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Recensione: LA PRINCIPESSA CHE SCRIVEVA di Fiumanò e Ruta

La principessa che scriveva è uno dei Libri da Parati della VerbaVolant Edizioni: un libro che, liberato dalla forma più convenzionale, moltiplica le sue possibilità narrative e rivela, dispiegamento dopo dispiegamento, la sua bellezza. 

copertina la principessa che scriveva
Titolo: La principessa che scriveva
Autori: Nerina Fiumanò e Angelo Ruta
Prima edizione: VerbaVolant Edizioni- dicembre 2016
Prezzo: € 12,00

Trama
C’era una volta tanto tempo fa una principessa che oltre ad essere giovane e bella e circondata dall’affetto di tutti, aveva un amore solitario e unico: la principessa amava scrivere. E scriveva sempre, ogni volta che il suo cuore le sussurrava qualcosa, ogni volta che un battito d’ali nel bosco la turbava, la emozionava, la scuoteva, la principessa scriveva. E dopo che aveva scritto, alla principessa scrittrice sembrava che ci fosse più pace intorno a lei. Ma un giorno il suo regno venne conquistato con la forza e venne imprigionata; non aveva nulla con sé, soltanto una penna, così non smise mai di scrivere. Scriveva sulla sua veste, sulla sua camicia, sui piedi, sulle mani su ogni angolo di pelle del suo corpo. Perché nulla restasse senza parole, perché tutto rimanesse su di lei…

***

C’era una volta una principessa giovane e bella, che amava scrivere. 

E dopo che aveva scritto, 
alla principessa scrittrice
sembrava che ci fosse più pace intorno a lei,
le sembrava che fosse rispuntato il sole
fra gli alberi agitati dalle tempeste.
Perché il suo sentire il mondo
era un albero agitato dal vento. 

Ma il suo regno fu conquistato e la principessa venne fatta prigioniera. Penna e inchiostro era tutto ciò che aveva con sé. 

Leggendo La principessa che scriveva e seguendo il racconto delle bellissime illustrazioni di Angelo Ruta, i bambini non possono che rimanere incantati. La fiaba di Nerina Fiumanò è breve, ma sorprendentemente intensa e per questo adatta a lettori di tutte le età.
La storia si sviluppa su un unico foglio, piegato su se stesso per quattro volte. Ogni “pagina” o riquadro coincide con un’illustrazione e una parte delle parole che raccontano la fiaba. Sono due voci, quella di Fiumanò e Ruta, che si incontrano e accostano con armonia, senza che l’una predomini sull’altra.
Sono certa che, arrivati alla fine della storia, la fantasia dei lettori più giovani (ma non solo, chissà!) continuerà a liberare nuove avventure della giovane principessa. 
 A dispetto della forma che costringe alla brevità, La principessa che scriveva si presta a essere letto come una riflessione sulla scrittura e come racconto delle emozioni che scrivere racchiude, diffonde e libera

Perché nulla restasse senza parole,
perché tutto rimanesse su di lei.



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