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Recensione: Il vescovo errante di Germano Morini

Titolo: Il vescovo errante
Autore: Germano Morini
Edizioni: Edizioni Campo di Marte
Pagine: 137
Formato: Kindle
Prezzo: €1,49
Genere: thriller esoterico

Sinossi:
Roma, in questi giorni.
Un monumento distrutto, persone morte nello stesso istante senza una causa apparente, un testimone da rintracciare.
E' questa l'indagine che trascinerà Beppe Dosi, capitano di un improbabile reparto dei Carabinieri, nelle spire di un caso molto più serio di lui.




Recensione:
Roma.Inprovvisamente la tanto famigerata statua di Giordano Bruno di Campo de' Fiori scompare, o meglio, si liquefa' e in contemporanea, alcune persone nei paraggi cadono al suolo morte.
All'ispettore Dosi e al maresciallo Chiattoni l'arduo compito di indagare e cercare di raccapezzarsi in un'indagine che sembra portare a una scoperta sorprendente, in cui la misteriosa ed arcaica figura di un uomo di nome Gio, sembra condurre lungo una pista inquietante. Tra passeggiate ed inseguimenti nella Roma antica e incontri con alti prelati dagli oscuri segreti, l'autore rivela una profonda conoscenza della capitale, tanto da dare al lettore l'impressione di camminare realmente per le strade della città eterna. Minuzioso nelle descrizioni dei luoghi, tanto quanto nel rivelarci elementi storico-religiosi e simboli esoterici, Morini ci accompagna in un viaggio senza tempo, in una Roma immortale, con personaggi ben costruiti, dal tipico accento romanesco, tutti con delle caratteristiche ben precise. Il personaggio di Gio è la figura, a mio parere, più interessante, seguita dal misterioso Vescovo errante. Ma non meno caratteristiche si presentano le figure di Beppe Dosi e del Chiattoni, amici e colleghi, che con la loro combriccola di amici ci conducono nei meandri di una Roma vera, tutta da scoprire.
Battute simpatiche e scorrevolezza contribuiscono a rendere il romanzo un giallo esoterico non comune. 
A voi lettori il compito di scoprire il resto, certa che non rimarrete delusi!

 











Commenti

  1. L'ho letto tempo fa, è vero che è bello. Enigmatico e orinico come il suo autore.
    S.I.

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