ha un sapore noto, piacevolmente familiare, eppure rimane qualcosa di incredibilmente nuovo.
Glitch è il miglior ritorno al futuro della magia che potessi immaginare.




Nessun commento:

Posta un commento